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Trento

Sportello del Sostegno: il «Centro Aiuto alla Vita» precisa sul caso «Marta»

 

La vicenda di "Marta", seguita dal nostro sportello (sostegnotrentino@lavocedeltrentino.it – cel. 342 5700460), continua con la seguente lettera, inviata alla nostra redazione dal Consiglio Direttivo dell'associazione "Centro Aiuto alla Vita" di Trento.

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La vicenda di "Marta", seguita dal nostro sportello (sostegnotrentino@lavocedeltrentino.it – cel. 342 5700460), continua con la seguente lettera, inviata alla nostra redazione dal Consiglio Direttivo dell'associazione "Centro Aiuto alla Vita" di Trento.

"Il direttivo dell’associazione Centro Aiuto alla Vita, ritiene doveroso rispondere agli articoli comparsi in queste settimane sul vostro giornale  online. Innanzitutto, pensiamo  che  questa  non sia la sede giusta per affrontare il caso che coinvolge le situazioni personali delicate di due persone. Tuttavia riteniamo doveroso e corretto nei confronti dei lettori e delle due persone coinvolte fare delle precisazioni alle informazioni non veritiere e ambigue che abbiamo letto nei precedenti articoli.

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Per essere obiettivi ed imparziali crediamo che andrebbero riviste delle questioni in merito ai termini utilizzati: l’inquilina che si ritiene offesa viene chiamata “Marta” mentre l’inquilina che si trova nel alloggio del Centro Aiuto alla Vita viene definita “signora magrebina”. Forse non merita anche lei un nome di fantasia oppure si è voluto dare enfasi al fatto che sia straniera? Crediamo importante mettere entrambe le signore sullo stesso piano, aldilà della loro cittadinanza, e quindi chiameremo la nostra inquilina “Anna”.

Nell’articolo datato 24 dicembre 2015 (ci scusiamo con la signora Maffioletti se la vigilia di Natale non abbiamo letto l’articolo, ma l’abbiamo fatto il giorno 07 gennaio 2016, quando c’è stato segnalato) sono state fatte allusioni molto pesanti sul lavoro di “Anna” e sulla sua vita privata. Si scrive infatti che la signora svolge una “non precisata professione” e che i minori “stanno quasi sempre soli”. A questo proposito nel successivo articolo si scrive che Anna lascia i minori “anche nelle ore protratte notturne incustoditi in casa”. Magari la signora Maffioletti, presente all’incontro non si è appuntata correttamente le cose dette da Anna, ma la signora ha svolto per alcuni mesi un lavoro di cura presso una casa di riposo con regolare contratto. Questo per precisare la professione. Inoltre, non si è mai verificata l’assenza di “Anna” durante la notte. Dubitiamo comunque che dei minori che escono di casa alle 08.00 e rientrano dopo le 17.00 da scuola e dalle attività extrascolastiche siano quasi sempre soli. Al contrario ci sembra che stiano per quasi tutta la giornata fuori casa. Questo anche per sgombrare il campo da possibili rumori che la signora sentirebbe anche durante le ore diurne, quando in casa non rimaneva nessuno: i minori erano a scuola e “Anna” al suo dignitosissimo lavoro.

Riteniamo inoltre abbastanza contradittorio che la signora Maffioletti, che “è stata la prima consigliere comunale in tutta Italia ad avere chiesto la rivisitazione del ruolo dei servizi sociali e rivendica il primato di aver presentato tutta una serie di atti consiliari nel tentativo di migliorare quello che a tutt’oggi è la piaga degli “allontanamenti facili”- citato testualmente da “Allontanamenti facili. Storie di affido minorile: problematiche, errori, incombenze e soluzioni”, patrocinio gratuito CCDU, in collaborazione con “La voce del Trentino”, Fontana Editore – invochi a gran voce interventi decisivi da parte delle figure professionali coinvolte chiedendosi se “sussistano le condizioni che i minori restino dove sono”.

A queste doverose precisazioni ci preme sottolineare che non ci è mai pervenuta alcuna lettera sotto firmata da 11 inquilini. Inoltre non ci sono mai arrivate segnalazioni da parte di altri inquilini, aldilà della signora “Marta”, rispetto alla violazione di norme condominiali da parte della signora “Anna”. Ci sembra ragionevolmente difficile pensare che, se la signora e i suoi figli facessero rumori tali da non permettere a “Marta” di vivere, causandole gravi problemi di salute, non creassero disturbo anche agli altri inquilini che abitano a fianco.

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Detto ciò ci dispiace che la signora Maffioletti che ha “eseguito un’accurata e lunga indagine” non abbia mai ritenuto importante chiedere a noi o alla signora “Anna” un incontro per approfondire la situazione, visto che entrambi siamo chiamati in causa. Ci sembra che questo dovesse essere un passo più che

doveroso prima di esporsi così pubblicamente. Inoltre non ci risulta che la signora Maffioletti fosse presente ai numerosi incontri che noi, la fiduciaria ITEA, la signora “Anna” e la signora “Marta” abbiamo avuto. Ma forse l’obiettivo di questi incontri non era di creare polemica, ma di mediare e forse per questo motivo non interessavano alla signora Maffioletti.

Fino ad oggi, infatti, sia noi che la signora “Anna” ci siamo sempre resi disponibili ad incontrarci per capire le esigenze di tutte e due le signore. Durante gli incontri non abbiamo mai preso le parti di “Anna” ma abbiamo ascoltato le due signore cercando di trovare un punto di incontro, ribadendo sempre e comunque alla nostra inquilina il rispetto delle norme e soprattutto delle ore di silenzio che la signora “Anna” si è sempre impegnata a rispettare. Abbiamo, infatti, preferito distendere la situazione invece di fomentarla cercando di creare una relazione positiva fra le due signore anche grazie al supporto della fiduciaria ITEA, con la quale c’è sempre stata un ottima collaborazione. Il frutto di questo lavoro, certamente molto più complesso dello scrivere articoli su un giornale, l’abbiamo avuto quando nelle settimane antecedenti l’incontro del 23 ottobre 2015, l’unico a cui era presente la signora Maffioletti, le due signore si stavano organizzando con la scuola materna del figlio più piccolo di “Anna” affinché la signora “Marta” andasse in alcuni giorni della settimana a prendere il bambino e custodirlo fino al ritorno dal lavoro della mamma. Inoltre ci risulta che la signora “Marta” si era resa disponibile con “Anna” ad aiutarla a trovare un alloggio più grande per lei e i suoi figli. Tutto questo prima dell’incontro, che ha segnato una rottura profonda nel rapporto tra le due signore.

Vogliamo sottolineare, infine, che non abbiamo in “comodato d’uso l’immobile” ma che abbiamo con ITEA un regolare contratto di locazione e che se la signora “Anna” occupa l’alloggio è perché si trova in una situazione di bisogno a cui noi abbiamo cercato di dare una risposta, nei limiti della nostra disponibilità. Noi, infatti, siamo un’associazione di volontariato e da quasi quarant’anni cerchiamo di dare una risposta alle donne a superare le difficoltà che incontrano nell’accogliere una gravidanza. Nel nostro Centro lavorano con grande passione quasi trenta volontari che si occupano di accogliere e sostenere concretamente le molte mamme che aiutiamo.

Detto ciò, vorremmo chiudere in questa sede la faccenda continuando a dare la nostra diponibilità nelle sedi appropriate e con modalità che siano allo stesso modo appropriate per la situazione. Ci sembrava però doveroso fare queste precisazioni, non tanto in merito al nostro lavoro, ma soprattutto a difesa della sfera privata di “Anna” e dei suoi figli che non dovevano in alcun modo entrare in questa faccenda che riguardava i rumori e i rapporti di vicinato delle due signore e non di certo altri aspetti. Ci risulta, infatti, che il ruolo della signora Maffioletti nella vicenda sia solo ed esclusivamente quello di “Presidente di una Associazione (ATAIES) che tutela i diritti degli inquilini e assegnatari di edilizia residenziale pubblica”.

Con questo abbiamo detto tutto ciò che dovevamo dire, per dovere di cronaca e informazione, senza proseguire in questa inutile e sterile polemica."

Il direttivo del CAV di Trento

Pasolli Valter – presidente

Furlan Renata – vicepresidente

Braito Sonia – consigliera

Del Favero Padre Angelo – consigliere

Iannaccone Antonella – consigliera

Pellegrini Giovanna – consigliera

Villotti Mariagrazia – consiglie

 

Potete leggere tutta la storia nei seguenti articoli:

Articolo del 24 dicembre 2015

Articolo dell'8 gennaio 2016

Articolo dell'11 gennaio 2016

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Trento

14 enne aggredito e derubato in via della Cervara mentre parla con la mamma al cellulare

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nella foto il luogo dell'aggressione

Episodio inquietante quello successo ad un ragazzo di 14 anni aggredito e derubato del suo cellulare in fondo a via della Cervara a Trento in pieno giorno davanti ai passanti che hanno assistito a tutta la scena

Verso mezzogiorno il ragazzo, di ritorno da scuola stava parlando al cellulare con la mamma, quando alle spalle è stato aggredito e gettato a terra.

Il ladro, un 20 enne di pelle bianca alto circa 1,75, capelli neri a spazzola che parlava male l’italiano, ha subito intimato al ragazzo di consegnargli il cellulare. Cosa che il 14 enne ha fatto.

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Per fortuna nelle vicinanze del ragazzo c’era anche lo zio che casualmente stava camminando nella stessa direzione.

Vista la scena si è subito lanciato all’inseguimento del ladro che stava fuggendo verso via dei Cappuccini, che vistosi scoperto ha lasciato cadere il cellulare.

Il ladro dopo aver fatto cadere il cellulare si è rivolto allo zio dicendo: «Denunciami pure ora, tanto non mi interessa nulla»

Sono subito stati allertati i Carabinieri che si sono messi a caccia del ladro ma senza esiti positivi. Il 14 enne poi accompagnato dai genitori ha fatto regolare denuncia presso la caserma di via Barbacovi a Trento

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Nella caduta il ragazzo non ha riportato nessuna lesione e si è solo rovinato la giacca quanto è stato gettato a terra. «All’inizio ho avuto paura – spiega il 14 enne raggiunto al telefono –  poi ho capito che voleva solo il cellulare e per evitare problemi lo ho subito consegnato al ladro»

 «Fortunatamente mio figlio non si è fatto male – afferma invece la mamma – ma è sconcertante che il tutto sia accaduto a mezzogiorno e in una zona trafficata e con tanti testimoni».

L’episodio è stato riportato anche sulla pagina facebook del «Comitato sicurezza Trento» che denuncia da anni fatti simili che avvengono a Trento. 

Fra gli internauti è emersa molta preoccupazione per questi episodi che sono in forte aumento e che spesso rimangono impuniti perché oramai nemmeno più denunciati dai cittadini.

«Ecco come siamo ridotti, prigionieri in casa nostra con il terrore di uscire di casa o di permettere ai nostri figli di farlo senza temere per la loro incolumità. No signori.. Così non va… Non va proprio… Servono provvedimenti urgenti ed inderogabili»Scrive Silvana, un’amica della famiglia protagonista dell’aggressione. 

Molti danno la colpa all’immigrazione selvaggia degli ultimi anni: «Sta di fatto che l’aumento della micro criminalità con l’avvento di questa invasione è aumentato esponenzialmente a prescindere da questo caso» scrive nel merito Michela.

C’è anche chi fa il confronto con altre città, dicendo che Trento sta peggiorando a vista d’occhio e sono molti quelli che ritengono responsabile il Sindaco Andreatta di questa situazione.

C’è chi invece al posto dell’arrabbiatura si lascia cogliere dallo sconforto, è il caso di Fiorenzo:«Temo non ci sia più nulla da fare e dovremo vivere in questa condizione, sperando non peggiori, perché anche se mandiamo questa gente in un altra città, ce ne mandano qui altrettanti o forse di più. Non vorrei fare la Cassandra che prevedeva sventure per cui era invisa a tutti ma bisogna studiare realistiche soluzioni».

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Trento

Annalisa Ravagni: il racconto degli ultimi sei mesi di vita insieme a Michele

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Oggi la parola “cancro”,  evoca sentimenti di ansia, paura e smarrimento; è vero di cancro ancora si muore, ma l’alone terrifico che questa malattia porta con sé è rimasto intatto negli anni nonostante i progressi della ricerca scientifica.

Ancora oggi la diagnosi di cancro viene percepita come una condanna a morte, per cui quando viene posta la diagnosi tumorale ad una persona, la persona stessa e tutta la sua famiglia (con modalità diverse) sentono di cadere nel baratro dell’irreversibile, in un tunnel da cui non vi è possibilità di ritorno.

Il cancro diventa così una malattia familiare, investe come un tornado le vite di tutti i membri della famiglia e sembra che la vita si fermi.

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Per il familiare della persona malata inizia il vortice delle emozioni: la paura della perdita, la preoccupazione per la salvaguardia della sfera emotiva del malato, l’incertezza per il cambiamento dei ruoli in famiglia, l’ansia per gli eventuali risvolti economici, la fragilità delle vecchie certezze che la routine quotidiana regala.

Il cancro prima spaventa e poi uccide, a volte senza scrupolo alcuno, senza distinzione, senza  riguardo.

Quando si tratta di un famigliare anziano, chi resta se ne fa una ragione in virtù dei tanti anni felici passati insieme, ma quando a mancare è una persona giovane invece le domande e le riflessioni sono molte e i rimpianti e i rimorsi spesso durano una vita.

Michele Longhi di Mattarello è uno di questi, un ragazzo di 42 anni che il primo di aprile del 2019 scopre di avere un cancro alla milza e al fegato.

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La biopsia fatta a Milano non perdona, la diagnosi è: angiosarcoma alla milza e al fegato, un tipo di cancro rarissimo. 

«È una tegola in testa che ti arriva senza nessun avvertimento e non sai nemmeno cosa pensare. Ho cercato di approfondire molte cose per capire il perché dello scatenarsi di questo incubo forse dovuto da una grande stress provato da Michele nella sua giovinezza. Sono cose che ti rimangono dentro e se magari non le risolvi condizionano anche il tuo stato fisico. Michele era un bel ragazzone simpatico e molto disponibile con tutti, un volontario bravo e sempre presente, ed è rimasto nel cuore di tutti. Non pensavo che la malattia fosse così devastante, l’abbiamo perso in soli sei mesi» – Ricorda la moglie Annalisa Ravagni

L’inizio della chemioterapia concordata con il team dei medici di Milano con somministrazione a Trento all’inizio porta a qualche miglioramento dei valori ematologici ma non a quelli del fegato.

Per Annalisa inizia un periodo di paure, titubanze, punti interrogativi, sconforto.

«In queste situazioni non si sa dove andare, e con chi confrontarsi – spiega Annalisa – al di là di fidarsi dei medici che incontri».

Comincia un periodo travagliato, un angoscia che non ti lascia tregua: «chi assiste un paziente ammalato di tumore si muove su più fronti e acquisti una forza incredibile per poterlo aiutare perché sai che è la madre di tutte le battaglie, quella con la vita»

Chi è vicino ad un malato di cancro deve aiutarlo e trovare la giusta soluzione e contemporaneamente deve organizzazione e conciliare il lavoro, l’educazione dei figli e la casa.

«È stato davvero difficile – aggiunge Annalisa – ma le energie le trovi, perché ti continui a dire che la speranza c’è. Michele, mio marito, ha fatto un percorso molto bello, non ha mai avuto paura, e non si è mai sentito  “ammalato”. In sintonia prendevamo tutte le decisioni del caso. Insieme».

Annalisa passa da momenti di felicità e quelli di estremo sconforto: «Il primo di agosto la Tac diceva che il fegato era migliorato, e da li, proseguendo con la chemioterapia, abbiamo trascorso un estate abbastanza in serenità e speranza. La situazione valori era abbastanza stabile. Il 28 settembre però arriva un peggioramento.»

Michele improvvisamente si sente male, fa fatica a respirare per un grande dolore alla milza, viene ricoverato in ospedale ma la situazione precipita.

«Michele non ce la fatta, è morto – racconta Annalisa – anche se i medici fin da subito mi avevano detto che la malattia era incurabile dentro di me c’era la speranza che potesse resistere di più, chissà, magari anche di guarire. Il dolore alla milza era diventato insopportabile, non poteva rimanere ne in piedi ne a letto, poi lo hanno riempito di morfina per non soffrire».

Molto spesso il percorso con chi è aggredito da questa malattia può essere una grande scuola di vita, «Sono molto serena – sottolinea Annalisa – in questi anni ho fatto un grande percorso di consapevolezza che mi è davvero servito. Purtroppo per nostra figlia di 10 anni è più difficile, a lei Michele manca molto»

È come un grande momento durante il quale riesci a comprendere chi ti ama e ti stima. È un attimo di crescita interiore, dell’introspezione profonda, della valutazione e rivalutazione di momenti che pensavi dimenticati, o importanti, o insignificanti.

Come ha detto più volte Annalisa è il tempo della consapevolezza, della lucida analisi e della valutazione di se stessi.

Quando il tuo caro muore ti accorgi che la tua vita  è stata completamente stravolta, che sei quasi diversa, più forte di prima e conosci persone fantastiche che hanno condiviso con te lo stesso percorso.

Per il malato di cancro le priorità cambiano, la malattia insegna a sapersi accontentare delle piccole e semplice cose che prima non ti accorgevi che nemmeno esistevano. Se prima eri felice quando raggiungevi una vetta, dopo ore di camminata, adesso godi quando riesci a fare due passi in centro.

E questo per chi rimane è un grande insegnamento ed un’opportunità per vivere con più consapevolezza la vita. 

«Da 10 anni sono fondatrice e responsabile Presidente di un’ associazione onlus Artici «Le ali della coccinella», ho fatto questa esperienza vicino a mio marito e riesco a capire la vera necessità che sussiste nella nostra comunità di questo servizio socio assistenziale. Ora voglio continuare con ancora più tenacia in questo progetto e nel suo ricordo». – conclude Annalisa

Dell’associazione di Annalisa Ravagni «Le ali della coccinella» il nostro giornale si occuperà diffusamente nei prossimi giorni pubblicando un articolo per conoscere bene il grande lavoro dei 18 volontari che da dieci anni fanno sul territorio trentino.

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Trento

Maltempo: aggiornamenti della situazione in Trentino. Rimane l’allerta gialla

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Situazione finora sotto controllo in Trentino nonostante l’intensa perturbazione che si è intensificata nel corso della notte.

Rimane tuttavia l’allerta gialla. Il punto è stato fatto stamani nella sala operativa dei vigili del fuoco a Trento alla presenza del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, del dirigente generale alla protezione civile Gianfranco Cesarini Sforza e dei responsabili delle strutture interessate nella gestione dell’emergenza.

Emergenze che sono sempre in agguato: alla centrale dei vigili del fuoco infatti è giunta da poco notizia dell’interruzione di ferrovia e autostrada tra Vipiteno e il Brennero in entrambe i sensi di marcia per caduta di un elettrodotto.

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Tornando al Trentino, nelle ultime ore sono caduti mediamente tra 30 e 50 millimetri di pioggia, con punte fra 80 e 90 millimetri sui settori orientali.

Permane un flusso umido e instabile, foriero di possibili rovesci questo pomeriggio, sempre sui settori ad Est.

Da domani sera a martedì sera è attesa una nuova perturbazione con quota neve a 1200 metri (sopra i 1500 metri possibili dai 30 ai 50 centimetri di neve). Il tempo dovrebbe dare una tregua tra mercoledì e giovedì ma venerdì potrebbe tornare la pioggia.

Molte le valanghe di piccole dimensioni in quota, ma l’allerta rimane alta.

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Le nevicate di stanotte sono state molto significative con 40 centimetri al Tonale, mentre al passo Rolle si registra scarso accumulo perché la neve si è trasformata in acqua.
Sotto controllo anche i corsi d’acqua, con monitoraggio particolare sul fiume Brenta, ma nel frattempo si è intervenuti sulle dighe per un primo svaso dei bacini.

Restano allertati e attivi sul territorio i vigili del fuoco volontari e permanenti: sono stati effettuati una cinquantina di interventi per allagamenti, taglio piante e qualche incidente stradale.

Si rinnova la raccomandazione di controllare i camini qualora fossero coperti da neve, per assicurare lo sfogo dei fumi.

Sul fronte geologico, sotto osservazione un piccolo smottamento sulla provinciale che da Centa San Nicolò scende a Caldonazzo.

SITUAZIONE VIABILITA’ PROVINCIALE AD ORE 11 – Al momento si registra la chiusura per pericolo valanghe, per piante instabili in fregio alla sede stradale o alberi caduti sulla carreggiata e per puntuali frane, principalmente lungo tratte stradali nelle zone di alta montagna o in prossimità dei passi.

Si raccomanda di viaggiare con prudenza per possibili tratti ghiacciati o particolarmente sdrucciolevoli, soprattutto nelle zone a quote superiori a 700 – 1200 metri dove sono in attività i mezzi per la pulizia delle strade, per i trattamenti antighiaccio e per l’allargamento della carreggiata anche con l’impiego di frese o turbine da neve.

Si raccomanda inoltre di prestare attenzione nella guida anche per possibili ristagni d’acqua sul piano viabile.

Si ricorda che dal 15 novembre è in vigore l’obbligo di viaggiare con pneumatici da neve o catene a bordo, montate durante le precipitazioni nevose.

La protezione civile ha spostato due persone con un mezzo a Canazei a supporto della squadra locale e analoga operazione è stata effettuata per la zona della Val di Sole.

Strade sett 1 – ALTA VALSUGANA

Quota neve sopra i 1000 m.

Strade percorribili senza problematiche di rilievo.

Si segnala la formazione di buche sulla SS 47.

Strade sett 4 – TRENTO – MONTE BONDONE – PAGANELLA

Nella notte quota neve 700 m adesso in rialzo tra 1600 e 1800 m. Sulla SP 85 del Bondone 40 cm di neve.

Chiusa la bretella di svincolo di Trento Est-Ponte Alto SS 47 direzione Trento per smottamento e chiusa la ex-SS47 delle Laste dalla rotatoria di San Donà alla rotatoria di Ponte Alto (provenendo da Trento, Pergine Valsugana è raggiungibile solo utilizzando la Galleria di Martignano, in senso opposto provenendo da Pergine Valsugana direzione obbligatori verso Trento Nord). Questa chiusura permarrà almeno fino a mercoledì. A causa di questa chiusura i mezzi che trasportano materiali infiammabili lungo la SS 47 sono stati deviati nella galleria di Martignano in deroga al divieto.

Sono chiuse, per pericolo caduta piante:

la SP 25 di Garniga da Garniga Vecchia a loc. Viote;

la SP 64 di Fai da loc. Santel ad Andalo.

Si rammenta le chiusure stagionali della SP 3 del Monte Baldo da loc. San Valentino a confine di provincia e della SP 138 del Passo della Borcola da loc. Incapo a Terragnolo.

Strade percorribili senza problematiche di rilievo.

Strade sett 8 – VALLAGARINA E ALTOPIANO DI FOLGARIA

Quota neve in rialzo fino a quota 1800-2000 m. Anche la pioggia sta diminuendo. Accumulo di circa 20 cm di neve in Tremalzo.

Non sono segnalati problemi significativi alla rete stradale di questa zona.

Strade sett 5 – VAL DI NON E SOLE

Quota neve in progressivo rialzo fino a circa 1000 m.

Dalla tarda serata di ieri si sono misurati accumuli di circa 50 cm di neve sui Passi Tonale e C.C. Magno.

A seguito delle abbondanti precipitazioni nevose che hanno interessato l’intera val di Sole e buona parte della val di Non fino a quote anche inferiori ai 400 m nella giornata di ieri e nella notte scorsa, da questa mattina sono ripresi gli interventi per il taglio e la messa in sicurezza delle piante che risultano in condizioni di precario equilibrio, lungo diverse arterie viarie della valle di Non e della Val di Sole. Sono inoltre stati avviati alcuni lavori per la sistemazione di frane e smottamenti puntuali registrate lungo alcune tratte stradali in alta val di Non.

Al momento sono chiuse per pericolo caduta piante e per consentire il taglio delle piante instabili le seguenti arterie:

– ex S.S. 43 tra intersezione con la S.P. 203 e località Sabino,

– S.P. 73 Destra Anaunia tra Tuenno e Terres,

Riaperta da poco la S.P. 206 di Marilleva a monte di Marilleva 900.

Da questa mattina è stata chiusa per pericolo slavine la S.S. 42 nel tratto tra Vermiglio e  P. Tonale.

Per pericolo valanghe rimane chiusa la S.P. 141 dir Montes. Su questa strada è consentito il transito solo nelle fasce orarie: 07:00-08:30, 12:00-13:30 e 18:00-19:00 sotto la sorveglianza dei Vigili del Fuoco volontari.

Si segnala inoltre la chiusura per pericolo valanghe della S.S. 42 tra P. Mendola e Appiano, in provincia di Bolzano.

Strade sett 6 – VALLI GIUDICARIE – VAL RENDENA

In Val Rendena nevica fino a circa 1000 m. Nelle altre zone quota neve sopra 1400 m.

Precipitazioni in esaurimento

Al momento non si registrano anomalie di rilievo sulle strade di questa zona, salvo qualche puntuale restringimento per smottamenti localizzati.

Strade sett 7 – ZONA ALTO GARDA, VAL DI LEDRO E VAL DI GRESTA  

Quota neve oltre i 1300-1400 m. Piove moderatamente.

Non sono segnalate criticità per le strade di questo Settore.

Strade sett 2 – BASSA VALSUGANA E PRIMIERO

Quota neve fra i 1800 e i 2000 m.

Non sono segnalate criticità per le strade di questo Settore.

Strade di montagna percorribili con attrezzatura da neve.

Chiuso Passo Rolle per pericolo valanghe da San Martino di Castrozza a Passo Rolle. Chiuso passo Broccon lato primiero per lavori di esbosco piante.

Si rammenta la chiusura stagionale della S.P.31 del Passo Manghen da località Baessa (km  15+500) a località Ponte Stua nel Comune di Castello-Molina di Fiemme (km 32+500).

Si segnala la formazione generalizzata di buche lungo tutta la SS 47 (inserito sui PMV messaggi informativi).

Si registra un piccolo smottamento lungo la SP 60 di Ospedaletto con senso unico alternato, sulla SP 39 di Samone con restringimento di carreggiata e due cedimenti del sedime stradale sulla SP 79 nel tratto attualmente chiuso per permettere le operazioni di esbosco del legname.

Strade sett 3 – VALLI DI FIEMME E FASSA

Nella notte ha nevicato fino a quote basse, dalla mattina la quota neve si è alzata a circa 1700 m e continua a nevicare a quota 1000 m. Caduti circa 10 cm di neve in valle e dai 20 ai 40 sui passi.

Chiuso il Passo Pordoi e il Passo Sella dalla fine del centro abitato di Canazei, Passo Costalunga e passo Lavazé chiusi sul lato della provincia di Bolzano entrambi raggiungibili dal territorio trentino. Il Passo San Pellegrino chiuso sul lato Bellunese per pericolo valanghe e pericolo caduta piante.

Chiuso il Passo Valles per caduta piante , il passo è isolato. Gli operai del Demanio Provinciale stanno lavorando per liberare la strada.

Chiuso il passo Fedaia nel tratto ricompreso località malga Ciapela in territorio Bellunese e la località Penia km 4+050 per pericolo valanghe.

SS 48 interamente percorribile ad esclusione della Circonvallazione di Predazzo dove è in essere una deviazione all’interno del centro abitato di Predazzo.

Chiusa la SP 102 delle piramidi per pericolo caduta massi.

Strade di montagna percorribili con attrezzatura da neve.

Traffico molto contenuto.

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