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Trento

Approvata in aula la manovra finanziaria. Via libera anche alle leggi di stabilità e di bilancio

Manovra di stabilità 2015 approvata in Consiglio provinciale dopo una maratona di 7 ore senza interruzioni con il via libera dell'aula anche alle leggi di stabilità di di bilancio. Il “sì” alla collegata era già arrivato a mezzanotte. 

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Manovra di stabilità 2015 approvata in Consiglio provinciale dopo una maratona di 7 ore senza interruzioni con il via libera dell'aula anche alle leggi di stabilità di di bilancio. Il “sì” alla collegata era già arrivato a mezzanotte. 
 
Sia la legge di stabilità che la normativa sul bilancio di previsione sono passate con i 23 voti a favore della maggioranza e gli 11 contrari delle opposizioni. Nelle dichiarazioni finali le minoranze hanno criticato l'irrigidimento del bilancio causato dagli eccessivi impegni di spesa assunti per i prossimi anni, mentre secondo il presidente Rossi questa è una “finanziaria di responsabilità”. Rossi ha infine sottolineato il valore dell'autogoverno e suggerito ai consiglieri di evitare l'utilizzo eccessivo delle relazioni della Corte dei conti.  Su questo punto però è stato subito richiamato dal consigliere Maurizio Fugatti che lo ha criticato, «Signor Presidente, deve lasciare che ognuno faccia il suo mestiere» – ha dichiarato rivolgendosi a Rossi.
 
Riportiamo le dichiarazioni di voto conclusive e gli ultimi interventi in aula dei consiglieri prima del voto finale sul bilancio e la replica finale del presidente Rossi.   
 
Bezzi (FI): questa manovra non va bene per la parte che fa debito a causa dei tanti topolini che mangiano il formaggio del bilancio”, e perché dovrebbe avere un orizzonte non localistico. Il Trentino soffre di una crisi demografica per combattere la quale occorrerebbe lungimiranza. La Giunta dovrebbe promettere meno e guardare oltre all'immediato”.  
 
Civettini (CT): “questa è una finanziaria anoressica, che fa solo azioni di pronto soccorso e non di governo. Il difetto emerge sul fronte della scuola e dell'università, ma anche delle imprese che se ne sono andate dopo avere ottenuto i contributi della Provincia”. Civettini ha preannunciato che presenterà documenti importanti per denunciare questa situazione.
 
Simoni (PT): “anche grazie alla minoranza questa finanziaria esce dall'aula migliore di come era entrata. Voteremo contro questa manovra perché varie iniziative da noi sollecitate e non accolte mostrano come si sarebbe potuto rispondere meglio ai problemi”. “Abbiamo bisogno del supporto operativo tecnico all'attività dell'organo legislativo”.
 
Degasperi (M5s): “Il Trentino sembra cambiare solo per necessità, ad esempio quando la Giunta si accorge che il fondo strategico ha portato altri 5 milioni di euro in obbligazioni al gruppo Marangoni che ha dimostrato poco rispetto per il territorio licenziando e trasferendo linee produttive. Stessa cosa per gli impianti di risalita che si acquistano direttamente. Scuola: parte dell'organico è ancora scoperta e si sacrifica tutto sull'altare delle lingue e del sistema duale che coinvolge l'impresa appena con 11 percorsi e 2 di inclusione”. “La manovra non intacca i privilegi e le consulenze come quelle date a Deloitte”. “Il Trentino assomiglia ad un'Alice che non sa che strada intraprendere”.
 
Fugatti (Lega): “questa finanziaria non ha risposto a tre temi dimostrando come la Giunta non sappia interpretare le esigenze dei territori. Il primo riguarda la sanità con i problemi degli ospedali di valle e dei punti nascita, per cui siamo nel disordine più totale. Il secondo fronte è quello delle Rsa sulle quali oggi c'è stata la debacle politica dell'assessore Zeni, che subisce attacchi non solo dalle opposizioni ma anche dall'interno della Giunta e dallo stesso presidente Rossi che l'ha messo lì a cuocere a fuoco lento, e dalle varie anime politiche del Pd. Infine la scuola: qui la Giunta passa sopra la volontà delle comunità locali e della stessa autonomia delle scuole di montagna, per la cui chiusura o accorpamento il Patt contraddice il proprio programma e i propri valori”. 
 
Fasanelli (Gruppo Misto): “questa finanziaria esprime una normalità amministrativa, limitandosi a gestire ciò che le risorse permettono. Anziché incentivare le imprese che possono migliorare la qualità della vita, si respingono le proposte a favore del settore produttivo. Un esempio? Si assegnano 48 milioni nel 2016 e 2017 per ridurre l'addizionale Irpef a 255.000 persone e non si accetta di ridurre l'addizionale Irpef sui capannoni. Ci si limita cioè a gestire il quotidiano senza investire dove potrebbe esservi un ritorno. Occorreva avere più coraggio”.
 
Borga (CT): “il problema di questa finanziaria non è il debito ma che soprattutto in quest'ultimo anno e mezzo sono stati assunti impegni di spesa anche superiori ai vent'anni rendendo rigidi i bilanci. Prima o poi bisognerà per forza farsi carico di questo problema visti i 700 milioni già impegnati per opere pubbliche da oggi fino al 2019”. “Il Trentino è stato rovinato dalle Giunte provinciali e da questa maggioranza dal 2008 al 2013 continuando a spendere a spandere per poter vincere le elezioni con una certa facilità”. “Si scommette sulla ripresa nel 2018 perché solo così potranno tornare disponibili le risorse oggi bloccate dal patto di stabilità, ma nulla autorizza l'ottimismo visto il continuo aumento della spesa”.
 
Passamani (Upt): “il nostro voto sarà favorevole a questa legge di stabilità solida e concreta che favorirà il rilancio del Trentino. Con i mezzi che oggi avevamo a disposizione è stato fatto un ottimo lavoro e possiamo dire di aver dato in tal modo fiducia”. “Dall'aula è uscita una finanziaria rafforzata grazie al lavoro svolto in questi giorni”. “Certo l'entusiasmo non è ancora a mille ma alcune certezze per il futuro con questo bilancio vi sono”.
 
Baratter (Patt): “questo è un bilancio di ripartenza che si inserisce nel percorso di riforme avviate dalla Giunta. Non è vero che non ci sono dati positivi, anche se molto c'è ancora da fare. Il clima è positivo, crescono il Pil e il fatturato delle imprese. Il bilancio adegua l'assetto della Provincia alle esigenze del futuro, all'internazionalizzazione, al fare sistema con le imprese e i soggetti sociali prestando attenzione alla famiglia, alle fasce più deboli, alla scuola con il trilinguismo”. “La parola chiave per il futuro è corresponsabilizzazione, per cui anche le minoranze sono da ringraziare”
 
Detomas (Ual):questa finanziaria è tutto sommato accettabile visto anche che la ripresa fatica a consolidarsi. Non possiamo nasconderci il fatto che il vicino Alto Adige ha dati di crescita migliori di quelli, pur buoni, del Trentino e vicini alla Germania. In passato ci si è basati sull'intervento pubblico ma ora occorre emanciparsi dalla dipendenza dalla Provincia, per costruire gli elementi fondanti della libertà. Alcune misure adottate dalla Giunta nel settore socio-assistenziale vanno verso un'autonomia dei soggetti interessati. Giusta in tal senso anche la norma che affida all'Apss la responsabilità di definire le strategie della sanità avendo dalla Giunta le direttive”. “Va rivisto l'equilibrio tra esecutivo e legislativo in assenza di sanzioni efficaci per richiamare all'ordine la Giunta”.
 
Manica (Pd):Con questa finanziaria abbiamo affrontato il tema dei migranti con interventi umanitari, il tema del clima con le misure sui fitofarmaci e sull'asfalto. Stiamo quindi chiudendo una finanziaria seria, concreta e puntuale non disgiunta da un contesto più grande da cui proprio perché il Trentino è piccolo non possiamo rimanere avulsi. Fondamentale è stato anche puntare alla coesione sociale. Non è vero che questa finanziaria non pone nulla di nuovo, come nel caso del fondo strategico che chiama a una nuova maturità gli enti locali”.
 
Giovanazzi (AT): “I trentini sono sempre stati abituati all'ordinarietà, con poche proposte che volano alto, guardando alla Provincia come a un ente protettore, a una chioccia. Oggi occorre un cambio di mentalità, e nelle scelte politiche bisogna smetterla di rincorrere il consenso, avendo anche il coraggio di dire dei no. La sanità è uno dei problemi da risolvere, proponendo anche per gli ospedali di valle soluzioni frutto di un'attenta verifica. Sul welfare la disoccupazione giovanile è molto alta mentre la società invecchia. Quando tra un paio d'anni alla Provincia verranno a mancare 500 milioni, la necessità di cambiare registro s'imporrà anche al Trentino. Nostro compito è infondere fiducia e speranza ma senza illudere le persone sul futuro, altrimenti a pagare saranno sempre più deboli”.
 
Viola (PT): Tre parole sono importanti: fiducia, che però va costruita e sostanziata con basi forti tra cui la coesione sociale che oggi è in forte difficoltà per l'individualismo esasperato e la difesa del proprio orto. Per questo serve un'attenzione maggiore verso famiglie e corpi sociali intermedi. Quanto all'Apss, la manovra prevede dando pieno mandato a rivedere l'organizzazione in barba alla legge del 2010, rischia di essere una scorciatoia anziché una decisione di prospettiva. Analoghi sono i problemi emersi sulle Rsa e sulla scuola”. “Vista la leggerezza con cui sono stati fatti passare certi emendamenti della Giunta, riportare in aula la questione del regolamento sarebbe opportuno”. “Nozze coi fichi secchi non se ne possono fare, ma usiamo le regole più che le risorse per provare a ridare fiato all'autonomia e la riforma dello Statuto potrà aiutare”.
 
Il presidente Rossi: “Abbiamo costruito rapporti con il governo Renzi al quale ci sentiamo politicamente vicini pur non condividendone le posizioni sull'architettura istituzionale. Abbiamo anche cercato di stringere rapporti con Bolzano nell'ottica di un lavoro per un destino comune dentro l'Euregio e le relazioni con il Tirolo del nord. Abbiamo deliberato con l'assessora Ferrari di proporre alla prossima giunta del Gect l'obiettivo di istituire dentro il territorio dell'Euregio una scuola di alta formazione trilingue per formare funzionari e classe dirigente politica con un approccio di tipo europeo. Abbiamo anche coltivato i rapporti con le altre regioni per promuovere il valore dell'autogoverno a vantaggio di tutto il Paese”. “I consiglieri dovrebbero evitare un utilizzo eccessivo delle relazioni della Corte dei conti che non tengono conto della specificità del nostro assetto autonomistico”. “Questa è una finanziaria di responsabilità. Chi si attendeva una non tenuta della maggioranza è rimasto deluso. Altra caratteristica della nostra azione: riuscire ad intercettare le contraddizione tra piccolo e grande, centro e periferia. Questa sarà una delle riflessioni del prossimo Festival dell'economia, per capire come a livello locale si possono affrontare queste dinamiche per essere in linea con una politica della responsabilità. L'auspicio è che il prossimo appuntamento che ci vedrà lavorare e discutere della Consulta e del Terzo Statuto ci veda impegnati ad esser tutti ambasciatori del valore dell'autogoverno Che non significa avere tutti la stessa direzione di marcia, perché questo valore non appartiene a nessuno in particolare ma appartiene a tutti”.
 
Il presidente del Consiglio provinciale Dorigatti si è unito al ringraziamento da tutti indirizzato ai collaboratori e al loro lavoro efficiente e paziente anche se non visibile, tenuto conto dei 5.800 emendamenti presentati.Come aula ringrazio tutti della fiducia e della collaborazione tra i consiglieri che ci ha permesso di superare anche momenti difficili". Il ruolo della minoranza ha potuto esprimersi anche dentro il nuovo sistema di contabilità introdotto con questo bilancio. Dorigatti ha concluso ricordando che in luglio avremo il primo documento di programmazione economico-finanziaria e rivolgendo a tutti l'augurio di un buon Natale.

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