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L'interrogazione

Le 19 question Time: i botta e risposta tra giunta e consiglieri

Nella prima delle due giornate d'aula in programma oggi e domani il Consiglio provinciale ha concluso nel pomeriggio la discussione delle question time iniziata stamane con la Giunta, e ha poi rinviato a domani a designazione del magistrato che dovrà sostituire Alma Chiettini in seno al Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento, in mancanza di un consenso sufficientemente largo sul nominativo rispetto alle candidature pervenute. 

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Nella prima delle due giornate d'aula in programma oggi e domani il Consiglio provinciale ha concluso nel pomeriggio la discussione delle question time iniziata stamane con la Giunta, e ha poi rinviato a domani a designazione del magistrato che dovrà sostituire Alma Chiettini in seno al Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento, in mancanza di un consenso sufficientemente largo sul nominativo rispetto alle candidature pervenute. 
 
Il presidente Dorigatti ha auspicato che questa nomina da parte del Consiglio provinciale avvenga prima dell'avvio ormai imminente dell'anno giudiziario. Ecco le risposte a tutte le question Time con il botta e risposta fra giunta e consiglieri
 
Claudio Cia (CT): Icef, l’indennità di accompagnamento non è un reddito – Il consigliere vuole sapere quando la Provincia, adeguandosi alla sentenza del Consiglio di Stato del 29 febbraio scorso, non considererà più l’indennità di accompagnamento nel reddito calcolato per l’Icef, il numero delle posizioni interessate al cambiamento e se non sia il caso di evitare di inserire nel reddito ogni altro sostegno economico (vaucher, buoni di servizi, assegni di cura) finalizzato ad attenuare situazioni di svantaggio.
 
Risposta. L'assessore Zeni ha ricordato che la sentenza del Consiglio di Stato dovrà essere recepita anche a livello locale, prevedendo l'esclusione dal computo delle entrate dell'indennità di accompagnamento. Questa modifica avverrà a partire dal 1° luglio prossimo e non potrà prescindere da altre deduzioni e valutazioni circa le provvidenze sociali percepite che finiranno probabilmente per lasciare inalterata l'attuale situazione dei soggetti interessati. L'assessore ha infine segnalato che sono circa 14.000 le persone che oggi in Trentino beneficiano dell'indennità di accompagnamento.
 
La replica. Cia ha segnalato che l'aver considerato l'assegno di accompagnamento come reddito ha penalizzato tantissimi anziani. E questo perché queste persone vivono in un semplice appartamento ed è bastato quindi calcolare come reddito queste indennità per tagliarle fuori dalle agevolazioni relative ai servizi di assistenza. Molti di loro sono hanno rinunciato alla possibilità di accedere a questi benefici subendo una penalizzazione difficilmente riparabile.
 
Donata Borgonovo Re (Pd) – Modificato il progetto “Casa della Solidarietà”a Centochiavi – Borgonovo Re chiede a che punto sia lo sviluppo del progetto della “Casa della Solidarietà” a Centochiavi e se sia vero che i contenuti dell’iniziativa siano stati radicalmente modificati vista l’impossibilità di inserire nella struttura anche forme residenziali.
 
Risposta. L'assessore Zeni ha ricordato che il 6 ottobre 2014 la Giunta si era espressa a favore del progetto di destinare l'immobile in parte a funzioni alberghiere, realizzando 88 posti letto con spazi da destinare all'accoglienza di persone temporaneamente in difficoltà alloggiativa. Poi però la progettazione ha evidenziato che l'elevato impatto strutturale, economico (1.600.000 euro) e urbanistico dell'intervento. Si è anche appurato che il progetto richiederebbe un cambiamento di destinazione d'uso dell'edificio la cui procedura comporterebbe tempi molto lunghi. Sarebbe infine sbagliato collocare una struttura residenziale in un edificio predisposto per ospitare uffici. Per questo il 7 settembre 2015 la Giunta ha deciso di rivedere la decisione presa l'anno prima e di tornare a destinare l'edificio a sede di associazioni sociali, degli uffici e degli spazi oggi dedicati ai servizi del Cinform. Questo anche perché nel frattempo si è resa disponibile l'ex caserma Damiano Chiesa, giudicata più idonea ad ospitare una residenza di emergenza. E si è concordato con il Comune di Trento di riprendere la procedura per la costruzione di un edificio in via Lavisotto dove ospitare circa 40 senza tetto o persone in stato di bisogno abitativo urgente. “Queste scelte – ha aggiunto Zeni – sono state oggetto di confronto con l'Arcidiocesi e le associazioni che a suo tempo partner progettuali, che hanno espresso comprensione per le criticità evidenziate e al conseguente abbandono del progetto residenziale a favore di una soluzione che garantisca minori tempi di realizzazione e maggiore funzionalità. Entro marzo – ha concluso l'assessore – si dovrebbero concludere i lavori di adattamento e si inizierà ad utilizzare questi spazi.
 
La replica. Borgonovo Re si è dichiarata “insoddifatta nel merito” della risposta di Zeni, perché già nel 2014 la Provincia era consapevole che per realizzare il progetto della Casa della solidarietà a Centochiavi avrebbe dovuto sostenere un costo di 1.422.000 euro. Dofficile, a suo avviso, immaginare ora che sia più razionale adeguare la Caserma di via Damiano Chiesa, inserendo esclusivamente uffici nei sette piani dell'edificio che ben poco si presta ad ospitare l'attività delle associazioni, al di fuori di una progettualità complessiva. “Dichiaro quindi tutto il mio dispiacere – ha concluso Borgonovo Re – per l'ingloriosa fine del progetto originario”.
 
Chiara Avanzo (Patt) – Superfici di elisoccorso quali tempi – La consigliera chiede un aggiornamento circa la situazione delle superfici di elisoccorso in Trentino, e più precisamente sui tempi di realizzazione delle aree di elisuperficie nelle zone Valsugana Orientale e Valle del Tesino.
 
Risposta. L’assessore Mellarini ha detto che, in base alle norme europee, ci sono nuove possibilità per gli atterraggi in spazi liberi illuminati al di fuori delle 17 piazzole. Il nucleo elicotteri ha iniziato gli addestramenti e due campi da calcio, quelli di Concei e di Pinzolo, sono stati autorizzati e si stanno valutando quelli di Rumo, Livo, S. Martino di Castrozza e Cinte Tesino. Appena arrivata l’autorizzazione si partirà con addestramento. Ma, ha ricordato Mellarini, si tratta di manovre difficili, che solo il nucleo elicotteri trentini effettua di notte, e la Giunta sta monitorando le necessità di altre piazzole autorizzate da Enac. Entro 20 aprile, ha concluso l’assessore, si farà un sopralluogo al capo sportivo di Cinte Tesino per capire se lo spazio è utile per gli atterraggi.
 
La replica. La consigliera ha detto che la risposta è esaustiva, tenuto conto della delicatezza dei voli notturni.
 
Lucia Maestri (Pd) – Attività fieristiche a Trento, dove ed entro quali tempi – Maestri vuole sapere se e in quali tempi a Trento saranno messi a disposizione adeguati spazi fieristici con il trasferimento dell’attività dall’area CTE al nuovo quartiere in Destra Adige (ex Italcementi) e se sono state individuate altre soluzioni.
 
Risposta. L'assessore Gilmozzi ha evidenziato che tutti i soggetti interessati – Patrimonio del Trentino spa, Comune e Università – condividono la volontà di trasferire le attività espositive della città dall'attuale Cte all'area ex Italcementi, “dove – ha aggiunto – potrà trovare posto uno spazio pubblico multifunzionale in grado di rispondere anche ad altre esigenze”. Resta il problema dei tempi di realizzazione di questo passaggio, legati alla decisione che l'amministrazione comunale dovrà prendere sottoscrivendo il protocollo d'intesa, in base al quale l'università dovrebbe occupare entro l'anno l'area del Cte. A partire dalla firma del Comune scatteranno i 24 mesi previsti per la realizzazione dello scambio di localizzazioni. Intanto”, ha avvertito Gilmozzi, “la programmazione degli eventi fieristici non subirà modificazioni”. Solo la scelta del Comune di Trento sbloccherà la situazione.
 
La replica. Per Maestri “di fronte allo scollamento temporale tra l'idea e l'attuazione del progetto, sarebbe giusto farsi carico dell'operatività di Trento Fiere, che tanto ha dato alla città in questi anni con le proprie attività espositive. Ciò nulla toglie – ha tenuto a precisare Maestri – al polo fieristico del Trentino, che è e deve restare a Riva del Garda”. 
 
Pietro De Godenz (Upt) – Criteri premiali per attirare anestesisti a Cavalese – De Godenz chiede alla Giunta quali soluzioni intende adottare per garantire un numero sufficiente di anestesisti presso l’ospedale di Cavalese e se abbia pensato alla possibilità di introdurre criteri di carattere premiale finalizzati ad incentivare i professionisti a partecipare ai bandi proposti dall’Apss per le strutture ospedaliere di valle.
 
Risposta. Zeni ha risposto che la presenza dell’anestesista h24 rimane l’impegno della Pat. Ma non si possono fare differenziazioni economiche tra i professionisti sulla base del luogo dove lavorano. Le soluzioni che si stanno valutando sono la rotazione del personale con i centri hub, e i concorsi a tempo indeterminato e determinato seguendo procedure rapidissime rispetto alle altre aziende sanitarie. Poi ci possono essere incarichi di non dipendenza, liberi professionali o utilizzando personale di altre strutture. L’azienda, ha detto l’assessore, sta cercando anestesisti, mantenendo il livello di competenza. La messa a disposizione di alloggi da parte comuni potrebbe servire. Sul primariato di anestesia a Cavalese, ha concluso, di stanno valutando alcune ipotesi.
 
La replica. De Godenz ha detto che la risposta è stata articolata e le valutazioni, dalla rotazione all’impegno per trovare una foresteria, sono state valutate. Ma Cavalese ha bisogno di un primario di anestesia. Indicazioni di medici disposti a lavorare a Cavalese ci sono, però manca la prontezza, su questo, dell’Azienda.
 
Gianpiero Passamani (Upt) – Permuta a Pergine:medie Andreatta all’ex psichiatrico – Il consigliere vuole sapere se sia fondata l’intenzione di trasferire nel nuovo ospedale Villa Rosa gli ambulatori e gli uffici situati nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Pergine, e se sia stata valutata o vi sia l’intenzione di valutare l’ipotesi di permutare con il Comune di Pergine l’area dove sorgono le attuali scuole medie Ciro Andreatta con gli edifici eventualmente liberati, per poter ampliare il polo scolastico nell’area dell’istituto Marie Curie.
 
Risposta. Il presidente Rossi ha precisato che per le scuole Andreatta il Comune intende sistemare i pavimenti in stato di quasi degrado ed è in corso per questo un'istruttoria tecnica. Il presidente ha assicurato che la Giunta approfondirà la proposta di Passamani di trasferire nell'area del nuovo Villa Rosa le attività svolte nell''ex ospedale psichiatrico, rendendosi disponibile a ragionare sulla soluzione prospettata dal consigliere dopo aver effettuato le necessarie verifiche tecniche.
 
Giacomo Bezzi (FI) – Pista in val della Mite:servono un bar-ristorante e innevamento artificiale – Per poter aprire più a lungo la pista lungo val della Mite cui si accede grazie all’impianto Pejo 3000, Bezzi chiede quali altri investimenti sono previsti per rilanciare la stazione invernale della val di Pejo, i tempi degli interventi, se si aprirà un bar ristorante presso la stazione in quota e si realizzerà un impianto di innevamento.
 
Risposta. Il presidente Rossi ha risposto affermando che fatta la verifica rispetto ai piani di Trentino Sviluppo il tratto di innevamento è stato autorizzato fino a 2300 metri, mentre per la parte bassa il progetto sarà pronto a fine marzo. L’indicazione è di utilizzare per il sistema di innevamento lo scavo utilizzato per gli scarichi del rifugio. Il costo per il sistema di innevamento è di un milione di euro a carico di Ts e due milioni andranno per il rifugio, una cifra in parte a carico dei comuni e in parte della Comunità di valle.
 
Marino Simoni (PT) – Valanghe: tra Malga Fosse e Passo Rolle occorre un tunnel – Simoni chiede se la Giunta provinciale sia orientata a risolvere il problema delle valanghe che interessano il tratto primierotto della strada tra Malga Fosse e Passo Rolle, dando corso alla stesura di un progetto per la realizzazione di un tunnel così come prospettato dal presidente della locale commissione competente e a sostegno del quale è iniziata una raccolta di firme, o preferisca continuare ad utilizzare strutture paravalanghe inutili e impattanti.
 
Risposta. L'assessore Gilmozzi ha spiegato che le recenti e intense nevicate hanno portato alla chiusura non solo di Passo Rolle ma anche di vari altri valichi. Per il Rolle la chiusura è durata 4 giorni, poi la viabilità è stata ripristinata. Quanto alle prospettive la Giunta aveva firmato un protocollo in cui con le parti interessate si impegnava a realizzre non più il tunnel ma una strada con un progetto che garantisca sosteniblità ambientale. Progetto che ora si intende portare avanti.
 
La replica. Simoni si è detto parzialmente soddisfatto della risposta, perché è ora che dal progetto si passi alla realizzazione del nuovo tratto di viabilità concordato con il protocollo d'intesa. Tutta la comunità del Primiero e non solo a Passo Rolle si aspetta azioni concrete perché fino ad ora tutte le soluzioni prospettate, anche quelle risolutive come la funicolare, sono finite nel cassetto.
 
Gianfranco Zanon (PT) – Obbligo di tirocinio in azienda anche per i liceali: che fare? – Il consigliere vuole sapere come la Giunta intenda agevolare l’attuazione della riforma “buona scuola” che per l’alternanza scuola-lavoro sottopone anche gli studenti dell’ultimo triennio dei licei all’obbligo dei tirocini in azienda (200 ore), se intenda svolgere un ruolo di mediazione tra le imprese e gli istituti raccogliendo le richieste dei dirigenti e le opportunità segnalate dal mondo del lavoro, e se metterà a disposizione degli stage anche gli uffici e le società partecipate della Provincia.
 
Risposta. Rossi ha risposto affermando che il tema è di attualità e desta qualche preoccupazione, ma la legge va rispettata, anche se non la si condivide e crea impatti negativi. Comunque, questa novità può servire a migliorare i rapporti tra scuola, pubblico, cooperazione e associazioni di categoria. La scuola dovrà farsi carico di nuove funzioni, e il potenziamento dell’organico va anche nel verso di incrementare l’alternanza scuola – lavoro. Le criticità poste dagli insegnanti sono reali, ha concluso Rossi, e la Pat avrà un approccio graduale. Ciò che conta è che tutti vogliano realizzare una riforma anche se non la si condivide.
 
La replica. Zanon ha detto che la risposta è tranquillizzante perché c’è la volontà di portare avanti l’alternanza scuola – lavoro è ribadita.
 
Rodolfo Borga (CT) – Passaggio pedonale e dissuasore di velocità a Cadino di Faedo – Per ridurre il problema determinato a Cadino dalla statale 12 del Brennero che attraversa l’abitato con un tratto di strada rettilineo percorso di regola a velocità superiore ai limiti, Borga chiede alla Giunta se non ritenga opportuno realizzare, in attesa di misure risolutive, un passaggio pedonale per la sicurezza dei residenti segnalato anche con mezzi luminosi, e collocare a nord e a sud dell’abitato in entrambe le direzioni di marcia dei segnali luminosi che invitino i conducenti a rallentare.
 
Risposta. Per l'assessore Gilmozzi la proposta di Borga “andrà sicuramente accolta cercando di porre al più presto in atto le misure da lui suggerite per la sicurezza degli abitanti di questa piccola località”.
 
Graziano Lozzer (Patt) – Urge tavolo tecnico sulla crisi idrica del Lago delle Piazze – Per affrontare il preoccupante problema della crisi idrica del lago delle Piazze, il consigliere chiede se e quando la Giunta intende convocare il tavolo tecnico preannunciato in vista della stagione estiva 2016 dai servizi provinciali con Dolomiti Edison Energy, Consorzio di miglioramento fondiario della valle di Cembra e i Comuni di Bedollo e Pinè, che doveva essere convocato entro l’ottobre scorso ma non è mai partito, così da evitare ulteriori attriti tra i soggetti utilizzatori.
 
Risposta. Gilmozzi ha detto che la situazione è nota da tempo e nel passato l’acqua delle Piazze è stata gestita con attenzione per l’agricoltura della val di Cembra. Il Lago è oggi sopra di 70 cm e il concessionario idroelettrico ha interrotto la produzione e a novembre il consorzio irriguo ha ultimato un progetto di interventi sostitutivi. Negli ultimi giorni e nei prossimi sono stati convocate riunioni per gestire la situazione nei prossimi mesi.
 
La replica. E’ importante trovare un equilibrio tra gli interessi delle comunità e dei produttori.
 
Alessio Manica (Pd) – Trasporto pubblico integrato e con sistema tariffario unico – Manica vuole sapere se la Giunta intenda – e se sì in quali tempi – promuovere la realizzazione di un sistema unico tariffario per il trasporto pubblico nella nostra provincia che, sul modello di quello altoatesino, molto efficace e apprezzato, includa autobus urbani ed extraurbani, treni regionali e alcune funivie.
 
Risposta. L'assessore Gilmozzi ha segnalato che dal 1994 in provincia di Trento esiste un sistema di integrazione tariffaria tra vettori che nel 2007 ha visto la nascita anche di tessere elettroniche (100.000) anche ricabili (30.000) valide su tutti i mezzi di trasporto pubblici. Il sistema Mit (mobilità integrata trasporti Trentino) permette l'utilizzo di una smart card su tutti gli autobus e una carta a scalare permette di viaggiare su tutti i servizi pubblici urbani ed extraurbani permettendo anche sconti per chi viaggi frequentemente sullo stretto tratto. Anche per i turisti vi è una card che nel 2013 è stata implementata per la libera circolazione per un determinato periodo su mezzi urbani ed extraurbani. Quindi la Provincia lavora in maniera integrata dal 1994 e anche in seguito. Si tratta di un buon modello anche se risulta sicuramente pefettibile.
 
La replica. Manica è rimasto sorpreso perché dai siti internet non si ha l'immediata percezione dell'esistenza di questo sistema tariffario, e si è riservato di riflettere sulla conoscenza che di queste card hanno i cittadini.
 
Claudio Civettini (CT) – Misure a sostegno della viticoltura in val di Cembra – Civettini chiede se per le particolari attività legate alla viticoltura in val di Cembra, che richiedono molto più lavoro rispetto ad altre zone, la Giunta non reputi opportuno rivedere il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 allo scopo di prevedere interventi di sostegno riguardanti la sistemazione e la bonifica della campagna.
 
Risposta. L’assessore Dallapiccola ha risposto affermando che l’assessorato, pur lavorando per tutto il Trentino, ha ottenuto l’annessione nel Psr di alcune spese per le strutture che riguardano l’agricoltura di pendenza che non riguarda solo la valle di Cembra. Tuttavia, per questa valle si applicano le misure leader con fondi dedicati e c’è un accordo per indirizzare due milioni per la viticoltura di Cembra.
 
La replica. Civettini ha detto di prendere atto che c’è anche di più rispetto anche a quanto promesso. Ma poi si vedrà se si tratta di sermoni o di realtà.
 
Nerio Giovanazzi (AT) – Troppi cinghiali,se ne autorizzi l’abbattimento – Il consigliere vuole sapere se per evitare la proliferazione dei cinghiali nel Basso Sarca, valle di Gresta e valle dei Laghi con danni a colture, terreni prativi, seminativi e rischi di incidenti stradali, non sia il caso di autorizzarne l’abbattimento nei periodi in cui è permessa la caccia agli ungulati e laddove non siano presenti piani di prelievo venatorio, inasprendo le sanzioni nel caso di immissioni non autorizzate di suidi.
 
Risposta. L'assessore Dallapiccola ha chiarito che non si tratta di cinghiali puri ma ad una specie vietnamita del maiale che causano effettivamente molti danni. In ogni caso il cinghiale in provincia di Trento è una specie soggetta a una zonizzazione del territorio. Si tende a regimentare questa prassi per limitare le aspirazuioni venatorie di qualche sezione cacciatori e noi non vogliamo coinvolgere i cacciatori nei prelievi se non di fronte a particolari problemi. Il problema consiste nell'accertare eventuali immissioni illecite nel territorio provinciale. In ogni caso il cinghiale era oggetto di un piano di gestione della specie che è molto mobile e spesso vi è un atteggiamento invasivo di soggetti in zone poco o scarsamente colonizzate. Vigliamo assicurare un controllo e contenimento della diffusione della specie e la prevenzione dei danni.
 
La replica. Giovanazzi ha lamentato che la risposta dell'assessore conferma il presente senza prevedere ulteriori interventi. I maiali vietnamiti secondo il consigliere sono stati abbattuti e non si capisce perché non si debbano utilizzare i cacciatori anziché impegnare i forestali. Prima o poi la Provincia dovrà intervenire e sarebbe urgente che si assumesse anche la responsabilità di eliminare i cinghiali perché il proglema esiste. “Se lei gira per il Trentino la situazione non è quella che appare ai suoi occhi”.
 
Filippo Degasperi (M5s) – Whirlpool, risorse per riqualificare i lavoratori – Degasperi chiede quante risorse sono state destinate dalla Provincia alla riqualificazione dei lavoratori della Whirlpool finanziata anche con un programma europeo da 1,8 milioni di euro che dovrebbe concludersi entro il 2016, quali iniziative sono state attuate, quali enti se ne devono occupare, quali compensi sono stati riconosciuti per ciascuna attività e con quali esiti.
 
Risposta. L’assessore Olivi ha risposto affermando che nell’ambito del piano industriale e di sostegno dei lavoratori Whirlpool sono stati messi a disposizione della Pat 3 milioni e 800 mila per attività di scouting che ha portato ad un’attività sostitutiva. Un milione e 200 mila euro è servito per un piano di professionalizzazione robusto e un milione di euro è stato introdotto nel piano per trovare attività sostitutive per rimpiegare i lavoratori. Le risorse finalizzate alla formazione non sono ultimate, c’è un milione di euro per la ricerca di un’attività che potranno essere impiegati per la formazione dei lavoratori e nel conto c’è ciò che rimarrà degli 800 mila euro che servono per l’attività di scouting affidata dalla Whirlpool ad una ditta specializzata.
 
La replica. Degasperi ha detto che inizialmente si parlava di un milione per la formazione e di 1,8 milioni per il Fondo europeo. Dubbi, secondo Degasperi, ci sono sugli esiti della riqualificazione, visto che nel piano di riqualificazione sono inserite professioni in crisi come quella di camionista. Temo, ha concluso il consigliere, che queste risorse siano servite più agli enti di formazione che ai lavoratori.
 
Mario Tonina (Upt) – S. Michele, riservare posti ai figli degli agricoltori trentini – Poiché delle richieste di preiscrizione di figli di operatori agricoli trentini all'Istituto agrario di San Michele, molte sono state respinte, Tonina chiede se siano stati definiti dei criteri per dar loro la possibilità di accedere alla scuola anche creando a questo scopo una riserva di posti, se si intenda prevedere dal prossimo anno scolastico un numero di iscrizioni tale da accogliere anche questi ragazzi e come si pensa di fronteggiare in prospettiva la continua crescita delle domande.
 
Risposta. Il vicepresidente Olivi ha ricordato che in passato l'istituto agrario della Fem accoglieva il 90% delle domande di iscrizione di giovani provenienti da aziende agricole trentine. La scelta è stata però successivamente scartata vista l'assenza di motivazioni e di interesse dimostrata da questi studenti. Il cda di Fem ha esteso allora a tutti l'obbligo di superare il test di selezione per l'accesso all'istituto, introducendo comunque un bonus a favore dei figli di agricoltori. Per loro è poi stata adottata anche una soluzione alternativa, prevedendo l'avvio di un rapporto di apprendistato nelle aziende agricole gestito dalla Fem mediante una convenzione con altre scuole, così da favorire il conseguimento del brevetto di imprenditore agricolo.
 
La replica. Tonina, soddisfatto, ha suggerito di prendere spunto dalle soluzioni adottate da altri istituti formativi dell'Alto Adige e del Tirolo che effettuano analoghi percorsi di scuola-lavoro. In ogni caso a suo avviso i problemi formativi di questi giovani meritano per il consigliere un'analisi approfondita.
 
Maurizio Fugatti (Lega) – Intervenire per il rilancio di Passo Rolle – Considerata l’idea di alcuni residenti di chiedere il distacco della frazione di Passo Rolle dal Comune di San Martino di Castrozza perché venga annesso al Comune di Predazzo, il consigliere chiede quali intenzioni abbia la Giunta per il rilancio della località in stato e che azioni ritenga di poter realizzare per evitarne la chiusura nel periodo invernale anche a fronte di nevicate di lieve entità.
 
Risposta. Dallapiccola ha detto che per il Rolle il protocollo d’intesa sottoscritto con le amministrazioni la scorsa primavera recupera 38 milioni di euro (di cui 4 per la sistemazione della strada e 6 da parte degli enti locali) e si sta studiando un collegamento tra le due ski aerea e si realizzerà la fondovia che collegherà il lago di Calaita col Passo e verrà utilizzata per il fondo e il bike. Trentino sviluppo ha progettato, tra l’altro, un bacino di accumulo e quello di innevamento a Ces e in estate si studierà il collegamento S. Martino – Rolle. Per la viabilità si pensa a un’alternativa al tracciato esistente. Sul versante Rolle – Bellamonte si farà la galleria i cui lavori partiranno a primavera.
 
La replica. Fugatti ha risposto che le cose dette dall’assessore vengono dette da 20 anni e l’unica cosa che pare si faccia è il by pass sulla strada per evitare che gli sciatori finiscano investiti dalle auto. I soldi di cui di parla, ha concluso Fugatti, non risultano a bilancio.
 
Massimo Fasanelli (Gruppo misto) – Iniziative con Roma per salvare il credito cooperativo trentino – Fasanelli vuole sapere quali azioni concrete sono state intraprese e quali accordi con il ministro competente sono stati raggiunti dalla Giunta per salvare il credito cooperativo del Trentino dalla decisione del governo nazionale di annientare questo sistema che calpesta tradizioni, valori e risparmi della popolazione. E chiede che il Consiglio provinciale sia parte attiva nel processo di individuazione dei rappresentanti trentini all’interno del nuovo assetto societario.
 
Risposta. Il vicepresidente Olivi ha ricordato che il presidente Rossi ha già risposto ad analoghe question time sull'argomento, facendo il punto della situazione in quel momento anche relativamente alle perplessità del governo provinciale in merito alla direzione che sembra aver intrapreso il disegno di unificazione delle Bcc di matrice governativa, soprattutto circa la cosiddetta clausola d'uscita. La trasformazione in spa andrebbe infatti ad incidere in modo irreversibili sull'unitarietà del nuovo modello. Perché se la sfida è la creazione di un nuovo network bancario la clausola scardina il principio di indivisibilità del patrimonio delle casse. Va quindi rivista la normativa riguardante questa proposta. Olivi ha aggiunto che a salvaguardia di un presidio molto forte sulla riforma, abbiamo avuto nella Giunta del 26 febbraio un incontro con la Federazione trentinba delle cooperative e c'è stato un coordinamento con la delegazione dei parlamentari per inserirsi nei possibili spazi migliorativi della legge. Non potrà essere il Consiglio provinciale a rendersi promotore di una diretta rappresentanza della Provincia nel nuovo assetto societario. La specialità del sistema cooperativo trentino non si potrà garantire attraverso un certo assetto della governance bensì in termini di modello.
 
La replica. Fasanelli ha obiettato che mentre a Trento si chiacchiera, Bolzano ha già risolto il problema. Il consigliere ha aggiunto che un emendamento presentato in parlamento dall'on. Dellai va nella direzione opposta a quella appena indicata dall'assessore. In ogni caso la cooperazione trentina non potrà mantenere in futuro la propria autonomia che risulterebbe azzerata dalla holdig nazionale proposta dal presidente Renzi. Per Fasanelli non è ancora chiara la visione che la Giunta e la Federazione delle cooperative hanno sull'argomento.
 
Manuela Bottamedi (Patt) – L’ente pubblico acquisisca l’area ex Cattoi di Riva – La consigliera sollecita la Giunta ad esplicitare la volontà invocata sia dalle categorie economiche che dal Consiglio comunale di Riva del Garda di acquisire all’ente pubblico attraverso la Lido Srl e Patrimonio del Trentino spa, l’area ex Cattoi e chiede di conoscere le azioni concrete che si pensa di mettere in atto in questa direzione.
 
Risposta. L’assessore Gilmozzi ha confermato che si è di fronte ad una procedura consensuale, c’è un asta fallimentare e quindi non si sta giocando con qualcosa ma interloquendo con un livello istituzionale che va rispettato. Inoltre, all’asta c’è una zona che ha una destinazione a residenza e commerciale con alcune zone pubbliche. Se la Pat accettasse dovrebbe occuparsi di operazioni immobiliari più affini al privato che al pubblico. Alla Pat, ha detto chiaro Gilmozzi, non interessa comprare quest’area e men che meno venire qui a dire che siamo disposti a comprare un’ area quando il comune non vuole cambiare la destinazione. Non siamo interessati, ha ribadito, a comprare e men che meno a comprare per trasformare un area in qualcosa di diverso. Se il comune volesse cambiare programmazione o promuovere un’ iniziativa per la quale Patrimonio del Trentino potesse essere utile allora saremmo disponibili. Ma il perimetro è quello della massima trasparenza e correttezza.
 
La replica. Oggi abbiamo avuto la conferma che la Pat non è disposta a comprare un’area che rappresenta un biglietto da visita dell’Alto Garda. Evidentemente l’interesse pubblico non è rilevante rispetto a quello privato. Si parla dell’ultima area di pregio paesaggistico. “Spiace, ha concluso la consigliera, perché il comune si sta muovendo ma senza Pat non porterà casa a nulla. Ne prenderà atto il Patt locale e il consiglio di Riva. Sono basita”.
 

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L'interrogazione

Profughi con mazzette di contanti nei negozi. Maurizio Fugatti interroga la Giunta.

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Come è possibile che alcuni profughi siano in possesso di somme di denaro contanti rilevanti? Quali controlli vengono svolti all’interno di appartamenti e strutture di accoglienza? Quanti profughi sono muniti di una carta prepagata ricaricabile?

Queste sono alcune delle domande che il segretario e consigliere provinciale Maurizio Fugatti inserisce all’interno di un’interrogazione presentata stamane all’attenzione della giunta provinciale.

L’interrogazione nasce dopo che alcuni cittadini hanno segnalato alla Lega Nord che molti profughi si sarebbero recati presso degli esercizi commerciali muniti di somme rilevanti di denaro contante per l’acquisto di prodotti. «Cosa alquanto insolita e che porta ad interrogarsi su come questi soggetti siano entrati in possesso di quel denaro» chiede appunto Fugatti.

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In alcune occasioni il proprietario o il commesso presente si sarebbe addirittura rifiutato di provvedere alla vendita del prodotto indicato dal profugo. «Abbiamo ricevuto anche delle segnalazioni che riportano che molti profughi acquistano regolarmente “Gratta e vinci” nei vari esercizi presenti sul territorio; il tutto a spese dei contribuenti» – aggiunge Fugatti che poi conclude dicendo: «Dopo gli abbonamenti gratuiti per la libera circolazione sul territorio provinciale, le tessere per l’acquisto di generi alimentari e non, tirocini, corsi di lingua italiana, sanità gratuita, appartamenti e altri aiuti economici ora ecco anche questa novità»

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L'interrogazione

Che fine ha fatto l’elicottero Agusta AW139 dopo l’incidente sul Monte Nambino?

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Il 5 marzo 2017 si è verificato un grave incidente che ha coinvolto un elicottero del 118, precipitato sul Monte Nambino, nella zona di Madonna di Campiglio, nel corso di una missione di soccorso in montagna. Fortunatamente nessun morto. (qui l’articolo)

In quota la visibilità era scarsa e c’era forte vento. Secondo il preliminary report dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, l’elicottero intervenuto sarebbe andato in ‘white-out’, sollevando in fase di avvicinamento al suolo una nube bianca di neve che avrebbe fatto perdere contatto visivo al pilota, che si sarebbe poi avvicinato al suolo per permettere la discesa con verricello del personale, operazione che lo ha fatto oscillare e successivamente impattare al suolo.

L’8 marzo l’Agusta AW139 è stato depositato nel piazzale della caserma dei volontari di Dimaro, per poi essere trasferito in un hangar dell’aeroporto Caproni di Mattarello, dove risulterebbe giacere ancora oggi.

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Nell’estate 2017, a sei mesi dell’incidente, è stato annunciato il reintegro del parco velivoli, che fino al 5 marzo poteva contare su tre elicotteri per l’elisoccorso e due da servizio tecnico, tramite il noleggio di un altro elicottero Agusta AW139 da parte della Provincia, che pare costi quasi 7.000 euro al giorno.

«Per quanto riguarda il destino dell’elicottero fuori uso, – spiega il consigliere di Agire Claudio Cia – dalle informazioni a disposizione risulterebbe che la compagnia di assicurazione sia anche disposta a indennizzare il danno, purché qualcuno decida cosa farne: se valga la pena procedere alla riparazione dello stesso, oppure se vendere il relitto per acquistare un nuovo mezzo, nella consapevolezza del costo fra i 13 e i 15 milioni di euro».

Dopo la premessa sopra citata il consigliere Cia ha presentato ieri un’interrogazione alla giunta provinciale dove appunto chiede quali sono gli effettivi costi, giornalieri e totali, per l’affitto dell’elicottero sostitutivo, da quando risulta attivo il noleggio del velivolo e quando si stima potrà concludersi.

Claudio Cia chiede anche a chi spetta decidere cosa fare con il velivolo danneggiato e cosa si sta aspettando, qual è la valutazione della Provincia in merito al destino del velivolo, con quali realtà territoriali circostanti sono in essere accordi per l’intervento di elicotteri esterni al parco velivoli provinciale, e in quante occasioni ne è stato necessario il ricorso e per quali costi eventuali.​

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L'interrogazione

«Una esigua nevicata paralizza il Trentino, è questa l’eccellenza?»

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Se lo chiede il consigliere provinciale di Forza Italia Giacomo Bezzi che nella mattinata ha presentato un’interrogazione alla giunta provinciale.

Bezzi vuole sapere, considerato che non si è trattato di una vera emergenza in quanto l’intensità della nevicata è stata piuttosto esigua per una regione alpina come il Trentino Alto Adige, quale sia il motivo per cui A22 non sia stata in grado di gestire la situazione evitando i gravi disagi creatisi sul tratto autostradale.

Bezzi punta il dito anche sul fatto che la perturbazione era stata ampiamente prevista da tutti i meteo, per questo chiede se gli operatori dipendenti della A22 addetti allo sgombero neve fossero stati allertati e quindi reperibili e se l’A22 abbia previsto un aumento dei mezzi previsti per lo sgombero neve sul tratto autostradale di competenza, a fronte di un pedaggio davvero importante che gli utenti della stessa sborsano.

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«Una domenica bestiale e un lunedì nero per le strade della Regione. Ci riferiamo alla lunga coda provocata dal contro esodo domenicale per i mercatini, – scrive nella premessa del documento interrogativo Bezzi – prorogatosi anche ieri. Un infernale viaggio di ritorno che ha visto i turisti furiosi sorbirsi almeno 140 km di coda per fare ritorno a casa. Una coda provocata da una prima nevicata, annunciata da tempo e di lieve intensità. Questa situazione è andata poi progressivamente peggiorando, paralizzando il traffico sull’intero territorio regionale, producendo incidenti, ritardi e disagi non giustificabili da un evento atmosferico di queste proporzioni, assolutamente previsto, autostrada ghiacciata, autobus rallentati e corse annullate».

«La nostra Regione dovrebbe garantire servizi di eccellenza diametralmente lontani dall’immagine e dal livello posto in essere lungo questo primo ponte di dicembre; un afflusso massiccio ma ampiamente previsto come quello registrato nello scorso fine settimana, non dovrebbe permettere la paralisi della nostra viabilità, anche se occorso contestualmente alla prima nevicata stagionale» – conclude ancora Bezzi.

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