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Trento

Blocco del Brennero: la posizione della Provincia

Il tema dei controlli sul confine del Brennero e dei loro effetti sulla libertà di circolazione delle persone e delle merci è stato discusso nuovamente stamani dalla Giunta provinciale, nel corso della sua riunione settimanale, alla luce anche delle preoccupazioni espresse dal mondo economico nonché dell'esito del colloqui di ieri fra il ministro degli Interni italiano Angelino Alfano e del suo omologo austriaco Wolfgang Sobotka.

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Il tema dei controlli sul confine del Brennero e dei loro effetti sulla libertà di circolazione delle persone e delle merci è stato discusso nuovamente stamani dalla Giunta provinciale, nel corso della sua riunione settimanale, alla luce anche delle preoccupazioni espresse dal mondo economico nonché dell'esito del colloqui di ieri fra il ministro degli Interni italiano Angelino Alfano e del suo omologo austriaco Wolfgang Sobotka.

L'esecutivo si riconosce pienamente nei percorsi che sono stati posti in essere, – si legge in un nota della PAT –  in collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano e con il Land Tirolo, sia nell'ambito del Gect Euregio sia con le assemblee legislative, e con i loro deliberati. Si tratta di decisioni che richiamano gli Stati facenti parte dell'Unione Europea, e in particolare l'Austria alla necessità di operare nel rispetto dei principi di Schengen, in merito alla libertà di circolazione delle persone e delle merci, e più in generale nel rispetto dei diritti umani sanciti dai trattati internazionali e dalle Nazioni Unite.

La questione assume una particolare delicatezza al valico del Brennero, dove le tensioni generate dai flussi migratori verso l'Europa rischiano di manifestarsi con forte intensità. La Provincia autonoma di Trento ha pertanto rappresentato ai Governi di Italia e Austria, in diverse occasioni, le proprie preoccupazioni, sollecitando l'adozione di ogni misura atta ad evitare decisioni che comportino limitazioni al transito, anche delle merci, sul valico del Brennero, un luogo carico di significati simbolici per i territori dell'Euregio ma che assolve anche ad una funzione economica fondamentale, nel suo mettere in comunicazione il Nord e il Sud dell'Europa.

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La Provincia si riconosce inoltre negli sforzi fatti dal Governo italiano, sia nei confronti dell'Austria, sia nei confronti dell'Unione europea, per far prevalere il principio secondo il quale il ripristino dei confini non è la soluzione idonea a risolvere i problemi in questione. Un apprezzamento è stato espresso per l'esito dell'incontro di ieri a Roma fra i ministri Alfano e Subotka, da cui è emersa la volontà di non procedere sic et simpliciter con il blocco del passo del Brennero.

In ogni caso, come è naturale che sia, la Provincia monitorerà attentamente gli effetti di ogni misura che l'Austria adotterà ai confini con l'Italia, in un'ottica particolarmente attenta ai principi che ispirano la cooperazione transfrontaliera fra i territori dell'Euregio, segnalando agli organismi competenti, ad ogni livello, le conseguenze negative che dovessero derivare da eventuali violazioni dei trattati europei.

Ma la questione alle fine rimane sospesa, infatti Wolfgang Sobotka ha ribadito ancora una volta che la possibile chiusura del Brennero dipende solo dall'Italia e dal controllo che avvierà sugli immigrati. Alfano ha dichiarato che gli immigrati respinti al confiune austriaco negli ultimi giorni sono 2.722.  La paura è che il Brennero e quindi il Trentino Alto Adige possa trasformarsi come il campo di Idomeni. 

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Sull'argomento nel pomeriggio è intervenuto anche il presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti, «pur nel rispetto delle opinioni di tutti, – ha spiegato – mi limito a ricordare che le questioni poste oggi sul tavolo politico, sono già state affrontate compiutamente nell’opportuna sede del “Dreierlandtag 2016” presieduto dalla Istituzioni trentine e conclusosi la scorsa settimana e, precedentemente, in un incontro congiunto dei Presidenti dei Gruppi consiliari dell’Euroregione svoltosi al passo del Brennero. In quelle sedi si sono raggiunti tutti gli accordi possibili, coinvolgendo il Tirolo austriaco in una politica di dialogo, anziché di scontro e, nella certezza di aver raggiunto il massimo risultato che le attuali condizioni politiche e diplomatiche italo-austriache possono consentire. In questo contesto abbiamo anche riaffermato l’impossibilità di riportare indietro l’orologio della storia e quindi la centralità della libera circolazione di persone e merci sul Brennero, per quello che rappresenta, in termini di immagine e di confronto, in Italia ed in Europa».

 

 

 

 

 

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