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Italia ed estero

Nuove polemiche sull’olio di palma: “contiene sostanze cancerogene e nocive”

In questi giorni è tornata alla ribalta, ancora una volta, la polemica circa l’utilizzo dell’olio di palma, il cui consumo viene considerato altamente nocivo.

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In questi giorni è tornata alla ribalta, ancora una volta, la polemica circa l’utilizzo dell’olio di palma, il cui consumo viene considerato altamente nocivo.

L’olio di palma è un olio vegetale estratto mediante spremitura dei frutti dell’omonima pianta e contiene spontaneamente grassi saturi idrogenati, ovvero quei grassi più aggressivi e nocivi per la salute che normalmente vengono ottenuti artificialmente dopo molti processi chimici di trasformazione. Attualmente rappresenta il 35% della produzione mondiale di olio di origine vegetale.

Da tempo ormai si sente parlare dell’olio di palma e di come questo venga utilizzato ampiamente nell’industria alimentare, e spesso senza tracciarne accuratamente la presenza, con il conseguente effetto di essere esposti al rischio di malattie cardiovascolari e legate all’aumento del colesterolo, senza nemmeno esserne pienamente coscienti.

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Questo può accadere quando si assume tale alimento in quantità abbondanti consumando una serie di prodotti che comunemente troviamo nei nostri supermercati e che non sempre sull’etichetta riportano espressamente il nome “olio di palma” mascherandone la presenza sotto la più generica espressione “olio vegetale”.

Il largo utilizzo dell’olio di palma nei prodotti alimentari industriali, soprattutto quelli confezionati da forno quali cracker e biscotti, è dovuto al fatto che il suo costo è relativamente più basso rispetto ad altri oli vegetali più pregiati e meno ricchi di grassi saturi. Per questa ragione e per il fatto di essere un prodotto molto versatile, l’olio di palma è oggi largamente impiegato anche nell’industria cosmetica.

La recente polemica contro l’olio di palma, che in questi giorni infuria soprattutto sui social network, è stata alimentata da uno studio portato avanti e reso pubblico dall’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare con sede a Parma) che ne avrebbe dimostrato la tossicità e avrebbe confermato la presenza al suo interno di sostanze cancerogene.

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Ma l’allarme generale è scattato soprattutto per il riferimento che si fa all’interno del rapporto dell’EFSA, alla pericolosità dell’uso dell’olio di palma nella preparazione di alimenti per bambini e neonati. Particolari sostanze cancerogene e nocive si sviluppano durante i processi di lavorazione dell’olio di palma e di altri oli vegetali che vengono raffinati ad altissime temperature che causano il rilascio di tali agenti nocivi.

Queste sostanze tossiche sono state rinvenute in alimenti quali biscotti e altri prodotti dolciari destinati ai neonati e ai lattanti e la loro presenza in questi prodotti sarebbe, secondo l’EFSA, 10 volte maggiore il livello considerato non rischioso per la salute.

Dopo la pubblicazione dell’allarmante rapporto dell’EFSA, il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, interpellata anche da diversi deputati e dall’Associazione delle Industrie dei Dolci e della Pasta italiane, che più sono interessate dall’utilizzo di questo grasso tropicale, ha si è subito attivata per chiedere maggiore chiarezza e si è rivolta all’Europa.

Il ministro Lorenzin ha chiesto alla Commissione Europea di esaminare il rapporto dell’EFSA e prendere tutte le misure che si riterranno necessarie per tutelare la salute dei consumatori europei e stabilire regole comuni in tutti gli Stati dell’Unione fino a prevedere norme per ridurre l’uso dell’olio di palma nelle produzioni europee.

Sperando che ci si attivi realmente per rafforzare da un lato la tracciabilità della presenza di tale olio negli alimenti che consumiamo, e dall’altro per contrastare l’uso indiscriminato di questo grasso nell’industria soprattutto dolciaria rivolta ai bambini, possiamo noi tutti iniziare a consumare più consapevolmente ed informarci maggiormente su tematiche che una volta venute alla ribalta, finiscono troppo spesso velocemente nel dimenticatoio.

A questo proposito è utile anche sapere che dallo scorso mese di ottobre, è nata l’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile con l’obiettivo di informare i consumatori circa l’uso di questo olio, per promuoverne la produzione sostenibile e il consumo consapevole e corretto.

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