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Italia ed estero

Angela Merkel, quanto costa fare la cosa giusta

Angela Merkel dimenticherà difficilmente lo scorso 25 agosto, quando l'Ufficio federale per l'immigrazione tedesco ufficializzò con un tweet la sua decisione di accogliere tutti i rifugiati siriani in arrivo in Germania.

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Angela Merkel dimenticherà difficilmente lo scorso 25 agosto, quando l'Ufficio federale per l'immigrazione tedesco ufficializzò con un tweet la sua decisione di accogliere tutti i rifugiati siriani in arrivo in Germania.

In questa fase non applichiamo il regolamento di Dublino”, rivelava la nota. In altre parole, la Germania si rendeva disponibile a ospitare ogni profugo giunto dalla terra di Assad. Anche quelli entrati nell’Ue da Italia, Grecia l’Ungheria, che, secondo il regolamento di Dublino, avrebbero dovuto rimanere nel Paese di approdo.

Fu in quel giorno che Angela Merkel smise i panni di cancelliera di ferro e si trasformò in Angela dei rifugiati. Con questa metamorfosi inaspettata, Merkel sfoderò quella leadership morale che tanto era mancata all'Europa dall'inizio della crisi economica.

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Quando lo scorso settembre le chiesero se il cuore avesse tradito la sua mente, Merkel rispose: “Non è assolutamente così, le decisioni si prendono con la testa e con un pizzico di cuore. Era la cosa giusta da fare”.

Ora la cancelliera rischia di pagare cara la sua scommessa. Le autorità tedesche non ce la fanno più a gestire questo flusso senza fine. Una marea di soldi è stata spesa senza un vero piano per l'integrazione. Dopo i fatti di Colonia, la gente è terrorizzata dalle schiere di giovani musulmani entrati nel Paese. E uno a uno, compagni di partito e alleati politici si preparano al giorno in cui pugnaleranno alla schiena “Mutti” (“mamma”, è il soprannome con cui Angela Merkel è nota tra i suoi simpatizzanti).

Il suo predecessore, l'ex cancelliere socialista Gerhard Schröder, ha criticato la decisione di accogliere tutti i siriani commentando: “Merkel ha avuto un cuore, ma non un piano”.

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Marzo sarà il mese della verità. Ci saranno elezioni regionali in ben tre Länder: Renania Palatinato, Baden Württemberg, Sassonia Anhalt. La coalizione CDU-CSU, quella della cancelliera, è in forte perdita. L'estrema destra di Alternative für Deutschland è in rapida ascesa e rischia di conseguire un risultato a doppia cifra. Nessuno vuole pensare a cosa potrebbe accadere in caso di sonora sconfitta. Merkel potrebbe essere costretta a rimettere in discussione il suo mandato. Sarebbe un terremoto che scuoterebbe l'Europa intera.

La cancelliera ha sì fatto la cosa giusta, ma per sopravvivere politicamente dovrà ora trovare un modo per porre un limite al flusso di disperati che stanno entrando in Germania. Un limite che non si trova alzando muri, ma risolvendo una situazione europea e internazionale terribilmente intricata.

Serve, innanzitutto, un'Europa con delle frontiere esterne sicure. E va da sé, che il controllo dei confini esterni non può essere assicurato da un singolo stato, ma solo da uno sforzo comune europeo che poggi su decisioni condivise. L'implosione della zona Schengen è lì a dimostrare che siamo ancora pericolosamente alla fase delle chiacchiere.

Serve, poi, che la Turchia cominci a fare quello per cui ha ricevuto 3 miliardi di euro dall'Unione europea e, cioè, cominci a migliorare le situazione di rifugiati che hanno varcato le sue frontiere e si impegni a combattere il traffico clandestino che ogni giorno porta milioni di persone sulle coste greche.

Il flusso migratorio non si arresta curando i sintomi, ma intervenendo sulle cause. La guerra in Siria deve finire. I fronti aperti ormai non si contano più: i ribelli contro Assad, l'Isis contro l'esercito libero siriano, i sauditi e la Turchia contro l'Iran, l'ISIS e la Turchia contro i curdi, la Russia contro l'America.

Non fa ben sperare che gli stati europei siano praticamente in disaccordo su tutto quando si tratta di gestire le conseguenze di questa crisi. Merkel è il capitano di una barca in tempesta. Peccato che l'equipaggio non si sia ancora reso conto che a forza di ammutinamenti andremo tutti a fondo.

 

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