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Italia ed estero

Hillary la “verde”: Clinton lancia un ambizioso piano per le energie rinnovabili

Se eletta, Hillary Clinton sarà la prima donna a capo degli Stati Uniti. Una prospettiva che, da sola, non sembra scaldare a sufficienza i cuori degli elettori americani.

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Se eletta, Hillary Clinton sarà la prima donna a capo degli Stati Uniti. Una prospettiva che, da sola, non sembra scaldare a sufficienza i cuori degli elettori americani.

Ecco che allora, oltre alla “carta rosa”, Clinton sceglie di giocare quella “verde”, indossando i panni della paladina nella lotta al cambiamento climatico.

La temperatura del pianeta sta cambiando, ma le politiche dei candidati repubblicani sono sempre uguali”, denuncia Clinton in uno spot pubblicato venerdì sulla sua pagina Facebook. Donald Trump definisce il riscaldamento globale “una beffa”, Ted Cruz sostiene che non ci sia “nessun riscaldamento” e John Kasich si limita a dire che “non ci sono prove”.

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Clinton, invece, loda gli sforzi che negli ultimi anni hanno permesso all'America di imboccare la strada delle energie rinnovabili. Ammontano a 35 miliardi di dollari gli investimenti in energie pulite realizzati dagli Stati Uniti lo scorso anno. Investimenti che permettono di prevenire ogni anno 70mila attacchi d'asma e 3 mila morti premature, oltre ad aver creato 50mila nuovi posti di lavoro, fa notare Clinton nel suo spot.

La candidata democratica si dice intenzionata a scommettere sulle energie rinnovabili, impegnandosi a perseguire due ambiziosi obiettivi, se eletta presidente. A tal proposito, Clinton promette l'installazione di più di mezzo miliardo di pannelli solari in tutto il Paese, entro la fine del suo primo mandato, e l'avvio di un piano decennale per soddisfare il fabbisogno energetico di ogni abitazione negli Stati Uniti solo facendo ricorso alle energie rinnovabili.

Il rinnovato impegno ecologista di Clinton potrebbe rappresentare l'elemento in grado di marcare la differenza rispetto ai suoi avversari nella corsa alla Casa Bianca, il progetto per le future generazioni destinato a segnare la sua presidenza.

Nei prossimi mesi la campagna elettorale entrerà nel vivo: solo allora sapremo se la netta presa di posizione a favore della lotta al cambiamento climatico si sarà rivelata una carta vincente.

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Italia ed estero

Legge di Bilancio 2020: Italia promossa ma con riserva, debito ancora troppo alto

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Via libera ma con riserva da parte di Bruxelles alla Legge di Bilancio 2020, colpa come sempre dell’alto debito che, insieme al deficit rischia di portare l’Italia fuori dai parametri fissati dal patto di crescita e stabilità.

Quindi, La Commissione Europea sospende, il verdetto finale in attesa del complicato passaggio parlamentare della manovra sulla quale pendono più di 4500 emendamenti e ciò potrebbe essere tutt’altro che indolore.

Ferme ma rassicuranti sono state le parole del vice presidente della commissione Dombrovskis “Rivaluteremo la situazione nel corso dell’anno, ma non chiediamo misure immediate”.

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L’allarme non riguarda soltanto l’Italia, ci sono infatti altri 7 Paesi che formano i cosiddetti “sorvegliati speciali”: Belgio, Spagna, Francia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, e Finlandia.

Tutti, come ad un esame, rimandati a maggio, quando la Commissione valuterà se gli sforzi per ridurre il debito siano stati sufficienti o se, al contrario, saremo ancora sulla cattiva strada per un significativo percorso di riduzione del debito.

A quel punto, nel caso in cui la tendenza del debito italiano procedesse verso l’alto, l’Italia rischierebbe la procedura di infrazione.

Intanto a Roma si fa duro lo scontro sul Mes, il meccanismo politico europeo salva stati la cui forma sta creando ulteriori disordine nella maggioranza.

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Era stato Salvini qualche giorno fa a a diffondere il caso, dando del traditore al premier colpevole di dare il via libera ad un meccanismo che, penalizzerebbe gli stati con il debito più elevato.

Il mes fa ora parte di un pacchetto complessivo ancora non approvato, ma sarà all’ordine del giorno nel prossimo mese di dicembre, dopodicheè sarà disposto al voto del Parlamento.

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Italia ed estero

Spaventoso incidente in Slovenia, tir precipita da viadotto. Il Video

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L’incidente è avvenuto il 13 novembre 2019. Questo filmato, diffuso dal portale Storyful, cattura il momento in cui un’auto per una disattenzione devia finendo sul lato del camion sulla tangenziale di Lubiana, costringendo il camion a schiantarsi attraverso la barriera di sicurezza.

Secondo quanto riferito dai media locali, il camion è precipitato con un volo di 20 metri. La vittima è un uomo ungherese di 50 anni. Sono in corso indagini per stabilire l’esatta dinamica dello schianto.

L’incidente è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza piazzate su un cavalcavia.

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Italia ed estero

L’Italia dice no all’abolizione dell’ora legale. Tutto rimane come prima

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Nel nostro Paese resterà in vigore il doppio orario. Infatti l’Italia ha detto no all’abolizione dell’ora legale.

Come richiesto dall’Unione europea, dal 2021 ogni Paese dovrà decidere se adottare per tutto l’anno l’ora legale o quella solare.

Il governo italiano a Giugno ha depositato a Bruxelles una richiesta formale per mantenere la situazione attuale, senza variazioni. Tutto rimane inalterato.

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Sono  tre i motivi principali che hanno determinato questo scelta come spiega il Corriere della Sera in un articolo a firma di Lorenzo Salvia.

La prima perplessità espressa dal nostro Paese riguarda la “mancanza di una valutazione d’impatto dalla quale si possa evincere, in modo esaustivo, il quadro dei vantaggi e degli svantaggi”.

Non ci sarebbero, dunque, prove scientifiche che i cambiamenti dell’ora possano davvero danneggiare l’equilibrio psico-fisico.

Il secondo dubbio espresso dal governo italiano è quello relativo all’aspetto economico: grazie all’ora legale, che per sei mesi l’anno ci consente di accendere le luci un’ora dopo, si risparmiano soldi.

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Il terzo e ultimo motivo è legato alla possibilità che le “singole scelte degli Stati membri possano creare un mosaico di fusi orari, con il rischio di non garantire il corretto funzionamento del mercato interno”.

Nel dettaglio comunque i Paesi dell’Europa del Sud (come l’Italia) sono a favore del doppio fuso orario in vigore adesso, perché questo fa guadagnare un’ora di luce nel periodo estivo e ne fa recuperare un’altra nelle mattine invernali.

Al contrario, i Paesi del Nord Europa sono contro l’ora legale perché da loro in estate fa buio più tardi e conseguentemente non hanno bisogno di spostare le lancette in avanti per risparmiare sulle bollette. La discussione su questo tema avverrà nei prossimi mesi nelle sedi del Parlamento e della Commissione europea.

 

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