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Italia ed estero

In Italia l’acquisto si fa online: crescono gli e-commerce

Da quanto Internet è entrato a far parte delle nostre vite, tutto è cambiato.

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Da quanto Internet è entrato a far parte delle nostre vite, tutto è cambiato.

Soprattutto lo shopping, che sempre più spesso viene fatto non più negli store fisici ma online: un boom, quello degli e-commerce, che ha portato l’Italia a conquistare svariate posizioni nel mercato europeo, con un giro d’affari di circa 16 miliardi di euro. Un cambiamento che è stato innanzitutto colto dagli imprenditori italiani, che hanno scelto la via del web preferendola al negozio fisico: stando ai dati raccolti da Confesercenti, infatti, sono ben 16.000 gli e-commerce italiani attualmente in rete, con previsioni che parlano di un totale di 50.000 che verrà raggiunto nel giro di 10 anni.

I VANTAGGI DELLO SHOPPING ONLINE – Non c’è boom se dietro non ci sono vantaggi significativi per i consumatori. Fare shopping online, infatti, permette agli utenti di risparmiare del tempo prezioso, avendo a portata di click il proprio acquisto ed evitando di girare per ore in città alla ricerca di qualche prodotto che probabilmente non si troverà comunque. Rivolgendosi al web è invece possibile effettuare ricerche velocissime e molto specifiche, potendo contare su un assortimento di articoli praticamente infinito, ed in grado di andare incontro ai gusti e alle aspettative di chiunque. Gli e-commerce convengono poi anche ai negozianti, che non devono pagare le spese di gestione del negozio fisico.

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Ma acquistare sul web conviene soprattutto da un punto di vista economico. Grazie agli e-commerce i consumatori possono anche avvantaggiarsi di un mercato più competitivo, che offre diverse opportunità dal punto di vista dei prezzi e degli sconti. Inoltre, a differenza dei negozi tradizionali, che devono aspettare il periodo dei saldi per offrire riduzioni consistenti sul costo dei prodotti, negli store online si possono trovare codici promozionali su siti specializzati come codice-sconto365.it, che addirittura raccoglie su un unico portale sconti per un altissimo numero di e-commerce di differenti categorie.

L’ITALIA È DAVVERO UN PAESE DA SHOPPING DIGITALE?  – In realtà, va anche sottolineato che questo boom degli e-commerce è anche figlio del nostro ritardo nei confronti dei competitor europei e mondiali: secondo le statistiche raccolte da Eurostat, infatti, l’Italia è nella parte bassa della classifica dei paesi che acquistano online, dunque questi segnali fanno pensare che la fase espansionista del commercio elettronico sia destinata a continuare per molti anni.

In Italia attualmente solo il 26% della popolazione fa attivamente shopping sul web, mentre il 42% non ha mai neanche comprato un bottone su Internet. Esiste quindi una fascia di consumatori che presto o tardi entrerà in questo mercato, con effetti positivi per i dati sul consumo: con un +6,2% rispetto al 2014, l’Italia si sta velocemente rimettendo in carreggiata e la progressione è appena agli inizi.

MA CHI È CHE ACQUISTA SUL WEB? –  Secondo i dati raccolti, la fascia d’età che più di tutte si dedica allo shopping online è quella compresa fra i 19 ed i 35 anni, con un aumento molto interessante della fascia over-60. Per quanto riguarda i settori merceologici che vanno per la maggiore, parliamo soprattutto degli e-commerce che vendono tecnologia (56%), prodotti di bellezza (33%) e green (13%).

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Italia ed estero

Insulti contro Matteo Salvini, Don Giorgio condannato a multa e risarcimento

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E’ arrivato poco fa il verdetto del tribunale di Lecco sulla causa tra Don Giorgio De Capitani e l’ex ministro Matteo Salvini: il giudice Nora Lisa Passoni ha condannato il sacerdote al pagamento di una pena pecuniaria di 7.500 euro e al risarcimento di 7 mila euro nei confronti del politico, oltre che al pagamento delle spese processuali.

Ne da notizia il quotidiano «Lecco Notizie» con un articolo a firma di Andrea Brivio

Don Giorgio è stato riconosciuto colpevole per gli insulti rivolti al leader della Lega in quattro post specifici pubblicati sul proprio blog tra marzo e ottobre del 2015, oggetto del processo.

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Un’attività diffamatoria reiterata nel tempo” ha ricordato il pubblico ministero Paolo Del Grosso avanzando la richiesta di una pena pecuniaria di 10 mila euro, escludendo l’ipotesi di una misura detentiva in quanto le offese sarebbero per il pm riconducibili ad una critica di carattere politico.

La motivazione di quelle parole offensive, per il pubblico ministero, “parte dal dissenso politico, un valore in sé da tutelare nella nostra democrazia – ha sottolineato Del Grosso – ma la critica deve avvenire nei modi e nei termini previsti dalla legge, senza insulti e offese”.

I discorsi di Don Giorgio devono essere contestualizzati, spiegano i legali: “Di certo non si invocava la morte di Salvini, in quell’occasione si parlava della legge sulla legittima difesa, ‘se qualcuno legittima il fatto che si possa uccidere un ladro, allora diciamo che si possa uccidere anche questa persona che ci ruba i diritti’ è il ragionamento di Don Giorgio”.

Tra le espressioni rivolte dal religioso a Salvini anche quella di ‘bovaro senza cultura’. Mi sono diplomato al liceo classico, poi l’università fermandomi a 5 esami dalla laurea in storia perché ho iniziato l’attività politica. Ma tutto questo è soggettivo – ha sottolineato l’ex ministro – le cose gravi sono altri termini e minacce. Raramente querelo, di solito si chiede scusa e finisce li, qui invece è stata un escalation. Bisognava mettere un punto fermo”

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Il parroco aveva inoltre definito «pezzo di Merda» Salvini e gli aveva augurato anche la morte.

“Sarebbe bastato chiedere scusa, non saremmo arrivati a questo punto e non avrei fatto perdere tempo a tutti voi. Chiedo scusa e regalo i soldi in beneficenza”. – Così Matteo Salvini parla dal banco dei testimoni, nell’aula del tribunale di Lecco prima della sentenza.

Singolari le affermazioni del parroco dopo la sentenza. Don Giorgjo infatti ha detto di non credere più nella giustizia e di essere stato condannato ingiustamente.

Speriamo ora che per lui sia la giustizia del Signore a pareggiare le cose.

 

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Italia ed estero

Ecco la nascita di un pulcino da un uovo senza guscio. Il video incredibile

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In questo sorprendente video della Mihama Veterinary Clinic di Fukui, in Giappone, potrete osservare lo sviluppo, e la nascita, di un embrione di pollo con un metodo di schiusa senza guscio.

Questa dimostrazione è praticata principalmente sulla base dell’articolo scientifico scritto da Tahara et. al. Le uova vendute nei negozi vengono sterilizzate e non c’è il rischio di gravidanze indesiderate, quindi non dovete preoccuparvi di cucinare un pulcino al tegamino.

Tuttavia, le uova fecondate possono essere vendute in negozi biologici o naturali, allevamenti di pollame familiare, ecc. Dove i pulcini possono crescere in determinate condizioni.

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Italia ed estero

Morte 3 vigili del fuoco: Il proprietario della cascina aveva appena aumentato il massimale assicurativo a un milione e mezzo di euro

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È crollato dopo 10 ore di interrogatorio sotto le domande incalzanti degli investigatori dei carabinieri dopo che alcune ore prima ad una trasmissione televisiva aveva dichiarato che chi aveva compiuto questo assassinio era «un vigliacco»

Questa mattina, sabato 8 novembre, è arrivata la notizia della confessione: ad annunciarlo è stato il procuratore Capo di Alessandria Enrico Cieri nel corso della conferenza stampa.

La confessione di Giovanni Vincenti (nella foto) è stata “esaustiva pienamente, dando pieni riscontri a elementi acquisiti durante la perquisizione“. Il procuratore  ha ribadito sottolineando: “Ha agito per danneggiare le cose ma ha escluso la volontà omicida“.

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Michele Angelo Lorusso ha fatto sapere: “Abbiamo mappato la scena del crimine e il contesto relazionale dei soggetti che via via emergevano come in qualche modo collegato a questo evento, arricchendo il quadro investigativo esclusivamente con elementi oggettivi“. Il Comandante provinciale dei carabinieri di Alessandria ha aggiunto: “È chiaro che ad un certo punto la problematica assicurativa ha assunto un rilievo non determinante ma significativo e, parallelamente agli sviluppi dell’attività, quando si è trattato di cercare ulteriori elementi oggettivi anche durante la perquisizione, essendo emerso il bugiardino del timer, si è andato a completare un quadro indiziario di tale importanza che il soggetto ha deciso spontaneamente di collaborare“.

Il movente che ha spinto il proprietario a far saltare in aria l’edificio sarebbe di tipo economico: lui e la moglie, anche lei indagata a piede libero, erano fortemente indebitati – anche se probabilmente riguardava le banche mutuatarie – e lo scorso agosto l’assicurazione dell’edificio era stata estesa al fatto doloso. Il massimale era di un milione e mezzo di euro.

L’azione portata a termine era infatti “volta a conseguire il premio dell’assicurazione stipulata lo scorso agosto anche per fatto doloso“. Oltre alle accuse di disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie ora si sta valutando anche l’aspetto della frode ai danni della compagnia di assicurazione “perlomeno nella forma tentata“.

Una prova schiacciante è stato il ritrovamento – nella camera da letto – di un foglietto relativo al funzionamento del timer che ha innescato l’esplosione: secondo le dichiarazioni di Vincenti le bombole dovrebbero essere sette, “collocate nei vari locali dell’abitazione, aperte perché saturassero gli ambienti e provocassero l’esplosione all’1.30 della notte. Finora ne sono state trovate tre“.

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Il procuratore Cieri ha infine spiegato la dinamica dell’accaduto: “Il timer era stato settato all’1.30, ma erroneamente un altro timer era stato settato a mezzanotte. Quindi accidentalmente c’è stata una prima piccola esplosione che ha allertato i vigili del fuoco che poi si sono recati sul posto con i carabinieri”.

La strage poteva essere evitata:Le altre cinque bombole che erano nell’altra abitazione non esplose stavano insufflando l’ambiente di gas, vi era quindi lo spazio per una qualche segnalazione che noi pensiamo avrebbe potuto evitare la tragedia“. Il procuratore ha aggiunto:Questa è la valutazione che abbiamo fatto noi, a fronte della quale il Vincenti ha ribadito che non aveva nessuna volontà omicida e questa segnalazione non l’aveva fatto perché sconvolto dal gesto che era andato al di là delle sue intenzioni“.

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