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Italia ed estero

L’Europa non può nascondere i migranti sotto il tappeto

Uomini, donne e bambini continuano a essere intrappolati dalla parte sbagliata del muro, ha denunciato nei giorni scorsi Human Rights Watch. Secondo l’ong per la difesa dei diritti umani, la colpa sarebbe della Turchia, che da un anno avrebbe schierato il proprio esercito al confine con la Siria, per bloccare tutti tranne i feriti più gravi.

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Uomini, donne e bambini continuano a essere intrappolati dalla parte sbagliata del muro, ha denunciato nei giorni scorsi Human Rights Watch. Secondo l’ong per la difesa dei diritti umani, la colpa sarebbe della Turchia, che da un anno avrebbe schierato il proprio esercito al confine con la Siria, per bloccare tutti tranne i feriti più gravi.

A detta dell’ong, l'esercito turco al confine avrebbe impedito l'ingresso a centinaia di persone in fuga dall'Isis, sparandogli contro per farle allontanare. Questo quando nelle ultime 48 ore, sono almeno 30 mila i nuovi sfollati a causa dei combattimenti tra Isis e gruppi dell'opposizione siriana, a nord di Aleppo.

I disperati in fuga sono costretti a scavare trincee e nascondersi per sfuggire dagli orrori della guerra – è la denuncia di Human Rights Watch – il tentativo della Turchia di creare un’area sicura a ridosso del confine, dove i civili siriani in fuga possano trovare riparo, è una beffa terribile”.

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Una tragedia della quale i governi europei sono almeno in parte corresponsabili. Il loro egoismo ha fatto naufragare il piano dell’Ue per ricollocare i migranti nei vari stati membri e ha portato a un vergognoso accordo della Turchia, con il quale, in cambio di qualche miliardo di euro, si chiede ad Ankara di fare per noi il lavoro sporco.

L’Europa ha deciso di spazzare migranti e richiedenti asilo sotto il tappeto, come fossero polvereha commentato nei giorni scorsi Federica Zamatto, vice coordinatrice delle operazioni per la migrazione di Medici Senza FrontiereCome una governante svogliata che non fa bene il suo lavoro, l’Europa cerca di nascondere il problema, togliendolo dalla nostra vista. Ma queste sono persone, non polvere”.

In un editoriale pubblicato sul sito di Medici Senza Frontiere, la dottoressa Zamatto invita a guardare sotto il tappeto, facendo notare come la stessa Lesbo, dove ieri è stato in visita Papa Francesco, sia tornata ad essere dopo un anno calma e pulita, pronta per l’apertura della nuova stagione turistica, non perché le persone hanno smesso di fuggire dalla guerra.

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La verità, secondo Zamatto, è che “gli uomini, le donne, i bambini che rischiano tutto su imbarcazioni precarie oggi sono detenuti dietro a un filo spinato lontano dagli occhi europei, oppure dall’altro del mare in un buco nero”.

E così l’hotspot di Moria, sull’isola di Lesbo, sarebbe diventato un centro di detenzione, dove molte persone sono costrette a dormire all’aperto, riparandosi solo con teli di plastica e cartoni.

La cosa più oltraggiosa che ho visto sono i tanti, tanti bambini in detenzione, lasciati in condizioni miserabili e indecenti, senza cibo adeguato, senza scuola e senza nemmeno la possibilità di giocare – denuncia Zamatto parlando di Moria – Erano ovunque: correvano, alcuni dormivano, altri venivano spinti nei passeggini. Mai avrei immaginato che bambini, donne incinte, anziani, in gran parte fuggiti dalla guerra, potessero ritrovarsi rinchiusi in un recinto di filo spinato con i cancelli chiusi”. Come animali. In Europa.

Un’Europa colpevolmente impotente, che, di fronte all’enorme tragedia umanitaria, non riesce a far altro che voltare le spalle: è questo il prezzo da pagare per una politica dove a farla da padroni sono gli egoismi nazionali. Una politica che non può contare su di un leader degno di questo nome, capace di rispondere alle paure della gente non cavalcandole, ma avanzando una soluzione rispettosa dei valori sui quali si fondano le nostre democrazie.

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