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Musica

“Sono qui per te”: arriva il primo album del cantautore trentino Giovanni Balduzzi.

Sull' onda del singolo che è uscito nelle radio italiane e presente nelle principali classifiche indipendenti, "Sono qui per te" rappresenta il primo vero lavoro discografico di Giovanni Balduzzi in arte Joba, estratto dall’album d'esordio del cantautore Trentino con uscita il 29 Gennaio 2015 su etichetta Music Ahead. L’intero album è stato interamente scritto da Joba insieme al suo produttore e arrangiatore Giuliano Boursier.

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Sull' onda del singolo che è uscito nelle radio italiane e presente nelle principali classifiche indipendenti, "Sono qui per te" rappresenta il primo vero lavoro discografico di Giovanni Balduzzi in arte Joba, estratto dall’album d'esordio del cantautore Trentino con uscita il 29 Gennaio 2015 su etichetta Music Ahead. L’intero album è stato interamente scritto da Joba insieme al suo produttore e arrangiatore Giuliano Boursier.

L'album – “Sono qui per te”  è il singolo che da il titolo all'album d'esordio di Joba. Questo brano, dalle sfumature classiche ma di notevole modernità negli arrangiamenti è molto importante perché è dedicato alla musica, o meglio a chi fruisce della musica, il pubblico. Infatti è grazie a coloro che ascoltano le sue creazioni che l'artista può condividere le proprie emozioni e farle rivivere in ciascuna persona. Da qui la frase che chiude il brano e riassume in se tutto il significato del testo che la precede: “Sono qui per te, per suonare lo spartito del tuo cuore”.

“Dicono che” – Nonostante la gente, i mass media, i fatti che accadono quotidianamente affermino che il nostro mondo sia sempre più in crisi e sia sempre più difficile viverci, il ritornello di questo brano da un senso di speranza e di coraggio che va oltre quel senso di pessimismo che aleggia nella nostra civiltà: “Una partita è già persa in partenza se non vuoi provare a giocare. Non c'è salita più impossibile di quella che non vuoi nemmeno affrontare”.

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“L'abitudine” – La sua particolarità sta nel cambio che si percepisce dalla strofa al ritornello. Cambio che si nota soprattutto nell'intenzione diversa nell'utilizzo della voce da parte di Joba: più soffiata e sofferta nelle strofe dove si evidenziano i caratteri di una coppia che ormai è arrivata al capolinea e sta insieme soltanto per abitudine; mentre è più energica nel ritornello, dove la frase “Lasciamoci andare” fa capire quanto possa essere sottile la linea di demarcazione che separa l'amore dall'abitudine e qualora l'abitudine prenda posto, definitivamente, all'interno di una coppia sia meglio seguire strade diverse.

“Oh Mayday!” – indica una precisa richiesta d'aiuto contro un mondo corrotto, inquinato, trasformato, più in negativo che in positivo, dalla mano dell'uomo. Però anche in questa canzone si accende una luce di speranza. Speranza che ci è data dagli affetti personali e dalla volontà di quelle persone che si impegnano, anche nel loro piccolo, a rendere, ogni giorno, il nostro pianeta un posto migliore.

“Prendi la tua strada” – E’ un monito a stare in guardia da quelle persone che stringono amicizia per interesse, oppure da coloro che presentano evidenti propensioni all'invidia. Infatti questo tipo di amicizie non possono che far risaltare quel comportamento negativo, che sfocia in un vero e proprio vizio: l'ipocrisia. Ed è proprio il ritornello che si apre con la parola “ipocrisia”, per sottolineare, in maniera forte ed energica, la sua pericolosità, tanto da farne assumere i connotati di una vera e propria malattia per chi la pone in essere, ma anche per tutti coloro che ne sono vittime.

“Riparti da qui” – E’ un brano dove si mischiano suoni reali e suoni elettronici per dare forza al ritornello facendo passare un messaggio ben preciso: quello contro la depressione. Infatti la vita è fatta di salite e di discese, ma non per questo, quando le cose non vanno poi così bene, bisogna abbattersi. Anzi, è proprio nei frangenti più difficili che si devono raccogliere le proprie forze per ripartire da capo.

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“Sempre più speciale” – Il sound da un senso di pace e di serenità. Infatti è una canzone dedicata alla figura materna. Figura fondamentale nella crescita di ognuno di noi, ma non solo, anche in età adulta. Per questo, come si dice nel ritornello, anche se le strade della vita porteranno a separarsi fisicamente dagli affetti familiari, in fin dei conti, la pace e la serenità starà nel fatto che saranno quelli su cui si potrà sempre contare in qualsiasi tipo di circostanza.

“Senza diversità” – La tematica è molto attuale. Infatti si parla di razzismo e dell'ignoranza della gente dettata da stupidi pregiudizi nei confronti del “diverso”. Come dice il ritornello “Il cielo all'orizzonte è unico, senza diversità”, perchè, effettivamente, siamo tutti uomini, siamo tutti uguali anche se ci differenziamo per il colore della pelle, o per cultura, o, ancora, per tradizioni. Se ci pensiamo bene e andassimo in un altro Continente o in un altro Stato potremmo essere visti come “diversi” e come ci sentiremmo se venissimo accolti come spesso accogliamo noi gli extracomunitari? Da qui, a rendere l'idea di questo concetto, ecco l'immagine presente nella seconda parte della strofa “Anche se italiano a Zurigo sono estraneo”.

“Una sola bugia” – è una delle due ballate presenti all'interno dell'album insieme a “Sono qui per te”. In questa canzone viene trattato il tema dell'amore, ma da una prospettiva completamente diversa: la rabbia a seguito di una bugia. Il testo tende a sottolineare più volte che una sola bugia è perdonabile, purchè non sia follia e nasconda un'infedeltà. Ed è proprio per questo che la vera follia starebbe nel fatto di buttare al vento una storia d'amore per un banale errore dettato dalla natura umana. Infatti, tutta la canzone è incentrata sulla voglia, da parte del partner caduto in fallo, di recuperare quel rapporto d'amore unico e speciale che sembra esser stato minato a causa, appunto, di “una sola bugia” (“nelle radici che il tempo ha nutrito per noi non dubitare mai”).

“Un'altra estate” – Anche qui il tema è incentrato sull'amore, ma trattato sempre da una prospettiva diversa rispetto alla “classica storia d'amore”. Infatti qui i protagonisti sono due persone adulte che, a distanza di anni, si rivedono e tra una domanda e l'altra fanno riaffiorare i loro ricordi più belli: quelli di un'estate al mare, intrisa d'amore puro, ingenuo, adolescenziale. A un certo punto però uno dei due si accorge che c'è qualcosa che non va nell'altro (“il tuo vestito è un po' strappato, cosa c'è?”), ha uno sguardo che non ricorda, di certo, i bei momenti passati insieme negli anni dell'adolescenza e, probabilmente, colto da un momento di debolezza, o voglia di evadere dai propri problemi personali, questa volta, si lascia andare ad una passione più matura, una vera e propria passione fisica.

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Musica

«Compagno» Sanremo: un festival ormai spostato troppo a sinistra

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Per garantirsi elevati indici di audience c’è chi è disposto a tutto, ma l’edizione 2020 propone un’azione di marketing da record.

Dopo la polemica innescata dalla scelta del presentatore Amedeus di annunciare in anteprima assoluta i big che saliranno sul palco dell’Ariston in esclusiva assoluta al quotidiano Repubblica, è arrivata la polemica sulla partecipazione della giornalista palestinese Rula Jebreal dichiaratamente anti Israele e Stati Uniti che alla finirà per fare solo una comparsata, lautamente retribuita con circa 20 mila euro.

A seguire anche l’invito tra i big esteso a Rita Pavone icona della musica leggera italiana anni ‘60, ma colpevole di essersi dichiarata sovranista e di simpatie elettoralmente innocue leghiste, dal momento che risiede in Svizzera e che quindi non ha nessun diritto di voto in Italia.

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Ma le polemiche continuano, ultima in ordine di tempo quella riguardante Achille Lauro: se con un nome per così dire evocativo, il rapper capitolino va a Sanremo a cantare “ Me ne frego”, la polemica in chiave antifascista è offerta su un piatto d’argento.

Nel dopoguerra, Achille Lauro era un folkloristico esponente monarchico noto per alcune colorate iniziative tipo quella di regalare un pacco di pasta in cambio del voto o quella di una scarpa regalata prima delle votazioni e l’altra dopo.

“ Me ne frego” non ha bisogno di presentazioni ed ecco come Anpi, sardine e sinistri vari montano la polemica, pur senza conoscere ancora il testo della canzone che sarà reso noto solo il 4 febbraio, ma anche senza nessuna indicazione sulle eventuali simpatie politiche del rapper che nei social ha (furbescamente) postato la biografia di San Francesco d’Assisi.

Come si diceva tutto serve per garantirsi l’audience di una trasmissione canora ormai obsoleta, sempre più controllata dalle maggiori case discografiche e da anni ormai succube del buonismo della sinistra.

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Non è infatti un caso che alla fine  – come afferma Iva Zanicchi  – al Festival di Sanremo ci vadano solo quelli di sinistra.

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Musica

Andrea Casta e il suo violino in vetta al Presena. Riprese mozzafiato nel video

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Per dare il benvenuto al 2020, il violinista internazionale Andrea Casta è salito in vetta ai 3100 metri del ghiacciaio Presena, scenario perfetto per realizzare le riprese mozzafiato della cover strumentale di Heaven, successo postumo di Avicii, affidandosi nuovamente ai film-maker Ervin e Loren Bedeli, che già avevano firmato Birth, ultimo episodio del suo progetto inedito The Space Violin Project.

Il videoclip in pochi giorni, tra facebook, instagram e youtube ha raggiunto già 50.000 views.

Da ex-atleta con la passione per la montagna e gli sport invernali, Casta, di origini bresciane, che prima di dedicarsi alla musica su quelle montagne aveva esordito come atleta di sci alpino arrivando a ottimi livelli internazionali, come ambientazione del suo videoclip ha scelto il ghiacciaio Presena, la montagna di casa che fa parte del comprensorio Pontedilegno-Tonale, tra le province di Brescia e Trento, che l’ospiterà il 9 gennaio per un concerto inedito in occasione della presentazione della seconda stagione dell’Ice Music Festival.

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L’evento, ideato e realizzato dall’artista americano Tim Linhart insieme a un team locale, si svolgerà a 2.600 metri di altitudine in un magico teatro di ghiaccio con 300 posti a sedere, esclusivamente ad inviti, ottenuto dall’insieme di 4 igloo.

Altra grande attrazione della kermesse sono gli strumenti interamente realizzati in ghiaccio che suonano perfettamente, anzi, con una sonorità tutta da scoprire.

Per l’occasione Casta suonerà il violino di ghiaccio con il suo celebre archetto luminoso, e verrà accompagnato dall’orchestra residente.

A questa occasione seguirà, per tutto l’inverno un nutritissimo calendario di concerti dalla musica classica al jazz al pop, con altri artisti di fama internazionale alle prese con gli strumenti di ghiaccio.

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Andrea Casta chiuderà il 2019 con all’attivo quasi 200 concerti in tutto il mondo e tantissime produzioni di contenuti video e musicali realizzati per la sua crescente comunità di fan alternando le avventure fantascientifiche nei panni del suo alias Commander AJ e le cover strumentali di successi pop e dance.

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Musica

Fra Trentino e Veneto l’orchestra delle Alpi porta in scena «il tour di Capodanno»

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Klaus Broz, Responsabile delle Produzioni Artistiche e Sinfoniche dell’Orchestra delle Alpi, presenta in Trentino e Veneto il “Tour di Capodanno” composto da artisti di livello internazionale.

Il Tour avrà luogo dal 29 dicembre al 4 gennaio 2020 con il seguente calendario:

Avio 29/12   presso la Tensostruttura Comunale   –  ore 11.00,

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Trambileno 29/12   presso  Auditorium frazione Moscheri   –  ore 20.45,

Villafranca 1/1   presso il  Duomo  –  ore 15.00,

Povegliano 1/1   presso il  Duomo  –  ore 17.00,

Pellizzano 4/1      presso  l’ Auditorium Comunale  –  ore 17.00,

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Pejo 4/1 Auditorium      Sede Parco Nazionale dello Stelvio  –  ore 21.00.

Ogni evento proporrà una suggestiva di brani dal più importante repertorio sinfonico Europeo.

Verranno proposte composizioni famosissime come “La Moldava” di Smetana. In programma anche “Le Danze Ungheresi” di Brahms e alcuni tra i più bei valzer della famiglia Strauss.

Più particolare la proposta per le date Veronesi che saranno arricchite dalla presenza della soprano Giapponese Nami Shigihara che si renderà interprete di alcune tra le pagine più famose della lirica come “l’Ave Maria” dall’Otello di G. Verdi, “Mi Chiamano Mimi” dalla Boheme di G. Puccini e molte altri

Un momento, quello delle serate proposte dall’Orchestra delle Alpi, di alto valore culturale frutto della sinergia tra pubblico privato, rese possibili anche grazie all’impegno diretto dei comuni di Avio, Rovereto, Villafranca, Povegliano, Pellizzano e Pejo.

Klaus Broz porta in scena, quindi, uno spettacolo pieno di pezzi pregiati del panorama Sinfonico Europeo e lo fa attraverso una accurata selezione di musicisti e pezzi.

Evento sostenuto e promosso dall’Associazione Culturale Euritmus attraverso l’ottimo lavoro della sua Presidentessa Barbara Broz sempre attenta nelle proposte musicali derivanti dalla sua comprovata esperienza internazionale.

Organizzazione e l’ orchestra hanno radici Roveretane e rendono orgoglioso tutto il territorio trentino.

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