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Trento

No all’obbligo del crocefisso nelle scuole, ma il PATT si spacca ancora

Verso le 15.30 si è esaurita la trattazione degli ordini del giorno, e poi nella riunione dei Capigruppo del Consiglio provinciale è stato ribadito il metodo per la trattazione degli articoli ed emendamenti al disegno di legge sulla buona scuola, il cui esame è appena iniziato. E’ stato consegnato un pacchetto di circa 90 emendamenti tra ammessi, concordati ed accolti.

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Verso le 15.30 si è esaurita la trattazione degli ordini del giorno, e poi nella riunione dei Capigruppo del Consiglio provinciale è stato ribadito il metodo per la trattazione degli articoli ed emendamenti al disegno di legge sulla buona scuola, il cui esame è appena iniziato. E’ stato consegnato un pacchetto di circa 90 emendamenti tra ammessi, concordati ed accolti.

I lavori proseguiranno fino alle ore 18.00 quando saranno sospesi per una pausa fino alle ore 20.00. L’esame del disegno di legge sulla buona scuola proseguirà quindi fino alla conclusione ed all’approvazione che avverrà presumibilmente entro la notte. Per gli ordini del giorno, è stato approvato il documento di Luca Giuliani relativo al V anno presso l’Enaip di Riva in forma emendata, che impegna la Giunta ad istituire, già con l’anno 2016/17 il V anno di maturità di Stato presso il centro di formazione professionale Enaip di Riva del Garda.

I contenuti del documento erano stati già condivisi ieri da numerosi interventi. Tuttavia si era rilevata la necessità di emendarlo al fine di introdurre la stessa possibilità anche presso gli istituti di Levico e Rovereto.

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Particolarmante discusso – fra mille polemiche – l'ordine del giorno di Maurizio Fugatti «obbligo del crocifisso nelle scuole»  L’ordine del giorno, respinto dall’aula, affronta il delicato tema dell’esposizione del crocifisso negli istituti scolastici di ogni ordine e grado ed impegna la Giunta a garantire l’esposizione dello stesso, simbolo religioso di fondamentale importanza per la nostra cultura.

Il dispositivo recitava:"Salvaguardare il rispetto e il mantenimento delle tradizioni, degli usi e dei costumi locali, siano essi collegati alla religione o alla storia delle nostre comunità, assicurando inoltre che all'interno delle classi degli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti sul territorio provinciale sia mantenuto esposto il crocefisso, simbolo religioso di fondamentale importanza per la nostra cultura"

“Un ordine dl giorno normale”, lo ha definito il firmatario “che ha un suo senso viste la nostra storia, la nostra cultura e la nostra tradizione”. “Non ritengo ci siano problematiche di alcun tipo”, ha osservato Rossi chiarendo la contrarietà della Giunta al documento: “nessuno impedisce i docenti di appendere il crocifisso nelle classi e dove queste sensibilità ci sono sono già garantite, occorre evitare che il crocifisso diventi una bandiera in questo senso”, ha detto Rossi che ha invitato il collega a ritirare la proposta. 

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Anche Marino Simoni ha invitato a non usare il crocifisso come simbolo di conflitto, a non strumentalizzarlo come fosse “una clava” ha detto, pur convinto della necessità di difendere i nostri simboli nelle sedi opportune: “il crocifisso è ben altro che un simbolo culturale”, ha dichiarato anticipando il proprio voto di astensione. Claudio Cia ha osservato come non si debba ricercare un conflitto ideologico in questo tema e come la proposta sia del tutto condivisibile per il fatto che la rimozione dei segni che indicano il percorso della nostra storia rientra in un progetto chiaro di rinuncia della nostra identità, in nome dell’accoglienza. “Non rinnego la mia storia” ha esordito Bezzi accordando voto favorevole all’ordine del giorno: “il crocifisso per me è un simbolo culturale che ha accompagnato la mia crescita fin da bambino e anche nel partito autonomista” ha aggiunto “ a maggior ragione in un momento storico in cui i nostri valori vengono messi in discussione”.

Borgonovo Re ha espresso l’auspicio che il collega ritiri il documento, “in caso contrario sarò costretta a respingerlo”, ha aggiunto: “ci sono temi tra loro molto differenti che vengono qui posti sullo stesso piano”, ha chiarito. “Attribuisco al crocifisso un valore profondo” ha proseguito “e la convinzione che il crocifisso ci chiede rispetto e non certo imposizione, soprattutto oggi che siamo tutti consapevoli di essere all’interno di una società variegata, multietnica, multi religiosa e multiculturale che sta insieme in una dimensione di rispetto reciproco ed accoglienza”.

Il consigliere Giovanazzi ha annunciato di volersi per coerenza astenere: i contenuti qui sono diversi rispetto all’ordine del giorno di Manica che voleva “togliere quello che c’è”, però il documento di Fugatti è a suo avviso esplicitamente provocatorio. L’esponente della Lega non ha dimostrato la volontà di ritirare il documento che è stato respinto con 6 sì, 13 no e 7 astensioni.

Il Presidente Rossi alla fine ha dato parere negativo all'ordine del giorno ed è stato seguito nel voto dalla maggioranza provinciale. «In questo modo, ancora una volta, la maggioranza provinciale ha preso una decisione contraria alle tradizioni e alla cultura trentina» – ha risposto al governatore Maurizio Fugatti. Nel voto finale però il PATT si è ancora diviso con l'astensione di tre consiglieri provinciali.

Particolarmente attivo Claudio Civettini che ha presentato 4 ordini del giorno, due dei quali approvati. Approvato l’odg che impegna a non coinvolgere gli istituti scolastici nello svolgimento delle elezioni all’unanimità. L'odg è finalizzato alla messa in campo di azioni per evitare la chiusura degli edifici scolastici con interruzione dell’attività didattica in occasione dello svolgimento delle elezioni. Il documento successivo, impegna la Giunta all’indizione di nuovi concorsi per gli insegnanti di sostegno da destinare ai diversi ambiti territoriali al fine di garantire una certa stabilità didattica per questi insegnanti e garantire l’assistenza necessaria agli studenti “speciali”.

Il piano della buona scuola non prevede infatti la copertura delle necessità in tal senso. Il collega Gianfranco Zanon ha sostenuto il documento e la necessità di intervenire sulle figure degli insegnati di sostegno, estremamente importanti nel supporto della didattica per moltissimi alunni “diversamente abili”. La continuità didattica è fondamentale per il raggiungimento di obiettivi per questa tipologia di alunni. Messo ai voti, l’ordine del giorno è stato approvato con l’astensione di Borgonovo Re.

Bocciati invece gli ordini del giorno del consigliere di Civica Trentina sul supplemento di personale per le scuole materne e sulla stabilizzazione dei docenti inseriti in graduatoria.

Approvato l’O.d.g. del Consigliere Cia che prevede l'adozione della divisa o del semplice e tradizionale grembiule nelle scuole di ogni ordine e grado.  Un iniziativa politica che che va vista nel suo aspetto positivo per favorire un abbigliamento pratico, stimolante lo spirito di coesione e di gruppo, una preziosa occasione per azzerare le disuguaglianze tra gli studenti ed eliminare i giudizi che passano attraverso le apparenze.

A scuola, ne è convinto Cia,  bisogna mantenere un certo decoro se non altro per rispetto di chi abbiamo attorno. La divisa, lungi dall'essere catalogata come un qualcosa di militare, secondo il Consigliere promuove tra i ragazzi l’appartenenza, fornisce un valido sostitutivo delle sfilate di moda, e rimuove gli sterili confronti che vedono protagonisti i genitori e vittime i figli.

Ora, col voto positivo dell’O.d.g. di Cia, ogni scuola avrà piena autonomia nel decidere il modello di divisa adatto, elaborandolo a piacimento, anche sulla base di pareri richiesti agli studenti. Un logo personalizzato per ogni scuola favorirebbe la costruzione di un'identità condivisa tra gli alunni, animando orgoglio e senso di appartenenza alla medesima realtà.

 

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