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Musica

Grand Funk Railroad: l’hard rock statunitense contro lo strapotere britannico.

Quando vidi per la prima volta la copertina di un disco dei Grand Funk Railroad la prima senzazione è stata quella dell'angoscia, infatti sul davanti i quattro protagonisti della band erano ritratti dentro una bara.

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Quando vidi per la prima volta la copertina di un disco dei Grand Funk Railroad la prima senzazione è stata quella dell'angoscia, infatti sul davanti i quattro protagonisti della band erano ritratti dentro una bara.
 
Era un giorno del 1976, ero da un amico, uno di quelli che sapeva tutto di musica e arrivava sempre prima degli altri. Lui mi guardò con un sorriso ironico e mi disse, «senti un pochino questi e dimmi cosa ne pensi». Non ci volle molto per capire che dei Grand Funk Railroad ne avremmo sentito parlare molto e che sarebbero entrati nella storia della musica mondiale. Allora si sentivano solo i gruppi britannici, erano loro i nostri eroi, era la musica d'oltre Manica ad essere la più seguita e soprattutto la più innovativa. 
 
Allora erano già molto famosi, ma solo in patria, cioè negli Stati Uniti. Scoprì dopo che il nome della band era un gioco di parole sulla Grand Trunk Railroad, una linea ferroviaria che attraversava Flint, loro città natale e che il loro nome era la fusione di tre band.I tre fondatori furono il batterista cantante Don Brewer, il bassista Mel Schacher e il chitarrista Mark Farner.
 
Per il gruppo l'inizio è subito un'apoteosi, infatti il destino li trascina ancora sconosciuti all'Atlanta Pop Festival su quel gigantesco palco dove si esibiscono le più grandi band americane davanti a oltre centomila persone. Siamo nel 1969, e in quel momento diventano un vero mito americano.
 
Amplificatori sotto pressione e al massimo della sopportazione, un sound grezzo di violentissimo hard rock, blues e soul e la grande figura scenica di mark Farner che canta, suona e danza a torso nudo con pantaloni di pelle e mocassini, capelli lunghi fino a mezza schiena stretti da una fascia sulla fronte alla stregua di un guerriero sioux sul piede di guerra, li fanno entrare per sempre nella storia del Rock americano prima e mondiale dopo.
 
Il tratto caratteristico della band è un sound potentissimo trainato dal basso di Mel Schacher vera macchina macina-riff con competenza tecnica spaventosa che insieme al batterista "picchiatore" Don Brewer suona una musica di grande respiro e prepara una fantastica base per i lunghi assoli di Farner. Tanta professionalità e un paio di cover da incorniciare: una bella versione di "Gimme shelter" di Jagger-Richards e un pezzo da far lacrimare dalla nostalgia i bambini dell'epoca, "The loco-motion", resa in maniera straordinaria.
 
Ma i Grand Funk Railroad sono conosciuti sopratutto per un pezzo che è diventato il manifesto del gruppo, cioè "We're an american band", inciso nel 1973. Alzi la mano il musicista che nella vita non ha mai suonato questo pezzo almeno una volta. 
 
Mark Farner è il compositore principale del gruppo, suona le chitarre, e occasionalmente armonica e tastiere. Come strumentista non spicca per virtuosismo nè per un gusto originale o particolare; la sua chitarra è sferragliante, debordante ed eccessiva, in compenso come cantante possiede una delle voci più belle del rock di quegli anni. Voce di rara potenza e dalla dizione limpida e chiara, più calda e pastosa di quella di un Robert Plant, che riesce a raggiungere vette inarrivabili di estensione vocale con estrema facilità pur senza cadere nei gigionismi isterici di un Ian Gillan. Il miracolo è che i tre si amalgamano alla perfezione facendo sì che la somma sia infinitamente superiore alle parti che la compongono.
 
Per loro gli anni dal 1969 al 1971 sono anni di successi, popolarità e soddisfazioni economiche, anche se la critica tende sempre a stroncarli.  Il primo album "On Time", esce nel 1969 e i brani presenti resteranno quasi tutti i più rappresentativi della band. Non è una pietra miliare del rock (nello stesso anno, per intenderci, escono il primo Led Zeppelin e il primo King Crimson ma è semplicemente un disco bellissimo. Ma brani come Time Machine e Heartbreaker entrano prepotentemente nelle classifiche americane. 
 
Proprio la citata Heartbreaker, diventerà il brano simbolo del primo periodo del gruppo sul quale una generazione di bassisti ha fatto le prove generali. Il secondo disco "Grand Funk" (1970) detto anche "The Red Album" è il logico proseguimento dell'album precedente dal quale non si discosta in quanto a sonorità e tipicità dei brani. La miscela incandescente che lo compone è la stessa fusione di hard/soul /blues estremo e super amplificato.
 
L'album contiene una cover degli Animals, Inside Looking Out (uno dei più notevoli 45 giri incisi dai tardi Animals) estesa a una durata di oltre Grand Funk Railroad – Grand Funk aka The Red Album 1970 nove minuti, che da sola vale l'acquisto del disco peraltro tutto bellissimo e dove il basso di Mel Schacher comincia a dimostrare che dio esiste. 
 
Sempre nello stesso anno escono "Closer to Home" e "Live Album", da annoverare fra i live più eccitanti e devastanti di tutti i tempi.
 
Nel 1972 la band cambia produttore e licenzia Terry Knight, e nella formazione arriva il tastierista Craig Frost. Da quel momento risultano ottimi gli incassi sotto il profilo commerciale, ma non altrettanto sotto l'aspetto musicale. Sotto la guida del manager produttore Todd Rundgren escono: "We're an American Band" nel '73 e "Shinin' on" nel '74.
 
Entrambi gli album frequentano le zone alte delle classifiche USA. Dopo "Born to Die" del 76, un'album diverso dai precedenti, ma con alcuni brani da incorniciare (da ascoltare Take Me dove la tastiera Hammond fa capolino nella musica della band per la prima volta) comincia l'uscita di scena del gruppo americano. 
 
Nel 1978, dopo un altro paio di album assolutamente inconsistenti i GFR si separano consensualmente e i quattro prendono ognuno strade diverse. Si incontreranno nuovamente per incidere 2 album che non passeranno alla storia negli anni 80, e alcuni concerti Vintage negli anni 90. 
 
Il soul, da dove trae origine la musica del sound dei Grand funk Railroad, negli anni settanta era considerata una musica patrimonio dei neri ed i bianchi. Il trio del Michigan, ha avuto il merito di inventare una micidiale miscela di blues, soul e hard rock che non ha avuto eguali e grazie alla quale il gruppo americano ha venduto quasi 25 milioni di dischi. Forse la loro vera fortuna è stata la presenza fin dalla nascita del produttore, Terry Knight, ex d.j. radiofonico di una radio di Detroit, che passava i loro demo presso la radio in cui lavorava, e per l'epoca era davvero una grande fortuna.
 
Ma I grand Funk Railroad in quegli anni sono stati anche e soprattutto l'unica band a tenere testa allo strapotere inglese di quel tempo, (Rolling Stones, Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath, The Who, Yes, Uriah Heep, Pink Floyd, Queen, Genesis ecc ecc ) nonostante allora in molti tentarono di stroncarli con le cattive critiche sulla loro musica. Ma chi li criticava ora non esiste più e non viene ricordato, la loro musica invece è ancora qui e viene ascoltata. 
 
 
 

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