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Trento

Al via DonnAmbiente, un percorso al Muse fra arte e scienza

Si chiama DonnAmbiente, ed è una mostra artistica curata dalla Consigliera di Parità della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Muse, l’associazione trentina ArteInsieme e l’Istituto delle Arti Alessandro Vittoria. 

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Si chiama DonnAmbiente, ed è una mostra artistica curata dalla Consigliera di Parità della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Muse, l’associazione trentina ArteInsieme e l’Istituto delle Arti Alessandro Vittoria. 
 
L'inaugurazione si è svolta ieri pomeriggio al Muse, alla presenza del direttore del Muse Michele Lanzingher, della consigliera di Parità Eleonora Stenico, della ricercatrice Lucia Martinelli e dell'assessora provinciale alle pari opportunità Sara Ferrari. La mostra è anche un interessante esempio di "contaminazione": alle dieci artiste che hanno proposto i loro lavori, sui temi della vita, in ogni sua declinazione, della tutela dell'ambiente, della montagna, dell'acqua e così via, si sono affiancante, un un dialogo sempre fecondo e stimolante, dieci ricercatrici del Muse. 
 
Artiste di tutte le età e di tutti i background,, dunque, in questa esperienza, alcune ancora studentesse, altre impegnate professionalmente anche in altri ambiti, che però non rinunciano all'espressione artistica, per mettere a fuoco le proprie emozioni e confrontarsi con il mondo.
 
La mostra, distribuita nelle varie sale del Muse, conformemente alle tematiche trattate dalle varie opere, sarà visitabile fino a domenica. 
 
DonnAmbiente è nata con l’obiettivo di sostenere e valorizzare la presenza delle donne nelle diverse forme dell’espressione artistica, pittura, fotografia, istallazioni e quant'altro. Dieci artiste e dieci ricercatrici del Muse si sono dunque confrontate, fondendo professionalità, emozioni, esperienze e sensibilità. Dieci naturalmente anche le opere esposte, in diverse sale espositive del museo, che diventano stimolanti spazi di incontro fra arte e scienza. Questi i titoli e le autrici (tra parentesi le donne di scienza con cui le artiste hanno collaborato):
 
Seconda vita, Giovanna Bove (Ana Rodriguez-Prieto); Transito, Martina Dal Brollo (Elena Bertoni); Salviamo le api, Licia Marinchel (Maria Vittoria Zucchelli); Naturalmente libera, Loredana Giovanetti (Valeria Lencioni); am∙bièn∙te/, Veronica Rigotti (Maria Bertolini); Montagne, Silvia Gasperat (Claudia Barelli); Segni d’acqua, Daniela Giovannetti (Alessandra Franceschini); Dialogo con la terra, Mariangela Vesco (Samuela Caliari); Obsolescenza programmata, Francesca Ferrai (Lucia Martinelli); Belladonna, Stefania Simeoni  (Serena Dorigotti).
 
"La costruzione di un museo partecipativo per noi è fondamentale – ha detto Lanzingher in apertura della cerimonia di inaugurazione – .  In questo modo un museo smette di essere un luogo dove le cose vengono solo osservate, studiate, e conservate, diventando uno spazio 'attivo', dove si elabora il sapere e si costruisce un pezzo di società". Gli ha fatto eco la consigliera Stenico per la quale questa iniziativa "interattiva, intergenerazionale, intende valorizzare le donne che si cimentano in questi percorsi, favorendo l'incontro e il dialogo fra saperi diversi e diverse sensibilità". Non a caso, come spiegato da Martinelli, "lungo questo percorso sono anche nate delle amicizie", e a volte artiste e ricercatrici si sono metaforicamente "scambiate di posto".
 
"E' molto bello l'incontro fra contesti diversi, generazioni diverse, saperi diversi – ha sintetizzato l'assessora Ferrari – . Dimostra quanto sia sviluppata la capacità  femminile di fare sperimentazione e  innovazione. Le  capacità che incontriamo in questa mostra non vanno date per scontate. Dobbiamo anzi sforzarci sempre di trovare dei momenti e dei contesti adeguati, come quello del Muse, dove valorizzarle. Occasioni come questa riescono a fare emergere talenti e competenze femminili, tanto nell'arte quanto nella scienza. Ed esempi così sono importanti, anche perché trasmettono forza, ricchezza, credibilità alle generazioni che verranno".

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