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Trento

Gli Schützen di Trento rilanciano le proprie attività.

Stamattina la 1. Schützenkompanie "Kaiser Maximilian I" ha tenuto una conferenza stampa nella propria sede sociale di corso Buonarroti a Trento.

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Stamattina la 1. Schützenkompanie "Kaiser Maximilian I" ha tenuto una conferenza stampa nella propria sede sociale di corso Buonarroti a Trento.

L’Hauptmann Roberto Feller e l'Ehrenhauptmann e Kulturreferent della compagnia prof. Claudio Tessaro de Weth hanno parlato delle attività culturali e sociali che la compagnia cittadina intende promuovere negli anni futuri per la formazione e lo sviluppo di un’identità euro-regionale.

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Tessaro ha ricordato che la compagnia è presente ed opera a Trento dal 1997 (già prima di assumere l’attuale denominazione) e sin dall’inizio ha trovato una “certa difficoltà” nel portare avanti i discorsi identitari sulle tradizioni e sulla cultura tirolese in città; anche quando la compagnia non ha riscontrato l’ostruzione palese da parte delle istituzioni e da una parte di cittadini ed associazioni, comunque il discorso identitario è sempre stato difficile da affrontare in maniera serena e costruttiva con gli interlocutori.

In particolare, quelli che solo all’apparenza possono sembrare temi datati e poco interessanti per qualcuno, sono invece da ritenersi temi attuali e basilari da cui partire per garantire lo sviluppo futuro della nostra comunità.

Proprio oggi la Cancelliera Merkel ha affermato: «Se chiudiamo il Brennero l’Europa è distrutta»; chiudere il Brennero sarebbe, infatti, un grave disastro per l’Europa intera non solo a livello economico e commerciale ma soprattutto a livello sociale e per il significato simbolico che ha assunto il passo del Brennero in Europa, anche in tema di collaborazione transfrontaliera e come nodo principale per il collegamento tra il nord ed il sud dell’Europa.

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Le posizioni degli Schützen di Trento sono decisamente europeiste, da anni promuovono lo sviluppo dell’EUregio Tirolo – Alto Adige/Südtirol – Trentino, che tra le varie euroregioni attive in Europa è quella che può vantare il maggior successo ed il maggior numero di progetti attivi per tracciare la strada futura dell’Europa dei popoli.

Il discorso degli Schützen, quindi, non si arrocca su posizioni retrograde ed improduttive di revanscismo, ma al contrario guarda al futuro e vuole creare nella popolazione l’humus culturale favorevole alla realizzazione di rapporti profondi e solidali tra i cittadini della Provincia Autonoma di Trento, quelli della Provincia Autonoma di Bolzano e quelli del Land Tirol per un maggior sviluppo del territorio e per il benessere dei residenti di oggi e di domani; una euroregione che faccia da ponte tra mediterraneo e mitteleuropa e che sia il cuore pulsante del continente, per ottenerla la compagnia di Trento è convinta che bisogna iniziare a costruire nelle scuole il senso di appartenenza ed il background culturale di questa comunità allargata.

La specificità del nostro territorio e la particolarità della nostra storia mitteleuropea ci mettono in condizione privilegiata per affrontare le sfide future e costruire una EUregio competitiva, preparata, multiculturale e multilingue è un vero peccato sprecare questo vantaggio competitivo, per noi e per i nostri figli, e perdere tempo per l’ostruzione di coloro che si arroccano a vecchi retaggi nazionalistici ed a campanilismi che non hanno più alcuna ragion d’essere nella odierna UE.

Feller ha poi informato i convenuti che la croce del progetto "An der Front" da posizionare nel cimitero di Trento accanto al cenotafio ai caduti austro-ungarici ha ricevuto il parere favorevole della soprintendenza ai beni culturali (che avrebbe intenzione di creare in prossimità del sepolcro anche una Ehrenwald) e dell’assessorato comunale ai lavori pubblici, mancherebbe solamente il parere del Sindaco Andreatta che ancora non si è espresso in merito.

In collaborazione con il comitato di quartiere gli Schützen hanno aperto, da qualche mese, un fondo per il recupero dell'edificio storico del casino di tiro al bersaglio di Trento; l’edificio, di proprietà comunale, versa nell’incuria e nell’abbandono da anni e per il suo restauro sarebbe necessaria la somma di circa mezzo milione di euro sulla quale il Comune non si esprime. Una volta restituito al quartiere l’edificio sarebbe destinato a museo interattivo e multimediale con annessa sala didattica per lo studio della storia, della cultura e delle tradizioni della città di Trento e punto di partenza per sviluppare una cultura comune in ambito EUregio.

Gli Schützen di Trento sostengono, inoltre, il processo per la santificazione del Beato Carlo I d'Asburgo (nella foto la compagnia col Vescovo di Trento monsignor Lauro Tisi nella solennità del Corpus Domini) ed appoggiano le attività in tal senso attuate dall’Hauptmann Giacomino Dorigato e dalla Schützenkompanie Tesino 3 Santi Heiligen che ha portato in Trentino una reliquia del beato imperatore, noto a tutti come l’unico sovrano che durante la prima guerra mondiale abbia cercato disperatamente di ristabilire la pace in Europa e far cessare “l’inutile massacro”.

Anche la compagnia di Trento, in linea con il Welschtirolerschützen Bund, resta del parere che la scelta di effettuare l’adunata nazionale degli Alpini a Trento nel 2018, in concomitanza col centenario della fine della prima guerra mondiale e del passaggio di Trento e Bolzano all’Italia, sia una decisione che non rispetti la sensibilità ed il dolore di quanti in regione hanno perduto i loro cari a causa del tragico evento.

Infine gli Schützen hanno mostrato alla stampa lo stato di degrado in cui versa il fabbricato che ospita la loro sede sociale; nonostante le ripetute richieste di intervento all'ufficio manutenzione fabbricati del Comune di Trento, sono ormai mesi che una notevole perdita d’acqua nell’edificio impedisce all'associazione di svolgere eventi pubblici in sede per ovvi motivi di decoro e sicurezza, eppure la compagnia è in regola con i versamenti dei canoni previsti dal Comune per la conduzione dei locali. 

A cura di Mario Amendola

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