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Trento

La speranza verso un cambiamento

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Si vuole iniziare questa rubrica “Diritti&Psicologia” riflettendo sul significato delle due parole che compongono questo intenso e profondo titolo.

Diritti intesi come Diritti Umani, definiti come Fondamentali in quanto corrispondono ai bisogni vitali, materiali e spirituali della persona; Universali in quanto appartengono ad ogni essere umano; Inviolabili, in quanto nessuno può esserne privato; Indisponibili in quanto nessuno può rinunciare ad essi.

Psicologia può essere vista come studio dell’anima, come studio dei fenomeni della vita affettiva e mentale delle persone (istinti, emozioni, sentimenti, percezioni, memoria, volontà, intelligenza dell’uomo).

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Ora ci chiediamo: quando l’uomo soffre per la violazione dei diritti umani, cosa avviene nella sua mente? È solo sofferenza o diventa vera e propria patologia? E quali sono gli strumenti più adeguati per superare il dolore umano e vivere il meglio possibile?

Si vuole infatti offrire l’opportunità di riflettere e mgari anche di confrontrsi attraverso le risposte dei lettori che lo desiderino sulla sofferenza di oggi caratterizzata da una forte crisi economica, sociale ed etica e cercare nel cuore di ognuno di noi la forza, l’idea e l’azione per un cambiamento radicale e profondo. I cambiamenti umani, sociali positivi e veri non sono veloci, ma poggiano sulle trasformazioni che ogni individuo è capace di fare su se stesso e sul tipo di interazione che riesce a rggiungere con gli altri.

Sarebbe meravigioso creare un’educazione alla conoscenza e al rispetto dei diritti umani, in quanto proprio il rispetto di se stesso e degli altri è un pilastro su cui può svilupparsi la pace, lo sviluppo sociale e la felicità.

Siamo in un periodo storico in cui gli input sono tanti e veloci, i tempi di vita sono accelerati e la mente deve reagire per prendere decisioni che hanno poco spazio di elaborazione. Quindi ecco che la capacità di giudizio, anche nelle piccole cose, può essere distorta, creando di conseguenza un’azione confusiva in sé stesso e nell’altro. Non ci prendiamo più il tempo per pensare, per guardare gli elementi che abbiamo della nostra conoscenza e verificare che quello che abbiamo visto sia vero oppure no. Questo nella vita quotidiana, ma anche in senso clinico oggi giorno è molto frequente.

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Nel primo caso quante volte può capitare di sentire ad esempio i genitori che raccomandano al figlio/a di non uscire con quell’amico/a perché non viene da una buona famiglia o frequenta “brutta gente”? Oppure, come reazione a questo pre-giudizio, quante volte ascoltiamo amici o conoscenti che si rifiutano di vedere il passato di quella persona che in quel momento credono di amare, vivendo un un presente irreale e costruito a su misura per assolvere ai loro bisogni affettivi?

Nel mondo clinico, tecnico, terapeutico e riabilitativo si corre a volte lo stesso rischio. Tutte le volte che definiamo una persona senza un’analisi approfondita, si rischia di entrare, senza volere, nel margine dell’errore condizionando il lavoro di sostegno e aiuto alle persone. Gli esempi possono essere purtroppo tanti, ma quello che mi viene sempre in mente e ha cambiato la mia percezione e la mia attenzione nella conoscenza delle persone è quando ero ancora molto giovane e durante uno dei tanti tirocini ho osservato un giovane uomo che dopo una lunga terapia per la disintossicazione da droghe e alcool, una mattina si presenta al Servizio specializzato e in poco tempo ogni stanza aveva tavoli e armadi rovesciati e sangue ovunque.

Che cosa era successo? Questo giovane uomo aveva terminato le terapie farmacologiche, “era pulito” dalle droghe ed è venuta fuori tutto in una volta l’immensa sofferenza che aveva fatto scaturire il bisogno di alcool e sostanze stupefacenti.

Perché gli operatori non hanno previsto questo grave pericolo anche per se stessi? Solo un Trattamento Sanitario Obbligatorio ha placato la situazione. Io non mi sono permessa di giudicare data la mia esperienza e ancora oggi mi limito osservare e farmi delle domande. Poteva andare in modo diverso? Quello che mi limito ad affermare è che tutto questo può avvenire nell’ambito della tossicodipendenza come in tutti gli altri ambiti terapeutici.

Ci possono essere dei tecnici bravissimi, con una conoscenza specialistica molto alta, ma se non vi è una struttura tecnica che preveda una approfondita analisi della situazione delle persone che chiedono una qualsiasi forma di aiuto, si rischia di entrare in un margine di errore che può avere conseguenze gravi. Diventa importante quindi la creazione di un progetto di recupero della persona che sia costruito e verificato insieme alla persona stessa, perché il cambiamento avviene se vi è l’assunzione delle proprie responsabilità e la stessa persona diventa protagonista del proprio miglioramento.

Infine diventa fondamentale verificare se le tecniche attualmente utilizzate per l’aiuto alla persona e alla sua famiglia siano efficaci e coerenti con i Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e in caso contrario studiare nuove tecniche non solo per evitare la sofferenza, ma anche e soprattutto per rendere l’uomo il più felice possibile.

Con Amore e Rispetto verso le persone che chiedono qualsiasi forma di aiuto verso tutti i tecnici e dottori che lavorano per questo

D.ssa Marica Malagutti  Psicologa, Psicoterapeuta Specializzazione in Diritti Umani e Cooperazione allo Sviluppo

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Trento

Maltempo, esplode un tombino a san Donà. Il video

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La pioggia ininterrotta fa esplodere un tombino a san Donà vicino alla ex Aicad, sopra il Corallo.

Traffico in tilt e automobilisti in difficoltà per attraversare la strada invase dall’acqua

Sul capoluogo piove senza pausa da stamattina. La pioggia, come si può vedere nel video, ha fatto letteralmente esplodere il tombino a causa del deflusso delle acque piovane in città che in quella zona non era dei migliori

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Trento

Affidamento servizi socio assistenziali. Segnana: “Garantiti i rinnovi contrattuali”

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“In merito alle preoccupazioni espresse nel corso delle audizioni di oggi per la paventata mancanza di fondi destinati ai rinnovi contrattuali, vorrei rassicurare tutti gli interlocutori che la giunta ha espressamente previsto nel prossimo bilancio tale spesa nel fondo strategico e nello specifico verrà erogato alle comunità con aumento dei fondi a loro destinati per il finanziamento dei servizi socio assistenziali”. Lo afferma l’assessore Segnana a margine dei lavori della IV commissione legislativa che oggi ha affrontato il tema degli affidamenti e della co progettazione.

“La giornata odierna – commenta l’assessore – è stata l’occasione per confronto proficuo con tutti gli intervenuti durante il quale sono stati discussi i temi principali e già all’attenzione dell’assessorato e del dipartimento delle politiche sociali connessi al tema degli affidamenti dei servizi socio assistenziali. Un momento di ulteriore approfondimento che va nella direzione della preadozione delle linee guida e del catalogo atte ad accompagnare e disciplinare il cambiamento degli affidamenti in atto. Questa Giunta sente di poter accogliere le osservazioni pervenute in quanto migliorative nella consapevolezza da un lato di mantenere e accrescere ulteriormente l’attuale sistema dei servizi garantito dalle realtà territoriali del terzo settore e dall’altro di fornire agli enti locali chiamati a realizzare le procedure i necessari strumenti applicativi.”

Per quel che riguarda invece la figura dell’educatore socio sanitario e socio pedagogico nelle audizioni odierne Anep ha fornito l’inquadramento normativo di tali profili rispetto al quale la Provincia sottolinea che nell’ambito socio assistenziale tali funzioni educative possono esser svolte da entrambi i profili.

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In tal senso va ricondotta la recente sottoscrizione con Università di Verona di un protocollo per l’acquisizione della qualifica professionale socio pedagogica.

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Trento

Scoperto funzionario del Muse con una laurea falsa. Contestato un danno da 518 mila euro

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Un funzionario economico finanziario del Muse ha lavorato per dieci anni con un certificato di laurea falso.

Dopo aver vinto il concorso di selezione nel 2008, è rimasto come dipendente all’interno della struttura senza che nessuno si accorgesse di nulla.

Nel 2018, dopo esser passato con un nuovo incarico all’interno della Provincia di Trento, si è scoperta la truffa.

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Nel momento in cui l’ufficio del personale di Piazza Dante ha avviato una nuova verifica dei titoli di studio dei dipendenti, ha potuto accertare che il certificato di laurea dell’uomo era falso. Il funzionario è stato quindi costretto a dimettersi.

L’Università degli studi di Trento ha denunciato l’uomo alla Procura della Repubblica mentre la Provincia ha segnalato il tutto alla Corte dei Conti.

Nell’ipotesi della magistratura contabile vi è ora il reato di falso documentale e un danno erariale ai danni della Provincia di Trento, che chiama l’ex funzionario alla restituzione dell’intero importo lordo delle retribuzioni percepite nel periodo in cui era dipendente presso il Muse, per un totale di 518.371 euro (nell’importo sono compresi anche i contributi versati dalla Provincia all’Inps per tutto il lasso di tempo preso in considerazione).

L’uomo non risulta avere beni immobili e il procuratore Marco Valerio Pozzato, (foto) a garanzia del  credito della Provincia, ha chiesto alla sezione giurisdizionale della Corte che gli vengano sequestrati in via preventiva i conti correnti, l’importo accumulato per l’assicurazione sulla vita e per il Fondo pensioni, la macchina e lo scooter.

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La falsa laurea, molto verosimile all’originale, compresa la presenza di finti sigilli di Stato, risultava essere stata rilasciata dall’Università di Trento con un punteggio di 102 su 110 nell’indirizzo economia e commercio.

E’ grazie soprattutto a tale documento che nel 2008 l’allora candidato è riuscito a vincere la selezione piazzandosi al primo posto. Una volta arrivato in Provincia, l’ufficio del personale ha contattato direttamente l’Università per controllare i titoli di idoneità per l’attribuzione dell’incarico.

Dal momento che in Ateneo non è risultato che il funzionario avesse conseguito tale titolo, l’ufficio del personale ha chiesto spiegazioni all’uomo che nell’agosto del 2019 ha deciso improvvisamente di dimettersi.

Si resta ora in attesa dell’esito di convalida del sequestro, dopo l’udienza che si è tenuta ieri.

 

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