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Italia ed estero

Giovane danzatrice Ferrarese, finisce l’incubo

La quattordicenne ferrarese, è scoppiata in lacrime quando i giudici Le hanno comunicato la possibilità di frequentare la scuola di danza Aida di Milano a seguito di un provvedimento di allontanamento emesso dal Tribunale di Roma, finisce così, a lieto fine, una storia assurda iniziata qualche mese fa (potete leggere qui l’articolo del nostro giornale).

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La quattordicenne ferrarese, è scoppiata in lacrime quando i giudici Le hanno comunicato la possibilità di frequentare la scuola di danza Aida di Milano a seguito di un provvedimento di allontanamento emesso dal Tribunale di Roma, finisce così, a lieto fine, una storia assurda iniziata qualche mese fa (potete leggere qui l’articolo del nostro giornale).

Il collegio dei giudici l’ha ascoltata, ha capito che per lei la danza è fondamentale e che il provvedimento di allontanamento dalla madre e la sua reclusione in una casa famiglia romana non fosse motivato e pertanto nemmeno necessario.

Nonostante la giovane età, la ragazzina ha dimostrato di possedere una grande determinazione a voler perseguire il suo sogno, tanto che al giudice, durante l’audizione, ha detto: «Le danzatrici sono come gli uccelli, hanno bisogno di volare». E ha annunciato l’intenzione di partecipare alle audizioni anche all’estero.

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Adesso nella sua casa ferrarese sta preparando le valigie, perché il giudice le ha concesso di iniziare a frequentare la scuola di danza Aida e il liceo linguistico già a partire dal 7 gennaio.

«La vicenda si è concluso per il meglio e non potremmo essere più contenti» commenta l’avvocato della Famiglia, a cui si è affidata la madre della ballerina, «ed è la dimostrazione che una giustizia più umana è possibile – continua il legale-, se non passa l’automatismo nei Tribunali per il quale, alle prime avvisaglie di un problema, bambini e ragazzi vengono immediatamente allontanati da casa. Se i giudici, invece, ascoltassero anche loro direttamente, molto di quei 40 mila minori italiani che si trovano attualmente in affidamento, sarebbero a casa propria».

La vicenda porta alla luce anche un altro aspetto positivo: la determinazione di una giovane a seguire il proprio sogno. 

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