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Io la penso così…

Aggressione sessuale Colonia: un attacco e una sfida all’Europa – di Gabriella Maffioletti

La notizia riportata in questi giorni dalle maggiori testate giornalistiche tedesche (Bild e Spiegel) della notte da incubo vissuta in prima persona da un numero considerevole di donne che si trovano in piazza per festeggiare il Capodanno e sono state loro malgrado oggetto di un vero e proprio atto, presumibilmente, programmato da parte di migranti nordafricani (visto i foglietti che riproducevano le frasi a sfondo sessuale con cui si rivolgevano alle loro vittime…) la vile aggressione, merita una riflessione!

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La notizia riportata in questi giorni dalle maggiori testate giornalistiche tedesche (Bild e Spiegel) della notte da incubo vissuta in prima persona da un numero considerevole di donne che si trovano in piazza per festeggiare il Capodanno e sono state loro malgrado oggetto di un vero e proprio atto, presumibilmente, programmato da parte di migranti nordafricani (visto i foglietti che riproducevano le frasi a sfondo sessuale con cui si rivolgevano alle loro vittime…) la vile aggressione, merita una riflessione!

Questo gravissimo fatto criminoso porta in auge il sempre acceso e controverso tema del processo di integrazione che si arrichisce di nuovi e inquientanti sviluppi. Il dato che sfugge è quanto costi alla popolazione residente in uno Stato, in termini di ricadute sul territorio, la convivenza forzata con quella parte delle quote obbligatorie di ricollocamento dei profughi e rifugiati politici, migranti in gergo, che hanno consuetudini e abitudini civili sideralmente inconciliabili non le nostre.

Quello che è successo a Colonia nella organizzatissima ed efficiente Germania, governata dalla Cancelliera Angela Merkel, First lady che si era aggiudicata, tra il resto, il prestigio podio da parte del "Times" di donna dell'anno, la dice lunga sulla farraginosità dei processi immigratori finora posti in essere dalla U.E.

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In un'Unione europea con 28 Stati membri, dove la maggior parte delle frontiere interne sono state eliminate e si può circolare liberamente, l'immigrazione non può essere gestita senza la doverosa pianificazione e senza controlli effettivi. È essenziale che tutti i paesi dell'UE cooperino per gestirla meglio, ma fatti di questa specie dimostrano quanto siano di difficile attuazione le politiche di integrazione se non si applicano regole certe e e ferrea gestune.

La provenienza di migranti con un back ground culturale e di tradizioni dai Paesi del mondo islamico, le cui popolazioni hanno, nella maggior parte dei casi, una visione della donna di stampo medioevale, reputandola inferiore.

I migranti, la cui portata culturale spesso cozza contro la nostra (vedi pratica dell'infibulazione, della imposizione del velo, della poligamia, dell'uccisione della moglie perché con costumi occidentali ecc.) sono di assai difficile integrazione, se non impossibile.

Chi la pensa diversamente – tra questi molti governanti europei – non si rende conto dei costi, non solo economici, e dei guasti che una superficiale poltica di accoglienza può provocare.

Questi fatti che si sono ripetuti e che hanno visto vittime altre donne di Amburgo, Salisburgo, Helsinki e Zurigo ci riportano indietro nel tempo fino alle inasioni barbariche, ma ci impongono di alzare forte la voce per condannare le politiche di solidarietà e di accoglienza dell'Unione Europea, sia per quando riguarda la Commmissione che il Parlamento, che si basano sugli accordi di Dublino.

Se quel trattato impone agli Stati membri il rispetto della convenzione ONU per la salvaguardia dei diritti umani in virtù della quale sono state stabilite le quote di accoglienza profughi e richiedenti asilo politico, dall'altra rimane pur sempre l'obbligo dei governi eletti nei vari Stati di garantire il rispetto dei valori fondanti degli ordinamenti Statali.

Di un fatto bisogna dare atto, ad onor del vero che, diversamente da quanto sarebbe avvenuto in Italia, è freschissima la notizia delle dimissioni del Capo della Polizia tedesca, come primo segnale, a cui si aggiunge il proposito del Governo tedesco di procedere alle espulsioni di coloro che hanno compiuto i reati alla persona!

Le misure adottate in materia di solidarietà dal Parlamento Europeo, governato da maggioranze politiche che hanno sempre visto la multiculturalità come ricchezza , si rivelano,giorno dopo giorno, inefficaci e deleterie.

In questo quadro chi prospera sono i "poteri forti", secondo la logica della "privatizzazione" dei profitti e della "socializzazione" dei costi, a carico del cittadino comune.

E' vero, a proposito della sicurezza pubblica, che non sempre il crimine è straniero, ma è altrettanto vero che l'ondata migratoria ha incrementato e rafforzato le organizzazioni criminali, lo spaccio, le aggressioni e il malaffare in genere.

Lo scorso settembre, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sul "Rafforzamento della solidarietà all'interno dell'UE in materia di asilo" che, effettivamente, pur non evidenziando tutte le criticità del sistema "accoglienza", riponeva al centro del dibattito anche la tutela fondamentale dei diritti umani, sostenendo che "la solidarietà non si limita alle relazioni reciproche tra Stati membri ma si rivolge anche ai richiedenti asilo e ai beneficiari di protezione internazionale".

Si tratta però, come nel caso di tutte le Risoluzione di un Parlamento europeo di fatto privo di poteri reali, di una linea di indirizzo che rischia di non avere conseguenze concrete, dimostrando la più completa impreparazione delll'UE e degli Stati membri nel gestire fenomeni di questa portata.

Può essere ospitato sul suolo del Paese accogliente solo colui/lei che dimostra di conoscere bene la lingua, le regole e ne rispetta il dettato costituzionale! Vi deve essere da parte delle pubbliche autorità preposte all'accoglienza l'attenzione sulla scolarizzazione dei migranti che sono a livelli primordiali, in materia di diritti umani e sociali, compreso il rispetto per le donne.

Noi donne occidentali non abbiamo mai negli ultimi decenni subito un simile oltraggio alla nostra incolumità. E nulla possono eccepire le solite veterofemministe , ex '68 , le ultrà "dell'utero è mio e me lo gestisco io!" Cosa penserebbero se a subire un tentativo di stupro fossero state loro stesse o una loro figlia?

Il ricordo di quanto accaduto a Trento il 22 luglio 2012 , con gli scontri tra bande di extracomunitari per le vie del centro cittadino, è forse svanito?

Bande armate di spranghe, coltelli, cinture e pistole che hanno dato origine a scene da vero e proprio Far West per il controllo delle zone dello spaccio della droga! Meditiamo dunque…la nostra libertà di movimento è davvero in forte difficoltà!

Un'operazione di molestie così vasta, continuata e determinata non può essere vista solo come un gesto contro le donne; si configura come un atto di scontro, umiliazione e dominio esercitato nei confronti delle donne sì, ma mirato a inviare un segnale di disprezzo e di sfida all'intera comunità europea che quegli uomini ha accolto. Cioè noi, l'Europa tutta e non solo la Germania.

Gabriella Maffioletti

 

 

 

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«Il potere occulto dei neuroni specchio dello sciacallo» – di Adriano Bertolasi

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Egregio Direttore,

lo scenario politico italiano che si aprirà nei prossimi giorni, dopo il prevedibile accordo truffa tra grillini e Pd, che sta “volteggiando concretamente nell’aria” e tanto caro presumo a Mattarella, che dovrà in tal caso, solo “togliere le castagne meno bollenti dal fuoco” , segnerà una nuova ripartizione di poltrone.

I grillini di fatto non vogliono andare al voto ad ottobre (al di là dei proclami di Di Maio) e nemmeno l’”anima renziana” del Pd, entrambi si attaccano alla formula di “Governo istituzionale” nell’interesse della Nazione, “tanto caro” a Matteo Renzi ed Elena Boschi con codazzo al seguito, orchestrati a bacchetta dai più potenti finanzieri e banchieri europei e mondiali!

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Il motivo è molto semplice: in questo momento Matteo Salvini è secondo le indagini Istat al massimo dei consensi e per le opposizioni sarebbe una sconfitta senza precedenti.

Appare evidente a chiunque che esiste una “coalizione internazionale” per “ tentare quindi di decapitare politicamente definitivamente Salvini”.

I 5 stelle ex nemici giurati del Pd, di cui molti di loro sono dei “fuoriusciti”, perché non riuscivano a prendere le poltrone che interessavano a livello individuale all’ interno del “vecchio Pd”, hanno pensato bene di “inciuciarsi” con diversi loro “degni colleghi dell’ ex destra”, che non trovavano luce alla corte di Berlusconi.

Renzi e Boschi (legata geneticamente al mondo bancario e ai poteri forti della politica (Bruxelles-Parigi- Berlino), dopo il clamoroso tonfo del 4 Marzo, e prima ancora quando Renzi quando “aveva promesso che in tal caso si sarebbe dimesso da parlamentare”, (ottima sarebbe stata la sua carriera come marinaio n.d.r),  stanno ora  cercando di approfittare a “piene mani” di questo “difficile momento” cercando di risorgere dalle proprie ceneri politiche (Vedi costante tentativo di sbarco delle Ong orchestrato dai “poteri forti” del mondo della finanza “pulita”,  come elemento più che evidente di “spaccatura organizzata” del languente  Governo giallo verde).

“Momento” tessuto ad hoc da questi signori, che si sentono particolarmente in fibrillazione, a causa alla politica “del vero fare”,voluta da Salvini.

Tutto ciò con il tacito placet e un vivo tifo della malavita organizzata, che potrà riallacciare indisturbata i propri intrallazzi internazionali.

Questi “signori e signore” vassalli dei poteri forti della finanza internazionale, con Soros in testa, ovvero Renzi e Boschi, con seguito di paggetti e damigelle delle più svariate categorie “prendendo esempio dai neuroni specchio”, degli sciacalli, quando vedono un Leone in difficoltà…cosa stanno in cuor loro pensando di fare?

Pur di rosicchiare qualche “boccone”, aspettano che “qualcuno” al posto loro, possa fare la prima mossa “per vedere se il Leone è veramente moribondo o solo ferito di striscio”! 

Per fare questo si appellano al redivivo Prodi, uomo che politicamente ha condotto per oltre trent’anni sistematicamente l’Italia nelle condizioni di crisi economica in cui si trova oggi. (Svendendo la nostra vera ricchezza nazionale per regalare alle fauci dell’Europa la nostra economia, per sistemare gli amici degli amici!)

A tal riguardo per spiegare meglio il concetto invito a leggere i link che seguono: forse si capirà meglio cosa si sta rischiando e chi sta muovendo certe fila per tornare alla ribalta per finire  politicamente ed economicamente il lavoro di svendite e regalie iniziato e poi interrotto (a danni fatti) oltre trent’anni fa.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/18/privatizzazione-quando-e-come-e-iniziata-la-svendita-del-patrimonio-pubblico/4567350/

https://www.byoblu.com/2016/01/14/privatizzazioni-cosi-ci-siamo-fatti-rubare-tutto/

https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Geronzi (tanto per inciso in tutta la vicenda)

https://it.wikipedia.org/wiki/George_Soros

In tale lucrosa circostanza, vengono “sfruttati” dei “poveri cristi”, per commuovere a facili lacrime il “sentimento cattolico” degli Italiani che hanno votato Lega, dove una certa frangia dei quali, ora in conflitto politico- religioso, “senza conoscenza di fondo dei fatti internazionali”, vengono  influenzati ad ogni omelia, dalle “parole calibrate” del Pontefice al senso “dell’accoglienza cristiana”….

In tutto questo bailamme di “intrighi internazionali” si pretenderebbe o almeno ci tentano i grillini, di far passare Salvini come “traditore” della politica italiana!

Vorrei far ricadere su tale paventata ipotesi, (inciucio grillini e renziani) in particolar modo l’attenzione dei pensionati, su un link molto significativo, che invito a leggere completamente, ricordando loro che l’unica arma che tale categoria ha è la scheda elettorale.

https://www.fanpage.it/politica/cosa-cambia-con-i-tagli-alla-sanita-del-governo-renzi-e-chi-ci-rimette/

A cura di Adriano Bertolasi 

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Morti Brento: un’ordinanza inattuabile per Fravezzi, ci spieghi i motivi – di Adriano Bertolasi

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Egregio direttore,

desidero esprimere la mia personale perplessità in merito alle affermazioni del sindaco di Dro Vittorio Fravezzi, riportando testualmente quanto risulterebbe da lui dichiarato in un’intervista e riportato anche in internet-notizie.

Mi riferisco alle decine di morti che si sono susseguiti negli ultimi venti anni sul Becco dell’Aquila la tristemente famosa montagna, dove diversi giovani e meno giovani hanno lasciato tragicamente la vita, facendo base jamping nelle più “svariate e sconsiderate” maniere.

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Ecco cosa riferirebbe il sindaco di Dro: (fonte internet)

Il sindaco di Dro Vittorio Fravezzi proprio ad aprile scorso aveva parlato di «Una follia, un modo davvero singolare di scherzare con la propria vita. Del resto non vedo cosa posso fare per fermare questa lunga lista di morti». E ancora aveva aggiunto: «Ho commissionato diversi studi giuridici per capire come si può regolamentare. Mi hanno spiegato che si può fare poco. Non posso impedire l’accesso alla montagna. Potrei vietarlo, è vero. Ma poi la regola andrebbe fatta osservare e dovrei piazzare due vigili urbani fissi sulla vetta. Irrealizzabile».

Comprendo che piazzare due vigili in vetta potrebbe risultare dispendioso e poco pratico, ma non penso che tutti coloro che praticano tale “sport” arrivino direttamente con l’elicottero in vetta.

Ci sarà presumo una o forse due strade di accesso per arrivarvi e penso che transennare tali strade sia una competenza con un costo accettabile per le casse comunali.

Se quella montagna rappresenta un reale pericolo per chi la frequenta con tale scopo, gradirei sapere quali sono i cavilli giuridici per i quali tale ipotesi non può essere presa in considerazione, senza dovere ipotizzare e contemporaneamente scartare la presenza di due vigili in vetta per impedire la discesa “suicida”.

Oppure le cause di tale “impossibile ed inopportuna scelta” sono legate ad altri motivi? Magari di ordine economico e turistico per la zona?

Adriano Bertolasi – Trento

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Bambina di 4 anni salvata dal pediatra di Cavalese. Il padre ringrazia l’ospedale e chi ha voluto la riapertura del punto nascite

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Buongiorno Direttore,

mi è già capitato di scrivere a sostegno del punto nascite dell’ospedale di Cavalese, dov’era nata la mia prima figlia, mentre per la seconda ci toccò un pellegrinaggio in Val d’Adige.

Lo faccio nuovamente a seguito di una nuova esperienza che ritengo significativa.

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Questa notte (13 agosto, ore 23) mia figlia di quattro anni ha avuto una crisi asmatica: probabilmente nulla di veramente pericoloso, però respirava a fatica, non riusciva a parlare, rantolava paurosamente e ovviamente si è agitata molto.

Non era la prima volta e noi genitori eravamo preparati; tuttavia ci siamo spaventati perché è stata più severa e lunga delle altre e non migliorava nonostante l’inalatore prescritto dal pneumologo.

Quindi ci siamo recati al pronto soccorso di Cavalese, dove in pochi minuti è arrivato il pediatra di turno in reparto e ha risolto la situazione: abbiamo presto potuto tornare a riposare e tranquillizzare la mamma.

Se ciò fosse accaduto l’anno scorso, quando il punto nascite era chiuso, mi chiedo come si sarebbe evoluta la vicenda. Mi sarei ritrovato su un’ambulanza, con una bambina ansimante, incapace di parlare e terrorizzata fra le braccia, fino a Trento?

Forse l’Azienda Sanitaria avrebbe impegnato un elicottero con la relativa equipe d’emergenza per fare un aerosol a una bimba asmatica?

E se qualcuno avesse avuto nel frattempo un infarto a Storo, chi avrebbe avuto quel morto sulla coscienza?

Se fosse accaduto a gennaio, sotto una fitta nevicata, quando l’elicottero non vola e le strade sono poco praticabili? Dove e dopo quanto tempo avrei trovato un medico disposto a prendersi cura di mia figlia?

Non è la prima volta che io e mia moglie portiamo al pronto soccorso di Cavalese una delle nostre figlie: in Val di Fiemme ci sono appena due pediatri di base, oberati di lavoro; sicché per un bambino che sta male (fosse anche solo febbre alta) questa è spesso l’unica alternativa a una lunga attesa in ambulatorio. Anzi, durante i fine settimana o nelle ore notturne, è proprio l’unica assistenza disponibile in loco.

Com’è ovvio, questa presenza può rivelarsi molto più preziosa per chi si trovi ad affrontare una vera emergenza pediatrica; ma anche per molti pazienti critici adulti, poiché soltanto l’operatività del punto nascite garantisce che nel nostro piccolo ospedale sia sempre in servizio un medico rianimatore.

Vorrei quindi ringraziare ancora una volta tutto il personale medico e sanitario dell’Ospedale di Fiemme: sempre disponibili, professionali, rapidi, estremamente efficaci, splendidamente gentili e accoglienti.

Ugualmente vorrei ringraziare chi in questi anni si è adoperato per la riapertura del punto nascite di Cavalese, confidando che nessuno dimentichi più quanto questo presidio sia essenziale per la sicurezza e la serenità di chi abita o visita le nostre montagne.

Andrea Rizzi 

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