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Trento

Per colpa di un incidente non fa sesso con il marito per sei mesi: Donna trentina risarcita con 30mila euro. Incredibile!

 
Un storia che sembra uscita da un film di Fantozzi o da qualche puntata del Decamerone.

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Un storia che sembra uscita da un film di Fantozzi o da qualche puntata del Decamerone.
 
E se davvero non risultasse terribilmente vera si potrebbe pensare ad uno scherzo. Tutto comincia alcuni anni fa quando in un paesino del Trentino un dipendente interinale regolarmente assunto da una ditta è vittima di un incidente che all'inizio appare grave. L'uomo per sua responsabilità e ignorando le regole sulla sicurezza del lavoro cade da 5 metri di altezza e finisce al pronto soccorso con varie fratture.
 
L'imprenditore e titolare dell'azienda è comunque assicurato e viene completamente assolto da qualsiasi colpa e responsabilità. Per questo alla «vittima» l'assicurazione liquida un bell'assegno di 220mila euro, che per alcune fratture non è niente male.  Sembrerebbe tutto finito per il meglio, ma invece qui comincia il bello e la cosa ironica e pazzesca di questa storia. 
 
L'uomo guarisce completamente dopo circa 6 mesi e decide di intraprendere con i soldi dell'assicurazione insieme alla moglie un'attività imprenditoriale che però non va così bene come sperava e anzi, dopo alcuni anni va in crisi totale. Ebbene, qui entra in azione la moglie, che dimostra pervicacia e molta creatività.
 
La donna dopo oltre 4 anni dall'incidente del marito decide di depositare una denuncia nei confronti dell'imprenditore che aveva assunto suo marito perchè «il marito non avrebbe per 6 mesi avuto nessun rapporto sessuale con lei per colpa delle fratture provocate dall'incidente». La donna chiede a distanza di 4 anni i danni per i mancati rapporti sessuali avuti con il marito nel periodo di convalescenza.
 
L'imprenditore manco a dirlo viene rinviato a giudizio e condannato dal giudice a risarcire la donna con 30mila euro oltre al pagamento delle spese processuali quantificate in 15mila euro. In realtà la sentenza parla di un risarcimento di soli (si fa per dire) 10mila euro, ma il giudice decide di concedere alla «povera donna» un bonus di altri 20mila euro per i sei mesi forzati di astinenza sessuale.
 
Per il marito invece è possibile applicare solo la legge divina di Dio e dei comandamenti, infatti non fare sesso nel matrimonio, anche per soli sei mesi, è peccato; forse non tutti sono al corrente di questo. Negligere o rifiutarsi di fare sesso con il proprio sposo è ladrocinio, una violazione dell’ottavo comandamento: «Non ruberai». L'imprenditore basito per l'incredibile sentenza di primo grado del tribunale di Trento ha subito presentato appello. 
 
Il matrimonio «in bianco» per sei mesi, l'astinenza sessuale e la mancanza di ottemperare ai doveri coniugali da parte dell'ex dipendente è costato all'imprenditore 30mila euro. È il caso di dire che «il triangolo non era stato considerato», almeno da parte dell'imprenditore Trentino. 

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Trento

Federazione, si dimette il vicepresidente Marco Misconel

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“Un passo indietro per stimolare una ampia riflessione nel credito cooperativo trentino sui principali temi che riguardano il futuro delle Casse Rurali. Ho ritenuto necessario dare un segnale forte al movimento di credito cooperativo per rilanciare il ruolo delle Casse Rurali e della Federazione che le rappresenta”.

Il vicepresidente del credito della Federazione Marco Misconel motiva così le proprie dimissioni consegnate oggi alla presidente Mattarei, che ne ha preso atto.

La presidente Marina Mattarei porterà le dimissioni in consiglio di amministrazione convocato per lunedì prossimo.  “Comprendo e rispetto le motivazioni che hanno portato a questa scelta radicale – ha affermato la presidente della Federazione – e ringrazio il collega Misconel per l’impegno svolto fin qui con passione e competenza”. Misconel era stato eletto vicepresidente nel giugno del 2018 e consigliere del fondo comune delle casse rurali trentine il 25 ottobre 2019

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Nomina del 08/06/2018

 

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Trento

Ciclisti in via Brennero, rischio incidente. Il Video

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Il video è stato ripreso con la dash Cam poco prima delle ore 19.00 di oggi venerdì 17 gennaio 2020.

Due ciclisti provenienti da Gardolo stanno percorrendo la via Brennero poco prima dello svincolo della tangenziale.

La loro manovra oltre che pericolosissima per se stessi e per le autovetture che transitano è vietata dal codice della strada.

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Come si vede nel video, il conducente arrivato nei pressi dei due ciclisti deve rallentare vistosamente per evitare di investirli non potendosi spostare sulla corsia di sorpasso già occupata da altri veicoli.

I due ciclisti, pare di origine nord africana hanno poi imboccato lo svincolo che porta alla tangenziale. 

Nel video non è ben visibile se i fari sono in funzione o meno. Da ricordare che per raggiungere Trento da Gardolo ci sono comunque numerose alternative sia percorrendo delle strade comunali oppure prendendo la ciclabile.

L’episodio non sarebbe isolato, infatti gli avvistamenti nel merito sono numerosi e riguardano anche i ciclisti che viaggiano sulla tangenziale e anche di notte.  

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Come tutti gli utenti della strada, anche i ciclisti devono rispettare precise regole di comportamento, sia in città, che nei percorsi extraurbani.

I Ciclisti possono pedalare su tutte le strade comunali, provinciali, statali. Non possono transitare sulle autostrade e sulle strade a scorrimento veloce o superstrade e in talune gallerie.

In proposito l’Art. 182 comma 9 del codice della strada recita: “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento”.

La violazione, se contestata è di 35 euro per non aver rispettato il divieto imposto dalla segnaletica

 

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Trento

Parcheggi selvaggi e viabilità poco chiara. I cittadini di Pergine protestano

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Da Pergine Valsugana arrivano due segnalazioni comprensive di fotografie al numero whatsApp della nostra redazione. (3922640625)

La prima riguarda Viale Dante  dove i mezzi traditi dal navigatore imboccano la via Maoro per raggiungere la tangenziale, ma arrivati a pochi metri dal passaggio a livello si ritrovano il divieto.

E in un budello poi si ritrovano a fare manovre assurde bloccando il traffico.

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«Tutto questo – segnala il cittadino – perché da anni è stato richiesto un divieto per camion fino all’imboccatura. Inoltre la strada è stretta e senza marciapiede, e tutte le volte che c’è un incidente sulla statale 47 se ne approfitta per passare impedendo alle persone di uscire dai cancelli e chi va a scuola o al lavoro a piedi devono fare il segno della croce»

L’altra segnalazione riguarda i parcheggi selvaggi di via Bellini. «Ormai il fenomeno è giornaliero – osserva un altro cittadino – e succede anche quando i parcheggi regolari sono vuoti. Se proprio il Comune vuole far cassa, può mandare i vigili, così poi hanno i soldi per sistemare le buche delle strade del paese»

Nel merito rimane un mistero il perché le autovetture siano posteggiare sulla carreggiata in divieto invece che utilizzare il posteggio ex Cederna tanto acclamato dal sindaco che rimane sempre vuoto.

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