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Trento

Dellai si ritira, Mellarini è il segretario dell’UPT. Scissione certa.

Alla fine Lorenzo Dellai ritira la sua candidatura e Tiziano Mellarini diventa il nuovo segretario dell'Unione per il Trentino. 

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Alla fine Lorenzo Dellai ritira la sua candidatura e Tiziano Mellarini diventa il nuovo segretario dell'Unione per il Trentino. 

Se la vittoria dell'assessore era largamente prevista, appariva invece incerto il comportamento di Dellai che sostenuto da una parte minoritaria del partito due mesi orsono ha tentato l'accacco alla segreteria dell'UPT. È Mellarini ad arrivare per primo al Palacongressi, sorridente e disteso sa bene di aver già vinto ma non sa ancora come vincerà. Dellai arriva in ritardo e si capisce subito il suo nervosismo, non saluta nessuno, men che meno il gruppo consigliare, e si chiude nel silenzio più assoluto. Sa bene che per lui oggi è il giorno più difficile della sua storia politica trentina. 

 “Il nostro partito si è sempre proposto come strumento efficace di partecipazione dei cittadini alla vita della nostra comunità.”

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È con queste parole che il presidente del partito U.P.T. Andrea Tomasi ha aperto il 4° Congresso Provinciale dell’Unione per il Trentino, che ha avuto sede questa mattina presso il centro congressi Interbrennero. Il discorso di Tomasi ha puntato sul bisogno di territorialità, di innovazione e di attenzione verso i bisogni dei cittadini, considerato soprattutto il momento di crisi che anche la nostra regione sta attraversando. In cerca di compattezza e di condivisione, è emersa chiaramente la volontà di rinascita e di confronto che è propria dell’U.P.T. Una sfida ardua, dal momento che “la vera crisi è nei cittadini che non credono più nella buona politica”.

Andrea Tomasi mira dunque a sconfiggere questa disaffezione politica che è risultata evidente dalla bassa affluenza alle urne al momento delle scorse elezioni comunali, virando verso una politica vera, aperta ai cambiamenti che i nuovi orizzonti inevitabilmente innescano.

La percezione dell’allontanamento politico e il conseguente desiderio di ristrutturazione e di modernizzazione sono stati il centro anche del discorso proferito dal segretario uscente Donatella Conzatti, riferendosi al partito come ad un sistema “ferito da problemi di coesione, ma pur sempre capace di governare il cambiamento, non avendo mai perso di vista l’obiettivo principale: l’evoluzione del Trentino”.

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Questo salto implica un’attenzione particolare nello stabilire un legame tra città e valli, all’insegna del moderno e dello sviluppo, senza dimenticare la territorialità che fa dell’U.P.T. un partito vicino ai bisogni dei trentini e all’aggregazione di diverse realtà territoriali in primis. Poi Donatella Conzatti si è levata qualche sassolino dalle scarpe, "ci si augura di poter mettere fine alla politica del fango, in cui la stabilità è minacciata non solo dalle opposizioni esterne, ma anche da quelle interne”, un chiaro riferimento ai recenti fatti che hanno messo in discussione le radici del partito e portato alle dimissioni di Mauro Betta e di Alessia Gabrielli del Comitato organizzatore.

Anche il presidente Ugo Rossi ha preso parte al Congresso, auspicando di poter usufruire di nuovi stimoli per superare queste fasi difficili del percorso politico e sociale. Ha ricordato gli assi fondamentali su cui si è basato il disegno dell’autonomia trentina: una stabilizzazione dell’autonomia dal punto di vista finanziario e, grazie alla riforma che si sta delineando, da quello giuridico.

Da non sottovalutare sono i rapporti all’interno della regione, in particolare con Bolzano, per i quali è previsto un netto rafforzamento, consapevoli delle responsabilità e dell’evoluzione che l’essere autonomi implica. Lo sguardo verso il futuro è dunque indispensabile per poter intraprendere nuove sfide, in cui la competizione politica con populismi e demagogie sembra essere inevitabile, così come la riscrittura di un’autonomia che si affaccia sempre di più sull’onda del progresso e del cambiamento.

Successivamente sono state esposte le tesi congressuali dei candidati per il ruolo di segretario politico del partito. Ad iniziare, l’ex governatore Lorenzo Dellai. “Ciò che più amareggia – dice – è il sapore amaro di un’occasione persa, l’idea di un ciclo che si chiude. Ho coltivato il sogno che questo periodo di declino ci potesse spingere tutti insieme ad un salto di qualità. È un sogno che mirava all’evoluzione, non all’arroccamento.”

L’incipit del suo discorso lascia intravedere la delusione che vive nella politica di oggi e, forse del domani, in cui “benessere e democrazia non sono più un binomio scontato”. Discute delle mutazioni che stanno prendendo piede nel pianeta e che non lasciano incolume nemmeno la nostra comunità, dove i diritti individuali hanno ormai il sopravvento su quelli collettivi e la mancanza di prossimità e di solidarietà è diventata insostenibile. “L’autonomia necessita di una funzione di guida, non di ascolto o di comando”, afferma Dellai, soffermandosi sul bisogno politico di riprendere questa funzione, di farla propria, accanto a tutti i doveri morali e civili che essa presuppone. Discute anche di “un progetto culturale all’interno del partito, capace di cogliere la distanza tra il popolo e la sfida autonomista che apporta numerose responsabilità, tra cui la fatica dell’inquietudine”.

Il momento centralista che la nazione sta vivendo dovrebbe, secondo lui, spingere la nostra provincia autonoma a rifarsi, a ricrearsi, in modo da entrare in questo sistema stabilendo coesione e legami sociali con il mondo che sta al di fuori dei confini, un punto in cui il disaccordo tra la sua tesi e quella di Mellarini è nettamente evidente.

Nonostante si sia messo a disposizione dell’U.P.T. a causa di questo suo momento di emergenza, “il gruppo consigliare ha mandato avanti un’altra candidatura” e così la voglia di contribuire con sostegno critico e leale senza secondi fini si è tramutata in un obiettivo destinato a rimanere vano.

Delusione, dubbi e perplessità infervorano le parole di Lorenzo Dellai, il quale, dopo aver espresso il suo rammarico nel constatare la disgregazione e la mancata evoluzione del partito, conclude dicendo: “Ci ho provato, ora fate come credete”, ritirando così la sua candidatura.

È poi arrivato il turno di Tiziano Mellarini, che ha colto l’occasione per esprimere il proprio cordoglio verso le vittime dell’esplosione in Folgaria. La sua tesi congressuale ha messo in risalto l’intenzione di dar un nuovo vigore e di far ulteriormente crescere l’U.P.T., sempre basandosi sui valori fondamentali, quali “civismo, popolarismo e solidarietà”, che hanno fino ad ora accompagnato questo partito in un lungo percorso. “Sostanza, idee, scelte e chiarezza: ecco di cosa hanno oggi bisogno i cittadini”, ha continuato Mellarini, specificando l’unicità e l’essenzialità dell’apporto popolare nella rinascita del partito, un fattore talmente importante da poter figurare in un possibile nuovo nome del partito, “Unione Popolare per il Trentino”, proposto dal candidato stesso.

Le sue iniziative per rilanciare l’Unione per il Trentino partono dalla definizione dell’identità di questa forza politica, appartenente al centro-sinistra, ma lontana dall’inserirsi in coalizioni, come nel “listone Renzi nazionale”, per salvaguardare la sua territorialità. Parla anche di una maggiore vicinanza verso i trentini e di un supporto concreto alle comunità locali e al volontariato. Lo slancio su cui si è soffermato vede il dialogo e la moralità come i protagonisti di questa nuova pagina del partito, atto a far vincere la trasparenza e il confronto sull’apatia politica ormai diffusa, promuovendo una forma nuova, viva e aperta di fare politica.

“Un’autonomia dell’attenzione”, dice, in cui sarà data voce ai comuni, alla ricerca, al volontariato, alla cooperazione, all’ecologia e a ciò che riguarda la montagna, cercando di “diventare un modello vincente adottabile anche in altre realtà, dimostrando che il Trentino è pronto ad internazionalizzarsi.

La questione dei giovani è stata più volte ripresa. Un tema caldo, secondo il quale si combatte per dare occasioni ad una fascia sociale che freme per esprimersi e dar prova delle loro capacità, un contributo che potrebbe rivelarsi fondamentale non solo per il partito, ma anche per il futuro imprenditoriale della provincia. Una candidatura dunque verso la modernità, l’innovazione, i giovani, ma pur sempre radicata sui princìpi di territorialità e di autonomia che hanno sempre fatto dell’U.P.T. un partito per il benessere dei trentini. 

Non sono mancati i momenti di tensione. Se durante il discorso di Lorenzo Dellai la sala è stata attenta e silenziosa, non si può dire altrettanto dei sostenitori di Dellai, che hanno interrotto "maleducatamente" il discorso di Tiziano Mellarini, specie verso la fine. Per l'UPT oggi si apre una nuova fase che dovrà ancora di più migliorare i rapporti con il territorio e i cittadini. «Basta con i partiti nel partito» – ha tuonato Donatella Conzatti mentre snocciolava i buoni risultati ottenuti sotto la sua segreteria, in primis l'appianamento dei numerosi debiti lasciati dalla precedente segreteria.

Ma oggi è stato anche il giorno del Principe Dellai che con l'onore delle armi abdica e incassa la sua prima cocente sconfitta politica. È il segno dei tempi che cambiano, e la sensazione che sia l'Unione per il Trentino e gli stessi cittadini trentini vogliano chiudere per sempre una pagina di storia della politica trentina e guardare solo avanti. Dellai continuerà per la sua strada e spaccherà il partito per poi entrare nel PD, ma per lui la strada appare molto in salita.  Per la cronaca Mellarini è diventato segretario con 701 voti sui 775 votanti (54 le nulle e 5 le non voto).

A cura di Nicole Mazzetto

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