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Trento

Respinto il passaggio all’articolato del disegno di legge n.26 sull’autodeterminazione

Primo punto all’ordine del giorno il prosieguo della trattazione del Disegno di legge n.26: Autodeterminazione del Trentino-Alto Adige/Südtirol, presentato dal Consigliere regionale Maurizio Fugatti (LN-FI), interrotta nella seduta di novembre. 

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Primo punto all’ordine del giorno il prosieguo della trattazione del Disegno di legge n.26: Autodeterminazione del Trentino-Alto Adige/Südtirol, presentato dal Consigliere regionale Maurizio Fugatti (LN-FI), interrotta nella seduta di novembre. 

Il Consigliere Pius Leitner (Freiheitlichen) ha preso parola, dichiarandosi a favore della proposta di un referendum. Si è quindi rivolto al Consigliere Schiefer, criticando l’affermazione avvenuta in Commissione dove aveva criticato la proposta perché arrivava dal gruppo della Lega: “Non si deve valutare una proposta – ha detto – se arriva da un gruppo o da un altro, ma nel merito della proposta”.

Berhard Zimmerhofer ha parlato dell’affermazione del politologo Miglio, secondo il quale se le persone lo vogliono si può  modificare tutto. Per Zimmerhofer la discussione sull’Autonomia parte dal livello europeo: “Prima di tutto l’Europa, in questo momento in profonda crisi”. Ha quindi citato il caso francese e gli interessi nazionali che vengono messi in prima linea. Ha chiesto se, “visto che l’accordo di Parigi avrebbe dovuto riguardare solo l’Alto-Adige”, il referendum riguarda solo il Trentino o tutta la Regione.

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Lorenzo Baratter (Partito Autonomista Trentino Tirolese) ha ricordato che Miglio fu allontanato dalla Lega Nord nel 1994: “Oggi c’è un altro segretario, Salvini, che ha abbandonato il progetto federalista”. “La Lega Nord oggi abbraccia la destra qualunquista, popoluista, con modello di riferimento il Front National, un partito centralista, nazionalista, populista. La Lega è libera di fare questo, ma non vogliamo essere presi in giro con un disegno di legge che parla di autodeterminazione quando viene da un partito che si ispira ad un movimento nazionalista”.  Ha ricordato che proprio il Front National si sta battendo per non concedere l’Autonomia alla Caledonia. “Il nostro partito non sostiene l’autodeterminazione, ma la piena Autonomia della nostra Regione”.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freheit) ha criticato il Consigliere Baratter, dicendo che dire di essere contro l'autodeterminazione significa essere contro il primo articolo della Carta dei diritti dell´uomo: “Si tratta di un referendum che chiede alla popolazione se è d´accordo con l´autodeterminazione, è un diritto che spetta ai cittadini non ai partiti.”.

Ha quindi chiesto al proponente se il disegno di legge si rivolge all´intera Regione perché consapevole che se si fosse fatto per il solo Alto Adige il risultato sarebbe stato certo per l´autodeterminazione.

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“Ora anche i Trentini si riconoscono come tirolesi, ma questo per decenni non è stato preso in considerazione”. Ha quindi chiesto che le due Province possano svolgere separatamente per le due Province: “Noi non vogliamo essere messi nuovamente in minoranza, perché se viene svolto a livello regionale non avremmo risultati”.  

Giacomo Bezzi (Lega Nord- Forza Italia) ha ricordato che, quando svolgeva la sua attivitá nel PATT, ha portato a Trento proprio Miglio: “Un popolo, una cultura, una storia, non è mai o nera o bianca. Ci sono percorsi che nel tempo vanno a modificarsi, cosí come successo anche al movimento autonomista”. “Credo che si tratti di un disegno di legge che rappresenta uno strumento anche nei confronti del Governo”.

“Degasperi insegnava che l´Autonomia si difende gestendola bene, non come state facendo adesso”. “Questo ddl è provocatorio, ma serve a portare in quest´aula il tema del Regionalismo, che deve essere portato avanti”.

“Noi siamo regionalisti” – ha detto quindi replicando a Knoll e ha portato l´esempio della Catalogna. “Abbiamo visto come la Corte dei Conti si è ribellata allo smembramento delle ultime risorse, abbiamo visto come la Regione venga smembrata proprio dal PATT”. “Credo che la proposta di un referendum possa essere utile per ribadire almeno in quest´aula le nostre posizioni politiche”.

Rodolfo Borga (Amministrare e Civica Trentina) ha sottolineato l´importanza dell´argomento: “L´unitá d'Italia è il frutto di una politica di aggressione da parte dello Stato sabaudo e quello che forse era nella storia, ma con modalitá diverse, è stato fatto anche con referendum truffa”.

“Questo disegno di legge chiede solamente una convenzione per poter fare un referendum”. “Il Consiglio regionale non puó obbligare la Provincia di Trento e quella di Bolzano a indire un referendum,  e quindi la dimensione non puó che essere regionale”.

“Riteniamo che questo testo debba essere approvato perché la popolazione deve avere il diritto di esprimersi su questa questione, anche perché viviamo in una sorta di dittatura mascherata che è l´Europa”. Ha quindi ricordato Mario Monti che “prima di diventare Presidente del Consiglio ha detto a un intervistatore, a proposito di queste crisi, che sono salutari perché spaventano i popoli e solo di fronte a queste paure i popoli sono disposti a rinunciare alla sovranitá”.

Pius Leitner (F) ha ripreso quanto detto dal consigliere Baratter: “Io ritengo che un rappresentante del PATT debba rappresentare l´identitá dei trentini, ma sono convinto che lo Stato italiano si rallegrerä di quanto detto. L´argomento in discussione è molto importante per i Trentini. Quello che accade a livello mondiale mi preoccupa molto, se noi non siamo in grado di coinvolgere la popolazione, di avvicinare la gente alla politica”. “Se il Consiglio regionale vuole davvero fare una cosa sensata dovrebbe fare una convenzione per promuovere un referendum consultivo che peró dovrá svolgersi a livello provinciale”.

Marino Simoni (Progetto Trentino) ha parlato di un processo democratico. Ha quindi chiesto di sentire da parte della Giunta e della maggioranza quale sia il futuro della Regione. Contro il disegno di legge si è espresso il Presidente Ugo Rossi, che ha parlato di autodeterminazione come “spot”, esprimendo dubbi sull'ammissibilità di un referendum di questo tipo: “Rispetto a questi temi ribadiamo la necessità di mantenere la massima unità di intenti fra di noi attraverso la via che i nostri territori hanno saputo imboccare dai tempi dell'accordo Degasperi-Gruber. La storia della nostra autonomia, nella sua specificità, sta lì a dimostrare come si sia sempre garantita l'affermazione piena di questo diritto all'autodeterminazione. La nostra autonomia ha preferito la via della concretezza rispetto a quella di un semplice spot. Questa è la via che vogliamo continuare a seguire. Dentro un quadro statutario di garanzia e secondo un metodo che vede le due Province camminare insieme.   Questa è l'azione politica che la giunta regionale sta portando avanti cercando di sviluppare questo diritto all'autodeterminazione dentro la Costituzione, ma anche dentro un contesto più ampio e noi pensiamo che questa sia la via per riempire di contenuti l' autodeterminazione”.  

Nella replica, Maurizio Fugatti (LN-FI) ha criticato la presa di posizione di Baratter, sostenendo che negando il diritto all´autodeterminazione “lega indissolubilmente il Trentino alla Sicilia, alla Calabria”. “Oggi abbiamo un Partito Autonomista Trentino Tirolese che si è completamente italianizzato”. “Noi intediamo questo referendum come uno strumento di difesa. Walter Blaas ha quindi chiesto la votazione per appello nominale. 19 voti a favore, 34 contrari e 4 astenuti.

L´aula passa ora all´esame congiunto del Disegno di legge n.63: Disegno di legge regionale collegata alla legge regionale di stabilità 2016 , del Disegno di legge n.64: Legge regionale di stabilità 2016, e del Disegno di legge n.65: Bilancio di previsione della Regione autonoma Trentino-Alto Adige per gli esercizi finanziari 2016 – 2018, presentati dalla Giunta regionale.

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