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La Sfera e lo Spillo

Italia-Scozia (1-0), vittoria senza brillare

 

A quindici giorni dal debutto degli Azzurri contro il Belgio a Lyon, il CT Antonio Conte prova a dipanare la matassa tecnica e i dubbi sulla spedizione dei 23 d’Oltralpe. La lista ristretta e definitiva della rosa sarà presentata il prossimo martedì.

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A quindici giorni dal debutto degli Azzurri contro il Belgio a Lyon, il CT Antonio Conte prova a dipanare la matassa tecnica e i dubbi sulla spedizione dei 23 d’Oltralpe. La lista ristretta e definitiva della rosa sarà presentata il prossimo martedì.

Le defezioni del parigino Verratti e del principe Sabaudo Marchisio, complicano, e non poco, il mosaico tattico del coach pugliese e futuro manager dei blues di Londra.

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Sul terreno neutro di Malta si gioca l’amichevole, esame senza appello per alcuni gladiatori della linea mediana, acciaccati e debilitati, privi del sacro furore dopo una stagione di logorio fisico.

-l’atmosfera                                        

Domenica 29 maggio ore 20.45 si celebra allo Stadium Nazzjonali (nella lingua locale) di Ta' Qali la disputa tra Italia e Scozia, contesa sotto i riflettori nel giorno del Corpus Domini.

La notte sull’altopiano è vivace, il cielo sereno e la temperatura misurata è di ventidue gradi centigradi.

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-le formazioni e l’arbitro

La guida tecnica di Coverciano schiera il modulo 3-5-2 con Buffon tra i pali. La difesa è composta da Bonucci, Barzagli e Chiellini. Sugli esterni scorrono i pendolini Candreva e Darmian. Nel reparto nevralgico del campo si colloca De Rossi, in compagnia di Florenzi e Giaccherini; davanti, il tandem assemblato dal puntello Pellè sostenuto ai fianchi da Eder.

L'arbitro dell'incontro è il trentacinquenne maltese, Alan Mario Sant. Sul green gli assistenti del fischietto casalingo sono i connazionali Camilleri e Debattista. Il quarto uomo è Vella.

Lo staff scozzese disegna il classico modulo 4-4-2 con Marshall in porta. Il pacchetto arretrato è allineato con Paterson, Martin, Hanley e Mulgrew. La mediana sorretta da Philips, Fletcher, McArthur e Anya. In attacco, la coppia assortita con Ritchie e McCormack.

-i numeri

Per gli amanti delle statistiche, si son giocati 10 incontri tra la Nazionale italiana e la Scozia: 7 sono i successi degli Azzurri, 1 sola vittoria scozzese, 2 sono i pareggi.

L’ultimo match, il 17 novembre 2007, è giocato nel catino di Hampden Park a Glasgow. L’Italia, guidata all’epoca da Roberto Donadoni, vince (1-2) con le reti di Luca Toni e Christian Panucci. Il goal dei padroni di casa porta la firma di Ferguson. Dopo 90 minuti, sofferti e combattuti, la squadra del cuore ottiene il pass per Euro 2008.

L’unica disfatta narrata in archivio, messa in scena nella terra dell’Art Nouveau di Charles Rennie Mackintosh, risale al lontano 9 novembre del 1965. La squadra di Edmondo Fabbri è sconfitta (1-0) con la rete di Greig (al minuto 88).

Scotland naitional fitbaa team (nel lessico scots) è 40esima nel ranking Fifa e non partecipa alla fase finale degli europei in terra francese.

La squadra di Gordon David Strachan giunta quarta nella fase preliminare, alle spalle di Germania, Polonia e Repubblica d’Irlanda, è reduce dalle vittorie contro Repubblica Ceca e Danimarca.

-la cronaca

L’incontro tra Italia e Scozia termina con la vittoria degli Azzurri (1-0).

I carichi di lavoro di Coverciano possono alimentare attenuanti e celare convinzioni.

La cabina di regia è assegnata all’esperto De Rossi, affidabile nello spirito e rivedibile per gli aspetti muscolari.

Il lottatore romano guida la truppa con autorevolezza. Il reparto di mezzo orfano della qualità cristallina si affida al dinamismo e all’operosità delle mezzali.

Una vittoria dispensa morale, rende in chiaroscuro la prestazione, non soddisfa i palati fini e i seguaci del football italico.

La prova non cancella il dilemma e le perplessità della vigilia, luci e ombre sul canovaccio da decifrare.

Il discepolo di Sir Alex Ferguson delinea un match difensivo, un’impalcatura eretta davanti a Marshall, una sorta di catenaccio in “British style”.

Gli scozzesi, in maglia rosa, si arroccano senza affanno. L’Italia è lenta, compassata nella manovra, prevedibile con poca fantasia. Il ritmo è basso, la velocità ridotta evidenzia la mancanza strutturale nell’abilità delle giocate brevi e nei fraseggi.

Il possesso di palla pende dalla sponda Azzurra che non capitalizza con cinismo la supremazia territoriale e le occasioni create sotto misura.

Nella ripresa, dopo il tè caldo e il vociare di Conte, la sfida cambia rotta.

De Rossi interpreta il ruolo del suggeritore, Eder gioca di sponda e Graziano Pellè infila la sfera nel sacco con un fendente destrorso (al minuto 57). E’ il quinto centro con la casacca del belpaese per l’attaccante del Southampton.

Sui titoli di coda il tecnico leccese ridisegna il team; entrano Insigne, Bernardeschi, Parolo, Jorginho e Zaza (al posto di Eder, Darmian, Candreva, De Rossi e Pellè).

-il post

L’ultima amichevole della Nazionale prima di Euro2016 si disputa allo stadio Marcantonio Bentegodi di Verona, lunedì 6 giugno (ore 20.45), contro la Finlandia.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

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La Sfera e lo Spillo

San Siro e il suo futuro: tra nuove volumetrie e il glorioso passato

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Il futuro di San Siro è incerto, appeso alle istanze dell’amministrazione del Comune di Milano e dalle richieste legittime dei club AC Milan e FC Inter.

Il parere positivo di pubblico interesse, deliberato dalla giunta comunale, apre alla costruzione di un nuovo stadio senza alterare le regole stabilite dal Piano di governo del territorio (Pgt).

In altre parole, non si concedono nuove volumetrie ed eventuali opere dovranno espressamente far riferimento allo strumento urbanistico vigente.

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La trattativa tra le parti, spinosa e complessa, verte non solo sugli indici volumetrici, ma sul disegno di una porzione urbana strategica e sulle comprensibili ambizioni finanziarie delle società sportive.

A riguardo, i pensieri e gli intenti in gioco possono divergere e non collimare affatto. Indicazioni significative sono giunte anche dalla Sovrintendenza e dal Politecnico di Milano, contrari alla demolizione del catino di Piazzale Angelo Moratti progettato dall’architetto Ulisse Stacchini.

Le parole del sindaco Beppe Sala sono chiare e inequivocabili, come riporta il “Corriere della Sera”: “Ribadiamo la nostra volontà di rifunzionalizzarlo, valutiamo soluzioni che prevedono la sua rigenerazione attraverso altre funzioni”.

Lo stadio meneghino, ubicato nella zona di San Siro e intitolato (nel 1980) a Giuseppe Meazza, è di proprietà del Comune di Milano.

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Nel 1925 il presidente del Milan, Piero Pirelli, costruì l’impianto. Nel 1935 il Comune di Milano acquistò lo stadio. Dalla stagione 1947-1948 la “Scala del Calcio” è il green casalingo anche dell’Inter.

Il secondo anello venne costruito nel 1955, mentre il terzo ring in occasione dei mondiali di Italia90. Il tempio del calcio ha una capienza di 80.000 spettatori suddiviso in 7 settori (posti per disabili, Sky box, tribuna d’onore, postazioni stampa, primo, secondo e terzo anello).

Il nuovo progetto è essenziale e vitale; la sua natura e la caratura dell’intervento ampiamente dibattuti. L’interesse della città è quello di ricucire il tessuto urbano e sociale attraverso un progetto di visione e d’insieme.

Riammodernare la struttura sportiva seguendo i migliori esempi europei è una priorità. Cogliere la sfida dei nostri tempi coniugando la storia, i valori sportivi, il ricordo e il futuro sono questioni impegnative e imperative.

Trovare il punto di equilibrio è la mission della politica, miscelando in maniera sapiente la cultura del progetto e la sostenibilità finanziaria.

San Siro e il suo futuro: tra nuove volumetrie e il glorioso passato.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

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I sorteggi Euro2020: Italia nel girone con Svizzera, Turchia e Galles

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Il sorteggio alla fase finale di Euro2020 si svolge in Romania, al Romexpo di Bucarest (ore 18.00). Francesco Totti rappresenta degnamente, durante l’estrazione, il calcio italiano.

Nell’urna sono presenti le 20 squadre qualificate nella fase a gironi, cui si aggiungeranno le 4 squadre vincitrici dei playoff in programma il prossimo Marzo.

Le 24 squadre che parteciperanno alla prossima edizione di Euro2020 sono suddivise in 6 gironi da 4 squadre; l’Italia è inserita nel gruppo A e giocherà le 3 gare allo stadio Olimpico di Roma.

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La prima “pot” è composta dalle “teste di serie”: Italia, Belgio, Inghilterra, Germania, Spagna e Ucraina.

In seconda fascia vi sono Francia, Polonia, Svizzera, Croazia, Olanda e Russia. Il Portogallo di CR7, Turchia, Svezia, Austria, Repubblica Ceca e Danimarca, sono inserite nell’urna numero 3.

Infine, Galles e Finlandia, oltre ai posti ancora da assegnare sono in quarta fascia.

In calendario la fase a gruppi che si disputerà dal 12 al 24 giugno; il debutto a Roma. Si qualificano alla fase successiva le prime 2 squadre di ogni girone e le migliori 4 giunte al terzo posto.

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Gli ottavi (a eliminazione diretta) andranno in scena dal 27 al 30 giugno, mentre i quarti di finale si giocheranno il 3 e 4 luglio.

Londra, è la città che ospiterà le semifinali il 7 e l’8 luglio) e la finale (il 12 luglio) nello splendido catino di Wembley.

Ecco in dettaglio la composizione dei gironi:

GRUPPO A (si gioca a Roma e Baku): ITALIA, Svizzera, Turchia, Galles

GRUPPO B (San Pietroburgo e Copenaghen): Belgio, Russia, Danimarca, Finlandia

GRUPPO C (Amsterdam e Bucarest): Ucraina, Olanda, Austria, Vincente D

GRUPPO D (Londra e Glasgow): Inghilterra, Croazia, Repubblica Ceca, Vincente C

GRUPPO E (Bilbao e Dublino): Spagna, Polonia, Svezia, Vincente B

GRUPPO F (Monaco e Budapest): Germania, Francia, Portogallo, Vincente A

I sorteggi Euro2020: Italia nel girone con Svizzera, Turchia e Galles.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

 

 

 

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Antonio Conte: pregi, eccessi e virtù

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Antonio Conte è un tecnico che divide. E’ amato e osannato dalla propria tifoseria, stimato ma contestato dai suoi detrattori.

Il suo rapporto con i club e dirigenti del recente passato è spesso travagliato e burrascoso. Il triennio bianconero (2011-2014) lo porta ai vertici del calcio italiano con la conquista dei 3 campionati consecutivi ai piedi della Vecchia Signora.

Il trascorso da giocatore (1991-2004) e capitano della Juventus è per taluni una macchia indelebile, per altri la naturale dimora formativa e caratteriale.

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Eredita da Giovanni Trapattoni l’istinto mai domo e sanguigno, la sagacia tattica da Paul Newman della Romagna, Marcello Lippi.

Il tecnico nativo di Lecce fa la gavetta al timone di squadre in provincia: Arezzo, Bari Atalanta e Siena con risultati sportivi discontinui e non sempre apprezzati.

Il grande salto lo certifica il ritorno, sulla plancia di comando, alla corte della famiglia Agnelli per risollevare gli antichi fasti Sabaudi.

Il finale in riva al Po è vorticoso, segnato da insanabili incomprensioni, da qualche dichiarazione fuori luogo, infine, il fragoroso abbandono della truppa.

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Le confidenze al vetriolo in sala stampa e le uscite senza freni ai microfoni dei cronisti rappresentano talvolta il tallone di Achille del mister pugliese.

L’innata capacità di guidare il gruppo, l’arguta destrezza nel motivare lo spogliatoio sono le doti del condottiero.

La sua impronta alla guida della Juventus e poi con la Nazionale Italiana sono significative e indelebili.

Nell’esperienza londinese con il Chelsea trionfa in Premier League (2017) eguagliando il primato degli italiani vincenti al di là della Manica emulando i suoi predecessori: Carlo Ancelotti (2010), Roberto Mancini (2012) e Claudio Ranieri (2016).

Antonio Conte è simile, nel rapporto con i media, allo “Special One” José Mourinho; vulcanico, impulsivo, talvolta ai limiti del pittoresco.

Tra i 2 tecnici si possono scorgere velate e inconsuete similitudini anche sul piano tattico e didattico, oltre alle esperienze condivise sulle panche del Chelsea e Inter.

Entrambi sul green insegnano un gioco essenziale e lineare, privo di teoria sofisticata e artifizi bizantini.

Il vociare da bordo campo, il meticoloso lavoro quotidiano, l’empatia con i giocatori, la risolutezza nei rapporti interpersonali sono i caratteri distintivi che accomunano Antonio Conte con il manager portoghese.

Antonio Conte: pregi, eccessi e virtù.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

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