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Trento

Montessori in Trentino, perché no?

Passano gli anni, ma non si estinguono i luoghi comuni su Montessori. 

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Passano gli anni, ma non si estinguono i luoghi comuni su Montessori. 

Anche qui in Trentino, dove da tre anni “Il Melograno”, l'Associazione di cui sono Presidente, promuove questo pensiero straordinario attraverso svariate iniziative e dallo scorso anno ha attivato, in collaborazione con l'Opera Nazionale Montessori, i percorsi di formazione al Metodo per educatori della prima infanzia e insegnanti di di scuola dell'infanzia e primaria.

Tutto questo in un territorio dove, fino al 2013, non era mai stata realizzata nessuna iniziativa dedicata in maniera specifica a Maria Montessori e alla sua pedagogia. In questi tre anni, grazie anche al contributo di studiosi e professionisti di elevata caratura, l'interesse di molte famiglie e diversi insegnanti rispetto all’approfondimento di un possibile approccio all’infanzia diverso dal modello prevalente e ai bisogni educativi e formativi dei bambini, è sempre stato molto alto, fino ad arrivare alla richiesta “massiccia” di attivazione di sezioni e classi Montessori nella scuola pubblica, come altra possibilità rispetto a quella esistente sul territorio.

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Alla fine di Settembre 2015, la Provincia autonoma di Trento costituisce un gruppo di lavoro, a cui partecipa anche Il Melograno, “allo scopo di pianificare le azioni necessarie all’attivazione nell’anno scolastico 2016/ 2017 di sezioni e classi a indirizzo montessoriano nelle scuole dell'infanzia e primarie della Provincia”. Un evento straordinario quest'ultimo, unico a livello nazionale, di cui sicuramente poterci “vantare”, se pensiamo che, mentre nel mondo le realtà montessoriane sono in continua espansione (circa 66.000), in Italia sono poco più di 200 e nella maggior parte fenomeni di nicchia.

La Provincia di Trento è, infatti, per il momento, l'unica ad aver deliberato per l'introduzione del Metodo Montessori nella scuola pubblica. E invece… Gli attacchi alla pedagogia scientifica di Maria Montessori, molti di questi recentemente pubblicati su alcune delle nostre testate giornalistiche, non mancano a farsi sentire.

Curioso e soprattutto molto triste che arrivino prevalentemente dal mondo della pedagogia, il settore di ricerca che da sempre in Italia l'ha meno ascoltata Maria Montessori e che poco conosce il suo pensiero. Ma non basta avere una conoscenza libresca di un Metodo, validato dalla sua diffusione in tutto il mondo, per poterlo mettere in discussione. Chi desidera, nel nostro Paese, approfondire seriamente Montessori, deve intraprendere un percorso formativo, riconosciuto dal MIUR, di circa 500 ore, proprio come stanno facendo i 105 educatori/insegnanti che qui in Trentino stanno concludendo questa specifica formazione.

Le intuizioni montessoriane, che risalgono a più di un secolo fa, vengono oggi continuamente sostenute dalla ricerca psicopedagogica e dalle neuroscienze. La scoperta dei neuroni specchio, per esempio, è una conferma straordinaria dell'attenzione che il Metodo Montessori pone ai dettagli quando si presenta il materiale scientifico ai bambini.

E allora mi chiedo: può una scuola che si dichiara “d'eccellenza” rifiutarsi di confrontarsi con il meglio dei risultati scientifici odierni delle scienze che studiano l'uomo? Non solo. Credo che una scuola d'eccellenza o la “buona scuola” (chiamatela pure come vi sembra più opportuno) dovrebbe essere promotrice di quella che ultimamente va sempre più caratterizzandosi come un'accesa e rinnovata riflessione sull’infanzia, non scagliarsene contro.

Consapevole che la famiglia è il contesto primario della crescita e dello sviluppo del bambino, questa scuola dovrebbe sostenere i genitori che manifestano una nuova sensibilità ai bisogni dei loro figli e alle risposte da dare a loro, e non scoraggiare quegli insegnanti che in virtù della loro “libertà di insegnamento” sono allaricerca di una diversa modalità educativa che riesca ad accogliere e affrontare le sfide che la società contemporanea pone all'educazione: come la crescente e preoccupante diffusione di difficoltà nel comportamento in generale e nell'apprendimento.

Grazie alla sua scienza, Maria Montessori è riuscita a elaborare un Metodo che continua a fornire brillanti risultati in tutto il mondo, un approccio che rimette al centro della scena educativa i bambini, che ne trasforma il comportamento, che fa loro riscoprire il piacere di scegliere, di apprendere, di conoscere, di collaborare spontaneamente con i compagni.

Montessori è un modo di comprendere il bambino, con la sua storia, con i suoi desideri, con le sue abilità, con i suoi bisogni, per permettergli di svilupparsi. Quel bambino, di cui nelle recenti polemiche al Metodo Montessori, di carattere prettamente ideologico, non c'è traccia. Ancora una volta, lui, “il cittadino dimenticato”! Riflettere seriamente sull'infanzia è un passaggio obbligato per ogni comunità, anche per una terra d'eccellenza come il Trentino; educare il bambino di oggi significa preparare l'uomo di domani.

In questo senso, Montessori ha molto da dire, le sue risposte educative sono paradossalmente più vere ed utili oggi, che non ieri, ai suoi tempi. In questo momento di grande incertezza della nostra epoca storica, Montessori può aiutarci a “non giocare mai al ribasso, perchè sono i bambini a rappresentare la vera password per il futuro”

Daniela Scandurra – Pedagogista – Presidente de “Il Melograno” e Direttrice dei corsi Montessori ONM di Trento
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Trento

E-Pharma: un’azienda in forte sviluppo che cerca nuovi spazi

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E-Pharma, un’azienda in forte crescita, con oltre 200 dipendenti e 34 milioni di fatturato, altamente specializzata nelle forme solido orali effervescenti, orodispersibili, masticabili e solubili, con importanti tecnologie brevettate che sviluppano e producono per conto terzi prodotti di alto profilo qualitativo in campo sia farmaceutico che nutraceutico, ovvero nello studio di quei principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute

Oggi la visita allo stabilimento di Ravina di Trento dell’assessore allo sviluppo economico e lavoro, Achille Spinelli che ha potuto assistere alla produzione della famosa aspirina effervescente della Bayer.

Una visita finalizzata alla conoscenza di quella che può essere considerata come una vera e propria eccellenza dell’imprenditoria trentina, ma anche per discutere delle prospettive di espansione dell’azienda, che necessita di nuovi spazi, sia per la produzione che per il settore della ricerca.

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tappeto, in accordo con Trentino Sviluppo, l’ipotesi di trasferire la parte relativa alla ricerca presso Progetto Manifattura a Rovereto. “Stiamo ragionando insieme ad E-Pharma – ha commentato l’assessore Spinelli – sull’opportunità di localizzare il loro centro di ricerca sui nutraceutici presso Manifattura, dove si sta sviluppando un nuovo settore dedicato alla tecnologia applicata allo sport. Un’operazione – aggiunge Spinelli – che permetterebbe di liberare spazi a Ravina e di trovarne altri per la produzione, con indubbie ricadute, in termini occupazioni e di indotto”.

E-Pharma partecipa, inoltre, con particolare soddisfazione ai progetti e servizi di internazionalizzazione offerti da Trentino Sviluppo.

Alla prima missione commerciale in Cile di un anno fa, il 19 marzo 2018, sono seguiti infatti diversi studi di fattibilità per i mercati di Vietnam, Qatar e Russia.

L’azienda ha preso parte ad un percorso di avvicinamento all’export digitale e Trentino Sviluppo l’ha affiancata nelle prime analisi e valutazioni per individuare i prodotti su cui puntare, i partner tecnologici e le piattaforme commerciali più adatte ad approcciare secondo questa nuova modalità il mercato cinese.

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Trento

Alimonta risarcisce Lastei con 1.500 euro. Chiusa la vicenda giudiziaria

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La vicenda di Adriano Alimonta si è conclusa di fronte al giudice di pace con un “non luogo a procedere“.

Il presidente del soccorso alpino era stato accusato di lesioni e minacce.

Era stato denunciato da Paolo Lastei (responsabile della zona di Fiemme e Fassa) a seguito di un diverbio per la rendicontazione delle spese nell’ambito di una riorganizzazione amministrativa del corpo.

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Alimonta chiedeva la giustificazione per 10 mila euro usciti dal conto di Fiemme e Fassa senza una reale pezza d’appoggio.

Dopo il diverbio Alimonta ha lanciato verso Lastei una cartelletta piena di fogli, mandandolo all’ospedale.

Dopo un giorno di prognosi (diventati otto secondo il suo medico di base), Lastei ha proceduto con la querela.

Alimonta ha preferito la condotta riparatoria, presentando un assegno di 1.500 euro. Il giudice di pace ha stabilito congruo il risarcimento e ha posto fine alla storia.

Alimonta ha deciso di seguire questa strada per non coinvolgere il Soccorso Alpino sperando che i 1.500 euro finiscano in beneficenza sul conto corrente di qualche associazione.

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Trento

Internet: denunciate 13 persone per truffe ai danni di cittadini del Trentino

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Sono 15 le denunce per  truffa in internet che sono arrivate sul tavolo della questura di Trento a partire dal dicembre 2018. 

La Polizia Investigativa di Trento dopo numerose indagini è riuscita in parte a risalire ai colpevoli denunciando 13 persone.

Nel mese di dicembre 2018 sono infatti state deferite all’autorità giudiziaria cinque persone a seguito di denuncia per truffa legata alla vendita di autoveicoli “ringiovaniti” mediante la manomissione del contachilometri.

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L’attività investigativa ha permesso di identificare un sodalizio criminale familiare sedente nella Provincia di Padova composto da tre nomadi sinti. 

A seguito di denuncia per una truffa legata all’acquisto di una stufa a pallet su piattaforma web Ebay con pagamento tramite bonifico bancario, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Verona.

A seguito di denuncia per una truffa legata all’acquisto di un paio di scarpe Nike su piattaforma Facebook con pagamento tramite ricarica carta PostePay, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Bari.

Nel mese di Gennaio 2019 invece a seguito di denuncia per una truffa legata all’acquisto di una Playstation su piattaforma web Ebay con pagamento tramite ricarica carta PostePay, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Lecce.

Simile anche la truffa legata all’acquisto di un robot da cucina Bimby su sito web Subito.it con pagamento tramite ricarica PostePy, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Brindisi.

Per l’acquisto di una coppia di auricolari Iphone su sito web Subito.it con pagamento tramite bonifico su conto corrente postale, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Trento.

A seguito di denuncia per truffa perpetrata tramite “inversione dei ruoli”, l’attività investigativa permetteva di rintracciarne uno degli autori che veniva deferito per rispondere del reato di cui al’art.640 c.p., riuscendo inoltre a ipotizzare un eventuale concorso con altro soggetto identificato, alla data odierna al vaglio della Magistratura.

Tale frode, balzata ultimamente alle cronache a seguito di servizi giornalistici di “Striscia la Notizia”, viene attuata contattando utenti che hanno messo in vendita prodotti su siti specializzati; i truffatori, fingendosi interessati, riescono abilmente a convincere i malcapitati inserzionisti ad effettuare una procedura su ATM di Poste Italiane o banca Unicredit al fine di ricevere quanto pattuito; così facendo però, invece di ricevere i soldi, ricaricano la carta PostePay del truffatore

Nel mese di febbraio l’attività investigativa è continuata portando alla denuncia di altri 3 soggetti sempre per truffe via internet.

A seguito di denuncia per una truffa legata alla compravendita di un’autovettura pubblicizzata su sito specializzato “Autoscout”, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella Provincia di Pavia, sparito dopo aver incassato la caparra, potendo appurare inoltre che lo stesso veicolo era stato “venduto” una decina di volte.

A seguito di denuncia per una truffa legata all’acquisto di una Playstation su piattaforma web KIJIJI.IT con pagamento tramite ricarica carta credito prepagata del Monte dei Paschi di Siena, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Crotone.

Infine, a seguito di denuncia per una truffa legata all’acquisto di un robot da cucina Bimby su piattaforma Facebook con pagamento tramite ricarica carta PostePay, l’attività investigativa permetteva di identificarne i due autori, residenti nella provincia di Benevento

Alla luce di quanto sopra la Polizia investigativa  suggerisce di evitare canali di pagamento quali carte postepay o carte prepagate, preferendo sempre metodi di pagamento che diano garanzie sulle transazioni, ad esempio paypal.

Relativamente alle auto prima di qualsiasi accordo visionare fisicamente il veicolo ed i suoi documenti evitare bonifici alla cieca e preferire assegni circolari consegnati in una sede Aci durante l’effettivo e contestuale passaggio di proprieta’ e consegna chiavi.

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