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L'interrogazione

Question Time: ecco il botta e risposta in consiglio

Undici le question time discusse nella  prima seduta del consiglio del mese di giugno. Alcune sono state ritirate all'ultimo momento, per lo più da esponenti della maggioranza. 

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Undici le question time discusse nella  prima seduta del consiglio del mese di giugno. Alcune sono state ritirate all'ultimo momento, per lo più da esponenti della maggioranza. 

Nella risposta a Viola, Gilmozzi ha confermato che Trentino trasporti verrà accorpato insieme a Trentino esercizio. Scontro invece fra Rossi e Fugatti, l'esponente della lega infatti non si è ritenuto soddisfatto della risposta del governatore in merito alla richiesta dei nomi che sono dietro la fiduciaria che organizzava le campagne elettorali del Presidente Rossi e che ha avuto incarichi pubblici. Infatti Rossi non ha fatto i nomi dei soggetti. 

A seguire Francesco Cimmino, indicato dalle minoranze, è stato designato consigliere di amministrazione di Informatica Trentina, con quattro schede bianche, sei nulle e 16 sì.

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Ecco il botta e risposta delle 11 question time discusse in consiglio.

Marino Simoni (UpT) – Strade, si usa il polverino di gomma: Il consigliere Marino Simoni (UpT) ha chiesto alla Giunta se sia stata adottata la delibera che definisce l’utilizzo del polverino di gomma per gli asfalti delle strade trentine e se sono stati definiti i criteri e le modalità per gli enti locali per la realizzazione di strade con il bitume modificato. Infine, se il servizio viabilità ha già iniziato a utilizzare il polverino di gomma.

La risposta.L’assessore Mauro Gilmozzi ha comunicato che il servizio competente Pat ha provveduto ad asfaltare con polverino di gomma (un manto con grande capacità di assorbimento dei rumori), due tratti della statale in prossimità di Vezzano e Pietramurata. A breve la Giunta approverà altri due interventi su due tratti di strada in prossimità degli abitati di Canazei e di Campitello di Fassa. La sperimentazione dunque c’è e va avanti. Va notato, ha aggiunto in conclusione Gilmozzi, che la sperimentazione non è solo sull’efficacia del tipo di manto di copertura, ma anche sotto il profilo della salute degli addetti che la posano (si tratta di un asfalto di gomma posato a 250 gradi) e sui costi (quasi doppi rispetto alla modalità tradizionale).

La replica. Simoni si è augurato che la sperimentazione prosegua, in linea con quanto avviene nel resto di Europa, anche perché ci sono diversi comuni che la stanno aspettando. Quanto ai costi, ha aggiunto, è evidente che l’acquisto di quantità limitate li fanno lievitare.

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Filippo Degasperi (5 Stelle) – Cassa del Trentino. Quale il valore dei contributi: Il consigliere di 5 Stelle Filippo Degasperi, prendendo spunto da informazioni diffuse dalla stampa, chiede alla Giunta il dettaglio dei beneficiari dei contributi della Pat (in maggior parte comuni) non ancora erogati da Cassa del Trentino spa benché assegnati dalla Provincia, che ammontano a 581 milioni di euro (alla voce “debiti verso la clientela”). Degasperi chiede di sapere l’anno di assegnazione di questi contributi, la somma, la destinazione prevista e il valore attuale di ciascun contributo.

La risposta. Il Presidente Rossi ha notato che è impossibile in meno di un paio di giorni fornire il dettaglio delle richieste in maniera puntuale. Qui si tratta dell’ennesima critica ad un società che fa utili, una società come Casse del Trentino che ci viene invidiata ovunque e che ha la funzione di fare da approvvigionatore di liquidità e nel normale circolo di questa liquidità genera, come è normale, crediti e debiti. “Come se con questi utili si andasse in ferie”, ha commentato respingendo i toni accusatori delle richieste del consigliere pentastellato.

La replica.La stampa del mastrino di contabilità è un’operazione che richiede 10 minuti, ha replicato Degasperi. Sugli utili di Cassa del Trentino abbiamo ampiamente discusso anche nel passato e che i debiti nei confronti dei comuni crescano di 100 milioni di euro all’anno fa nascere sinceramente qualche legittima perplessità. Io rilevo che la risposta non è arrivata, ha concluso.

Gianfranco Zanon (PT) – La Funivie Folgarida restino in mani trentine: Le Funivie Folgarida Marilleva vanno all’asta, ricorda il consigliere Gianfranco Zanon (PT). Per questo l’esponete di Progetto Trentino ha chiesto all’assessore Dallapiccola se intenda intervenire creando le premesse per una soluzione di sistema, anche attraverso Trentino Sviluppo, affinché la società resti in mani locali e non vada a società di fuori provincia o straniere.

La risposta.Il Presidente Rossi ha chiarito che qui si tratta di società private, sebbene la Provincia evidentemente segua con interesse e attenzione le attività di sviluppo economico rispetto ad un settore trainante per l’economia locale e non solo. Siamo dell’avviso, ha aggiunto, che sia auspicabile, in questa e nelle prossime fasi, che si attivi un protagonismo dell’imprenditoria locale dell’intero Trentino, al netto delle questioni legate ai problemi che hanno originato la crisi. Ci riserviamo di valutare, ha proseguito, in relazione all’iniziativa imprenditoriale privata, di mettere in capo ogni strumento che la legislazione consente, nella prospettiva di “un’integrazione positiva” con le tre società che già operano nel contesto sciistico Madonna di Campiglio e Pinzolo.

La replica. Soddisfatto della risposta il consigliere Zanon che condiviso l’auspicio leggendo nelle parole del Presidente la mniera in cui tutti si augurano vada affrontata la questione.

Maurizio Fugatti (Lega Nord) – Bandi pubblici a società fiduciarie: Il consigliere Maurizio Fugatti (Lega Nord) ha chiesto alla Giunta perché vengono concessi bandi pubblici a società partecipate da fiduciarie; chi sono i soggetti che hanno dato mandato alla fiduciaria di intervenire in Sethi Engineering Service srl, quanti appalti e incarichi pubblici sono stati affidati a Webbs srl; Rkpower srl, Pkenergy srl; Alpenmedika srl, E Droiden srl e a quanto ammontano gli affitti non pagati da Keynet srl a Interbrennero Servizi spa.

La risposta.Il Presidente della Giunta Rossi ha detto che la normativa in materia di appalti non costituisce causa di esclusione il fatto che un operatore sia partecipato da una società fiduciaria purché autorizzata ai sensi della legge 23/39. Saranno svolte successive puntuali verifiche, appalto per appalto, nel caso di specie qualora il consigliere avesse necessità. Sulle competenze della Provincia e sull’anagrafe degli interventi finanziari Webbs risulta aggiudicataria dal 2014 in poi di appalti pubblici per 40.000 euro. La questione degli affitti riguarda rapporti privatistici tra una società e Interbrennero: sarà eventualmente quest’ultima a fornire le informazioni del caso.

La replica. Fugatti non si è ritenuto soddisfatto: il Presidente Rossi non ci ha detto chi sono i soggetti che sono dietro la fiduciaria. Qui si tratta della società che organizzava le campagne elettorali del Presidente Rossi e che ha avuto incarichi pubblici, ha aggiunto: questa è totale mancanza di trasparenza.

Claudio Cia (Misto) – Perché un solo elicottero in servizio? Il consigliere Claudio Cia del Misto ha chiesto all’assessore Zeni di conoscere il perché dei problemi che sarebbero emersi sabato 28 e domenica 29 maggio quando su tre elicotteri in dotazione per elisoccorso solo uno era disponibile per motivi di manutenzione. Cia chiede se il numero di manutentori sia sufficiente e se altre volte, come è accaduto nell’ultimo fine settimana di maggio, si sia dovuti ricorrere all’intervento dei servizi di eliambulanza delle province vicine.

La risposta.L’assessore Mellarini ha chiarito la vicenda di sabato e l’assenza dei mezzi, causata da una cosiddetta “sospensione obbligatoria e senza tolleranza”. Mediamente gli elicotteri utilizzati a questi fini sono fermi per due mesi all’anno per manutenzioni straordinarie. Certo, ha aggiunto Mellarini, la manutenzione si cerca sempre di effettuarla in periodo di minore afflusso turistico. L’utilizzo degli elicotteri delle altre regioni vicine, ha concluso, fanno parte di un rapporto di aiuto e scambio reciproco e sono possibili.

La replica. Cia ha ribadito la gratitudine sua personale e della comunità tutta per i professionisti che operano sui mezzi e i manutentori: non è a loro che è diretta l’accusa celata dietro questa interrogazione. a suo parere, ha ribadito, si dovrebbe valutare se il numero di manutentori sia adeguato alle esigenze, tanto più se i mezzi devono stare fermi per tanto tempo per garantire la sicurezza dei cittadini.

Lorenzo Baratter (Patt) – A Mori muraglia da evitare: Il consigliere del Patt, Lorenzo Baratter, ha chiesto all’assessore ai lavori pubblici se, come chiede la popolazione, ci siano alternative alla realizzazione di quella che è stata definita “muraglia cinese” per mettere in sicurezza la zona di Montalbano e Mori Vecchio da crolli di rocce. Un’opera così come prevista, che devasterebbero una delle zone più pregiate dalla borgata e deturperebbero alcuni degli aspetti che la rendono unica, solo per eliminare un masso pericolante.

La risposta. Tiziano Mellarini ha premesso che l’abitato di Mori deve essere salvaguardato in maniera urgente per la propria sicurezza. Prima di fare la scelta dell’intervento, sono state valutate tutte le soluzioni percorribili. Risultano improponibili barriere paramassi, tecniche adottabili solo per zone limitate, ma che non garantiscono la sicurezza in questo tipo di volumetria. Anche l’ipotesi barriera non sarebbe in grado di ovviare al problema, dal punto di vista sia economico che per la difesa dei centri abitati. Il vallo, quello che Baratter chiama “muraglia cinese” è la soluzione valutata come quella più efficace, nonostante l’effetto poco piacevole evidenziato dall’interrogante. Si cercherà di mitigare la sensazione di muraglia creando una parete giardino e, nel caso, spezzando e sovrapponendo a scacchiera. L’intervento che si intende realizzare ha carattere d’urgenza e si estenderà per una superficie di circa 250 metri: lo stretto necessario per la finalità.

La replica.Baratter ha ringraziato per l’attenzione auspicando che non venga mai meno l’informazione alla comunità e che prima di procedere vengano valutate anche altre alternative.

Rodolfo Borga (Civica Trentina)- Il no alle fusioni non è certo una tragedia: Il consigliere Rodolfo Borga (Civica Trentina) ha chiesto se le gestioni associate dei comuni sono ancora regolate dalla delibera del 2015; se è stata modificata nel senso di rimettere agli umori dei sindaci la decisione di collaborare con questo o quel collega. Borga chiede poi alla Giunta se ritenga di intervenire con il sindaco di un comune nel quale la fusione è sfumata per la mancanza del quorum nel referendum invocandone l’azzeramento, chiarendo che il fallimento di una fusione non è una tragedia; che i comuni nei quali il processo di fusione non è passato possono continuare ad esistere; che la normativa prevale sugli umori dei sindaci e che nella buona amministrazione vale di più la correttezza dei rapporti istituzionali che le riforme.

La risposta.L’assessore Daldoss ha risposto affermando che dopo le fusioni sono stati individuati gli ambiti associativi e, tenuto conto dell’esito dei referendum la Giunta, si dovrà adeguarli perché i comuni, dove i referendum non hanno avuto esito favorevole, sono esonerati dalle gestioni associate. Ma non si modificheranno gli ambiti che non sono stati intaccati dagli esiti referendari. La decisione di intraprendere le fusioni in alternativa alle gestioni associate, ha ricordato l’assessore, spetta all’autonomia dei singoli comuni. L’auspicio è che se le fusioni, in alcuni casi, hanno creato contrasti, si torni a rimettere al centro il valore della coesione.

La replica.Borga ha ricordato che i processi di fusioni hanno determinato fratture nelle singole comunità e tra comunità diverse. Quindi le parole di Daldoss si devono condividere. Ci sono state però uscite fuori luogo da parte di molti rappresentanti delle amministrazioni locali e gli esiti dei referendum vanno rispettati e non c’è bisogno di esasperare gli animi.

Claudio Civettini (Civica Trentina) – Moria di pesci nell’Avisio quali le cause? Il consigliere della Civica Trentina, Claudio Civettini, chiede alla Giunta quali siano le ragioni della moria di pesci nell’Avisio che si è verificata dal lago di Pezzè a Soraga. Sembra che i motivi siano legati allo svaso di una centrale e se così fosse chiede di chi siano le responsabilità; se la Pat è socia dell’azienda che avrebbe provocato la moria e che iniziative intende adottare la Giunta per evitare problemi ambientali come questo.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha risposto affermando che la fluitazione dei sedimenti è un obbligo di legge per garantire la sicurezza delle dighe. Idro Dolomiti Energia ha quindi l’obbligo di effettuare l’operazione anche per la diga di Pezzè. Lo schema tecnico che il concessionario ha seguito, ha ricordato, è uguale a quello del 2012 e anche allora il problema si presentò: attraverso l’Appa venne effettuato un monitoraggio sulla qualità dell’acqua ed emerse che i danni si potevano assorbire in qualche settimana. Non si tratta, quindi, ha aggiunto Gilmozzi, di un disastro ambientale, perché l’equilibrio si riassesta in qualche giorno. Con la Magnifica Comunità e i pescatori si sono introdotte analisi chimiche e il sedimento è stato dichiarato non pericoloso. Inoltre, è stato ordinato un maggiore rilascio a beneficio del corso d’acqua. Per il futuro, ha detto ancora l’assessore, si potrà provvedere ad opere di filtraggio a monte dell’invaso per migliorare l’accumulo delle sabbie così che possano venire asportate con mezzi meccanici. L’evento è stato monitorato e si prevede che le operazioni possano essere seguite dai pescatori. E’ stata rilasciata l’intera portata del rio San Pellegrino per limitare i danni. Insomma, sono state adottate tutte le modalità per le quali le acque dell’Avisio possano tornare in breve buone.

La replica.Civettini ha replicato che l’assessore, dando questa risposta, ha introdotto l’inquinamento a tempo. Anche quando va il petrolio nel mare, ha affermato, dopo qualche settimana le cose si sistemano. In val di Fiemme, ha detto Civettini, stanno succedendo cose sull’inquinamento che non vanno bene, come il ritrovamento di fusti e che rappresentano un “campanone” di allarme. Con le tecnologie attuali si possono evitare anche danni ambientali come quelli dell’Avisio.

Massimo Fasanelli (Misto) – La dialisi per i turisti è in funzione? Il consigliere Massimo Fasanelli ha chiesto di sapere come è organizzato il servizio di dialisi per i turisti ospiti del Trentino; quante sono le richieste che non sono state coperte negli ultimi due anni; se si ritiene opportuno attivare una task forceper evitare l’esito di turisti verso altre famiglie e se è prevista una priorità per l’avvicinamento di questi ospiti ai famigliari residenti in Trentino.

La risposta. Zeni ha risposto affermando che Nefrologia ha una sede a Trento e di sei scentri di dialisi negli ospedali periferici. I pazienti in dialisi sono 201, ogni posto tecnico permette di trattare 4 pazienti per 3 sedute a paziente. A Rovereto il centro è saturo e quello di Trento è al limite di attività anche perché tratta le urgenze. Negli altri ospedali, invece, ci sono posti per stranieri: nel 2015 sono stati 2000 i turisti, soprattutto in estate che hanno fatto ricorso ai trattamenti e sedute nel periodo invernale sono state fatte a Tione e Cavalese per oltre 300 trattamenti. Le dialisi possono avere una durata massima di due settimane che possono diventare di più se c’è la disponibilità. I trentini che rientrano nei loro paesi e città d’origine hanno a disposizione 4 settimane. Rovereto non può farsi carico dei turisti e pazienti della Vallagarina si sono dovuti spostare a Arco. A Rovereto si arriverà col nuovo centro, ha detto infine Zeni, a 14 posti tecnici e si daranno risposte ai turisti di Folgaria e della Vallagarina.

La replica.Soddisfatto della risposta il consigliere che auspica l’apertura del nuovo centro a Rovereto in tempi brevi.

Walter Viola (PT) – Trentino Trasporti va unita con Trentino Esercizio: Il consigliere Walter Viola (PT) ha chiesto alla Giunta se, in un’ottica di risparmio e di maggiore efficienza, stia verificando la possibilità di unificare Trentino Trasporti spa e Trentino Trasporti Esercizio spa. E, nel caso il governo provinciale condividesse la necessità dell’unificazione, quali potrebbero essere i tempi.

La risposta.Gilmozzi ha risposto affermando che sì, la Giunta ha tutta la volontà di accorpare le due società e nella nuova società anche l’aeroporto Caproni. Intanto, è stato nominato un unico cda per ambedue le società: c’è una governanceunica ed è stato dato il mandato al cda di avanzare una proposta, tenuto conto però che due società non hanno stessi soci. C’è poi la legge statale che non ha fatto chiarezza sulla gestione degli asset. Infine, si deve capire quale rapporto tenere col privato per servizi come il trasporto scolastico.

La replica.Soddisfatto della risposta Viola. Sul Caproni ha sottolineato che la situazione è problematica, ma unificare i tre soggetti porterà benefici al territorio.

Manuela Bottamedi (Misto) – Quali progetti per la viabilità sud occidentale? La consigliera del Gruppo Misto, Manuela Bottamedi, ha chiesto all’assessore Gilmozzi quali siano i programmi di intervento per migliorare la situazione della viabilità nel Trentino Sud Occidentale e dei collegamenti informatici.

La risposta.Gilmozzi ha ricordato che il Trentino non è arretrato, tantomeno sul piano della rete stradale e di quella informatica. Il Trentino Sud Occidentale non è isolato, è collegato con banda larga, e in generale non si sono lesinati investimenti per le strade. Gli interventi che la Pat sta facendo, ha ricordato, ci pongono tra le più avanzate dell’arco alpino. Ci sono però dei nodi, come l’iter per il by passdi Nago nella zona del Cretaccio per distribuire meglio il traffico che andrà poi sostenuto dal mezzo pubblico. A Rovereto, ha ricordato infine, c’è un tavolo di confronto. La pianificazione per le strade della Pat era molto ampia, ha concluso, ma la si è dovuta modificare per il patto di stabilità.

La replica.La consigliera ha affermato di non aver voluto dare un’immagine di arretratezza. Sulla rete informatica ha ricordato però che siano penultimi in Italia. I nodi stradali ci sono, anche se certo non tutto è ascrivibile alla Giunta attuale e si aspettano risposte concrete.

Nerio Giovanazzi (AT) Passo San Giovanni un’alternativa per il collegamento: Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) ha chiesto all’assessore Gilmozzi se l’ipotesi alternativa, elaborata dai residenti dell’abitato di San Giorgio, di un by passinterrato per il collegamento tra passo San Giorgio e Cretaccio che, così come previsto oggi dalla Pat farebbe aumentare il traffico nei pressi dell’abitato del 68%, sia stata presa in considerazione.

La risposta.L’assessore Gilmozzi ha risposto affermando che si sta avviluppando una procedura partecipativa per permettere a chi ha idee di esprimersi. Però, ha detto l’assessore, per evitare l’invasione delle macchine di San Giorgio, si possono trovare soluzioni diverse da quelle di un tunnel. Insieme ai comuni, ha concluso, si potranno comunque trovare risposte anche a questo problema.

La replica.Giovanazzi ha detto che la soluzione migliore è quella radicale: uscire dal tunnel e fare la strada che collega la circonvallazione ovest di Riva. Questa sarebbe la soluzione definitiva, altrimenti il problema si ripresenterà sul resto della viabilità della Busa. 

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L'interrogazione

Profughi con mazzette di contanti nei negozi. Maurizio Fugatti interroga la Giunta.

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Come è possibile che alcuni profughi siano in possesso di somme di denaro contanti rilevanti? Quali controlli vengono svolti all’interno di appartamenti e strutture di accoglienza? Quanti profughi sono muniti di una carta prepagata ricaricabile?

Queste sono alcune delle domande che il segretario e consigliere provinciale Maurizio Fugatti inserisce all’interno di un’interrogazione presentata stamane all’attenzione della giunta provinciale.

L’interrogazione nasce dopo che alcuni cittadini hanno segnalato alla Lega Nord che molti profughi si sarebbero recati presso degli esercizi commerciali muniti di somme rilevanti di denaro contante per l’acquisto di prodotti. «Cosa alquanto insolita e che porta ad interrogarsi su come questi soggetti siano entrati in possesso di quel denaro» chiede appunto Fugatti.

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In alcune occasioni il proprietario o il commesso presente si sarebbe addirittura rifiutato di provvedere alla vendita del prodotto indicato dal profugo. «Abbiamo ricevuto anche delle segnalazioni che riportano che molti profughi acquistano regolarmente “Gratta e vinci” nei vari esercizi presenti sul territorio; il tutto a spese dei contribuenti» – aggiunge Fugatti che poi conclude dicendo: «Dopo gli abbonamenti gratuiti per la libera circolazione sul territorio provinciale, le tessere per l’acquisto di generi alimentari e non, tirocini, corsi di lingua italiana, sanità gratuita, appartamenti e altri aiuti economici ora ecco anche questa novità»

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L'interrogazione

Che fine ha fatto l’elicottero Agusta AW139 dopo l’incidente sul Monte Nambino?

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Il 5 marzo 2017 si è verificato un grave incidente che ha coinvolto un elicottero del 118, precipitato sul Monte Nambino, nella zona di Madonna di Campiglio, nel corso di una missione di soccorso in montagna. Fortunatamente nessun morto. (qui l’articolo)

In quota la visibilità era scarsa e c’era forte vento. Secondo il preliminary report dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, l’elicottero intervenuto sarebbe andato in ‘white-out’, sollevando in fase di avvicinamento al suolo una nube bianca di neve che avrebbe fatto perdere contatto visivo al pilota, che si sarebbe poi avvicinato al suolo per permettere la discesa con verricello del personale, operazione che lo ha fatto oscillare e successivamente impattare al suolo.

L’8 marzo l’Agusta AW139 è stato depositato nel piazzale della caserma dei volontari di Dimaro, per poi essere trasferito in un hangar dell’aeroporto Caproni di Mattarello, dove risulterebbe giacere ancora oggi.

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Nell’estate 2017, a sei mesi dell’incidente, è stato annunciato il reintegro del parco velivoli, che fino al 5 marzo poteva contare su tre elicotteri per l’elisoccorso e due da servizio tecnico, tramite il noleggio di un altro elicottero Agusta AW139 da parte della Provincia, che pare costi quasi 7.000 euro al giorno.

«Per quanto riguarda il destino dell’elicottero fuori uso, – spiega il consigliere di Agire Claudio Cia – dalle informazioni a disposizione risulterebbe che la compagnia di assicurazione sia anche disposta a indennizzare il danno, purché qualcuno decida cosa farne: se valga la pena procedere alla riparazione dello stesso, oppure se vendere il relitto per acquistare un nuovo mezzo, nella consapevolezza del costo fra i 13 e i 15 milioni di euro».

Dopo la premessa sopra citata il consigliere Cia ha presentato ieri un’interrogazione alla giunta provinciale dove appunto chiede quali sono gli effettivi costi, giornalieri e totali, per l’affitto dell’elicottero sostitutivo, da quando risulta attivo il noleggio del velivolo e quando si stima potrà concludersi.

Claudio Cia chiede anche a chi spetta decidere cosa fare con il velivolo danneggiato e cosa si sta aspettando, qual è la valutazione della Provincia in merito al destino del velivolo, con quali realtà territoriali circostanti sono in essere accordi per l’intervento di elicotteri esterni al parco velivoli provinciale, e in quante occasioni ne è stato necessario il ricorso e per quali costi eventuali.​

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L'interrogazione

«Una esigua nevicata paralizza il Trentino, è questa l’eccellenza?»

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Se lo chiede il consigliere provinciale di Forza Italia Giacomo Bezzi che nella mattinata ha presentato un’interrogazione alla giunta provinciale.

Bezzi vuole sapere, considerato che non si è trattato di una vera emergenza in quanto l’intensità della nevicata è stata piuttosto esigua per una regione alpina come il Trentino Alto Adige, quale sia il motivo per cui A22 non sia stata in grado di gestire la situazione evitando i gravi disagi creatisi sul tratto autostradale.

Bezzi punta il dito anche sul fatto che la perturbazione era stata ampiamente prevista da tutti i meteo, per questo chiede se gli operatori dipendenti della A22 addetti allo sgombero neve fossero stati allertati e quindi reperibili e se l’A22 abbia previsto un aumento dei mezzi previsti per lo sgombero neve sul tratto autostradale di competenza, a fronte di un pedaggio davvero importante che gli utenti della stessa sborsano.

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«Una domenica bestiale e un lunedì nero per le strade della Regione. Ci riferiamo alla lunga coda provocata dal contro esodo domenicale per i mercatini, – scrive nella premessa del documento interrogativo Bezzi – prorogatosi anche ieri. Un infernale viaggio di ritorno che ha visto i turisti furiosi sorbirsi almeno 140 km di coda per fare ritorno a casa. Una coda provocata da una prima nevicata, annunciata da tempo e di lieve intensità. Questa situazione è andata poi progressivamente peggiorando, paralizzando il traffico sull’intero territorio regionale, producendo incidenti, ritardi e disagi non giustificabili da un evento atmosferico di queste proporzioni, assolutamente previsto, autostrada ghiacciata, autobus rallentati e corse annullate».

«La nostra Regione dovrebbe garantire servizi di eccellenza diametralmente lontani dall’immagine e dal livello posto in essere lungo questo primo ponte di dicembre; un afflusso massiccio ma ampiamente previsto come quello registrato nello scorso fine settimana, non dovrebbe permettere la paralisi della nostra viabilità, anche se occorso contestualmente alla prima nevicata stagionale» – conclude ancora Bezzi.

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