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Trento

Euregio unita: al Brennero no a un collo di bottiglia

Eventuali misure di controllo al Brennero dovranno avere carattere straordinario,transitorio e limitate sul piano temporale: è quanto chiedono a Italia e Austria i presidenti Ugo Rossi, Arno Kompatscher e Günther Platter riuniti oggi a Bolzano nella seduta del GECT Euregio.

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Eventuali misure di controllo al Brennero dovranno avere carattere straordinario,transitorio e limitate sul piano temporale: è quanto chiedono a Italia e Austria i presidenti Ugo Rossi, Arno Kompatscher e Günther Platter riuniti oggi a Bolzano nella seduta del GECT Euregio.

Il Brennero – hanno detto – non deve diventare un collo di bottiglia”. Domani saranno a Vienna, poi a Roma. “Possiamo dire, con sufficiente livello di credibilità, che i nostri territori – ha sottolineato il presidente del Gect Euregio e governatore del Trentino Ugo Rossi – hanno da tempo sperimentato la cooperazione fra di loro, dentro una logica assolutamente Europea. Questo è il senso vero della nostra euregione. Vogliamo, quindi, affrontare il difficile momento con la precisa volontà di salvaguardare ed implementare i risultati che abbiamo raggiunto fino ad oggi. Questa è una convinzione profonda – ha detto ancora Rossi –che ci unisce”.

Stiamo cercando di lavorare per comprendere ognuno le difficoltà dell’altro – ha chiarito il presidente del Gect – ma cercando di mantenere saldi quei principi su cui abbiamo costruito la nostra cooperazione, perché noi l’Europa l’abbiamo sperimentata dal basso e vogliamo continuare a farlo con grande convinzione”.

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Vogliamo salvaguardare determinati principi, ma siamo nel contempo pronti – ha spiegato Rossi – a lavorare concretamente con senso di realtà rispetto alla gestione del fenomeno profughi. Chiediamo ai governi di Austria e Italia che vi sia un indirizzo di sollecito forte all’Unione europea affinché vengano messi in sicurezza i confini esterni dell’Europa e che all’interno si possa mantenere saldo il principio della libera circolazione. Per questo chiediamo anche un impegno serio per rivedere gli accordi di Dublino, affinché vi sia una politica europea comune in materia di profughi. Infine – ha concluso Rossi – chiediamo ad Austria e Italia di collaborare sulle problematiche legate ai valichi ed in particolare a quello del Brennero, in stretto coordinamento con i governi locali, limitando al minimo i disagi per le popolazioni che abitualmente passano attraverso i nostri valichi per vivere o per lavorare”.

 

I tre Presidenti di Alto Adige, Tirolo e Trentino hanno ribadito l’unità di intenti nell’impegno comune nell’Euroregione, "perché ci sono problematiche che possiamo risolvere solo assieme." Da mesi si lavora nella task force dell’Euregio dedicata ai flussi dei migranti, oggi c’è stata la riunione per formalizzare la strategia nel confronto con i due Governi nazionali. La delibera del GECT – “che non sarà l’unica azione messa in campo”, ha detto il presidente di turno Rossi – formula alcune precise richieste che saranno oggetto del confronto dei tre Presidenti già domani a Vienna con la ministra degli interni Mikl-Leitner e successivamente a Roma con l’omologo ministro Alfano. “Non è una delibera contro qualcosa o qualcuno, bensì un impegno a collaborare per gestire questa emergenza in una logica che non deve essere di chiusura del percorso storico dell’Euregio. Questa situazione va vista come una sfida per far crescere l’Euregio e i suoi valori”, così i tre Presidenti nel ribadire la valenza storica e simbolica del confine del Brennero, una frontiera diversa da tutte le altre, “perchè gli effetti positivi di Schengen si sono materializzati soprattutto al Brennero”, ha ricordato Kompatscher.

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Queste in sintesi le richieste dell’Euregio a Italia e Austria: sollecitare l’UE a mettere in sicurezza i confini esterni e a ripartire i profughi in modo equo su tutti gli Stati membri, impegnarsi a rivedere l’Accordo di Dublino per poter attuare una vera politica comune europea in materia di profughi, lavorare per una gestione coordinata degli spazi di confine in stretto coordinamento con i governi locali nel caso in cui il flusso di profughi della cosiddetta rotta balcanica si sposti sempre più verso ovest e gli Stati europei continuino a dimostrare una incapacità di agire insieme.

Il GECT chiede inoltre a Austria e Italia di evitare che il Brennero, fondamentale asse di trasporto europeo, si trasformi in un collo di bottiglia: vanno adottate per tempo misure appropriate per garantire una rapida registrazione e una distribuzione dei profughi già al momento del loro ingresso sul territorio nazionale ed evitare così l'insorgere di situazioni critiche al confine.

La delibera del GECT fa chiarezza sulla posizione di Alto Adige, Tirolo e Trentino – ha detto Kompatscher – rispetto a una situazione in evoluzione che oggi presenta ancora scenari variabili ma davanti a cui l’Euregio non vuole farsi trovare impreparata.” A Italia e Austria si chiede quindi di salvaguardare l’accordo di Schengen e eseguire eventuali controlli nelle zone di confine nei rispetto di determinate condizioni: la durata e la modalità dei controlli devono essere commisurate ai limiti necessari per superare l’attuale situazione di crisi; i controlli in ogni caso devono essere eseguiti in modo da poter garantire la libera circolazione dei cittadini UE, riducendo al minimo l’impatto sull’economia, sul turismo e sulla mobilità dei pendolari.

Se tali misure saranno necessarie – ha precisato Kompatscher – dovranno avere carattere straordinario, transitorio e limitate sul piano temporale, ma non potranno intaccare i principi di Schengen e la portata dell'Euregio.” Kompatscher ha ricordato che il premier Renzi e il cancelliere Faymann hanno confermato di voler collaborare d’intesa con i governi del territorio, “e noi siamo pronti ad affrontare questa responsabilità e ad assumerci la nostra parte di compito. Sulle modalità e gli strumenti discuteremo direttamente con i Ministri degli Interni a Vienna e Roma.”

Il presidente Platter ha sottolineato che l’Euregio conferma la sua disponibilitàa partecipare attivamente alle procedure concordate tra i Governi nazionali e l’UE per risolvere il prima possibile un possibile scenario di crisi ai confini italo-austriaci. In particolare i valichi tra Tirolo e Alto Adige non devono diventare teatro di uno stato di emergenza, una seconda Spielfeld. Bisogna finalmente garantire una registrazione rapida e un’equa ripartizione dei migranti direttamente al loro arrivo in Europa.”

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