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Trento

Arriva la risposta del ministero: rimangono aperti solo i punti nascita di Cles e Cavalese.

Saranno solo i punti nascita di Cles e Cavalese che rimarranno aperti, la notizia è stata data pochi minuti fa dal Ministero che oggi ha preso in visione le richieste del governatore Ugo Rossi e l'assessore alla sanità Luca Zeni. 

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Saranno solo i punti nascita di Cles e Cavalese che rimarranno aperti, la notizia è stata data pochi minuti fa dal Ministero che oggi ha preso in visione le richieste del governatore Ugo Rossi e l’assessore alla sanità Luca Zeni.

Il Ministero  della Sanità aveva 90 giorni di tempo per rispondere alla richiesta di deroga inviata dalla Provincia di Trento sui punti nascita nelle valli. La domanda è stata inviata lo scorso 2 febbraio e ora il ministro Lorenzin ha consentito di tenere apeti solo i punti nascita degli ospedali di Cles e Cavalese.
Sull’argomento l’assessore Zeni era stato molto cauto riferendo che la deroga, se arriverà, non sarà di certo valida per tutti i punti nascita, e così è stato. Quindi chiuderanno i reparti di maternità di Tione, al quale si è rivolto solamente il 39,8% delle neomamme. Diversa la situazione a Cavalese dove la percentuale di “fidelizzazione”, ovvero il numero dei parti in loco sul totale, è dell’84,3% con 258 parti, la stessa percentuale scende al 77% a Cles dove i  parti sono stati però 570, 407 le nascite ad Arco, che sarà chiuso, dove ha partorito il 63,5% delle neomamme. I parti a Trento e Rovereto nello stesso periodo sono stati  rispettivamente 2.875 e 1.217.
La Provincia autonoma di Trento, sulla base del decreto ministeriale dell’11 novembre 2015, aveva infatti fatto richiesta di deroga al requisito della numerosità dei parti (almeno 500 l’anno) quale condizione al mantenimento in attività dei punti nascita negli ospedali periferici.
“Si tratta di un riconoscimento della qualità del nostro sistema sanitario – sottolinea il presidente Ugo Rossi – e quindi alla sua attenzione per il mantenimento dei servizi e delle risorse nei territori. Questo si trasforma in un impegno per garantire gli standard necessari al mantenimento delle aperture”.  “A fronte della concreta ipotesi di una chiusura di tutti i punti nascita provinciali con meno di 500 parti l’anno – ha commentato l’assessore provinciale alla salute Luca Zeni – l’ottenimento della deroga per gli ospedali di Cles e Cavalese, testimonia la valenza del lavoro e delle argomentazioni prodotte in questi mesi dalla Provincia e dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari”.

Le deroghe prendono atto delle caratteristiche orografiche peculiari dei nostri territori di montagna e della valenza dei servizi d’eccellenza, quali quelli offerti dalla rete delle emergenze, voluti e sviluppati negli anni dall’amministrazione provinciale.

“L’analisi sui documenti prodotti dalla Provincia – sottolinea l’assessore Zeni – ha consentito al Comitato Nazionale Percorso Nascita di declinare con maggiore dettaglio e aderenza il concetto di sicurezza, dando torto nei fatti a coloro che in questi mesi, si sono strumentalmente posti come profeti della chiusura sulla base del solo paradigma numerico. Dispiace apprendere che il punto nascita dell’ospedale di Arco non ha superato l’esame del comitato nazionale. Dalle motivazioni espresse dal Comitato Punti Nascita appare come siano stati fattori determinanti in questo senso, le condizioni orografiche ritenute meno disagevoli rispetto a quelle dei bacini di riferimento di Cavalese e Cles e  il tasso di fidelizzazione delle pazienti (64%) anche in questo caso inferiore agli altri due”.

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Ottenute le deroghe, la priorità sarà ora quella di ripristinare la piena operatività dei due punti nascita garantendo la presenza H24 in guardia attiva di tutte le figure professionali necessarie. Per questo motivo la Provincia ha dato mandato all’Azienda provinciale per i servizi sanitari di attivarsi fin da subito in questo senso. L’assessore Zeni si rivolge anche alle comunità territoriali interessate: “In un periodo storico nel quale scarseggiano figure mediche specialistiche come quelle dei pediatri e degli anestesisti, abbiamo bisogno della collaborazione di tutti per assicurarci una presenza stabile di queste professionalità. Invito pertanto i territori a  proseguire e attivare quelle iniziative di contesto che possono aumentare l’attrattività degli ospedali periferici quali contesti lavorativi capaci di offrire un’alta qualità della vita”

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Trento

Federazione, si dimette il vicepresidente Marco Misconel

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“Un passo indietro per stimolare una ampia riflessione nel credito cooperativo trentino sui principali temi che riguardano il futuro delle Casse Rurali. Ho ritenuto necessario dare un segnale forte al movimento di credito cooperativo per rilanciare il ruolo delle Casse Rurali e della Federazione che le rappresenta”.

Il vicepresidente del credito della Federazione Marco Misconel motiva così le proprie dimissioni consegnate oggi alla presidente Mattarei, che ne ha preso atto.

La presidente Marina Mattarei porterà le dimissioni in consiglio di amministrazione convocato per lunedì prossimo.  “Comprendo e rispetto le motivazioni che hanno portato a questa scelta radicale – ha affermato la presidente della Federazione – e ringrazio il collega Misconel per l’impegno svolto fin qui con passione e competenza”. Misconel era stato eletto vicepresidente nel giugno del 2018 e consigliere del fondo comune delle casse rurali trentine il 25 ottobre 2019

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Nomina del 08/06/2018

 

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Trento

Ciclisti in via Brennero, rischio incidente. Il Video

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Il video è stato ripreso con la dash Cam poco prima delle ore 19.00 di oggi venerdì 17 gennaio 2020.

Due ciclisti provenienti da Gardolo stanno percorrendo la via Brennero poco prima dello svincolo della tangenziale.

La loro manovra oltre che pericolosissima per se stessi e per le autovetture che transitano è vietata dal codice della strada.

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Come si vede nel video, il conducente arrivato nei pressi dei due ciclisti deve rallentare vistosamente per evitare di investirli non potendosi spostare sulla corsia di sorpasso già occupata da altri veicoli.

I due ciclisti, pare di origine nord africana hanno poi imboccato lo svincolo che porta alla tangenziale. 

Nel video non è ben visibile se i fari sono in funzione o meno. Da ricordare che per raggiungere Trento da Gardolo ci sono comunque numerose alternative sia percorrendo delle strade comunali oppure prendendo la ciclabile.

L’episodio non sarebbe isolato, infatti gli avvistamenti nel merito sono numerosi e riguardano anche i ciclisti che viaggiano sulla tangenziale e anche di notte.  

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Come tutti gli utenti della strada, anche i ciclisti devono rispettare precise regole di comportamento, sia in città, che nei percorsi extraurbani.

I Ciclisti possono pedalare su tutte le strade comunali, provinciali, statali. Non possono transitare sulle autostrade e sulle strade a scorrimento veloce o superstrade e in talune gallerie.

In proposito l’Art. 182 comma 9 del codice della strada recita: “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento”.

La violazione, se contestata è di 35 euro per non aver rispettato il divieto imposto dalla segnaletica

 

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Trento

Parcheggi selvaggi e viabilità poco chiara. I cittadini di Pergine protestano

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Da Pergine Valsugana arrivano due segnalazioni comprensive di fotografie al numero whatsApp della nostra redazione. (3922640625)

La prima riguarda Viale Dante  dove i mezzi traditi dal navigatore imboccano la via Maoro per raggiungere la tangenziale, ma arrivati a pochi metri dal passaggio a livello si ritrovano il divieto.

E in un budello poi si ritrovano a fare manovre assurde bloccando il traffico.

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«Tutto questo – segnala il cittadino – perché da anni è stato richiesto un divieto per camion fino all’imboccatura. Inoltre la strada è stretta e senza marciapiede, e tutte le volte che c’è un incidente sulla statale 47 se ne approfitta per passare impedendo alle persone di uscire dai cancelli e chi va a scuola o al lavoro a piedi devono fare il segno della croce»

L’altra segnalazione riguarda i parcheggi selvaggi di via Bellini. «Ormai il fenomeno è giornaliero – osserva un altro cittadino – e succede anche quando i parcheggi regolari sono vuoti. Se proprio il Comune vuole far cassa, può mandare i vigili, così poi hanno i soldi per sistemare le buche delle strade del paese»

Nel merito rimane un mistero il perché le autovetture siano posteggiare sulla carreggiata in divieto invece che utilizzare il posteggio ex Cederna tanto acclamato dal sindaco che rimane sempre vuoto.

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