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Trento

Firmato l’accordo per la costituzione del Fondo di solidarietà del Trentino.

Sono passati tre mesi da quando l'intesa raggiunta dalla Provincia con il Governo sul Jobs Act, sulla base delle competenze già acquisite con l'Accordo di Milano del 2009, aveva riconosciuto al Trentino, assieme all'Alto Adige, la facoltà di dar vita ad un fondo territoriale intercategoriale di solidarietà per il sostegno al reddito e la riqualificazione dei lavoratori delle piccole imprese. 

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Sono passati tre mesi da quando l'intesa raggiunta dalla Provincia con il Governo sul Jobs Act, sulla base delle competenze già acquisite con l'Accordo di Milano del 2009, aveva riconosciuto al Trentino, assieme all'Alto Adige, la facoltà di dar vita ad un fondo territoriale intercategoriale di solidarietà per il sostegno al reddito e la riqualificazione dei lavoratori delle piccole imprese. 
 
E oggi il Fondo è diventato realtà, attraverso la firma apposta all'Accordo collettivo che lo istituisce, alla presenza del vicepresidente Alessandro Olivi, dai rappresentanti delle associazioni economiche e dei lavoratori (Confindustria Trento, Confcommercio , Confesercenti del Trentino, Associazione Albergatori ed imprese turistiche, Federazione trentina della cooperazione, Confprofessioni, Cgil del Trentino, Cisl del Trentino, Uil del Trentino; non hanno firmato l'Associazione del Artigiani, comunque presente, e la Coldiretti), .
 
"E' una delle più significative conquiste dall'Autonomia del Trentino degli ultimi anni – ha detto Olivi, con visibile soddisfazione – che porta a compimento l'impegno messo in campo per la costruzione di un sistema di politiche del lavoro riformista e innovativo. Siamo anche consapevoli di essere l'unico territorio in Italia a poter gestire autonomamente questa delicata materia. Credo che, grazie alla collaborazione di tutti, sia stato fatto un buon lavoro. Il Fondo consentirà di garantire di fatto la cassa integrazione ai lavoratori delle imprese fino a 15 dipendenti, ma non solo: ci sarà anche una Naspi per i lavoratori stagionali, che a causa dell'insufficiente contribuzione non possono accedere a quella ordinaria, nonché misure di formazione e ricollocazione per i lavoratori delle imprese che aderiscono ai soggetti collettivi firmatari, misure che oggi sono sempre più importanti. Infine, per la prima volta entra in un accordo fra le parti sociali, che gestiranno il Fondo in assoluta autonomia, anche il mondo delle libere professioni".
 
L'accordo riguarda tutte le aziende associate ai soggetti firmatari, per un totale, secondo le stime, che arriva fino a 50.000 lavoratori potenziali. Parliamo in particolare dei dipendenti delle imprese di piccola dimensione, in Trentino la stragrande maggioranza  (anche quelli delle imprese che impiegano fra 1 e 5 dipendenti, che oggi risulterebbero "scoperti"), ma non solo, essendo l'accordo valido, a certe condizioni, anche per i lavoratori del commercio e dell'industria – che hanno subito una sospensione/riduzione  lavorativa, per le cause previste dalle disposizioni statali. 
 
La Provincia ha già stanziato 2 milioni di euro per assicurare la piena operatività del Fondo,  a cui si sono aggiunte anche ulteriori misure di sostegno, in particolare di natura fiscale, che hanno consentito di  abbattere del 50% gli oneri contributivi a carico delle aziende aderenti.
Il Fondo di solidarietà viene  istituito presso la sede Inps di Trento,  ma, – ha sottolineato Olivi – saranno esclusivamente i soggetti firmatari, cioè le parti economico-sociali,a gestire le prestazioni erogate.
 
Il Fondo assicurerà agli aventi diritto una tutela integrativa rispetto alle prestazioni previste dalla normativa nazionale,ma erogherà anche  assegni straordinari per il sostegno al reddito a lavoratori che raggiungono i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni, e contribuirà al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o dell'Unione europea.
 
Il meccanismo di finanziamento si basa – oltre che sullo stanziamento provinciale "di partenza" – sulla cessione dello 0,45 dello stipendio del lavoratore: 2/3 dell'importo totale a carico del datore di lavoro  e 1/3 del lavoratore. Per la parte a carico dell'azienda è prevista però una detrazione Irap del 50%. In sostanza, l'onere spetterà per 1/3 circa ad ognuno dei soggetti firmatari: Provincia, lavoratori, imprese. In tutto è prevista una raccolta di 4-5 milioni di versamenti all'anno.
 
"Sono passati solo pochi mesi da quando vi ho convocato per la prima volta per dare inizio al percorso che ha portato alla costituzione di questo Fondo  – ha detto Olivi nei momenti che hanno preceduto la firma, apposta presso la sede dell'Assessorato allo sviluppo economico e lavoro presso il Centro Europa –  . La posta in gioco era parsa a tutti fin da subito di grande importanza, sia perché grazie ad un fondo territoriale si sarebbe potuto riempire di nuovi contenuti la nostra Autonomia, e più lo facciamo, più è difficile che un domani possano togliercela, sia perché è stato chiaro fin da subito che il ruolo delle parti sociali locali ne sarebbe uscito rafforzato, soprattutto per quanto concerne la scelta qualitativa e quantitativa delle prestazioni di welfare da erogare sul territorio.
Abbiamo dato vita ad un Tavolo tecnico che ha operato ininterrottamente a partire da  settembre. Nel frattempo, su iniziativa del mio Assessorato, il Governo provinciale ha deciso di sostenere concretamente la costituzione e l'operatività del Fondo.
 
Oggi raccogliamo i frutti di questo cammino – ha concluso Olivi – nell'interesse di tutto il sistema territoriale, dei suoi lavoratori e delle sue imprese. Speriamo che in futuro le adesioni al fondo possano allargarsi ulteriormente e che si possano aprire ancora nuovi scenari per il consolidamento di un welfare autenticamente territoriale, capace di riflettere i valori e le attitudini che il Trentino da sempre coltiva: solidarietà, equità, capacità di fare da sé, di prendere in mano le leve del proprio futuro e di usarle in maniera al tempo stesso efficace e innovativa".
 
Scheda riassuntiva
 
Chi riguarda:
 
Partecipano al Fondo i datori di lavoro, che occupano almeno un dipendente e appartenenti a settori che non rientrano nell’ambito di applicazione del Titolo I del d.lgs. n. 148 del 2015 (in pratica tutti quelli che non hanno la Cassa integrazione guadagni)
 
Tali datori di lavoro di tali aziende devovo occupare almeno il 75 per cento dei propri dipendenti in unità produttive ubicate nel territorio della provincia di Trento (si stima circa 52.000 dipendenti).
 
Che finalità ha il Fondo
 
a)       assicurare ai lavoratori un sostegno al reddito in caso di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa (in sostituzione della cassa in deroga e fino a 26 settimane in due anni, il doppio rispetto alle prestazioni nazionali);
 
b)      assicurare ai lavoratori una tutela integrativa rispetto a prestazioni connesse alla perdita del posto di lavoro (ad es. gli stagionali; per questi lavoratori la Naspi non sempre copre i periodi di disoccupazioni perchè non ci sono mesi “contributivi” sufficienti);
 
c)       prevedere assegni straordinari per processi di agevolazione all'esodo (lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni);
 
d)      contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale (in concorso con i fondi nazionali o europei).
 
Chi lo gestisce?
 
Il Fondo è gestito da un “Comitato amministratore” composto da:
 
–      6 esperti designati da Sindacati (stipulanti l'accordo)
 
–      6 esperti designati dalle OOSS (stipulanti l'accordo)
 
–      2 dirigenti, rispettivamente del Ministero del Lavoro e del Ministero dell'Economia e delle Finanze
 
–      2 dirigenti, della Provincia autonoma di Trento
 
–      Partecipa il direttore Generale INPS o suo delegato (solo voto consultivo).

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