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Il Punto da Bruxelles

Filiera agro-alimentare: un voto contro lo strapotere della grande distribuzione

In Europa, il sottocosto potrebbe avere le ore contate. Questa settimana in Parlamento europeo abbiamo lanciato un messaggio forte e chiaro contro lo strapotere della grande distribuzione e contro le pratiche sleali che questa mette in atto a danno dei piccoli produttori agricoli e dei venditori al dettaglio.

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In Europa, il sottocosto potrebbe avere le ore contate. Questa settimana in Parlamento europeo abbiamo lanciato un messaggio forte e chiaro contro lo strapotere della grande distribuzione e contro le pratiche sleali che questa mette in atto a danno dei piccoli produttori agricoli e dei venditori al dettaglio.

In alcuni paesi dell’Unione, la grande distribuzione ha ormai raggiunto un livello di concentrazione che non permette più di parlare di libera concorrenza ma piuttosto di oligopoli che danneggiano il consumatore. Poche catene dominano il mercato e l’ondata di fusioni sembra non volersi arrestare. Più le catene diventano grandi, più abusano del loro potere.

Ritardi nei pagamenti, accesso limitato al mercato e pressioni per ridurre i prezzi: questi sono solo alcuni dei comportamenti scorretti che gli agricoltori e le loro cooperative sono costretti ad accettare, nel timore che i grandi rivenditori mettano fine alla relazione commerciale. Un vero e proprio “effetto paura”, che, a volte, obbliga i contadini addirittura a vendere in perdita, come nel caso di ribassi e sconti nei supermercati.

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Un buon esempio in tal senso è la situazione attuale del mercato del latte in Europa, dove alcuni supermercati attirano i loro clienti facendo ricorso a prezzi stracciati e, così, aggravano la crisi dei prezzi che colpisce i nostri allevatori.

I consumatori dovrebbero riflettere sulla promessa che si nasconde dietro i messaggi pubblicitari che promuovono un prezzo sottocosto. Il supermercato non è Babbo Natale e il sottocosto è solo un’esca per attirarli, a discapito degli agricoltori e di una filiera agro-alimentare equa.

Troppo spesso queste esche sono proprio i prodotti agricoli di prima necessità, come latte, burro, carne, olio, pane ecc. I consumatori dovrebbero rendersi conto che, ad ogni modo, il supermercato non va mai in perdita, perché ci sono molti prodotti sui quali ha un bel margine di guadagno.

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È ora di mettere fine alle prepotenze della grande distribuzione. In questa direzione va la risoluzione che abbiamo votato martedì in Parlamento europeo, con la quale ci siamo espressi in modo inequivocabile contro gli squilibri di reddito e di potere nella filiera alimentare e a favore dell’aumento del potere contrattuale degli agricoltori.

Con questa risoluzione, approvata con 600 voti favorevoli, 48 contrari e 24 astensioni, abbiamo lanciato un appello a migliorare le relazioni tra i fornitori e supermercati e ipermercati, convinti che la vendita al di sotto del costo di produzione e la commercializzazione a prezzo stracciato di prodotti agricoli di base, come quelli lattiero-caseari, la frutta e gli ortaggi da parte della grande distribuzione, costituiscano nel lungo periodo una minaccia vitale per il sistema agricolo europeo.

Dal 2009 a oggi, il Parlamento europeo ha approvato cinque risoluzioni e la Commissione tre rapporti sul tema. Le iniziative adottate finora, perlopiù concentrate sull’autoregolamentazione, sono state, però, completamente inefficaci. L’esperienza ha dimostrato che servono, invece, meccanismi di controllo solidi, organizzati a livello degli Stati membri e sotto un reale coordinamento europeo, che garantiscano, ad esempio, l’anonimato dei reclami e l’adozione di sanzioni dissuasive.

Ora, la palla passa alla Commissione europea, dalla quale ci attendiamo in tempi brevi una proposta in grado di introdurre nuovi strumenti, realmente efficaci nel contrastare le pratiche commerciali scorrette.

A tal proposito, il Trentino può ritenersi molto fortunato e ringraziare la lungimiranza di coloro che negli anni passati hanno scommesso sul modello cooperativo anche per la distribuzione alimentare. Una scommessa che ha permesso lo sviluppo di un sistema di negozi alimentari capillare, anche nelle zone periferiche e di montagna.

La rete cooperativa, se gestita adeguatamente, deve avere a cuore il bene di tutta la filiera, a cominciare dal produttore fino al consumatore. Garantendo la distribuzione anche nelle zone periferiche, dove la rendita è più bassa, le cooperative danno, inoltre, un importante contributo allo sviluppo rurale.

Si tratta di una scelta politica ed economica, che facilita non solo l’equa distribuzione dei ricavi tra i vari attori della filiera alimentare ma anche la coesione sociale.

A cura di Herbert Dorfmann, Europarlamentare eletto nel collegio del Trentino Alto-Adige

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