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Trento

Domani al via il giro del Trentino, Nibali favorito

Torna anche quest’anno la sfida al Giro del Trentino, che vede i migliori ciclisti contendersi il podio: si partirà il 19 aprile con la tappa Riva del Garda – Torbole e si concluderà il 22 aprile con l’ultima impegnativa pedalata da Malè a Cles.

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Torna anche quest’anno la sfida al Giro del Trentino, che vede i migliori ciclisti contendersi il podio: si partirà il 19 aprile con la tappa Riva del Garda – Torbole e si concluderà il 22 aprile con l’ultima impegnativa pedalata da Malè a Cles.

Quattro giorni, centinaia di km, tra pianure e dislivelli notevoli in un’alternanza che ricreerà la tensione speciale che rende unica questa gara.

Questa edizione vede un percorso altamente impegnativo, con le emozioni e le insidie che la natura può regalare, dall’alternarsi di salite e discese, al ruolo del vento che può essere elemento determinante per le prestazioni. Le quattro tappe sono degne di essere affrontate con la grinta e la preparazione dei grandi atleti, ma costituiscono anche un panorama mozzafiato che permetterà agli sportivi in gara e ai fan che li seguiranno di scoprire una natura che resta tra le più belle del nostro Paese.

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I protagonisti più attesi saranno Vincenzo Nibali e Mikel Landa  che al giro del Trentino intendono preparare nel migliore dei modi la corsa rosa anche grazie al confronto diretto con gli avversari che prenderà il via martedì.

Nibali non corre dalla Milano-Sanremo e ha bisogno di ritrovare il ritmo gara in primis per la Liegi-Bastogne-Liegi di domenica e poi per il Giro. Le tante salite presenti in Trentino sembrano l’ideale per trovare il miglior colpo di pedale. In ottica classifica generale, il percorso è adatto alle sue caratteristiche e l’Astana sa difendersi bene nelle cronosquadre. Il siciliano ha già vinto questa corsa per due volte e può contare su una squadra molto forte (di fatto la stessa che lo scorterà al Giro d’Italia) guidata da Michele Scarponi.

Avversario numero uno quel Mikel Landa che lo scorso anno ha fatto tremare Fabio Aru e tutta l’Astana con le sue performance al Giro e alla Vuelta. Arrivato al Team Sky, ha iniziato bene la stagione ma non ha ancora conquistato una breve corsa a tappe. Gli è mancato qualcosa rispetto al massimo potenziale e da qui in avanti deve cambiare marcia per dimostrare di valere Nibali e Aru. In squadra potrebbe fare bene anche Sebastian Henao.

Alle spalle di questi due atleti, attenzione massima a Domenico Pozzovivo e Romain Bardet. Entrambi scalatori e in forze alla AG2R, potrebbero provare a far saltare il banco grazie anche alla forza dei numeri. L’azzurro si è sempre trovato bene in questa corsa (e l’ha vinta nel 2012) mentre fino ad ora Bardet non ha mai lasciato il segno, pur dimostrando in altre occasioni di avere stoffa.

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Siamo arrivati alla 40esima edizione del Giro del Trentino. Il classico appuntamento di aprile, rampa di lancio per molti big in vista del Giro d’Italia, offrirà agli appassionati un grande spettacolo tra alcuni degli scalatori più attesi nella corsa rosa.

Sono quattro le tappe del 40° edizione del giro del Trentino, si parte con la cronosquadre da Riva del Garda a Torbole ad inaugurare la kermesse. 12,1 km prevalentemente pianeggianti, con alcune curve tecniche in cui fare attenzione una volta raggiunte alte velocità.

La seconda tappa segnerà il ritorno del Giro del Trentino in Austria dopo tre anni. Da Arco ad Anras 220,3 km che culmineranno nell’inedito arrivo in salita nella località tirolese. 4 km di ascesa al 7 % di pendenza media, al termine di una giornata costantemente in leggera ascesa, che si farà sentire nelle gambe dei corridori.

24 ore più tardi si riparte dall’Austria. La Sillian-Mezzolombardo supera nuovamente i 200 km di percorrenza, e porrà dinanzi al gruppo due salite particolarmente impegnative. Dapprima Nova Ponente, 20 km regolari e pedalabili nella sua prima metà, insidiosa negli ultimi 6 km perennemente oltre il 7 %, poi il Fai della Paganella. Quest’ultima ascesa misura 12 km ma è ben più ostica della precedente, e si inasprisce negli ultimi 3 km presentando una pendenza media dell’8,8 %. Dalla vetta mancheranno 14 km all’arrivo, tutti in discesa.

Ma i conti si faranno nell’ultima tappa. 160,9 km da Malè a Cles, con pochissima pianura. Le salite di Fondo, da ripetere in due occasioni, e Marcena di Rumo animeranno l’avvio, prima di giungere alla difficile Forcella di Brez. 6 km molto duri che decideranno il 40° Giro del Trentino, La discesa terminerà al primo passaggio sotto il traguardo, poi il giro finale di 14 km che riporterà la corsa a Cles.

LE TAPPE:
 
Martedì 19 aprile 2016, Riva del Garda – Torbole
Mercoledì 20 aprile 2016, Arco – Anras
Giovedì 21 aprile 2016, Sillian – Mezzolombardo
Venerdì 22 aprile 2016, Malè – Cles

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Trento

Ieri l’assemblea annuale della Federazione provinciale Scuole materne di Trento

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Molti i temi affrontati ieri all’assemblea annuale della Federazione provinciale Scuole materne di Trento, che ha visto presso le Cantine Ferrari a Ravina, ben 123 scuole rappresentate su 134.

Il presidente Giuliano Baldessari ha dedicato la sua relazione a “Qualificare l’investimento per l’Infanzia. 70 anni da capitalizzare”: “Il primo riferimento va all’anniversario della nostra associazione. Un anno significativo il 2020 che si apre col desiderio di immaginare ancora una volta il futuro e di rilanciare prospettive di ricerca e di innovazione.  Con lo sguardo al 19, 20 e 21 novembre prossimi – date nelle quali prenderanno vita le iniziative specifiche legate ai settanta anni di istituzione della Federazione – molte le storie, i percorsi, le domande, le sfide, i progetti da condividere per continuare a curare attenzione, cultura, progettualità nelle politiche per l’infanzia in alleanza con le famiglie e le comunità”.

All’avvio dei lavori l’assessore provinciale all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti ha portato il proprio saluto ai partecipanti, riprendendo i temi espressi da don Marco Saiani che nella Messa di apertura aveva fatto riferimento alle condizioni storiche che hanno portato più di un secolo e mezzo fa alla nascita delle scuole dell’infanzia equiparate e successivamente all’istituzione della Federazione, richiamando il contesto di unità di visione della vita e di disponibilità a collaborare per trovare insieme soluzioni.

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L’assessore Bisesti, evidenziando come sia fondamentale rifarsi a quei valori di solidarietà, ha ricordato come tali valori, pur riletti alla luce dei tanti cambiamenti intervenuti nel corso degli anni, siano la base per affrontare le sfide importanti che ci attendono.

Fra presenti anche gli assessori regionali Giorgio Leonardi e Claudio Cia, nonché l’assessore alla partecipazione, innovazione, formazione e progetti europei del Comune di Trento Chiara Maule.

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Trento

Le Albere, Lega: «Il vero volto di 20 anni di amministrazione del centro sinistra a Trento»

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Da area produttiva simbolo della Trento industriale del boom economico, a quartiere modello e all’avanguardia a livello architettonico.

Presentato come quartiere modello di 113 mila metri quadri, urbanisticamente all’avanguardia, raggiungibile da pochi, addirittura con le guardie private che ne limitavano gli ingressi ( e così è stato nei primi mesi) , non è mai entrato nel cuore dei trentini.

Di certo il Muse ha contribuito a creare curiosità, il parco a portare gente, ma la scommessa è la nuova biblioteca universitaria che si rivolge alla “ nuova Trento”, quella degli studenti, universitari in particolare.

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Una città che ha deciso la completa demolizione del complesso industriale della Michelin dopo la chiusura nel 1997.

Tra la Michelin e la città di Trento per molti anni si è instaurato un grande rapporto di amore e rispetto.  Un’empatia che le Albere non hanno mai avuto con la cittadinanza.

Per il momento a distanza di anni il quartiere “Le Albere” a Trento perde sempre più valore e gli appartamenti del complesso progettato da Renzo Piano restano per gran parte invenduti o disabitati.

Nel 2017 il complesso di proprietà del fondo immobiliare Clesio ha perso il 18% e oggi è poco oltre il 50% del valore iniziale, ovvero 44,3 milioni di euro. I debiti con le banche ammontano a 150 milioni.

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I soci del fondo cioè enti territoriali come Isa, Dolomiti Energia, Itas, Fondazione Caritro, Mediocredito Trentino Alto Adige, hanno ottenuto come “rimborso” parziale delle perdite gli stessi appartamenti invenduti.

Purtroppo il complesso non è mai decollato ne dal punto di vista commerciale ne tanto meno da quello abitativo. Oggi si possono vedere i segni dell’usura delle strutture e luoghi dove il degrado ha preso il sopravvento.

Sull’argomento hanno preso una precisa posizione anche i consiglieri comunali della Lega.

«Ormai non ci stupiscono più le notizie riguardanti il fallimento del progetto di riqualificazione dell’area ex Michelin, – si legge in una nota dei consiglieri –  altresì conosciuta con il nome di quartiere Le Albere. Del resto, si tratta di una situazione ben delineata e che dimostra come questi vent’anni di amministrazione di centrosinistra a Trento non abbiano portato a risultati concreti per la riqualificazione della città. Le aree ex Sloi ed ex Prada, assieme allo sviluppo immobiliare di Trento Nord e le centinaia di appartamenti “semipopolari” sfitti alle Albere (ex Michelin) e la Destra Adige – ex Itacementi, sono vanto della maggioranza uscente nella orgogliosa rivendicazione che la controfigura scelta come candidato Sindaco dal rinato Centrosinistra Autonomista userà in campagna elettorale».

Poi l’attacco all’amministrazione del Sindaco Andreatta additato come primo responsabile della situazione delle Albere: «per il centrosinistra va tutto bene, del resto poco conta se – con riferimento al quartiere Le Albere – il 50% degli alloggi resta invenduto anche nonostante la realizzazione di tutta una serie di sottopassaggi che, nei fatti, non sono serviti per la riqualificazione e l’inclusività del quartiere all’interno della città. La situazione non cambierà neanche con lo spostamento, inutile e solo antiproduttivo – della funivia che dovrebbe portare fino al monte Bondone».

E ancora: «Se in Alto Adige si è vista la realizzazione di impianti funivistici vicino alle stazioni ferroviarie per ridurre l’uso di mezzi di trasporto, qualcuno a Trento, invece, vuol rendere poco praticabile un servizio, quello della funivia, che potrebbe seriamente riqualificare il Bondone ma solamente partendo da un’area vicino alla funivia. Le notizie riguardanti la fuga di negozianti dal quartiere sono conferma di un fallimento di un quartiere che, nonostante i proclami volti a esaltare la riqualificazione urbana, non è stato realizzato in modo tale da essere un polo attrattivo per la città. Peccato perché la riqualificazione poteva essere un’occasione importante per la città».

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Trento

«Programmazione e gestione delle uscite; strumenti e comportamenti»: stasera se ne parla alla SAT di via Manci

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“Programmazione e gestione delle uscite; strumenti e comportamenti” è il tema della serata proposta dalla Sat a partire dalle 20,30 di domani sera presso la sede di via Manci.

Relatori saranno Claudio Covelli e Armando Tomasi. Nel corso della serata si parlerà di come organizzare e gestire un’escursione, con particolare attenzione per gli ambienti a rischio come potrebbero essere le aree innevate o ghiacciate, per muoversi nell’ambito della sicurezza assoluta.

Non saranno tralasciate alcune indicazioni per la corretta lettura dei bollettino meteorologici e del “ Metodo Munter” ( metodo di valutazione del rischio valanghe), per l’utilizzo del telefono satellitare e saranno presentati alcuni siti internet e app utili per l’escursionista.

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