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Trento

Approvato in Consiglio provinciale il disegno di legge che istituisce la Consulta per lo Statuto

E’ proseguita con le dichiarazioni e la votazione del disegno di legge 104 d’istituzione della Consulta per lo Statuto questa ultima mattina del Consiglio provinciale della prima sessione dell’anno.

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E’ proseguita con le dichiarazioni e la votazione del disegno di legge 104 d’istituzione della Consulta per lo Statuto questa ultima mattina del Consiglio provinciale della prima sessione dell’anno.

Il testo è stato approvato con 27 voti favorevoli e le 5 astensioni già annunciate (Civica, 5 Stelle e Bottamedi del Patt). In questa ultima fase sono intervenuti nuovamente diversi consiglieri a ribadire posizioni già espresse ampiamente nei giorni scorsi.

C’è stato anche l’atteso intervento del Presidente della Giunta Ugo Rossi che non era potuto intervenire nella giornata di ieri per impegni istituzionali a Roma. Qui di seguito una sintesi delle posizioni espresse.

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Le dichiarazioni di voto dei consiglieri: Claudio Civettini ha ribadito le forti perplessità e la volontà di astenersi sul progetto di legge, garantendo però “collaborazione in un contesto di grande preoccupazione”. Nerio Giovanazzi ha motivato nuovamente il sostegno di Amministrare il Trentino a questo testo, nella speranza che si ponga il giusto accento sulla Regione, soggetto istituzionale necessario a garantire il legame tra le due province. Filippo Degasperi ha ribadito la volontà del MoVimento 5 Stelle di astenersi per le modalità a cui si è arrivati a questa proposta e per i rischi in essa contenuti. Marino Simoni a nome di Progetto Trentino ha ribadito il “voto convintamente positivo” e richiamato “l’attuale contesto pericolosamente antiautonomista” esortando ad accantonare critiche e posizioni ideologiche preconcette sulla Consulta, per proiettarsi oltre, elaborando ragionamenti e riflessioni utili a raggiungere l’equilibrio necessario a farvi fronte. Rodolfo Borga, pur considerando questo un “passaggio ineludibile” a nome della Civica ha raccomandato massima prudenza e attenzione in questo “momento molto importante, ma non agevole” in cui si sta attuando una delicatissima riforma costituzionale che renderà irrilevanti i pesi politici delle due province autonome. Giuseppe Detomas è tornato sull’importanza di questo passaggio e sulla necessità di cercare nelle pieghe degli ordinamenti, con uno sforzo giuridico, ma anche creativo e d’innovazione, spazi di azione e di sovranità.

Chiara Avanzo a nome del Patt ha richiamato l’importanza storica di questo passaggio, ha messo in guardia da un livellamento verso il basso e ha portato i contenuti della propria esperienza di ieri a Roma, dove sono state messe in luce le conquiste dell’autonomia, ma anche i passi necessari per farla crescere. Maurizio Fugatti ha ribadito l’intenzione di votare il disegno di legge pur evidenziando l’incertezza e i dubbi sull’opportunità di intraprendere questo percorso “con i forti venti centralisti che spirano a Roma: meglio esserci e provare a contribuire”. Giacomo Bezzi ha detto di volere fra vent’anni un’autonomia senza paure e senza vergogna per la nostra storia ed ha auspicato che le riflessioni in questa materia non siano solo “parole, parole, parole”.

Alessio Manica che non era intervenuto fin qui nel dibattito, ha parlato di un momento necessario per la nostra comunità e apprezzato il momento qualificante degli interventi degli ultimi giorni su questo argomento. Ha richiamato la sfida che ci attende che è quella “di sottoporre a Roma un’evoluzione della nostra autonomia e la nostra capacità di adattarci agli scenari in mutamento che sono soprattutto europei e travalicano i confini nazionali”.

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Accanto a questo la regione va a suo avviso rilanciata e la riflessione con i compagni dell’Alto Adige va avviata. Il percorso è irto di variabili e complesso, ma forse proprio in questo contesto il nostro sforzo assume maggiore senso. Manuela Bottamedi ha ribadito il proprio dissenso nei riguardi di una proposta di legge “che non è la migliore possibile ed è piena di difetti: io sono entrata nel Patt non per fare da Consiglio della Provincia autonoma di Trento stampella a Renzi, che sta smantellando la struttura regionale dello Stato, ma per rafforzare la politica autonomista del Trentino e lo voglio fare puntando in alto, all’autonomia integrale”. Massimo Fasanelli, nonostante alcuni dubbi e perplessità sul doppio binario Trento/Bolzano, ha dichiarato di voler essere ottimista e di voler credere che questa Consulta rappresenti la possibilità di incidere sul futuro di questo territorio.

Walter Viola ha definito questo passaggio “opportuno e di sano realismo”, pur sottolineando la cautela e le preoccupazioni che sopra tutto sono emerse nel dibattito di questi giorni. Claudio Cia ha ribadito le critiche sul metodo, pur garantendo il contributo della Civica al lavoro che sarà avviato.

L’intervento del Presidente Rossi: il quadro regionale è un punto di grande chiarezza politica – Il Presidente Ugo Rossi ha esordito richiamando l’importanza del momento: “siamo di fronte ad un incrocio o a un bivio come dir si voglia, che richiama a un senso di responsabilità e insieme di prudenza che però non devono impedire di guardare all’autonomia con ragionamenti di prospettiva”. Rossi ha ripercorso il cammino virtuoso fatto fin qui dall’autonomia nell’interpretazione propositiva dei mutamenti sociali, dalla stagione del pacchetto in avanti. Ha definito la riforma costituzionale in atto “decisamente non favorevole all’ordinamento regionale” e ammesso che “questo condizionerà il nostro agire nei rapporti politico-istituzionali”.

Tuttavia ci sarebbero alcuni aspetti vantaggiosi da considerare: la nuova legge di riforma costituzionale contiene la clausola di salvaguardia delle regioni e province autonome (fino alla revisione dei rispettivi Statuti): “un primo punto di ancoraggio giuridico rispetto al lavoro che ci apprestiamo a fare” ha osservato. In seconda battuta occorre sottolineare che il patto di garanzia ha tenuto, anche sotto il profilo istituzionale e questo è un pilastro finanziario importante da richiamare in questa fase.

Ciò non toglie che il momento storico sia decisamente “topico”, così l’ha definito Rossi, e dovremmo fare entrare nel ragionamento che ci apprestiamo a compiere, il punto fondante dell’ancoraggio internazionale su cui poggia il nostro Statuto. Un aspetto che deriva da un collegamento geopolitico e storico con il mondo tedesco, ma anche dal fatto che ci fu un popolo trentino che avendo da sempre rivendicato l’autonomia pose in quel momento le basi che consentirono a Degasperi di firmare il famoso accordo.

C’è poi l’aspetto virtuoso che il sistema autonomista può far valere rispetto al resto delle regioni ordinarie, “diventato sostanza concreta ed elemento da tutelare e far contare anche dal punto di vista statutario”. Infine, nessun dubbio che il ragionamento sulla riforma dello Statuto debba essere fatto insieme alla provincia di Bolzano: alla Presidenza regionale va il ruolo di raccordo e garanzia di un modo di procedere orientato al plurale e alla parola “noi”.

La prospettiva di autonomia del Trentino e dell’Alto Adige dovrà essere cinturata dal quadro regionale e questo è un punto di grande chiarezza politica. Di più: in chiave di crescita della cultura dell’autonomia noi possiamo portare un contributo anche al resto d’Italia. In conclusione, il lavoro della Consulta per Rossi non deve portare necessariamente ad un testo, ma indicare le “caratteristiche metagiuridiche” dell’autonomia speciale del domani.

Ed eccole, secondo Rossi, queste caratteristiche che deve avere l’autonomia 3.0: che l’autonomia sia visibile (e compresa in ragione della sua specialità, ovvero territorio e autonomia sono la stessa cosa), che sia un’autonomia consolidata, responsabile, operativa (per disporre delle competenze necessarie per decidere e fare), solidale (per essere disponibile a farsi carico anche delle difficoltà degli altri), dialogante (perché l’autonomia è anche apertura e confronto a contaminazioni di culture e di mercati).

Sarà un cammino lungo e impegnativo, ha concluso, ma se lo affrontiamo con lo spirito giusto potrà essere anche un bel viaggio.

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