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Voce - Bolzano

Bolzano ricorda…a partire dalla scuola

Sabato 23 gennaio dalle ore 16.00 tra le sale del Museo della Scuola, un viaggio nella memoria degli anni compresi fra il 1918 e il 1945 con l'obiettivo di raccontare le vicissitudini storiche da una prospettiva inedita: quella del mondo scolastico.

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Sabato 23 gennaio dalle ore 16.00 tra le sale del Museo della Scuola, un viaggio nella memoria degli anni compresi fra il 1918 e il 1945 con l'obiettivo di raccontare le vicissitudini storiche da una prospettiva inedita: quella del mondo scolastico.

Tali vicende saranno così narrate in lingua italiana e tedesca dalle voci di Chiara Visca e Christian Mair. A seguire un laboratorio di scrittura creativa. Un sabato pomeriggio da trascorrere al Museo della Scuola del Comune di Bolzano divertente e istruttivo, dedicato ai bambini dai 7 ai 12 anni e realizzato in collaborazione con Sagapò Teatro.

Un po' di storia

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Ad inizio Novecento l'allora Sindaco di Bolzano, Julius Perathoner, diede un forte impulso allo sviluppo della scolarizzazione. La struttura scolastica seguiva il sistema asburgico. Dopo la prima Guerra mondiale, con l'annessione al Regno d'Italia vi fu un primo iniziale mantenimento delle scuole in lingua tedesca con i relativi insegnanti, anche se da subito si pose il problema di reperire locali per le scuole italiane. Nei primi anni '20, le violenze fasciste giunsero fino a Bolzano. Il maestro elementare Franz Innerhofer di Marlengo, ne fu la prima vittima. Il 2 ottobre 1922 seguì l'occupazione della più bella (e nuova) scuola bolzanina: la Elisabethschule, intitolata poi alla Regina Elena.

Con la "riforma Gentile" del 1923, che prevedeva la progressiva italianizzazione delle scuole dell'Alto Adige, si portò a compimento il progetto di far scomparire la lingua tedesca da ogni attività, istituzione, associazione, uso pubblico. Nacquero così le scuole clandestine in lingua tedesca represse e perseguitate; le cosiddette "Katakombenschule" con il sostegno determinante della Chiesa locale e con il supporto dei maestri e delle maestre già allontanati in seguito alla italianizzazione forzata.

Nel 1939 gli accordi tra Mussolini ed Hitler portarono alle "Opzioni" che produssero una radicale frattura tra la popolazione di lingua tedesca. Anche la scuola venne coinvolta nel processo di frantumazione del tessuto sociale: furono così promossi corsi di tedesco statali per favorire le possibilità di emigrazione degli optanti e progressivamente si "svuotarono" le scuole, con gli insegnanti italiani che, di fatto, rimasero senza lavoro. Dal settembre 1943 alla fine di aprile del 1945 l'Alto Adige divenne infine "Provincia del Terzo Reich", un territorio cioè amministrato dai nazisti.

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I bombardamenti alleati, la chiusura delle scuole, il trasferimento coatto di molti insegnanti di lingua italiana, la popolazione sfollata, le scuole usate come ricovero per i soldati e gli sfollati, resero praticamente impossibile l'istruzione pubblica.
 

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