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Trento

Sportello del Sostegno: il «Centro Aiuto alla Vita» precisa sul caso «Marta»

 

La vicenda di "Marta", seguita dal nostro sportello (sostegnotrentino@lavocedeltrentino.it – cel. 342 5700460), continua con la seguente lettera, inviata alla nostra redazione dal Consiglio Direttivo dell'associazione "Centro Aiuto alla Vita" di Trento.

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La vicenda di "Marta", seguita dal nostro sportello (sostegnotrentino@lavocedeltrentino.it – cel. 342 5700460), continua con la seguente lettera, inviata alla nostra redazione dal Consiglio Direttivo dell'associazione "Centro Aiuto alla Vita" di Trento.

"Il direttivo dell’associazione Centro Aiuto alla Vita, ritiene doveroso rispondere agli articoli comparsi in queste settimane sul vostro giornale  online. Innanzitutto, pensiamo  che  questa  non sia la sede giusta per affrontare il caso che coinvolge le situazioni personali delicate di due persone. Tuttavia riteniamo doveroso e corretto nei confronti dei lettori e delle due persone coinvolte fare delle precisazioni alle informazioni non veritiere e ambigue che abbiamo letto nei precedenti articoli.

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Per essere obiettivi ed imparziali crediamo che andrebbero riviste delle questioni in merito ai termini utilizzati: l’inquilina che si ritiene offesa viene chiamata “Marta” mentre l’inquilina che si trova nel alloggio del Centro Aiuto alla Vita viene definita “signora magrebina”. Forse non merita anche lei un nome di fantasia oppure si è voluto dare enfasi al fatto che sia straniera? Crediamo importante mettere entrambe le signore sullo stesso piano, aldilà della loro cittadinanza, e quindi chiameremo la nostra inquilina “Anna”.

Nell’articolo datato 24 dicembre 2015 (ci scusiamo con la signora Maffioletti se la vigilia di Natale non abbiamo letto l’articolo, ma l’abbiamo fatto il giorno 07 gennaio 2016, quando c’è stato segnalato) sono state fatte allusioni molto pesanti sul lavoro di “Anna” e sulla sua vita privata. Si scrive infatti che la signora svolge una “non precisata professione” e che i minori “stanno quasi sempre soli”. A questo proposito nel successivo articolo si scrive che Anna lascia i minori “anche nelle ore protratte notturne incustoditi in casa”. Magari la signora Maffioletti, presente all’incontro non si è appuntata correttamente le cose dette da Anna, ma la signora ha svolto per alcuni mesi un lavoro di cura presso una casa di riposo con regolare contratto. Questo per precisare la professione. Inoltre, non si è mai verificata l’assenza di “Anna” durante la notte. Dubitiamo comunque che dei minori che escono di casa alle 08.00 e rientrano dopo le 17.00 da scuola e dalle attività extrascolastiche siano quasi sempre soli. Al contrario ci sembra che stiano per quasi tutta la giornata fuori casa. Questo anche per sgombrare il campo da possibili rumori che la signora sentirebbe anche durante le ore diurne, quando in casa non rimaneva nessuno: i minori erano a scuola e “Anna” al suo dignitosissimo lavoro.

Riteniamo inoltre abbastanza contradittorio che la signora Maffioletti, che “è stata la prima consigliere comunale in tutta Italia ad avere chiesto la rivisitazione del ruolo dei servizi sociali e rivendica il primato di aver presentato tutta una serie di atti consiliari nel tentativo di migliorare quello che a tutt’oggi è la piaga degli “allontanamenti facili”- citato testualmente da “Allontanamenti facili. Storie di affido minorile: problematiche, errori, incombenze e soluzioni”, patrocinio gratuito CCDU, in collaborazione con “La voce del Trentino”, Fontana Editore – invochi a gran voce interventi decisivi da parte delle figure professionali coinvolte chiedendosi se “sussistano le condizioni che i minori restino dove sono”.

A queste doverose precisazioni ci preme sottolineare che non ci è mai pervenuta alcuna lettera sotto firmata da 11 inquilini. Inoltre non ci sono mai arrivate segnalazioni da parte di altri inquilini, aldilà della signora “Marta”, rispetto alla violazione di norme condominiali da parte della signora “Anna”. Ci sembra ragionevolmente difficile pensare che, se la signora e i suoi figli facessero rumori tali da non permettere a “Marta” di vivere, causandole gravi problemi di salute, non creassero disturbo anche agli altri inquilini che abitano a fianco.

Detto ciò ci dispiace che la signora Maffioletti che ha “eseguito un’accurata e lunga indagine” non abbia mai ritenuto importante chiedere a noi o alla signora “Anna” un incontro per approfondire la situazione, visto che entrambi siamo chiamati in causa. Ci sembra che questo dovesse essere un passo più che

doveroso prima di esporsi così pubblicamente. Inoltre non ci risulta che la signora Maffioletti fosse presente ai numerosi incontri che noi, la fiduciaria ITEA, la signora “Anna” e la signora “Marta” abbiamo avuto. Ma forse l’obiettivo di questi incontri non era di creare polemica, ma di mediare e forse per questo motivo non interessavano alla signora Maffioletti.

Fino ad oggi, infatti, sia noi che la signora “Anna” ci siamo sempre resi disponibili ad incontrarci per capire le esigenze di tutte e due le signore. Durante gli incontri non abbiamo mai preso le parti di “Anna” ma abbiamo ascoltato le due signore cercando di trovare un punto di incontro, ribadendo sempre e comunque alla nostra inquilina il rispetto delle norme e soprattutto delle ore di silenzio che la signora “Anna” si è sempre impegnata a rispettare. Abbiamo, infatti, preferito distendere la situazione invece di fomentarla cercando di creare una relazione positiva fra le due signore anche grazie al supporto della fiduciaria ITEA, con la quale c’è sempre stata un ottima collaborazione. Il frutto di questo lavoro, certamente molto più complesso dello scrivere articoli su un giornale, l’abbiamo avuto quando nelle settimane antecedenti l’incontro del 23 ottobre 2015, l’unico a cui era presente la signora Maffioletti, le due signore si stavano organizzando con la scuola materna del figlio più piccolo di “Anna” affinché la signora “Marta” andasse in alcuni giorni della settimana a prendere il bambino e custodirlo fino al ritorno dal lavoro della mamma. Inoltre ci risulta che la signora “Marta” si era resa disponibile con “Anna” ad aiutarla a trovare un alloggio più grande per lei e i suoi figli. Tutto questo prima dell’incontro, che ha segnato una rottura profonda nel rapporto tra le due signore.

Vogliamo sottolineare, infine, che non abbiamo in “comodato d’uso l’immobile” ma che abbiamo con ITEA un regolare contratto di locazione e che se la signora “Anna” occupa l’alloggio è perché si trova in una situazione di bisogno a cui noi abbiamo cercato di dare una risposta, nei limiti della nostra disponibilità. Noi, infatti, siamo un’associazione di volontariato e da quasi quarant’anni cerchiamo di dare una risposta alle donne a superare le difficoltà che incontrano nell’accogliere una gravidanza. Nel nostro Centro lavorano con grande passione quasi trenta volontari che si occupano di accogliere e sostenere concretamente le molte mamme che aiutiamo.

Detto ciò, vorremmo chiudere in questa sede la faccenda continuando a dare la nostra diponibilità nelle sedi appropriate e con modalità che siano allo stesso modo appropriate per la situazione. Ci sembrava però doveroso fare queste precisazioni, non tanto in merito al nostro lavoro, ma soprattutto a difesa della sfera privata di “Anna” e dei suoi figli che non dovevano in alcun modo entrare in questa faccenda che riguardava i rumori e i rapporti di vicinato delle due signore e non di certo altri aspetti. Ci risulta, infatti, che il ruolo della signora Maffioletti nella vicenda sia solo ed esclusivamente quello di “Presidente di una Associazione (ATAIES) che tutela i diritti degli inquilini e assegnatari di edilizia residenziale pubblica”.

Con questo abbiamo detto tutto ciò che dovevamo dire, per dovere di cronaca e informazione, senza proseguire in questa inutile e sterile polemica."

Il direttivo del CAV di Trento

Pasolli Valter – presidente

Furlan Renata – vicepresidente

Braito Sonia – consigliera

Del Favero Padre Angelo – consigliere

Iannaccone Antonella – consigliera

Pellegrini Giovanna – consigliera

Villotti Mariagrazia – consiglie

 

Potete leggere tutta la storia nei seguenti articoli:

Articolo del 24 dicembre 2015

Articolo dell'8 gennaio 2016

Articolo dell'11 gennaio 2016

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