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Trento

Fenalt attacca:«l’insicurezza è colpa della politica locale»

La sicurezza è tema dibattuto, specie dopo la crescita di furti, rapine e aggressioni degli ultimi giorni.

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La sicurezza è tema dibattuto, specie dopo la crescita di furti, rapine e aggressioni degli ultimi giorni.

Fenalt, il sindacato della polizia locale, difende i propri operatori e senza mezzi termini accusa la politica trentina attraverso un comunicato molto pesante dove alcune dichiarazioni di politici trentini vengono definite «raccappriccianti». Le accuse riguardano soprattutto l'ex governatore Lorenzo Dellai ritenuto il maggior colpevole per la mancanza di sicurezza in Trentino, Ugo Rossi e Alessandro Andreatta.

«Ancora una volta siamo costretti ad assistere ad una campagna mediatica sulla sicurezza che focalizza impropriamente l’attenzione sulla Polizia Locale con una dialettica politica,  – esordisce la nota di Fenalt – fatta di rimpalli di responsabilità e mezze verità e talvolta balle colossali, ad opera di una politica dalla quale si dovrebbero pretendere solo azioni vere e concrete, che guardino in faccia i problemi senza prendersi gioco della cittadinanza che da qualche anno purtroppo assiste inerme al degrado della città, subendone le gravi conseguenze».

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Secondo la Fenalt di fronte a tali problemi di sicurezza, non si può porre principalmente l’attenzione sulla Polizia Locale pensando che possa, soprattutto nelle condizioni organizzative in cui versa attualmente, essere la soluzione efficace, glissando invece sull’attività di tutte le altre Forze di Polizia titolari delle funzioni di pubblica sicurezza. Non si può sottovalutare infatti che per legge la Polizia Locale svolge solo funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza.

Le soluzioni sono da ricercare secondo il sindacato di polizia locale in una maggior presenza sul territorio, principalmente delle Forze di Polizia coadiuvate eventualmente anche dalla Polizia Locale, ma soprattutto servirebbe un sistema integrato di sicurezza per coordinare nella maniera più efficace le risorse in campo.

L'ATTACCO ALLA POLITICA: «non si possono sottovalutare le dichiarazioni fatte dai vari politici che sono davvero raccapriccianti perché talvolta offendono l’intelligenza e la buona fede dei lettori e della cittadinanza alle quali sono rivolte. Ricordiamo all’ex Governatore della Provincia Lorenzo Dellai che chiede maggior sicurezza e meno multe che proprio lui, dopo che erano stati spesi milioni e milioni di euro, ha dato inizio al processo di smantellamento dell’ambizioso Progetto Sicurezza partorito dall’allora assessore provinciale Silvano Grisenti». 

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IL PROGETTO DI GRISENTI: «Un progetto che oltre a puntare alla riqualificazione del ruolo della Polizia Locale in tutta la Provincia doveva produrre un vero e proprio sistema integrato per garantire maggior sicurezza alla cittadinanza. La colpa non sta tanto nel fatto che questo Progetto doveva necessariamente subire un ridimensionamento imposto dalla crisi economica, ma piuttosto nell’abbandono totale di interesse rispetto al Progetto lasciandolo andare completamente alla deriva.

Degno successore in tal senso l’attuale Governatore Ugo Rossi che, nonostante sia stato incalzato ad occuparsi della revisione del progetto sicurezza se ne è sempre disinteressato. Ora l’assessore Daldoss chiede al Comune di Trento di tirare fuori dal cilindro un progetto sulla sicurezza per ottenere finanziamenti per potenziare l’organico, quando il progetto esiste già e si chiama Progetto Sicurezza».

LE RESPONSABILITÀ DI ANDREATTA: «Questo non per sollevare il Sindaco del Comune di Trento Alessandro Andreatta da responsabilità che pensa dal canto suo di curare il cancro con l’aspirina spendendo ingenti somme di denaro per riqualificare e videosorvegliare zone della città degradate, tagliando contemporaneamente le risorse fisiche per vigilare e garantire che queste zone riqualificate non rimangano comunque afflitte dal degrado. Così parchi e piazze abbellite e videosorvegliate a suon di soldi pubblici con la speranza che la cittadinanza se ne riappropri, sono diventanti dei salotti per i soliti malviventi.

Ecco quindi che il Sindaco incalzato dalle polemiche per problemi di sicurezza mai risolti, ma anzi sempre peggiori, parla a caratteri cubitali sulla stampa di “riorganizzazione in atto” del Corpo di Polizia Locale. Parla di potenziamento dell’organico alludendo all’assunzione di ben due agenti, parla di potenziamento del controllo del territorio con la sopressione del servizio micologico che era svolto quasi interamente da personale degli uffici e che è ritornato a svolgere il proprio prezioso lavoro in ufficio, parla di convenzioni con i Vigili del Fuoco per servizi di viabilità in occasione di manifestazioni sportive che non hanno prodotto maggior controllo del territorio, ma solo un risparmio economico per un minor impiego di agenti soprattutto in giornate festive, parla di attività di “intelligence” per presidiare in maniera più efficace il territorio per prevenire e contrastare il fenomeno dei furti in abitazione, ma di fatto gli agenti non ne sanno nulla o ancor peggio non ne sono coinvolti, parla dell’introduzione di servizi fino alle 3 di notte mentre prima proprio su sollecitazione sindacale si svolgevano turni notturni che garantivano la presenza tutta la notte fino alle 6 del mattino, parla che garantirà meno agenti negli uffici che già sono ridotti al minimo indispensabile e c’è da chiedersi se così dovesse essere chi e come saranno svolte tutte le altre funzioni di polizia amministrativa che ricordiamo sono tra le principali funzioni della Polizia Locale. Se invece un progetto di riorganizzazione serio e concreto esiste veramente forse sarebbe il caso che anche le Organizzazioni sindacali ne fossero informate».

«Quindi non si capisce cosa questa politica stia raccontando alla cittadinanza. La sensazione è che incalzata dai problemi non sappia come rispondere e improvvisa delle giustificazioni per salvare la faccia. Gli agenti che rappresentiamo sono stufi di essere troppo spesso individuati come i responsabili di ciò che non funziona. Gli agenti fanno ciò che gli viene ordinato e per cui sono pagati. Forse sono altri che non hanno ben chiare le proprie responsabilità verso la cittadinanza» – Termina la nota di Maurizio Valentinotti della segreteria di Fenalt.   

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