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Trento

Degasperi su Sanifonds: «troppe criticità, invitiamo i lavoratori a non aderire»

Dopo quella dei sindacati (leggi qui) e della politica (leggi qui) arriva l'ennesima bocciatura del fondo di sanità integrativa Sanifonds, costituito dalle parti sociali con lo scopo di fornire forme integrative di assistenza in caso di malattia, non autosufficienza e infortunio. La previdenza integrativa è rivolta a tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti. 

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Dopo quella dei sindacati (leggi qui) e della politica (leggi qui) arriva l'ennesima bocciatura del fondo di sanità integrativa Sanifonds, costituito dalle parti sociali con lo scopo di fornire forme integrative di assistenza in caso di malattia, non autosufficienza e infortunio. La previdenza integrativa è rivolta a tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti. 

Del fondo sanitario integrativo che passa sotto il nome di Sanifonds si è fin qui detto e scritto molto. Ora sull'argomento è intervenuto anche il consigliere pentastellato Filippo Degasperi, «per quanto ci riguarda, a parte la convinzione che gli investimenti e le risorse dovrebbero essere destinati alla Sanità pubblica, riteniamo che tale strumento presenti una gran quantità di punti oscuri»esordisce il consigliere

Sanifonds, che riguarda esclusivamente i dipendenti pubblici, dovrebbe fornire prestazioni sanitarie integrative, ma valutandone la sostanza, come espressa dall'apposito nomenclatore, – secondo Degasperi – l'impressione che se ne trae è quella di essere di fronte a risorse distribuite a pioggia che comunque pare non supereranno una media di 80 euro all'anno dato che dei 128 complessivi una quota sarà destinata ai costi di gestione e un'altra in modo confuso alla non autosufficienza.

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Ma i problemi di Sanifonds non si esauriscono in prestazioni e costi. «Per quanto ci è dato capire, – continua Filippo Degasperi –  scorrendo lo statuto del fondo si scoprono cose a dir poco sorprendenti. In primo luogo la parte sindacale dell'assemblea del fondo sarà costituita sempre e solo da 4 rappresentanti ciascuno per CGIL, CISL e UIL, e questo a prescindere dalla rappresentatività effettiva (art.13). E attenzione che statuto e regolamento potranno essere modificati in qualsiasi momento dall'assemblea senza che i lavoratori possano avere voce in capitolo o eleggersi i rappresentanti (art. 14)»!

«Ma non basta, – aggiunge infine Degasperi – perché anche il metodo di adesione a Sanifonds lascia molto a desiderare. Si è infatti deciso di utilizzare il meccanismo del “silenzio assenso”, ovvero se un lavoratore non ci sta più che attento e non comunica adeguatamente la propria volontà di non aderire  al fondo vi sarà iscritto d'ufficio. E non solo! Una volta iscritto egli non potrà uscirne prima di 3 anni, in un combinato disposto che somiglia parecchio ad una sorta di clausola vessatoria che solitamente richiede la manifestazione di consenso esplicito e specifico.

A fronte di tutto questo ci sentiamo di dire che così come è Sanifonds non può funzionare. Esortiamo pertanto i lavoratori a non aderirvi almeno fino a quando esso non sarà radicalmente riformato».

Clicca qui per stampare il modulo per NON aderire al fondo Sanifonds

oppure qui

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