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Italia ed estero

L’Inghilterra e i diritti omosessuali

Ancora nulla di nuovo sull’approvazione del ddl Cirinnà, il decreto di legge di cui più si discute in questi giorni in Italia.

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Ancora nulla di nuovo sull’approvazione del ddl Cirinnà, il decreto di legge di cui più si discute in questi giorni in Italia.
 
La nostra nazione è infatti priva di leggi per quanto riguarda i diritti omosessuali, sia in quanto a matrimonio che ad adozione. Un fatto singolare, dal momento che in Europa la stragrande maggioranza dei paesi dispone di tali norme già da svariati anni.
 
L’Inghilterra, ad esempio, ha approvato le unioni civili nel 2005 e ha legalizzato i matrimoni omossessuali nel 2014. Dal 2002, invece, gli omosessuali possono adottare bambini in Inghilterra e in Galles, mentre dal 2009 in Scozia. Abbiamo così intervistato un campione di cittadini inglesi suddivisi in base alla loro età per verificare quanto l’accettazione dei diritti omossessuali sia realmente condivisa, non soltanto dal punto di vista giuridico, ma specialmente da quello quotidiano, della vita di tutti i giorni.
 
Abbiamo inoltre chiesto un parere relativo al perché l’Italia abbia atteso così tanto prima di discutere sulla promulgazione di una legge finalizzata al riconoscimento dei diritti degli omosessuali e il motivo di una così netta spaccatura dell’opinione pubblica in merito all’argomento.
 
Le persone intervistate sono state divise in tre gruppi: dai 15 ai 35 anni, dai 36 ai 60 e dai 61 ai 90. Per quanto riguarda il primo gruppo, il 100% dice di essere a favore dei matrimoni omosessuali e delle unioni civili, mentre il 6% non è d’accordo nel concedere il diritto di adottare alle coppie gay. Il 15% del secondo gruppo non è felice nel vedere gli omosessuali unirsi in matrimoni o in unioni civili e il 23% non approva questo tipo di adozioni.
 
Differente è invece l’orientamento del terzo gruppo, dove il 40% è contrario all’affidamento di minori agli omosessuali. Più numerosi sono i pareri che acconsentono alle unioni civili, i quali ammontano al 70% degli intervistati, il cui 20% è però d’accordo a tali unioni solo se praticate da due donne.
 
In quanto ai transgender, le opinioni sono state più scostanti, dal momento che un gran numero di persone ha espresso il desiderio di un maggiore controllo da parte delle istituzioni verso la vita privata di questi individui prima di concedere loro dei bambini in affidamento. Anche qui, è facile notare una differenza di pensiero fra le varie generazioni.
 
L’82% dei giovani e il 77% del gruppo intermedio si dicono favorevoli alle adozioni e ai matrimoni transessuali. Al contrario, ben il 50% della terza categoria non crede sia opportuno far sì che i transgender possano godere di questi diritti, poiché, in questo caso, si tratterebbe di “persone tormentate da dissidi interiori non da sottovalutare.”
 
Interessanti i punti di vista riguardo alla situazione italiana, di cui la maggior parte degli inglesi si sono dimostrati attenti ai recenti svolgimenti politici. Consapevoli delle difficoltà nell’approvare il ddl Cirinnà, il 62% pensa che sia l’attaccamento alla religione e alle tradizioni la ragione principale di una mancata compattezza nelle prese di posizione degli italiani. “L’Italia è un paese molto tradizionale spiega un intervistato – Il rispetto verso la religione è enorme, come quello verso l’idea della famiglia composta da uomo e donna. Non sono sicuro si tratti di chiusura mentale, ma piuttosto di paura nel mettere in dubbio le fondamenta di un’ideologia così forte come lo è in Italia.”
 
E anche all’estero si attende con ansia un responso da parte del governo, qualsiasi esso sia, con l’auspicio di vedere finalmente anche l’Italia fra gli stati europei che dispongono di una regolamentazione e di una presa di posizione che possa fungere da tregua in questa guerra fatta di numerosi dissidi.
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Italia ed estero

Legge di bilancio: si cuce una crepa se ne apre un’altra, tensioni nella maggioranza

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Mentre le tensioni sul mes si stanno lentamente scongelando, provocando un beneficio istantaneo all’interno del Governo grazie alla notizia che è arrivata nella notte dallEurogruppo della dilazione della firma del trattato, per quanto riguarda la legge di bilancio sembrava essere tutto avviato verso una posizione comune ma un’improvvisa scossa da parte dei renziani sta facendo di nuovo barcollare la maggioranza.

Maggioranza senza tregua, dopo aver cucito la crepa della prescrizione se ne aprono altre che mettono a rischio la manovra di bilancio. Gli attacchi renziani riguardano i temi di: plstic tax, sugar tax e auto aziendali,è Italia Viva ad attaccare ed abrogare quelle tassazioni. A rincarare la dose ci pensa Renzi sui social “quelle tasse funzionano solo per i populisti ma sono un autogoal per le aziende del settore”

Il Premier Conte, reagisce e prova a minimizzare le parole di Renzi “Siamo in dirittura di arrivo, ci sono tanti emendamenti perchè ci sono tante sensibilità” e ribadisce che si impegneranno per rendere la manovra sostenibile e utile per gli italiani.

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Già nella mattinata di ieri sulla plastic tax e sulle auto aziendali si erano registrati attimi di forte tensione nella maggioranza, con Italia viva che abbandonava i lavori della commissione di bilancio al Senato con la conseguente decisione di un vertice.

Lungo vertice, concluso nella tarda serata di ieri con una maggioranza che ancora non ha trovato la quadra definitiva sulla manovra e tornerà ad incontrarsi nella giornata di oggi. Nessuna tregua nel governo e da oggi in commissione inizia la battaglia vera con il voto sugli emendamenti .

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Italia ed estero

La fantascienza diventa realtà: sono già 12 gli italiani che si sono fatti ibernare al costo di 33 mila euro

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Per farsi ibernare, sono sufficienti 170 chilometri cioè la distanza che separa Trento da Mirandola in provincia di Modena sede della KrioRus.

O meglio dell’agenzia funebre Polistena Human Cryopreservation, concessionaria della KrioRus centro russo specializzato nell’ibernazione di cadaveri.

E’ necessaria solo un’autorizzazione sottoscritta in vita, poi sarà l’azoto liquido a preservare il corpo negli anni in attesa che la scienza trovi il modo per risvegliare i corpi.

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Parrebbe fantascienza ed invece è un sistema che ha la sua clientela fiduciosa che i numerosi centri di ricerca, il principale è il Cryonics Institute che ha sede in Michigan, trovino una soluzione ed ovviamente sono disponibili anche a fare da cavia.

La tecnica è abbastanza semplice.

Nei corpi inermi verranno ventilati meccanicamente i polmoni e l’afflusso di sangue al cervello con la somministrazione di specifici composti per evitare ischemie.

Il paziente verrà poi immerso nell’acqua gelida all’interno di speciali silos utilizzati per la conservazione dei corpi.

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A questo punto da Mirandola inizia il viaggio verso Mosca, dove sarà iniettata nei corpi o meglio nelle salme una sostanza crioprotettiva per proteggere i tessuti dai danni del congelamento.

Infine il corpo sarà immerso nell’azoto liquido ad una temperatura costante di 196 gradi sotto zero.

Dal 2012 il centro di Mirandola ha trasportato in Russia 5 salme, ma ha in sospeso 20 contratti che a livello mondiale hanno già superato quota 300.

Il costo? Nessuna caparra, ma a morte avvenuta l’operazione costa 33 mila euro cifra sulla quale incide in maniera importante il trasporto della salma in Russia.

A Mirandola dove c’è un’alta concentrazione di aziende biomedicali, si sta lavorando per creare un laboratorio di ibernazione.

Ma non si parla solo di essere umani, ma sono 13 i contratti sottoscritti per l’ibernazione di animali d’affezione.

Il primo ibernato del mondo è stato 50 anni fa,  il 12 febbraio 1967, il primo italiano nel 2012, cioè la 65 enne Galina Riabinina, morta a Bologna.

Nel mondo sono tre le aziende che si occupano del futuristico servizio, e gli italiani che hanno stipulato il contratto sono già 15: dodici esseri umani, tra questi una coppia di anziani milanesi, due signore ultra ottantenni, tre ragazzi sulla trentina. E ancora: due cani e un gatto.

Numeri miseri, potrebbero sembrare, ma il nostro paese invece è uno degli Stati con il numero più alto di crio-conservati in Europa, con tanto di personaggi del mondo dello spettacolo che sognano l’eternità.

Nessuno conosce il nome, perché la regola principale è preservare la privacy dei clienti.

Si può dire che la fantascienza diventa realtà.

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Italia ed estero

Questa nonnina usa lo stesso albero di Natale dal 1937

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La storia ha dell’incredibile. Una signora inglese utilizza da ben 82 anni lo stesso albero di Natale.

Un alberello molto piccolo per la verità, acquistato nel 1937, che ha accompagnato le feste di Natale nella casa di famiglia della donna, superando tanti avvenimenti importanti, tra cui una guerra mondiale.

La nonnina, che non vuole separarsi da questo ricordo, si chiama Wilma Jayne Gravenor e vive a Taunton, tra Inghilterra e Galles.

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La storia è stata raccontata dalla nipote ventenne Caitlin, che ha detto di come la nonna fosse affezionata a quest’addobbo e di averlo sempre visto, immancabilmente ogni Natale, esposto in casa.

Ogni anno la nipote aiuta la nonna a decorarlo: un momento estremamente bello per entrambe.

L’alberello le ricorda l’infanzia e tutte le festività trascorse insieme ai suoi cari che non ci sono più.

Come la nonna, anche Caitlin gradisce questo addobbo che è diventato parte integrante della sua vita. E’ fatto di piume d’oca dipinte di verde (si usava così all’epoca) e conta anche delle palline originali.

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C’è da scommettere che quest’ultimo durerà ancora a lungo, dato che non sembra dare segni di cedimento e ha già superato tanti traslochi e tanta polvere.

La vicenda è diventata di dominio pubblico grazie ai media inglesi che hanno trovato la storia della nonnina interessante e molto dolce.

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