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Trento

Quote rosa: presentato un documento. «Se non ora quando?»

Il tempo è scaduto” chiosa Simonetta Fedrizzi prima di lasciare la parola al presidente del Consiglio Provinciale Bruno Dorigatti.

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Il tempo è scaduto” chiosa Simonetta Fedrizzi prima di lasciare la parola al presidente del Consiglio Provinciale Bruno Dorigatti.

 E sembra di tornare alla celebre manifestazione del 2011 quando migliaia di donne in piazza scandivano lo slogan: “se non ora, quando?”

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In agenda al Consiglio provinciale la discussione per la riforma dello statuto elettorale è fissata per i giorni 13-14-15 settembre” afferma Dorigatti, “altre questioni permettendo (scuola, approvazione bilancio)”. Ma la questione è importante, e l’urgenza evidenziata dalla presidente della Commissione provinciale per la parità fra uomo e donna è comprensibile, visto che di mezzo c’è un evidente deficit democratico.

A Palazzo Trentini, presso la sede del Consiglio provinciale, s’è tenuto questo pomeriggio l’incontro fra una delegazione per la riforma in senso paritario della legge elettorale provinciale, capeggiata dalla presidente Fedrizzi, ed il presidente Dorigatti, appunto. Nel corso della conferenza è stato letto un documento e chiesto un impegno per la messa la vaglio di una serie di misure.

Il documento in questione, Carta per la democrazia paritaria in Trentino, pone in evidenza, ancor prima di elencare una serie di proposte, dei dati che parlano da sé: con una popolazione femminile che rappresenta il 51,2% di quella totale, la percentuale di donne sedute in Consiglio è solo del 17%.

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Tra le misure proposte all’interno del documento figurano: l’obbligo della presentazione di liste elettorali composte da 50% di donne e 50% di uomini, l’alternanza uomo/donna nell’elenco dei nomi in lista, l’introduzione della doppia preferenza di genere (cioè la riduzione a due, rispetto alle tre ora vigenti nel sistema elettorale trentino, e l’espressione di una preferenza maschile ed una femminile, pena l’annullamento, nel caso in cui ne vengano presentate due dello stesso sesso, della seconda) ed infine la creazione di un sistema sanzionatorio in caso di mancato rispetto di tali previsioni con meccanismi premianti nei casi contrari.

Le richieste di riforma qui presentate sono frutto di un percorso di condivisione lungo e faticoso” dice Fedrizzi, “in cui da un gruppo iniziale abbiamo poi cercato di coinvolgere nuovi soggetti”. Prima di leggere il documento, la presidente ha illustrato “tre punti da sottolineare come decisivi e propedeutici:l’impegno assunto dalla Giunta, il confinamento nel dibattito pubblico della questione come problematica ed esclusivamente ascrivibile all’universo femminile e la scarsa considerazione della sottorappresentanza femminile come deficit democratico”.

Il raggiungimento della parità attraverso la riforma dello statuto elettorale è una grande opportunità” continua, “che non deve essere confinato a “problema delle donne” ma è questione dell’intera società. Raggiungere la parità significa attivare un motore di sviluppo sociale ed economico. Colmare questa lacuna non è un optional, ma un dovere”.

Alla conclusione del suo intervento, la presidente, seguita per l’occasione da una delegazione femminile in rappresentanza  di associazioni, movimenti ed istituzioni, ribadisce appunto una certa preoccupazione sulla tempistica. “Nella scorsa legislatura mancava troppo poco alla fine per poter parlare della questione”, ricorda.

Il presidente Dorigatti, esprime dalla sua la volontà di mettere a discussione il progetto di riforma, sottolineando l’impegno assunto dalla maggioranza a riguardo e augurando che questa “s’organizzi per tempo, in un’ottica di discussione e gioco politico fra maggioranza e opposizione, per portare a compimento questo progetto”.  “Una regione autonoma cessa d’avere senso se è fanalino di coda nel Paese e non è laboratorio d’innovazione, avanguardia che alza l’asticella”.

Il mio compito, come Presidente del Consiglio provinciale, è quello di mettere al vaglio della discussione questo progetto. È arrivato il tempo di chiudere questa partita”.

Posto che la parità si raggiunge completamente con un percorso culturale e sociale, tale proposta, se approvata, potrà avere effetti positivi. A patto chiaramente che apporti donne competenti, e magari contribuisca a eliminare consiglieri uomini che non lo sono.

 La politica ha lo scopo di guidare la società, e il presidente Dorigatti con il suo impegno avrà l’occasione, Consiglio permettendo, di mettere un tassello importante verso la parità uomo-donna. Vedremo.

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