Connect with us
Pubblicità

Trento

«I figli dell’altro»

SUNTO: Come funziona una famiglia allargata?

Pubblicato

-

Pubblicità

Pubblicità

SUNTO: Come funziona una famiglia allargata?

Quando incontrai C. per la prima volta, la considerai una donna dolce e sensibile, ma nel contempo molto determinata e schietta.

Osservandola ed ascoltandola emergeva chiaramente un vissuto di tristezza e disillusione legato alla fine di un matrimonio in cui tanto aveva creduto ed investito, e un vissuto di timori, sensi di colpa e insicurezze alimentate dalla presenza di in un figlio problematico, arrabbiato con il mondo intero, provocatorio ed introverso.

Pubblicità
Pubblicità

In questo contesto, C. mi parlò di P., un uomo affascinante, intelligente e romantico, che aveva imparato a starle vicino con discrezione ma anche con grande calore, riempendola di attenzioni e di sostegno, tanto che da una semplice amicizia aveva preso forma un sentimento molto più profondo, talmente bello a suo dire da sembrare irreale.

La seconda possibilità era giunta, ma al di là dell’appagamento nel sentirsi nuovamente amata e desiderata, non poteva dimenticare le paure generate dal precedente fallimento, e soprattutto non poteva ignorare l’opposizione del figlio, che rifiutava P., adottando una serie di atteggiamenti e comportamenti problematici e chiaramente conflittuali.”

Questo caso mi consente di ricollegarmi al mio precedente articolo, dove ho analizzato le trappole e i tranelli subconsciche talvolta rendono difficile una ripartenza relazionale realmente depurata dal vissuto passato, e di introdurre ora un’ulteriore componente di complessità, rappresentata dalla presenza di figli nati nella precedente relazione.

Pubblicità
Pubblicità

Sono molti i film americani che ci rimandano ad immagini gioiose e frizzanti di queste cosiddette famiglie allargate..ma nella realtà dei fatti non è propriamente così, spesso se si esce dall’illusione buonista, si assiste ad un fisiologico appesantimento degli equilibri già esistenti.

Sì perché, a fronte di un matrimonio finito, una delle ferite più profonde e più difficili da rimarginare è proprio la tristezza che emerge dalla convinzione di aver privato i propri figli della famiglia di origine, avere distrutto la loro serenità, l’equilibrio e il diritto inalienabile di vivere in una famiglia felice e unita.

Erano questi gli stati emotivi di C., il senso di colpa sopra ogni altra cosa la portava a non sentirsi meritevole di amore e di appagamento affettivo, riteneva che sarebbe stato più giusto dedicarsi interamente al figlio, per cercare di lenire la ferita emotiva del ragazzo.

Questi presupposti non agevolavano certo la sintonia di coppia, C. coinvolgeva P. in lunghissime discussioni per cercare di fargli capire quanto fosse importante che tra lui e suo figlio si instaurasse un rapporto sereno , e visto che tra i due era lui l’adulto avrebbe dovuto investire più energie e comprensione per rendersi gradevole e benvoluto …”

Solitamente le persone più responsabili prima di coinvolgere i figli cercano di consolidare la coppia appena costituita e solo in un secondo tempo una volta superati i vari “test” di compatibilità, che portano ad essere “sicuri” che sia la persona giusta e che “stavolta” sarà per sempre, solo allora si inizia la fase di “integrazione” famigliare.

I due adulti innamorati sanno bene che per proseguire il loro sogno d’amore è necessario essere accolti dai figli dell’altro, per cui inizia la fase della “seduzione”, operata in svariati modi con il fine di essere accettati dall’altrui prole e nel contempo ricevere l’approvazione del partner, guadagnando ulteriori punti ai suoi occhi.

P, principalmente mosso dalla paura di perdere C., iniziò a inventarsi i più originali pretesti per riuscire ad essere accettato dal figlio della compagna. Si rendeva conto che era necessario diventarne amico, e la cosa migliore era senz’altro quella di fare quello che lui desiderava senza porre limiti, e così fece.”

Nella fase seduttiva, naturalmente, si è tutto fuorché sé stessi, (anche se ci si racconta il contrario) perché il timore di non raggiungere l’obiettivo prefissato ci fa vivere in costante allerta e per definizione quando ci si immola al raggiungimento dell’approvazione altrui si cerca di essere come si pensa che l’altro ci voglia…. capite bene che siamo un po’ lontani dall’autenticità espressiva del proprio Essere.

Così inizia “il Gioco”, che nel presente caso vede come minimo almeno tre partecipanti impegnati nel raggiungimento di obiettivi specifici, talvolta anche in conflitto tra loro.

Le emozioni emergenti sono molte, e anche la soddisfazione del figlio che prende atto del potere che ha ottenuto, non rende certo le cose semplici, pensare infatti, di avere nelle proprie mani le scelte comportamentali ed affettive di un adulto è certamente inebriante, se poi questa “sferzata” di effimera autostima va a cadere in una fase adolescenziale, con tutte le criticità ben note, assistiamo all’apoteosi del potere.

Il figlio di C. una volta preso atto della sua posizione di forza, decise di approfittarne, non collaborando in casa, vivacchiando alla meglio, evitando qualsiasi responsabilità, costringendo gli altri a fare anche la sua parte di lavoro, studiando sempre meno, assentandosi sempre più spesso da scuola, chiedendo regali sempre più costosi, pretendendo una certa libertà negli orari di rientro serali, frequentando ragazzi molto più grandi di lui e di fama poco rassicurante.”

(Aurora Mazzoldi – Complicità – acrilico su tela)

Non dimentichiamo che talvolta il figlio vive l’esperienza dell’avvenuta separazione genitoriale con un profondo senso di impotenza e di vittimismo, per questo il nuovo “ruolo” di regista dell’altrui vita affettiva può soddisfare quell’istinto di rivalsa e di riappropriazione di controllo, che già da un po’ faceva capolino nella sua mente.

Solitamente la reazione primaria a fronte di una separazione genitoriale è la fisiologica rabbia(sottolineo fisiologica, perché la ritengo veramente sana e positiva, un normale ciclo emotivo che si muove, attraversato il quale si può parlare di ricostruzione).

Emozione che traspare in modo evidente nella tela “Complicità” di Aurora Mazzoldi.

In realtà sotto sotto, troviamo anche un substrato di paura legata al dover affrontare l’imprevisto, rappresentato dal cambio del copione familiare, dalla scomparsa di tutto quello che si conosceva e si controllava con facilità e dal delinearsi di un quadro relazionale diverso e per questo inizialmente destabilizzante.

Tenendo conto del bisogno di possesso e delle naturali resistenze alla condivisione della figura genitoriale (soprattutto magari quando il genitore separato è rimasto solo per molti anni, creando nel figlio l’illusione di poter ricevere accudimento a vita) il figlio può dare vita ad una forte competizione con l’altro, alimentando il rifiuto e la chiusura e nel contempo ricorrendo al ricatto affettivo e al consolidamento del senso di colpa nel genitore.

La rabbia sperimentata dal figlio chiede solitamente una gratificazione attraverso una serie di strategie, tra le quali la più comune e senz’altro quella del sabotaggio.

Questa tecnica consiste nello sperimentare tutte le possibili trasgressioni, più o meno pericolose che sicuramente faranno preoccupare il genitore, costringendolo a rimettere il figlio al centro della propria quotidianità, concentrandosi totalmente su di lui, dedicandogli tutto il proprio tempo e le proprie energie e collocando il nuovo partner su di un piano marginale e secondario.

Il nuovo atteggiamento del figlio gettò C. nella più assoluta disperazione, mentre P. sentì nascere dentro di sé una rabbia profonda perché aveva realizzato che l’iniziale tentativo di imbonimento era diventato un boomerang ingestibile, il ragazzo lo aveva “usato” e soprattutto, lui glielo aveva permesso, si era fatto manipolare da un ragazzino e questo proprio non poteva accettarlo.

Iniziò così una fase completamente diversa, P. divenne molto rigido, fermo e inamovibile, una fase evidentemente reattiva, dove in cima a tutto metteva la disciplina e le regole educative.

Questo fece scivolare la situazione nel conflitto aperto, dove C. si trovò tra i due contendenti senza alcun potere di sedare gli animi, e qui si aprì una lotta senza quartiere, dove tutti erano contro tutti.

Alla fine di questi scontri sia C. che P. si ritrovavano svuotati ed esausti tanto da arrivare a pensare che forse non erano fatti l’uno per l’altra, mentre il figlio si godeva la libertà raggiunta, perché insinuando le tensioni tra i due, distoglieva l’attenzione da se stesso e poteva tranquillamente fare quello che più desiderava.”

Nei casi peggiori, dove il senso di colpa genitoriale la fa da padrone, acutizzando le fragilità e i dubbi, si può anche arrivare a vedere il nuovo partner come la causa di tutto il malessere del figlio.

A questo punto sovente si ricorre ad una pausa di riflessioneo al rallentamento della frequentazione, almeno fino a che il ragazzo non abbia dato segnali di recupero e di stabilità emotiva (volendo ignorare che tale malessere non si risolverà fino a che non percepirà di avere in scacco entrambi gli adulti, questo, infatti, è il fine ultimo del “gioco di potere”).

Questo è il momento più critico perché gli adulti dovrebbero riuscire a non cadere nel gioco e nella manipolazione, tenendosi saldamente ancorati al proprio ruolo di adulto/educatore, forti dell’equità delle proprie posizioni e della necessità di porre dei confini ben delineati, dico dovrebbero, perché spesso non è così semplice.

Accade frequentemente che le manovre di sabotaggioabbiano successo, magari addirittura assistendo alla fine della relazione affettiva.

Non bisogna però cadere nell’errore di attribuire esclusivamente al potere del figlio la fine del rapporto d’amore, diciamo che le strategie filiali concorrono senz’altro alla destabilizzazione degli equilibri di coppia, ma quello che determina poi l’infelice epilogo è anche alimentato dalle paure personali dell’adulto, legate alle fragilità e alle insicurezze che lui stesso sta vivendo a sua volta, ripensando magari al fallimento della precedente relazione e all’abisso di incognite e di incertezze che caratterizza la fase ricostruttiva della propria esistenza.

Tutto questo produce un terreno emotivo fertile ed ideale, su cui attecchiscono molto rapidamente le strategie di potere dei figli , sia propri che dell’altro.

Vorrei concludere sottolineando, che uno dei compiti genitoriali più importanti consiste nel fornire ai propri figli dei modelli funzionali e sani. Per questo in linea con quanto emerso fino ad ora, posso senz’altro assicurare che la scelta del genitore di non cadere nelle altrui manipolazioni fornisce un’eredità inestimabile.

Consentirà al figlio, se quest’ultimo lo vorrà, di adottare il medesimo modello garantendosi una vita serena e appagante, intrisa di libertà e di rispetto verso se stesso e i propri bisogni, lontana dal vittimismo e dal subire, e soprattutto consapevole che i giochi di potere limitano il nostro potenziale e disperdono le nostre energie.

Questa fu la scelta di C., iniziammo un lungo e paziente lavoro, dove rinforzò la sua autostima sia in qualità di madre che in qualità di donna, implementò l’ascolto dei propri bisogni, perfezionò le proprie risorse assertive, scelse di uscire dal gioco che si era creato adottando una gestione dei conflitti basata su una posizione arbitrale e oggettiva, sciolse e ridusse molto gradualmente il senso di colpa che tanto l’aveva condizionata, e alla fine riuscì a generare interiormente la decisione di cambiare approccio alla vita, consapevole di meritarsi quanto di meglio poteva ricevere.

Anche P. a sua volta, scelse di elaborare i propri meccanismi di funzionamento interni andando a rivisitare alcuni condizionamenti del passato che più volte lo avevano spinto a voler piacere a tutti a qualunque prezzo, iniziò così a gettare le basi per una ristrutturazione della propria vita affettiva, basata stavolta sulla libertà di essere e sull’autenticità.

Il figlio di C. una volta preso coscienza di aver perso il potere iniziale, scelse di abbassare le proprie difese e si consentì di far emergere il dolore che soggiaceva alla rabbia. Una volta fluita l’onda emotiva, e questo avvenne molto gradualmente e faticosamente, capì che il compagno della madre poteva essere un’ulteriore risorsa per l’equilibrio e lo sviluppo della sua vita emotiva e scelse di accoglierlo realmente, consentendo alla coppia un loro equilibrio e un loro spazio.” 

A cura di Antonella Giannini

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

  • Pubblicità
    Pubblicità
Trento1 ora fa

Teatro di Villazzano, al via la gara per rinnovare la gestione

Trento1 ora fa

Concessione A22, il presidente Fugatti: finanza di progetto unica alternativa alla gara

Val di Non – Sole – Paganella2 ore fa

Un incendio da domare e delle persone bloccate: a Cis la manovra (con inaugurazione della nuova autobotte e del gommone) dei Vigili del Fuoco

Val di Non – Sole – Paganella3 ore fa

1920-2020(+2): la Banda Comunale di Tuenno festeggia 100 anni di storia

Trento3 ore fa

Coronavirus: 81 nuovi positivi, 54 pazienti ricoverati, di cui 3 in rianimazione

Bolzano3 ore fa

7.000 Scützen sfilano per il centro storico di San Martino in Passiria – IL VIDEO

Arte e Cultura3 ore fa

Finissage Depero New Depero: grande festa nel Giardino delle Sculture

Valsugana e Primiero3 ore fa

Follia in monopattino sulla statale 47 – IL VIDEO

Bolzano3 ore fa

Controllo dei passi: multato un centauro su tre

Vita & Famiglia3 ore fa

Pro Vita e Famiglia lancia l’allarme sulla Giornata sull’Omotransfobia: «Emergenza è fake news, no indottrinamento scuole»

Trento3 ore fa

Il 17 maggio si accende una luce sulle neurofibromatosi

Valsugana e Primiero3 ore fa

Lega Trentino: Mauro Piva e Aldo Chirico segretari di Borgo Valsugana e Levico Terme

Trento3 ore fa

Concerto di Vasco Rossi, ecco le vie e i parcheggi dove sarà vietata la sosta con rimozione forzata

Trento3 ore fa

Trentino Music Arena, Segnana: “Grande attenzione verso le persone con disabilità” in occasione del concerto di Vasco

Trento4 ore fa

Scomparsa del professor Onida, il ricordo della Provincia autonoma

Trento1 settimana fa

Mauro Ottobre perde anche in appello con La Voce del Trentino. Dovrà pagare altri 22 mila euro

Trento4 settimane fa

Coronavirus in Trentino: un decesso e salgono contagi e ricoveri nelle ultime 24 ore

Trento4 settimane fa

Coronavirus: 170 nuovi contagi nelle ultime 24 ore in Trentino. Salgono ancora i ricoveri

Trento3 settimane fa

Coronavirus: contagi contenuti e nessun decesso nelle ultime 24 ore

Politica3 settimane fa

Nella prossima seduta consiliare in discussione 6 ddl, compreso quello sulla terza preferenza

Val di Non – Sole – Paganella3 settimane fa

Orso a spasso tra i meleti di Mechel – IL VIDEO

Trento4 settimane fa

Coronavirus: 107 nuovi contagi nelle ultime 24 ore in Trentino. Balzo in avanti dei ricoveri

Val di Non – Sole – Paganella4 settimane fa

Fiamme in centro storico a Denno – IL VIDEO

Italia ed estero4 settimane fa

L’ultima gaffe di Joe Biden: stringe la mano ai fantasmi. Il mondo s’interroga sullo stato di salute del presidente Usa

Trento3 settimane fa

Coronavirus: 156 contagi e nuovo balzo in avanti dei ricoveri nelle ultime 24 ore

Trento3 settimane fa

Concerto Vasco Rossi: ecco la viabilità alternativa per minimizzare i disagi

Telescopio Universitario3 settimane fa

Ricerca, l’Europa premia ancora l’Università di Trento

Trento4 giorni fa

Coronavirus: un decesso e 326 contagi nelle ultime 24 ore in Trentino

Spettacolo4 settimane fa

Lutto nel mondo dello spettacolo, è morta Catherine Spaak

Trento5 giorni fa

Coronavirus: contagi e ricoveri in calo nelle ultime 24 ore

  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

di tendenza