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Trento

Corte dei Conti: «gravi irregolarità della provincia nel bilancio 2015»

Questo quanto emerge dalla relazione della corte dei conti, sezione di controllo di Trento composta dal presidente dott. Diodoro Valente (nella foto con il governatore Rossi) il consigliere dott. Gianfranco Postal e il relatore primo referendario dott. Massimo Agliocchi.

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Questo quanto emerge dalla relazione della corte dei conti, sezione di controllo di Trento composta dal presidente dott. Diodoro Valente (nella foto con il governatore Rossi) il consigliere dott. Gianfranco Postal e il relatore primo referendario dott. Massimo Agliocchi.
 
Nella parte finale della relazione la corte dei conti delibera «di accertare, ai sensi dei commi 3 e 7 dell’articolo 1 del D.L. n. 174/2012, con riferimento alle leggi di programmazione finanziaria 2015 della Regione Trentino Alto Adige/Suedtirol, le gravi irregolarità, evidenziate nella premessa, e con le motivazioni ivi espresse, relative alla copertura delle maggiori spese ovvero delle minori entrate nonché alla inadeguatezza delle misure previste nella legge finanziaria e nella legge di approvazione del bilancio di previsione 2015, e nel suo successivo assestamento, per assicurare la veridicità e gli equilibri di bilancio nonché il loro mantenimento futuro, con riguardo alle modalità di copertura degli oneri derivanti dall’eventuale escussione della Regione in relazione alla fidejussione in atto, rilasciata dalla Regione a favore di Mediocredito Trentino s.p.a.; alla effettiva e completa copertura degli oneri relativi all’esercizio delle funzioni delegate dalla Regione alle Province autonome; 2) di evidenziare, con riferimento alle medesime leggi di cui sopra, le osservazioni e le criticità quali risultano in premessa, con particolare riferimento all’armonizzazione dei sistemi di bilancio, alle relazioni tecniche ai disegni di legge, anche con riferimento alle modalità di calcolo della copertura delle spese ovvero delle minori entrate, nonché al Progetto Sviluppo del Territorio». 
 
La replica del governatore Ugo Rossi – sentito l'indomani del voto in aula sul bilancio 2016 in udienza – non è stata tenuta in considerazione dalla corte dei conti che ha confermato che le «gravi irregolarità del bilancio di previsione 2015 nella sua specificità quelle relative all'indebitamento della Provincia e delle sue numerose partecipate di cui – si legge – secondo la corte non è possibile riuscire a individuare l'effettiva entità. Tale delibera emessa dalla corte dei conti ora sarà trasmessa alla presidenza del consiglio dei ministri e al ministro dell'Economia.
 
In poche parole la Corte dei Conti, contesta a Ugo Rossi una serie di mancati controlli sull'indebitamento, definiti dalla stessa come «gravi irregolarità», la mancata finalizzazione a spese di investimento del debito connesso alle concessioni di crediti regionali ex art. 1 della L.R. n. 8/2012, la mancata approvazione del piano di ammortamento del debito connesso alle concessioni di crediti regionali. 
 
Poi vi sono la mancata produzione di copia di avvenuta comunicazione o notificazione alle Autorità europee del regime di aiuto (articoli 107 e 108 del TFUE e regolamenti attuativi) con riferimento al progetto di sviluppo del territorio ex art. 1 L.R. n. 8/2012, art. 34-ter 1 della L.P. n. 6/1999 e relative deliberazioni provinciali e regionali attuative del programma di aiuti alle imprese e la presenza di rilevanti passività potenziali (differenziale negativo di 14,6 milioni di euro) connesse agli strumenti finanziari derivati sottoscritti da Patrimonio del Trentino spa e da Cassa del Trentino spa e la mancanza di accantonamento in fondo rischi. I derivati sono stati stipulati inoltre dal 2008 quando peraltro risulta una legge lo vietava in modo assoluto. 
 
La corte dei conti ha segnalato anche come «grave irregolarità» la presenza di possibili partite a perdere per l'annullamento della procedura di gara per la realizzazione del nuovo ospedale del Trentino (Not) e la mancanza di accantonamento in fondo rischi (per eventuali richieste di indennizzi dalle imprese). Questa per la nostra provincia potrebbe essere una batosta davvero difficile da assorbire. 
 
Al governo provinciale inoltre si contestano anche come gravi irregolarità l'utilizzazione dell'avanzo di amministrazione del bilancio 2014 non ancora approvato e la mancanza di quantificazione delle minori entrate derivanti dalle agevolazioni Irap della finanziaria del 2015 e la carenza di una copertura di queste minori entrate. 
 
Secondo la corte dei conti poi non risulta assolutamente attendibile la previsione d'entrata inerente alla restituzione di somme anticipate ai Comuni ed alle società partecipate per l'estinzione dei mutui e viene anche contestata un' eccessiva incidenza della spesa del personale sulla spesa corrente.
 
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Trento

Palazzo Thun: il presidente Mattarella rende omaggio alla memoria di De Gasperi

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato questa sera la mostra dedicata ad Alcide De Gasperi a palazzo Thun.

Dopo aver partecipato alle celebrazioni per il centenario della nascita di Chiara Lubich a Mariapolis, (qui articolo) il presidente ha voluto rendere omaggio alla memoria dello statista trentino accompagnato dalla figlia di De Gasperi, Maria Romana, dal sindaco Alessandro Andreatta e dal commissario di Governo Sandro Lombardi.

Nella breve visita, il presidente si è soffermato sugli oggetti personali, le fotografie, i documenti che compongono l’esposizione permanente e ha firmato il Libro d’onore del Comune di Trento, (vedi sotto) riservato agli ospiti illustri della città, terzo presidente a porre la firma dopo Giuseppe Saragat e Carlo Azelio Ciampi.

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Al termine della visita con una breve ma intensa cerimonia il Sindaco Alessandro Andreatta ha consegnato al Presidente il Sigillo maggiore, la massima onorificenza concessa dalla città di Trento. L’antico sigillo maggiore è appeso ad una pergamena che porta la data 27 giugno 1422.

Si tratta di un sigillo di 36 millimetri che reca l’iscrizione “ Silgillum secretum comunis Tridenti” e rappresenta la conferma dell’autonomia goduta dal comune di Trento nei confronti del principe vescovo tridentino.

Ad attendere, all’esterno di Palazzo Thun, una piccola folla di persone che ha applaudito con affetto il Presidente.

La mostra, promossa dalla Fondazione Museo storico del Trentino in collaborazione con il Comune di Trento, ricostruisce la dimensione pubblica e privata di De Gasperi ed è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 9 alle 18. L’allestimento restituisce l’idea di un archivio familiare in una forma stilizzata, contemporanea, che valorizza i documenti esposti in originale.

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Oggetti, biglietti, appunti, donati alla Fondazione Museo storico del Trentino da Maria Romana De Gasperi, trovano posto nella sala, dove è visibile, tra l’altro, l’edizione originale della Carta Costituzionale.

Le fotografie vengono mostrate nel loro formato originale, alcune stropicciate, altre con i promemoria dei familiari, per diventare oggetti a loro volta capaci di far entrare il visitatore, quasi fisicamente, all’interno della casa di Alcide, della moglie Francesca e delle loro figlie.

Il montaggio di alcuni filmati ufficiali dell’Istituto Luce, uniti ad altri girati da trentini che con le loro cineprese amatoriali hanno documentato un conterraneo diventato famoso, dà nuova vita ad Alcide De Gasperi, e restituisce al pubblico il sapore degli anni cinquanta del XX secolo.

Separata ma ben visibile ai visitatori, è possibile ammirare la scrivania personale utilizzata quotidianamente da Alcide De Gasperi nell’abitazione di via Bonifacio VIII a Roma (ora via Alcide De Gasperi) fino alla sua scomparsa.

Oltre alla tradizionale visita guidata per tutte le fasce d’età, l’Area educativa della Fondazione Museo storico del Trentino valorizzerà lo Spazio De Gasperi inserendolo in più ampi progetti per le scuole, relativi alla storia dell’autonomia trentina e della costituzione della Repubblica italiana. Le attività si svolgeranno nella sala interrata, dove sono predisposte delle grandi riproduzioni fotografiche e un montaggio di interviste a storici che ricostruiscono la vicenda biografica e politica di Alcide De Gasperi.

Libro d’onore con dedica presidente Mattarella

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Trento

Mattarella a Cadine: “Mitezza e apertura al mondo la forza di Lubich”

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Foto Davide Buzzi

L’omaggio di Sergio Mattarella al Trentino comincia da Cadine. L’ingresso cordiale e silenzioso nella Sala Marilen, cuore della grande casa del movimento dei Focolari, il Centro Mariapoli, è avvenuto pochi minuti dopo le 16, dando il via a un evento unico che proprio quest’anno, il 2020, onora la memoria di Chiara Lubich nel centenario dalla sua nascita.

Accompagnati dai canti del Coro della Sat, sono seguiti i saluti delle istituzioni intervallati a  scorci di vita di Chiara narrati tra gli altri dall’attore cubano Arnaldo Galbàn Rivero, conduttore di questo evento unico, diffuso in streaming mondiale.

Le dobbiamo un ringraziamento speciale“, ha detto il Sindaco di Trento Alessandro Andreatta in apertura.

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Siamo convinti che, per i trentini e per il Trentino, l’occasione del Centenario rappresenti un’occasione unica per riscoprire questa figura che esprime al meglio l’essere figlia di questo nostro territorio, della sua cultura, del suo essere comunità – ha detto il presidente della Provincia Fugatti – . Lei ha portato, con la sua straordinaria energia, dovunque in tutto il mondo la nostra impronta”.

Trento incontra Chiara Lubich” non vuole essere un convegno – è stato sottolineato dai Focolarini trentini – ma un momento per far conoscere Lubich in tutte le sue dimensioni. La storia della fondatrice del movimento e le esperienze portate sono testimonianza di come ogni azione trovi forza e senso in quanto inserita in un contesto di relazione e di reciprocità.

Anche attraverso la lettura di stralci delle sue lettere, amici e testimoni di diversi Paesi e continenti assieme ai giovani focolari hanno raccontato la ‘via’ e il carisma della fondatrice, il cuore delle vicende che nei decenni hanno reso grande la figura di colei che ha portato una nuova spiritualità che è ‘abbraccio del mondo” e incontro tra le culture.

Le idee di Chiara, come anche ha ricordato Fugatti, hanno potuto raggiungere tutti gli angoli della terra tanto che oggi il suo movimento è presente in 182 nazioni.

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Presenti in sala anche il governatore dell’Alto Adige Arno Kompatscher e l’ex Sindaco di Trento Alberto Pacher, ulteriore testimone di come a Trento, già da molti decenni, il percorso della Pace non abbia mai smesso di essere ricercato come via di apertura al mondo, sull’esempio di Lei.

Una donna che varca i confini della religione cristiana che apre al mondo, perché il Dio dei cristiani non è il Dio che chiude, ma è il Dio che ti dice di andare, incontrare, abbracciare per vivere”, ha sottolineato l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi.

Il contributo di Maria Voce, presidente del movimento dei Focolari, precede la chiusura dell’incontro che celebra questo importante anniversario e appone il sigillo del testamento che Lubich ha lasciato nei suoi ultimi giorni di vita: “Siate sempre una famiglia”.

Ha ricordato Voce che “la luce donata a Chiara supera i confini del movimento. Lei ci ha donato il carisma dell’unità che non passa. Ci ha lasciato il patrimonio inestimabile della sua vita esemplare. Occorre rispondere ad ogni chiusura con la radicalità del dialogo che porta al futuro dell’umanità, che è l’unità”.

Mattarella, in ultimo, ha esternato parole di grande ammirazione.

A Chiara Lubich non è mai sfuggita l’importanza dei riflessi sociali della spiritualità. Proprio il carisma dell’unità è uno dei tratti fondamentali della sua spiritualità, la cui urgenza è riuscita a trasmettere a tanti uomini e a tante donne.  Si può essere forti pur esseno miti e aperti alle ragioni degli altri. E in realtà solo così che si diventa forti realmente“.

Sotto, il governatore del Trentino accoglie il presidente Mattarella al suo arrivo al Centro Mariapoli.

 

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Trento

Incendio Villazzano: 89 enne muore intossicata nella sua casa

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Incendio nella tarda serata di ieri, venerdì 24 gennaio in un appartamento di Villazzano in via Villa

Una donna di 89 anni, Maria Teresa Galante, purtroppo è morta intossicata dal fumo.

A dare l’allarme, la badante e una conoscente che abitano al piano di sopra nella stessa palazzina.

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Sul posto sono arrivate diverse squadre dei Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine e le ambulanze del 118 ma purtroppo per donna non c’è stato scampo.

Secondo una prima ricostruzione l’incendio sarebbe partito dalla sua camera da letto per colpa di un cortocircuito in un interruttore posizionato vicino al letto dell’anziana.

 

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