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Musica

Exercoma: spingersi al di là della musica

Gli Exercoma nascono come mutazione dei Watermelon, gruppo già attivo da qualche anno nella realtà liceale trentina.

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Gli Exercoma nascono come mutazione dei Watermelon, gruppo già attivo da qualche anno nella realtà liceale trentina.

È la partenza per un anno del cantante, Tommaso Lapiana, come raccontatato dal gruppo al gran completo (o quasi), a segnare la svolta.

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La band (con Nicola Lunelli al basso, Alessandro Beso alla batteria, Federico Demattè e Davide Berghi alle chitarre), formatasi nel 2011, continua a provare e sviluppa nuove idee con l’ingresso fisso di un grafico, Michelangelo de Cia. E così ne esce un EP, REI, frutto del lavoro degli anni precedenti e registrato con l’aiuto di Christian Postal, accompagnato da due video musicali.

Le cose che colpiscono di questo gruppo, oltre alla maturità musicale, sono indubbiamente la grande determinazione e l’ambizione. “Siamo già proiettati a ciò che verrà dopo”, mi dicono, con un nuovo EP in sospeso, la cui uscita è questione di mesi.

Una band a cui piace sperimentare, dunque, non solo con l’elemento elettronico ma soprattutto con l’accompagnamento all’aspetto squisitamente musicale di una parte visiva. Un video accompagna le loro esibizioni, un lavoro continuo segue parallelamente la composizione dei pezzi, aggiungendo un’ulteriore dimensione alla loro musica.

Li abbiamo incontrati e ci hanno raccontato la loro storia.

Quali sono le tappe principali del vostro progetto?

“Cominciamo a suonare tra amici come Watermelon nel 2011. Inizialmente facciamo cover dei Rage Against the Machine e dei Red Hot Chili Peppers, suonando soprattutto nei concerti liceali. Poi iniziamo a comporre pezzi nostri, e scrivendoli ci viene voglia di continuare su questa strada, di fare cose nostre. Prima di essere una band siamo un gruppo di amici, e la nostra crescita musicale va di pari passo con quella personale. Come in ogni gruppo d’amici ci sono degli up e dei down. L’anno scorso Tommaso era via, e questa partenza avrebbe potuto creare problemi. Nonostante ciò ci siamo continuati a trovare per comporre nuovi pezzi, per provare. Ci sentivamo con Tommaso su skype dove discutevamo riguardo alle nostre idee. La partenza ha finito poi per rafforzare il nostro progetto. Al ritorno decidiamo di cambiare nome in Exercoma, da “exercomai”, parola greca che vuol dire “compiersi, spingersi oltre i propri limiti”. Questo perché crediamo d’essere un foglio bianco da colorare. L’anno scorso abbiamo registrato il primo EP ed ora stiamo lavorando per il prossimo. A fianco dell’aspetto musicale abbiamo poi deciso d’aprire la nostra offerta anche all’aspetto visuale, e qui entra in gioco Michelangelo”

Raccontatemi di più…

“Il gruppo nasce da passioni condivise. La collaborazione con il nostro grafico comincia già con i Watermelon e il video di “Asha”. Abbiamo deciso di mettere assieme più capacità, e così è entrato nel gruppo. La nostra vuole essere un’offerta che non si limita all’aspetto musicale. Durante i concerti ci sono delle proiezioni di visual a tempo con le basi. Poi ci sono i videoclip del nostro primo EP (“Simone” e “Il mondo blu”). Siamo molto orgogliosi di come sta procedendo il nostro progetto”

Ascoltando la vostra musica sembra di sentire assonanze con i Subsonica, di un rock che flirta con l’elettronica. Quali sono le vostre influenze?

“I Subsonica più che un’influenza sono un gruppo a cui ci accostano, proprio per l’uso dell’elettronica. Per noi, però, le influenze sono diverse. Abbiamo gusti differenti fra noi e possiamo dire che ci leghiamo al rock alternativo italiano in generale, o a tutti quei gruppi/progetti che cercano d’andare oltre alla musica, di creare un’esperienze più ampia. La nostra vuole essere una dimensione interattiva, multimediale”

Come siete soliti comporre? E chi di voi scrive i testi?

“Il nostro è un lavoro collettivo. In “REI” i testi sono scritti da più persone, mentre nel nuovo saranno tutti ( o quasi) scritti da Tommaso (in entrambi i casi, mi dice lo stesso Tommaso, sono “parole che sento mie”). Lavoriamo assieme e sfruttiamo le potenzialità dell’essere amici, del conoscerci, cosa che innanzitutto vuol dire misurarci con i nostri limiti. Da ciò non può che venirne fuori qualcosa di produttivo”

Che cosa distingue il vostro vecchio EP da quello a cui state lavorando? E poi, come si chiama questo nuovo lavoro, e quando uscirà?

“L’EP nuovo si chiamerà “Dapperniente” e indicativamente uscirà a giugno. Sarà anche questo in free download, stiamo lavorando al mixaggio e alle grafiche in questo momento. Per quanto riguarda la differenza fra i due, il primo possiamo dire sia più commerciale, più diretto. Era frutto dell’accumulo di materiale e quindi non c’era un filo conduttore vero e proprio. I testi parlano generalmente di alienazione, sono introspettivi. Ad esempio “Robot” racconta di una persona che si sente una macchina, “Simone” è invece una storia vera, di un ragazzo romano che si è suicidato. È una storia vera, e perciò l’argomento è stato più difficile da trattare. Diciamo che sono storie di persone che si guardano dentro e si scoprono diverse dagli standard della società, alieni. Il nuovo EP, invece, è ermetico, più difficile da comprendere, da interpretare. Abbiamo cercato di fare un passo avanti, lavorando per creare un immaginario. È un EP più emozionale, frutto di una maturazione. Nel libretto dell’album ci sarà un fumetto, disegnato da Tommaso Merz, con una storia che servirà per meglio interpretare la musica”

Quali sono i momenti che ricordate come i migliori? E magari, quali i peggiori?

“Tra i peggiori c’è sicuramente un concerto in cui, arrivando da un’altra serie di date, ero senza voce (dice Tommaso). A metà del concerto non ce la facevo più e ho dovuto smettere. Di momenti belli ce ne sono molti, Maggio Rock, al Molin, alla Bookique, all’Arsenale, quando per la prima volta abbiamo usato il proiettore, e nonostante dei disguidi tecnici appena prima del concerto, siamo riusciti a cavarcela alla grande. Dopo REI abbiamo avuto un riscontro. Abbiamo visto persone cantare le nostre canzoni e questa è una grande soddisfazione”

Per finire, quali sono le vostre speranze per il futuro?

“Proseguire e perseverare con questo progetto. Siamo già proiettati a ciò che accadrà nel futuro, ma per ora vediamo che succede con il nuovo EP”

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