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Trento

Magdi Allam a Trento: «Non esiste Islam moderato, siamo unico paese al mondo che finanzia l’invasione»

Sala Rosa del palazzo della Regione di Piazza Dante piena in ogni ordine di posti e molte le persone che hanno ascoltato l'ex Vice direttore del Corriere della  Sera in piedi durante la serata. 

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Sala Rosa del palazzo della Regione di Piazza Dante piena in ogni ordine di posti e molte le persone che hanno ascoltato l’ex Vice direttore del Corriere della  Sera in piedi durante la serata.

Quanto successo a Bruxelles ha reso ancora più attuali gli argomenti trattati nel libro di Magdi Allam «Islam, siamo in guerra». La serata, organizzata da Fratelli d’Italia, ha visto una preoccupata partecipazione di molti cittadini che alla fine hanno posto molte domande al relatore. Unici politici presenti Claudio Cia, e Vittorio Bridi.

La situazione tracciata nelle due ore della conferenza è alla fine risultata drammatica e molto preoccupante. 350 milioni di giovani musulmani sotto i 30 anni, forti, decisi e pronti ad avere il sopravvento senza alcuna paura, mettendo anche in gioco la propria vita, su poco più di 80 milioni di giovani europei privi ormai di valori e che pensano di difendere il proprio territorio e i propri valori etici e culturali con le bandiere della pace e i lumini profumati appoggiati sui davanzali delle proprie case.

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«Oggi non cominceremo questa conferenza con il solito minuto di silenzio – ha esordito Marika Poletti nel presentare la serata – siamo infatti stufi di celebrare i morti, il dolore e le scie di sangue con gli abbracci gratuiti fra sconosciuti, o con i gessetti con i quali disegnare i cuori nelle piazze»

Prima di passare la parola a Madgi Allam Marika Poletti ha criticato anche la CEI e il governo Renzi che sta portando l’Italia sul baratro senza via del ritorno.

La strage di Bruxelles ripercorre le orme di quella di Parigi del 13 novembre. Il messaggio dell’Isis è chiaro – ha sottolineato subito Allam – ormai «Siamo in guerra», è la terza guerra Mondiale.
«È una guerra scatenata da un terrorismo islamico che attua letteralmente e integralmente ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto. È una guerra scatenata da un terrorismo islamico autoctono e endogeno, sono terroristi islamici europei che colpiscono all’interno stesso dell’Europa”. Jihadisti arrivati in Europa come immigrati o nati e cresciuti nei territorio dell’Unione».
L’ex europarlamentare ha criticato anche ferocemente parte della stampa Italiana colpevole di nascondere la verità «È ora di riscattarci – ha tuonato – cominciamo ad acquisire e a diffondere informazione corretta. Cominciamo a contrastare una cultura e una classe politica che favoriscono l’islamizzazione, la proliferazione delle moschee al cui interno si pratica il lavaggio di cervello che trasforma i fedeli in terroristi, l’auto-invasione di clandestini che sono in stragrande maggioranza giovani musulmani, che accrescono l’islamizzazione demografica e l’infiltrazione del terrorismo islamico in Europa» 
Allam cerca una soluzione all’invasione del terrorismo. Alla dillagazione di un’idea di paura e terrore che anche a Bruxelles, dopo Parigi, ha strappato la vita a persone innocenti. «La nostra missione è fortificarci dentro per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra. Il nostro dovere è garantire ai nostri figli e ai nostri nipoti una casa comune dove sia preservato il loro inalienabile diritto alla vita, alla dignità e alla libertà. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!»
Allam ha puntualizzato che è necessario distinguere fra i diritti umani internazionali e i diritti dei cittadini italiani che pagano le tasse e hanno contribuito a costruire la libertà, la democrazia e il benessere del nostro paese. Ma non solo, ha citato anche alcuni passaggi del Corano dove viene scritto chiaramente che gli infedeli ( che sono gli occidentali) devono essere sottomessi, torturati, massacrati e privati di tutto.
Uno spaccato drammatico di quello che non è più possibile catalogare come Islam Moderato, «l’Islam moderato non esiste – ha dicharato ancora Allam – esistono il cuore e la mente delle persone, ma se un musulmano crede nel profeta Maometto allora ne diventa complice e per l’occidente diventa un soggetto pericolosissimo».

«In questa guerra – ha continuato Magdi Allam – manca una linea di demarcazione precisa tra alleato e nemico. Chi ha compiuto gli attentati a Parigi possedeva la cittadinanza europea! Parigi ci insegna che siamo in presenza di un terrorismo fondato sulla paura. Non potendoci affrontare frontalmente, perché la loro forza militare è limitata, ritengono di vincere la guerra senza combattere, semplicemente mostrando teste mozzate per impaurirci».

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Non ha dubbi Magdi Allam, per 56 anni islamico, poi convertitosi al cattolicesimo, che vive sotto scorta dal 2003 ed è stato condannato a morte dall’Islam: «Per loro siamo tutti indistintamente dei nemici che vanno eliminati a prescindere da ciò che facciamo, ma solo per ciò che siamo. Bombardamenti, colonialismo, crociate non c’entrano nulla».

«Abbiamo una missione da compiere – ha proseguito Magdi Allam – salvaguardare i nostri diritti a casa nostra, garantire le leggi laiche dello stato, i valori, la sacralità della vita, la dignità tra uomo e donna. La notte di capodanno nelle città nord europee è stato un atto di guerra, un ordine impartito agli islamici di aggressione sessuale di massa. Le donne sono considerate inferiori. La schiavitù è legittimata dal Corano e l’Isis l’ha riesumata. Vi sono bordelli dove ragazzine siriane di 9 anni sono costrette a prostituirsi. Maometto sposò la sua prediletta quando aveva 6 anni e consumò il matrimonio quando compì 9 anni. Quindi per i teologi dell’Islam è ammesso il rapporto sessuale con bambine di 9 anni».

Il Corano prevede che bisogna uccidere in tre casi: omicidio, adulterio e per apostasia, quindi chi rinnega l’Islam. E quando sono messi con le spalle al muro sono tutti uguali, moderati e non.

Allam ha sottolineato quindi tutte le debolezze dell’Italia nei confronti dell’Islam: ingenuità, ignoranza, pavidità, oltre agli interessi come il business del petrolio, armi, ricostruzione e collusione ideologica.

240mila clandestini prevalentemente islamici di cui non sappiamo nulla sono nel territorio italiano, mentre gli altri stati europei chiudono le frontiere. «Solo uno stato irresponsabile può permettere questo, solo una persona dei 60milioni di italiani non si è accorta di questo; il Ministro Alfano».

«Aiutare il prossimo». Questo è un grande valore del nostro popolo, Ma secondo Magdi Allam il prossimo non sono quelli che sbarcano a Lampedusa, ma sono i 7,4 milioni, di italiani poveri, di cui oltre 4 milioni in povertà assoluta tale da non potersi garantire il cibo quotidiano, gli anziani che non si sa come riescono a sopravvivere con 500 euro al mese, i nostri giovani disoccupati.

«E noi spendiamo 43 miliardi l’anno per l’accoglienza, sapendo che solo il 5% dei migranti sarà loro riconosciuta la qualifica di rifugiato, tutti gli altri sono clandestini» – cala il gelo e si sente un forte bruscio in sala fra i presenti dopo questa riflessione di Allam.

Altro aspetto su cui si è soffermato lo scrittore è quello delle Forze dell’ordine alle quali  ha detto «serve assicurare gli adeguati finanziamenti. L’età media delle nostre Forze dell’ordine è di 45 anni con uno stipendio medio di 1.350 euro al mese quando invece paghiamo per i clandestini minorenni 1.400 euro al mese, ovvero soldi che vengono dati all’associazione che se ne occupa. Anche questa è una follia. Il Governo italiano si sta comportando come chi non ha a cuore il proprio popolo».

«Il problema è che ci siamo arresi, ci stiamo comportando come se fossimo in un paese islamico. La legge dello Stato stabilisce che non si possa coprire il viso. Ma una circolare ministeriale del 2005 ammette il velo. Il problema siamo noi, ci siamo sottomessi. In Italia si coprono le statue ai Musei capitolini e il premier socialista Renzi fa togliere le bottiglie di vino al pranzo di ricevimento del presidente iraniano Hassan Rohani. Mentre la Francia non si sottomette e rifiuta di togliere il vino dalla tavola. Niente pranzo, piuttosto, ha fatto sapere l’Eliseo, perché al loro vino i francesi non rinunciano».

La sala particolarmente attenta sbotta anche quando Allam parla di responsabilità del governo in quella che ormai possiamo definire una vera invasione, un esodo senza fine, «Siamo l’unico paese al mondo che finanzia questa inviasione, il nostro governo porta qui gli immigrati, li mantiene, gli incentiva a fare figli erogando denaro contante e li difende, siamo l’unico paese al mondo che ha legalizzato la clandestinità, che permette ai terroristi dell’ISIS di sbarcare sulle  nostre coste».

Ma come risolvere la situazione? Secondo Magdi Allam sono tre le cose da fare velocemente; dichiarare lo stato di emergenza, chiudere le frontiere e ritrovare l’identità culturale e storica del nostro popolo.

Lo scossone deve arrivare dal basso – secondo Allam – i cittadini devono ribellarsi prima di essere colonizzati spiritualmente e demograficamente. Il giornalista ha poi chiuso la serata citando una frase tanto cara al giudice Borsellino, «È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola». Prima dell’applauso finale fra tutti è sceso nuovamente il gelo.

Articoli sullo stesso argomento: Magdi Allam decica il suo libro a Ugo Rossi (ironicamente)

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