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Trento

Il primo filato siliconico è “Made in Trentino”

Dopo anni di ricerca per la prima volta al mondo LeMur è riuscita dove grandi aziende multinazionali non ce l’hanno fatta: l’azienda con sede ad Ala, in Trentino, ha infatti trovato il modo per filare il silicone con un processo industriale ottenendo un prodotto con il quale si possono realizzare tessuti dalle svariate applicazioni, grazie alle sue proprietà di resistenza al calore e alla fiamma, ai raggi ultravioletti e all’umidità.

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Dopo anni di ricerca per la prima volta al mondo LeMur è riuscita dove grandi aziende multinazionali non ce l’hanno fatta: l’azienda con sede ad Ala, in Trentino, ha infatti trovato il modo per filare il silicone con un processo industriale ottenendo un prodotto con il quale si possono realizzare tessuti dalle svariate applicazioni, grazie alle sue proprietà di resistenza al calore e alla fiamma, ai raggi ultravioletti e all’umidità.

“Muriel”, questo il nome del filato siliconico coperto da brevetto internazionale, si è aggiudicato il prestigioso premio “Future Materials Awards” nella categoria “Best innovation for protective textiles”. Un traguardo giunto al termine di un impegnativo progetto di ricerca cofinanziato dalla Provincia autonoma di Trento e che ha visto la partecipazione dell’Università degli Studi di Trento, della Fondazione Bruno Kessler e dei centri di ricerca tedeschi ITV di Denkendorf e Fraunhofer Institute. Importante anche il sostegno di Trentino Sviluppo che due anni fa, con un’operazione di leasing immobiliare, ha consentito all’azienda di ampliarsi ed investire risorse nell’avvio di un impianto pilota unico al mondo. Per toccare con mano il prodotto ed apprezzare i risultati del progetto di ricerca nel pomeriggio di ieri il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi ha visitato l’azienda.

«Siamo al cospetto di una realtà imprenditoriale – sottolinea Alessandro Olivi, vicepresidente ed assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro – sulla quale la Provincia di Trento ha creduto, aiutandola ad ampliarsi e a sviluppare la propria parte immobiliare, vincolando tale aiuto all’assunzione di precisi impegni per quanto riguarda gli investimenti in ricerca e sviluppo. Da qui è partito il progetto di ricerca, finanziato anche grazie ai fondi provinciali sulla ricerca applicata. Ora il ciclo si chiude con la presentazione di un prodotto che le permetterà di arrivare su nuovi mercati, generando ulteriori fatturati e quindi altri posti di lavoro».

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«Il risultato raggiunto da LeMur – conclude Olivi – è l’esempio evidente di come il sistema di sostegno alla ricerca della Provincia di Trento stia trasformando un’azienda che operava in un settore tendenzialmente tradizionale, come quello tessile, in un’impresa ad altro potenziale di innovazione. La ricerca che vogliamo sostenere è proprio questa, quella cioè in grado di far compiere un deciso cambio di passo al sistema produttivo locale anche nei settori apparentemente più tradizionali e maturi».
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Ala, Claudio Soini, che si è detto “felice per il traguardo raggiunto dall’azienda” nella quale lavorano peraltro diverse collaboratrici residenti nel comune della Bassa Vallagarina.
In effetti quella raggiunta dall’azienda trentina si propone come una vera e propria rivoluzione nel mondo dei filati elastici. L’attività è svolta con lavorazioni a ciclo continuo, dove sono prodotti principalmente filati elastici per il settore della calzetteria femminile. È in questo contesto che il reparto di ricerca e sviluppo di LeMur Spa ha progettato e realizzato una tecnologia di produzione brevettata a livello mondiale, già confermata in Italia, Europa, Giappone e Cina.

«Per primi e al momento anche unici al mondo – spiega Mario Dorighelli, amministratore delegato di LeMur – siamo stati in grado di filare il silicone creando un prodotto straordinario. Il silicone è un materiale che, a differenza di quelli comunemente utilizzati, possiede una grande resistenza a diversi elementi: al calore, alla fiamma, ai prodotti chimici, ai raggi UV, all’umidità. Oltre a ciò, ha un’ottima compatibilità col corpo umano e può essere utilizzato sia esternamente sia al suo interno».

Molte altre sono le proprietà che caratterizzano il filato ideato da LeMur, ma la cosa forse più interessante è che questo filo offre non solo delle proprietà alternative ai filati comuni ma anche una grande varietà di possibilità aggiuntive. Giocando con la composizione del materiale è infatti possibile migliorare e valorizzare un aspetto rispetto a un altro. Quindi le applicazioni escono dal solo campo tessile per aprirsi a quello medico, automobilistico, sensoristico, dei sistemi di monitoraggio, dei teli di copertura, dell’abbigliamento tecnico e protettivo e molto altro.

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Il filo siliconico è registrato con il marchio Muriel e le varianti sviluppate fino ad oggi coprono diversi campi di applicazione: Muriel-Ts (primo premio all’ITMA), Muriel-Med, Muriel-Ray, Muriel-Sensor, Muriel-Grip, Muriel-Food. Ognuno di questi non rappresenta un vero e proprio prodotto finito, ma un componente aggiuntivo per tutti i prodotti che devono risolvere uno dei problemi che le svariate proprietà di Muriel può affrontare. In particolare, come ultimo sviluppo della gamma Muriel, LeMur ha sviluppato Muriel-Food che nel campo dei prodotti a contatto con gli alimenti rappresenta una novità assoluta perché è il primo filato elastico testabile secondo i più rigidi criteri dell’ultima direttiva Europea 10/2011.

Thomas Klotz, direttore generale di LeMur, spiega come il filo siliconico progettato e prodotto in esclusiva dall’azienda trentina trovi applicazione in settori anche molto diversi.

«Muriel-med – dice Klotz – ha permesso di realizzare il primo filo elastico per la chirurgia plastica, estetica e correttiva, permettendo lifiting con invasività, costi e tempi di degenza ridotti. Con questo prodotto è anche possibile ottenere sistemi che vanno a contatto con la pelle, come ad esempio bendaggi per il trattamento di ferite o ustioni, fasce elastiche e calze per diabetici. Muriel-ts, invece, è impiegato per tessuti ignifughi elasticizzati, che sopporta temperature bassissime e altissime. Muriel-ray, poi, mantiene le sue proprietà elastiche anche dopo anni di esposizione ai raggi UV: l’uso primario va nel settore dell’ombreggiatura delle serre e delle grandi superfici vetrate. Muriel-sensor, ancora, modificato nella sua composizione, riesce a condurre elettricità e a variare la sua resistività elettrica in modo proporzionale all’allungamento applicato. Infine Muriel-grip viene usato per creare zone di grip direttamente nel tessuto senza lavorazioni aggiuntive».

Grazie a questo innovativo prodotto l’azienda trentina che opera dal 1998 nello stabilimento di Ala, impiegando una cinquantina di dipendenti, in gran parte manodopera femminile, e con un giro d’affari di circa 7 milioni di euro, è stata premiata alla Fiera ITMA di Milano, la più importante a livello internazionale nel settore meccano-tessile, ricevendo i Future Materials Awards nella categoria “best innovation for protective textiles”. Un importante riconoscimento che premia l’azienda per gli investimenti effettuati negli ultimi anni in diversi progetti di ricerca condotti in T rentino e finalizzati alla capacità di produrre un filato molto fine a base siliconica.

L’innovazione si inserisce in un mercato caratterizzato negli ultimi anni da forti fluttuazioni, con grande difficoltà nella programmazione della produzione. La crisi che ha colpito anche il settore tessile ha spinto l’azienda a investire importanti risorse nella ricerca, con l’obiettivo di creare prodotti e mercati nuovi per garantire il mantenimento del sito produttivo in Italia, paese con il costo energetico più alto d’Europa.
«Nel dettaglio i mercati di riferimento per Muriel – spiega Mario Dorighelli – sono al momento il Centro e il Nord Europa ma dopo l’ITMA, anche grazie al premio ricevuto, si sono avviati contatti e collaborazioni anche in Giappone, Stati Uniti, Sud America e Cina. In questi paesi, negli ultimi decenni, si sono sviluppate industrie altamente competitive in grado di affrontare i mercati asiatici per l’alto grado di rinnovamento tecnologico. Queste aziende sono alla ricerca continua di prodotti innovativi e, quindi, qui è stato trovato terreno fertile e avviate partnership in diversi settori».

«In questi anni l’azienda ha avuto una forte crescita tecnologica, condizione necessaria per operare in un contesto, come quello Trentino, dove i fattori produttivi primari, quali costo del personale ed energetico, non sono favorevoli rispetto ad altri territori e questo ne ha evitato la delocalizzazione. Il nostro obiettivo – anticipa Dorighelli – è ora quello di far crescere l’azienda sul territorio allargando i benefici ad altre realtà industriali trentine interessate ad impiegare i nuovi filati siliconici per le proprie attività produttive».

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