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Trento

Quando l’industria incontra il sociale

Cresce il distretto dell’economia solidale in Trentino: una rete composta da una ventina di organizzazioni no-profit che fanno riferimento alla Cooperativa A.L.P.I. e che ad oggi possono contare su 26 laboratori e 280 persone impiegate in percorsi di reinserimento lavorativo e di socializzazione al lavoro.

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Cresce il distretto dell’economia solidale in Trentino: una rete composta da una ventina di organizzazioni no-profit che fanno riferimento alla Cooperativa A.L.P.I. e che ad oggi possono contare su 26 laboratori e 280 persone impiegate in percorsi di reinserimento lavorativo e di socializzazione al lavoro.

Lavoro per trovare lavoro e ritrovarsi come persone, quindi, con l’impiego in una serie di servizi a favore di imprese industriali, dell’artigianato e del commercio, ma anche nella sanità e nel sociale. Un volume d’affari che sfiora la cifra di 1 milione e 400 mila euro ma che è destinato a crescere ancora. Servono perciò nuovi spazi produttivi, nuove attrezzature per creare ulteriori opportunità di inserimento lavorativo.

La Cooperativa A.L.P.I. investirà nei prossimi due anni 2 milioni di euro, passando da 280 a 330 addetti impiegati nella rete dell’economia industriale solidale. La Provincia sosterrà il progetto mediante l’acquisizione da parte di Trentino Sviluppo di una parte di immobile sede della cooperativa, per un valore di 1 milione di euro, che verrà quindi rimesso a disposizione della stessa Coop A.L.P.I. attraverso un contratto di locazione.

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Ieri, martedì 12 aprile, la firma e la presentazione dell’accordo presso la sede della Provincia autonoma di Trento da parte del vicepresidente Alessandro Olivi, del consigliere delegato di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini, del presidente di Cooperativa A.L.P.I. Francesco Beccara, del direttore generale di Confindustria Trentino Roberto Busato e dei segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti, a testimonianza della notevole rilevanza economica e sociale del progetto.

«Questo accordo – sottolinea Alessandro Olivi, vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro della Provincia autonoma di Trento – segna un doppio cambio di passo nelle modo di agire di Trentino Sviluppo a sostegno delle politiche economiche della Provincia. Se nelle scorse settimane, con operazioni quali ad esempio Fly ed Adige Spa, la società di sistema ha effettuato un netto cambio di rotta pur agendo nel solco dei tradizionali ambiti di intervento, sostenendo precisi piani di sviluppo di aziende sane ed innovative, in cambio di investimenti privati certi e certificati e di altrettanto precisi incrementi occupazionali, l’operazione di oggi è in qualche modo storica perché rivoluziona lo stesso ambito di intervento di Trentino Sviluppo, orientandolo verso obiettivi che solo fino ad un paio di anni fa erano impensabili».

«Per la prima volta infatti – osserva Olivi – Trentino Sviluppo si spinge su un terreno nuovo, per noi importantissimo considerando che la crisi rischia di aumentare le diseguaglianze sociali: un modello di sviluppo che fa proprie le sfide dell’inclusione sociale e dell’economia solidale. Intervenendo a favore di una cooperativa di sostegno e lavoro, Trentino Sviluppo dà di fatto il proprio contributo alla creazione di un welfare più robusto, senza tuttavia perdere di vista il tema della sostenibilità economica dell'intervento. È questo il terreno dell'incontro tra l'economia e la solidarietà, tra la manifattura e la cooperazione, tra un'impresa sociale ed un importante cluster di imprese industriali che grazie anche a questa collaborazione possono trovare un motivo in più per investire in Trentino».

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«Come cooperativa sociale di tipo B – ha sottolineato Francesco a Beccara, presidente di Coop A.L.P.I. – il nostro impegno consiste nell’assumere lavoratori svantaggiati, aiutarli nella loro crescita professionale e lavorativa, per poi riuscire a collocarli sul mercato del lavoro. Nell’ambito di questo distretto dell’economia solidale una ventina di realtà industriali trentine, tra cui anche alcuni grandi gruppi internazionali, esternalizzano alcune produzioni, soprattutto quelle ad alta intensità di manodopera, affidandole ai lavoratori impiegati dalla nostra rete e nei diversi laboratori territoriali».

«Per noi è importante essere partner di questo progetto – ha evidenziato il direttore generale di Confindustria Trento, Roberto Busato – per dare un nostro concreto contributo allo sviluppo di un nuovo modello di impresa dalla forti ricadute sociali ma anche culturali. Inoltre, più riusciamo ad aumentare l’inserimento nel mondo del lavoro di persone fragili attraverso queste cooperative, più andiamo a ridurre il costo delle prestazioni assistenziali pesando meno sul welfare complessivo».

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La Cooperativa A.L.P.I. opera a Trento dal 1990 e la sua azione è orientata da tre principali finalità: strutturare una rete del terzo settore in grado di rispondere in modo competitivo alla esigenze produttive del comparto industriale; aumentare le possibilità lavorativo/occupazionali per persone deboli e disoccupate, dentro un sistema partecipato e non solo assistenziale; rendere tangibile la filiera di inserimento lavorativo, estendendo il più possibile l’applicazione del modello sviluppato.

Un’esperienza, quella di Coop A.L.P.I., che negli ultimi vent’anni ha permesso di costituire, attraverso la distribuzione di commesse, un’importante rete informale del terzo settore provinciale che conta attualmente 21 organizzazioni non profit provinciali, verso le quali nell’ultimo biennio sono andate commesse produttive per quasi 500 mila euro.

Una vera e propria filiera produttiva all’interno del distretto dell’economia solidale che conta 21 enti del terzo settore trentino, 26 laboratori attivi – da Fiera di Primiero a Storo, da Cles a Tione, oltre ovviamente a Trento e Rovereto – che impiegano circa 280 lavoratori deboli, 45 operatori tutor, 25 volontari.

Si tratta di lavoratori fragili segnalati dagli enti socio-sanitari locali, con difficoltà a livello psichiatrico e cognitivo, segnati da diverse forme di disabilità fisica o cognitiva, soggetti a detenzione alternativa o disoccupati di lungo corso, minori con disagio, vittime di tratta, madri in difficoltà.

Attualmente le aziende clienti della rete sono una ventina e generano un volume d’affari pari a 1,4 milioni di euro, corrispondente al fatturato registrato da Coop A.L.P.I. nel 2015.

Una “terziarizzazione” di servizi e lavorazioni da parte delle aziende trentine finalizzata non a sottrarre lavoro nelle aziende, bensì a permettere di mantenere sul territorio trentino lavorazioni ad alta intensità di manodopera, contrastando così la concorrenza dei paesi a basso costo del lavoro e il ricorso alla delocalizzazione. Inoltre la filiera garantisce risultati sociali importanti in termini di coesione e di produzione di reddito.

Il “distretto dell’economia solidale” infatti è in grado di autosostenersi, copre il costo del lavoro, riduce i costi sostenuti per le tradizionali politiche di assistenza e accresce le possibilità di emancipazione e l’autonomia delle persone. In una parola, meno assistenza e più autosufficienza, meno finanze pubbliche e più fatturato privato.

La Cooperativa A.L.P.I. vuole ora evolversi in organizzazione a carattere lavorativo in grado di mantenere la propria mission e al contempo di stare sul mercato. Negli ultimi anni ha visto crescere le commesse grazie al coinvolgimento di nuovi partner sia pubblici (servizi sociali, servizi sanità pubblica, etc.) che privati (artigiani, commercianti, etc.) e nel biennio 2014-2015 ha collaborato con numerose aziende industriali locali, tra cuiZobele, Saint-Gobain Pam, Zuccari, Wuerth, HSL, ma anche tipografie, falegnamerie, aziende alimentari, agricole, realtà della moda e del design.

Considerato l’accresciuto volume di attività nel settore sanitario e industriale, Coop A.L.P.I. effettuerà nuovi investimenti per spazi produttivi, impianti e macchinari per complessivi 2 milioni di euro nel biennio 2016-2017, consolidando attraverso la rete dell’economia industriale solidale i livelli occupazionali sinora raggiunti, pari a 280 addetti, ed accrescendoli sino a 330 addetti entro il 2017.

Trentino Sviluppo s'impegna a sostenere il progetto della rete dell'economia industriale solidale presentato da Coop A.L.P.I., unitamente al rafforzamento della responsabilità sociale delle aziende trentine sue clienti, mediante un intervento immobiliare di importo pari a 1 milione di euro, consistente nell’acquisizione di una porzione della sede della Cooperativa a Trento, via Ragazzi del ’99, e la successiva messa a disposizione alla medesima mediante la locazione ordinaria.

Confindustria, nell'ottica di promozione della rete dell’economia industriale solidale promossa da Coop A.L.P.I. si impegna a farne conoscere le potenzialità presso i propri associati, favorendo una maggiore consapevolezza dell’importanza delle relazioni tra società profit e società non profit, favorendo inoltre lo sviluppo trasversale della rete in termini sociali, produttivi e finanziari.

Coop A.L.P.I. e Trentino Sviluppo hanno inoltre siglato una partnership per il Polo Meccatronica, con l’obiettivo di creare attorno al progetto una rete di indotto locale rappresentato anche dal settore del privato sociale e del no profit e per diffondere i servizi offerti dalla rete nel distretto industriale della Vallagarina.

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