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Trento

Thomas Widmann Presidente della regione. Autonomisti ormai allo sbando.

Giornata nervosa in consiglio regionale dove le insistenze del Patt sugli gli alleati Pd e Upt per far passare il nome del consigliere Walter Kaswalder come candidato alla vicepresidenza del consiglio regionale, al posto di Chiara Avanzo, non hanno sortito l'effetto sperato.

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Giornata nervosa in consiglio regionale dove le insistenze del Patt sugli gli alleati Pd e Upt per far passare il nome del consigliere Walter Kaswalder come candidato alla vicepresidenza del consiglio regionale, al posto di Chiara Avanzo, non hanno sortito l'effetto sperato.
 
Pd e Upt hanno quindi confermato il no sul nome di Walter Kaswalder, come peraltro ampiamente anticipato durante gli ultimi giorni. Il Patt che anche in consiglio regionale dimostra le sue numerose fratture e completamente incapace di gestire ormai anche la più semplice questione politica. Un' implosione quella degli autonomisti che ha trascintato sotto anche tutta la maggioranza di centrosinistra autonomista, che non è nemmeno riuscita a  portare a casa l'elezione di un vicepresidente del consiglio regionale.  
 
Dopo la nomina di Thomas Widmann l'aula non è riuscita ad esprimere un nome per il vice presidente, nemmeno dopo 3 votazioni. Quindi per ora fumata nera per il vice presidente e bruciato anche il nome di Lorenzo Ossana che era stato proposto dopo il no a Walter Kaswalder. Un Patt, quello di ieri che è riuscito a bruciare 3 nomi, (Avanzo, Kaswalder e poi Ossana) in un solo pomeriggio.
 
E alla terza votazione, quando sarebbe bastato essere il più votato per venire eletto, le minoranze non hanno partecipato al voto, così facendo è mancato  il numero legale. Ma il problema è che anche quattro consiglieri del Patt: Walter Kaswalder, Chiara Avanzo, Luca Giuliani e Lorenzo Baratter non erano in aula. Baratter, in aperta polemica sul nome di Ossana, se n'era già andato ore prima non partecipando alle votazioni. Un Patt quindi allo sbando con un tutto contro tutti che lo stesso goverantore Ugo Rossi ha definito avvilente. 
 
La prima parte della seduta del Consiglio regionale di ieri è stata caratterizzata dalla riunione della maggioranza. Dopo una prima interruzione dei lavori, di circa mezz’ora, il capogruppo del Patt, Lorenzo Ossanna ha chiesto nuovamente una sospensione di un’ora, animando il dibattito con le minoranze che hanno criticato la maggioranza.

Di uno “spettacolo indecoroso” ha parlato Rodolfo Borga (ACT) che ha detto che si sta parlando “di un ruolo molto importante, dove dovrebbe sedere una persona in grado di garantire i patti fatti e gli accordi presi”. Di “mancanza di rispetto” ha parlato anche il Consigliere Nerio Giovanazzi (ACT), che parlato di “spiccata vocazione alla spartizione delle poltrone”. Ha quindi parlato di “inadeguatezza della classe politica di maggioranza, che ha reso la Regione un ente inutile”.

Maurizio Fugatti (Lega Nord) ha parlato di “problematiche del Patt trasferite all’interno del Consiglio regionale”. “Per risolvere i problemi del partito siamo qui stamattina” e ha criticato la richiesta di un’ora di sospensione.

Andreas Poeder (Misto) ha detto che si tratta di una questione di poca importanza e che il Consiglio dovrebbe procedere “per non diventare ridicola. Avevate tempo per prepararvi, il problema lo ha solo la maggioranza del Trentino”. Filippo Degasperi (M5S) ha parlato di Regione “trasformata in poltronificio”. “Sarebbe stato il caso che, se esistono problemi all’interno della maggioranza, si fossero risolti nei due anni e mezzo precedenti”.

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Pius Leitner (Freiheitlichen) ha parlato di un “problema di partito”. Ha quindi detto che la “Regione serve nuovamente solo per i politici trentini”. Claudio Civettini (ACT) ha parlato di “commedia grottesca”. Ha quindi parlato di problemi dei cittadini da risolvere: “è indecente pensare che la vicepresidenza sia una giostra o un gioco di potere”. Alessandro Urzì (Misto) ha chiesto di accogliere la richiesta avanzata da molti di non concedere la sospensione dei lavori e di chiarire le diverse valutazioni all’interno dell’aula: “Non si tratta di una valutazione politica, ma di un ruolo di garanzia”.

Claudio Cia ha parlato di paralisi “su questioni che non dipendono dai consiglieri dell’Alto Adige. Il problema sono i consiglieri del Trentino che per problemi della maggioranza tengono ostaggio quest’aula”. “Il comportamento dei trentini sta dando una mano a chi sostiene che il ruolo di quest’organo è inutile”.

Per Bernhard Zimmerhofer (Sued-Tiroler Freiheit) ha criticato il modo di lavorare del Consiglio regionale: “Con un modo di lavorare così nel privato non andremmo lontano. Proporremo con una mozione di ridurre il numero di sedute del Consiglio regionale”.

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La Presidente Chiara Avanzo ha quindi concesso 30 minuti di sospensione, accogliendo solo parzialmente la richiesta del capogruppo del Patt.

Al rientro in aula, nel pomeriggio la Presidente Avanzo ha quindi voluto ringraziare tutti i colleghi: “E’ stato per me un onore – ha detto – rappresentare quest’aula per quest’anno e mezzo”. Ha quindi ricordato i risultati raggiunti: “In questo anno e mezzo ho portato avanti l'impegno da lui preso e da quest'aula tutta, perseguendo gli obiettivi della legge 4/2014 – ha detto – Solo in questo ultimo periodo della mia presidenza è stato recuperato poco più di un terzo di quanto dovuto, più di 8 milioni di euro, che si aggiungono a quanto era già rientrato in prima istanza.  Un risultato raggiunto anche grazie ai rapporti di proficua collaborazione intrapresi con la Giunta regionale, che ringrazio, e con i membri dell'Ufficio di Presidenza. 

Abbiamo inoltre instaurato rapporti di collaborazione con Pensplan, che attualmente gestisce il Fondo Family e con la Corte dei Conti, prezioso alleato della pubblica amministrazione”.   Ha quindi voluto ringraziare l’Ufficio di Presidenza e tutti i Consiglieri per il lavoro fatto. 

Ha ricordato quindi il dialogo portato avanti con i Presidenti delle altre assemblee legislative regionali italiane sulla riforma costituzionale: “ Sono convinta che potremo difendere al meglio la nostra Autonomia se sapremo essere sempre un passo avanti rispetto agli altri, promotori di idee e laboratorio di nuove proposte che possano essere di esempio. In questo credo che le nostre due Provice e questo Consiglio, trait d'union tra le due realtà, possano e debbano rappresentare un punto di riferimento nel panorama italiano ed Europeo."

La Presidente ha dato quindi parola all'aula per il prosieguo dei lavori. Il capogruppo Dieter Steger (SVP) ha quindi proposto alla Presidenza del Consiglio regionale, il consigliere Thomas Widmann.

Pius Leitner ha chiesto al Vicepresidente Widmann, qualora fosse eletto, l’impegno a portare avanti un “progetto per lo smantellamento della Regione”. Andreas Poeder ha quindi dichiarato di non poter appoggiare in Consiglio regionale la sua nomina, in seguito a quanto successo in aula in passato. Ha quindi ringraziato l’Ufficio di Presiedenza uscente per la collaborazione e ha auspicato si proceda nel “modernizzare i lavori dell’aula”.  Alessandro Urzì ha quindi preso parola per ringraziare la Presidente Avanzo per il lavoro fatto: “Ha ereditato una situazione difficile e ha gestito in modo corretto i lavori nei confronti delle diverse parti politiche”.

Si è quindi appellato al Vicepresidente Widmann, chiedendo un intervento sul tema del rispetto delle regole. Ha quindi risposto a chi chiedeva un impegno “a smantellare la Regione e delegare le competenze”, parlando del ruolo di Presidente come garante e non come ruolo politico.

Marino Simoni (Progetto Trentino) ha ringraziato la Presidente Chiara Avanzo: “Noi non l’abbiamo votata, ma credo doveroso sottoscrivere il grazie per il lavoro svolto in questo momento difficile alla guida dell’Ufficio di Presidenza”. Sulla proposta Widmann ha confermato il voto: “Mi auguro – ha detto – che il discorso sul ruolo della Regione esca da un forte dibattito, che si basa su quei valori che vedono nella convinvenza e nel dialogo la soluzione ai problemi della Regione, da un dibattito che si basa sui valori costituzionali”.

Anche Hans Heiss (Verdi) ha voluto ringraziare la Presidente Avanzo, ricordando la posizione da cui era partita: “Ha svolto funzioni delicate e problematiche. Speriamo che tutta questa questione arrivi a una conclusione nell’interesse dei cittadini e per questo ringraziamo la Presidente Avanzo. Noi l’avremmo votata molto volentieri”. In merito alla votazione del Vicepresidente Widmann ha parlato di una “specie di altalena e abbiamo già dichiarato che siamo stati molto soddisfatti della conduzione di Widmann nell’aula del Consiglio provinciale. Tuttavia – ha detto -non sosterremo il voto a Presidente di quest’aula”.

Anche Sara Ferrari (PD) ha voluto ringraziare Chiara Avanzo: “Ha saputo dimostrare un suo stile, fatto di serietà e competenza, fatto di saggezza e buon senso. Ha saputo dimostrare che le donne sanno assumersi con responsabilità sfide, rappresentando i cittadini del Trentino-Alto Adige, nell’interesse di tutti loro”. Ha quindi parlato di un esempio per tutte le donne, che sappiano che è possibile assumersi responsabilità nelle istituzioni pubbliche.

Bernhard Zimmerhofer (STF) ha detto di sostenere la candidatura di Thomas Widmann, chiedendo “che possa indicare in che tempi si pocederà con lo smantellare la Regione e quando saranno date le deleghe alle Province”.

Anche Rodolfo Borga (ACT) ha ringraziato Chiara Avanzo e ha annunciato astensione sul voto a Widmann, in seguito alla seduta svoltasi alcuni mesi fa”. Ha parlato della necessità di solidità del Presidente e anche di un Vicepresidente altrettanto solido. “Noi vorremmo che, nella seconda metà del mandato, anche di fronte alle problematiche che dovrà affrontare, ci fosse una persona con esperienza”.

Il consigliere Gianfranco Passamani (UPT) ha preso parola per ringraziare la Presidente Avanzo per il lavoro fatto.  Sulla candidatura del Vicepresidente Widmann ha parlato di appoggio “su tutto e per tutto, per lavorare insieme per il futuro della nostra Autonomia”.

Massimo Fasanelli ha parlato di “buon senso e gentilezza” in riferimento alla Presidente uscente e ha quindi augurato buon lavoro al prossimo Presidente, ma ha annunciato astensione.

Maurizio Fugatti (LN), pur dicendo che non avrebbe votato Avanzo alla vicepresidenza, ha riconosciuto il lavoro fatto dalla stessa. Sulla questione della Presidenza, ha chiesto garanzie al candidato Presidente. Walter Kaswalder ha ricordato il Presidente Diego Moltrer e ha ringraziato

Il Presidente Ugo Rossi ha voluto esprimere a nome personale e della Giunta il ringraziamento alla Presidente Avanzo :”in questo periodo particolamente impegnativo ha garantitola credibilità alla politica”. “In quest’aula c’è una difficolta ulteriore che deriva dalla natura di quest’aula. Per settant’anni ha dovuto lavorare per cercare equilibri a volte difficili, a volte rifiutandoli”. “Lei ha svolto questo compito cercando di garantire questi equilibri, in un’aula che a volte, per responsabilità forse anche di chi sta parlando, non l’ha aiutata. Da parte mia e, penso anche del prossimo presidente, ci dovrà essere un impegno a cercare di aiutarla”. Ha quindi parlato della “direzione di marcia intrapresa da Diego Moltrer, che Lei ha proseguito”. Ha quindi augurato buon lavoro al nuovo Presidente che sarà eletto.

Di attenzione, tatto, rispetto nei confronti dei Consiglieri ha parlato Nerio Giovanazzi: "Ha dimostrato, al di là di quote rosa e altro, di essere una persona che merita rispetto". In merito al candidato Presidente, ha detto, riferendosi a "quella notte di turbolenze di quale mese fa", "in quella occasione ha calpestato il regolamento, ma non tutto il male non viene per nuocere". "Se avessi saputo che dopo qualche mese, dopo due ore di sospensione del Consiglio regionale, le cose sarebbero andate così, avrei fatto una campagna a spada tratta per lei Presidente Avanzo, perchè il cambiamento non è per cercare la soluzione migliore, ma solo per mantenere la pace nella famiglia del Patt".  Ha quindi rivolto la parola al Consigliere Kaswalder, ricordando che la sua candidatura ritirata.

Walter Kaswalder si è scusato per l'interruzione dei lavori: "Quando la mia figura viene messa in discussione , è meglio fare un passo indietro". "Respingo al mittente le pretestuosità di certi gruppi politici. Se mi avessero eletto Vicepresidente, mi sarei dimesso già nel pomeriggio. Io voglio avere la schiena dritta ed essere libero di dire quello che penso, per rispondere ai miei elettori". Ha quindi criticato il Pd e l'Upt, Ha quindi parlato di "impegni politici".

Alla ripresa dei lavori, nel pomeriggio, Claudio Civettini (ACT), ha ripreso parola, parlando contro l’intervento del Capogruppo del Pd, Manica, che aveva parlato di “profilazione dei candidati”: “Si parla – ha detto- di un ruolo di garanzia”. Ha quindi espresso solidarietà al consigliere Kaswalder.

Andrea Poeder (BU-TA) ha quindi detto, rivolgendosi alla Presidente Avanzo, che “non la voterei, ma stimo quello che ha fatto”.Il Pd, che sempre difende le donne, oggi contribuisce a togliere una donna dall’Ufficio di Presidenza. Con questo comportamento si deve assumere la responsabilità per quello che sta accadendo, togliendo la rappresentanza femminile, facendo il contrario quello che dice”.

Anche Claudio Cia (LN)  ha espresso “solidarietà al  collega Kaswalder”, ha quindi chiesto di riferire in merito alla riunione dei Capigruppo. Massimo Fasanelli (Misto) ha detto  di non capire “perchè se il problema era Kaswalder, si debba ora cambiare nome su Avanzo, dal punto di vista istituzionale”.  “Tutti hanno riconosciuto il ruolo e l’equilibrio con cui ha gestito l’aula e non si vede perchè non debba fare la vicepresidente”. 

Maurizio Fugatti (Lega Nord) ha criticato il Patt, parlando del “congresso in aula”. “E’ la quarta o quinta volta che in questi anni sento il collega Kaswalder parlare con sincerità e poi dover rinunciare per fare l’uomo di partito”.

Anche Nerio Giovanazzi (ACT) ha parlato rivolgendosi a Kaswalder, facendo riferimento ai principi che condivide.

Riccardo Dello Sbarba (Verdi) ha preso parola, rivolgendosi ai colleghi trentini: “Voglio dire una cosa chiara: sono due anni e mezzo che portate i conflitti provinciali trentini nel Consiglio regionale. Avete trasferito conflitti e accordi interni ai singoli partiti in campo regionale. Avete dato in due anni e mezzo la dimostrazione che questa Regione va chiusa. Se tutti parliamo di importanza della dimensione regionale, allora bisogna dimostrare che almeno nella testa la dimensione regionale ha uno spazio”. Ha quindi parlato della Presidenza uscente: “Il tandem che ha guidato questo Consiglio, ha fatto bene o male? Io alla collega Avanzo non ho niente da rimproverare”. Ha espresso la sua solidarietà alla collega Avanzo, ha dato quindi ragione al collega Poeder: “Come si fa a fare le scarpe alla Presidente per un accordo di un partito su un ruolo istituzionale?”. “Mi aspettavo che la maggioranza invertisse i ruoli semplicemente, e non mi aspettavo questo dibattito”.

Rodolfo Borga (ACT) ha detto che “quello che è successo oggi riguarda solo la maggioranza. Si tratta di una questione di carattere politico. Di fronte ad un Presidente forte, il Trentino ha bisogno di un vicepresidente che sia in grado di confrontarsi alla pari. Sono convinto che anche un Vicepresidente come Kaswalder avrebbe garantito il Trentino, di fronte a questioni che nella prima parte della legislatura – ha detto riferendosi in particolare alla riforma dello Statuto. “Non possiamo lasciare l’Ufficio di Presidenza con cui il Presidente stradomina”. “E’ uno spettacolo al di sotto della decenza vedere spiattellare in quest’aula accordi fatti fuori da quest’aula”. Ha quindi criticato il Partito Autonomista per l’accordo preso.

Thomas Widmann ha quindi preso parola, ringraziando i Consiglieri per le prese di posizione, “tutte molto costruttive”. “Da quasi tutte le posizioni, è emerso che occorre una Riforma della Regione. Noi viviamo un periodo di transizione e dobbiamo riflettere, insieme, su come possa avvenire questo processo”. Riferendosi a quanto detto da Urzì, ha detto che “è mia intenzione, qualora fossi eletto, a continuare a condurre l’aula con responsabilità e autorevolezza”. “Intendo lavorare nel rispetto di tutti, insieme a voi, per portare avanti le riforme così come sarà indicato dalla Consulta e dalla Convenzione. Insieme e nel rispetto reciproco. Questa la via che intendo percorrere. Vi ringrazio”.

La Presidente Avanzo ha dato quindi il via alla votazione, avvenuta per appello nominale a scrutinio segreto, come da regolamento.

La votazione ha visto Thomas Widmann eletto Presidente con 43 voti, 15 schede bianche, 1 nulla, 1 voto Amhof. 

Thomas Widmann ha quindi ringraziato tutti i colleghi per fiducia: "Gli ultimi due anni e mezzo – ha detto – ho gestito l'aula del Consiglio provinciale e so quali sono le responsailità connesse a questa carica. Anche come Presidente del Consiglio regionale voglio svolgere questo ruolo nello stesso modo, nel rispetto di tutti i Consiglieri. Il ruolo di Presidente del Consiglio regionale è quello di rappresentare tutti i cittadini della Regione e agirò in questa direzione. Fateci lavorare tutti insieme in questa istituzione per invogliare tutti a fare politica. Il mio compito non sta solo nello svolgimento del compito istituzionale, ma anche delle condizioni quadro che determinano il lavoro in Consiglio e cercherò di svolgere questa carica coinvolgendo tutti i consiglieri". 

La nomina del vicepresidente è stata rinviata al 14 giugno. 

 

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