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L'interrogazione

I 20 «question Time»: il botta e risposta fra Giunta e consiglieri

​​Aprendo ieri pomeriggio i lavori dell'assemblea legislativa in aula, il presidente Bruno Dorigatti ha invitato i consiglieri ad osservare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime degli attentati di Parigi del 13 novembre scorso.

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​​Aprendo ieri pomeriggio i lavori dell'assemblea legislativa in aula, il presidente Bruno Dorigatti ha invitato i consiglieri ad osservare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime degli attentati di Parigi del 13 novembre scorso.
"Un atto tremendo e vile – ha affermato Dorigatti esprimendo il cordoglio e la vicinanza del Consiglio provinciale e del popolo trentino alle vittime – che non deve fare arretrare le conquiste democratiche e di civiltà dell'Europa". 
 
A seguire si è riunita la conferenza dei capigruppo convocata da Dorigatti, che ha deciso di aggiungere un punto all'ordine del giorno di oggi: il presidente della Provincia Ugo Rossi nella mattinata di oggi farà comunicazioni in aula non solo sulla vicenda del N.o.t. (il nuovo ospedale del Trentino), ma anche in merito alle scelte appena adottate per la gestione dei punti nascita negli ospedali periferici, in particolare nelle ore notturne. Il presidente della IV Commissione consiliare, Giuseppe Detomas, ha chiarito che le comunicazioni in aula superano la sua intenzione di chiedere analoghi chiarimenti in sede di Commissione.
 
​Ai capigruppo il presidente Dorigatti ha assicurato poi che nella settimana di discussione attorno alla manovra finanziaria P.a.t. per il 2016, in calendario da lunedì 14 a venerdì 18 dicembre, le opposizioni avranno ampia possibilità di far discutere e votare emendamenti ai disegni di legge della Giunta, nonostante le maglie strette introdotte dalla nuova normativa sul sistema contabile della Provincia. Il capogruppo Rodolfo Borga ha voluto chiarire che questa non sarà una concessione alle minoranze, ma semplicemente la necessaria conseguenza dell'ampio metro di misura adottato anche per valutare l'ammissibilità degli articoli di cui si compongono i disegni di legge giuntali. Sono intervenuti anche Nerio Giovanazzi, Filippo Degasperi e Marino Simoni.
 
La prospettiva emersa è quella di ripristinare il contingentamento dei tempi di discussione sul punto dei disegni di legge 101 e 102/XV, all'ordine del giorno di questa tornata d'aula. Il presidente Dorigatti è in attesa che le opposizioni manifestino formalmente la disponibilità a ritirare la richiesta di tempi non contingentati.
 
Dopo la riunione dei capigruppo l'assemblea legislativa ha discusso 20 question time. Ecco la sintesi del "botta e risposta" tra consiglieri e Giunta. ​
 
Mattia Civico (PD) – Il consigliere del Pd, Mattia Civico, ha chiesto alla Giunta perché la delibera, con la quale doveva individuare una coop adeguata per l'affidamento di un incarico per la digitalizzazione dell'archivio delle prestazioni degli invalidi civili, ciechi e sordomuti, non è stata ancora attuata. Un fatto, ricorda Civico, che è in contrasto con quanto stabilito nell'accordo per favorire lo sviluppo del distretto dell'economia solidale a favore dei carcerati.
 
La risposta. L'assessore Zeni ha chiarito che le risorse relative al 2015 sono state utilizzate per la digitalizzazione dell'archivio della Coldiretti per un importo di euro 38.000, assegnate alla Coop Koinè. Si valuterà eventualmente per l'anno prossimo di destinarle ai fini descritti dall'interrogante.
 
La replica. La delibera non è stata attuata, dunque. Non mi risulta che l'attuazione corrisponda allo stanziamento descritto dall'assessore, mi risulta che ci sia però problema, ovvero che in questo momento la Provincia fatichi ad approvare procedure di affidamento di appalti di beni e servizi perché si tratta di procedure delicate e che necessitano grande attenzione. Vi è l'orientamento ad accentrare questo servizio presso l'Atac e per questo ci vuole personale formato, competente ed adatto: Civico ha anticipato il proprio interesse a poter interloquire con la Giunta in merito a questo tema.
 
Pietro De Godenz (UpT) –  Pietro De Godenz dell'Upt chiede all'assessore alla salute quale iter è stato scelto per presentare al Ministero della salute l'ottenimento della deroga per i punti nascita e su quali ospedali si intenda applicarla; i tempi e i modi del progetto di riordino della rete ospedaliera; se, avvicinandosi la stagione dello sci, verrà garantita la piena funzionalità dei reparti di ortopedia nelle zone turistiche; quali e quante assunzioni sono previste per la copertura dei posti vacanti causati dall'applicazione della normativa UE.
 
La risposta. L'assessore competente Luca Zeni ha spiegato che il 25 novembre è entrata in vigore la legge che recepisce una direttiva europea per il riposo dei medici. La disposizione ha fatto mancare di colpo oltre 40 turni rendendo impossibile l'apertura h24 dei punti nascita. Si è comunque riusciti ad organizzare la struttura in modo da garantire i servizi ai cittadini ed ora siamo in attesa di un chiarimento sulla disciplina che renderebbe più facile la gestione di questa fase. L'11 novembre un decreto del Ministero ha definito le modalità di mantenimento punti nascita inferiori a 500 parti all'anno. Siamo in attesa di ulteriori contatti con il Ministero prima di definire la questione, ci sono molti aspetti da valutare e ci aspettano diversi passaggi. Il riordino della rete ospedaliera è in corso e si è proceduto con la definizione dei mandati con l'attribuzione delle diverse specialità alle periferie. Per quanto riguarda l'Ortopedia, durante la stagione invernale in tutti gli ospedali pubblici sarà garantita l'attività chirurgica programmata e d'urgenza in orario diurno. Presso l'Ospedale di Cavalese, in particolare, sarà garantita dalle 8 alle 20 e ci si sta attrezzando anche per la copertura della giornata di sabato, come avveniva prima della rimodulazione. Nella seduta di venerdì 27 novembre la Giunta autorizzato l'Azienda a procedere con le assunzioni del personale necessarie all'adeguamento della struttura sanitaria.
 
La replica. Degodenz si è augurato che questo programma possa andare avanti e ha apprezzato il fatto che sia stata trovata una soluzione per l'Ortopedia, "un aspetto che può darci fiducia" ha detto. "Cionondimeno dobbiamo fare un percorso comune per risolvere nel più breve tempo possibile questa che considero un'emergenza", ha aggiunto.
 
Giacomo Bezzi (Forza Italia) – Il consigliere ricorda che l'azienda, che appartiene alla Leemar investiment Fze con sede a Dubai negli Emirati arabi che produce macchine per la pizza, si trova in difficoltà e i lavoratori sono in cassa integrazione e la produzione sembra sia stata spostata in Irlanda. Bezzi chiede alla Giunta se i vincoli stabiliti per la concessione di contributi pubblici siano stati rispettati dalla società.
 
La risposta. L'Assessore Alessandro Olivi ha chiarito che nessuna somma è stata erogata ad alcuna multinazionale. L'unico finanziamento fu erogato all'azienda Sitos srl, di proprietà di imprenditori operanti in Trentino, nel 2008 "per un progetto di ricerca". E' vero che questa azienda fatica a mettere in atto un progetto di industrializzazione; da notizie che abbiamo sappiamo che si sta cercando di sostenere l'idea, che non è male, ma da una verifica recente risulta anche che i dipendenti, che sono stati oggetto di accordi sindacali presso lo stabilimento produttivo di Malè, sono in linea con il contributo concesso nel 2008.
 
La replica. Le cose stanno in altri termini, ha commentato Bezzi: i dipendenti sono stati messi in cassa integrazione ed ora sono tornati in azienda per fare un prototipo che non avrà nessuno sbocco e torneranno nuovamente in cassa integrazione tra un mese. E noi ritorneremo qui a parlarne.
 
Claudio Civettini (Civica Trentina) – Il consigliere chiede alla Giunta di chiarire la propria posizione sulla tangenziale Ovest di Rovereto, quali siano gli studi in corso, eventualmente, quali sono i fondi previsti. L'assessore allo sviluppo economico Mauro Gilmozzi avrebbe di fatto tenuto posizioni diverse e contrastanti in merito, con ipotesi prima avanzate e poi accantonate. Inoltre, Civettini chiede alla Giunta di motivare l'eventuale no a questa nuova strada.
 
La risposta. Dicesi tangenziale la strada attraverso la quale si raggiunge l'obiettivo di transitare gli autoveicoli senza entrare in contatto diretto con il traffico urbano, ha premesso l'assessore Mauro Gilmozzi. Parlando di Rovereto abbiamo fatto gli opportuni approfondimenti come Provincia, affidando anche uno studio a FBK. Il risultato dice che le macchine che entrano a nord di Rovereto e che si ritrovano anche a sud sono abbondantemente al di sotto del 20%. Di conseguenza, si rileva che l'85% dei problemi di traffico di Rovereto non è di attraversamento e non è dunque risolvibile attraverso la realizzazione di una tangenziale, che non sarebbe un investimento prioritario ai fini della soluzione del problema del traffico a Rovereto. Gli interventi prioritari a noi sembrano essere piuttosto una pluralità come l'incentivo all'utilizzo del mezzo pubblico, le ciclabili, l'organizzazione dei parcheggi ecc. Si sta ragionando dunque attorno a un quadro generale che comprende un sistema di mobilità alternativa da definire previa ulteriore riflessione e approfondimento.
 
La replica. Civettini non si è definito soddisfatto della risposta, poco chiara, pretestuosa e contraddittoria, che non arriverebbe al cuore della questione.
 
Nerio Giovanazzi (AT) e Mario Tonina (UpT)  – I consiglieri di Amministrare il Trentino e Unione per il Trentino chiedono all'assessore competente quali siano l'orientamento e le decisioni della Giunta in merito alla modifica dell'assetto societario di Hydro Dolomiti Energia. Una situazione che con la cessione di Enel del 49% di HDE (335 milioni di Euro) alla Fedaia Holding, spa lussemburghese, controllata da un fondo australiano, potrebbe avere conseguenze negative sugli interessi del territorio trentino.
 
La risposta. Il Presidente Ugo Rossi ha richiamato l'assetto odierno dell'energia in Provincia che ha seguito una via riformalista che non prevede l'esclusione di soci pubblici. Dolomiti energia ha una serie di sottoscrittori privati e pubblici e l'assetto è quello di reale ed effettivo controllo di soci pubblici o privati trentini. Enel ha messo in vendita il suo 49% e noi possiamo esercitare la prelazione, ha aggiunto. La scelta però è riservata all'organo di amministrazione di Dolomiti energia e la Pat deve garantire un ruolo super partes in tal senso. Sarebbe dunque "oltre i miei compiti indicare quali debbano essere le scelte" ha aggiunto perché la potestà spetta all'assetto societario di Dolomiti Energia. L'intendimento, ha proseguito, sarebbe quello di mantenere un impianto che consenta una governance locale e addirittura di aumentarla, tanto più in previsione rinnovo delle concessioni idroelettriche in scadenza in Trentino nel 2020.
 
La replica. Giovanazzi ha confermato che si aspettava una risposta proprio in questi termini: il tema merita una riflessione approfondita e più ampia di questa perché il tema è assolutamente strategico per il Trentino. Occorre fare il possibile per acquisire il massimo di questa società perché il profitto resti in Trentino. Anche il consigliere Tonina ha ringraziato il Presidente per la risposta e sostenuto l'importanza del tema e la necessità, qualora non fosse possibile esercitare per intero il diritto di prelazione, di cercare di aumentare le quote di Dolomiti Energia, allargando la partecipazione al maggior numero di soggetti e in particolare a tutti i comuni che fossero interessati, a maggior ragione in un momento strategico come questo, in prospettiva della scadenza del 2020 e delle conseguenti gare. Una compartecipazione dei Comuni, ha aggiunto, andrebbe a beneficio di tutti e, in un momento come quello attuale ci potrebbe essere la possibilità, attraverso i dividendi, di andare ad aumentare la parte corrente che sappiamo essere sempre più in sofferenza.
 
Filippo Degasperi (5 Stelle) –  Il consigliere 5 Stelle ricorda che nel 2009 tra Dexit e Informatica Trentina venne stipulato un accordo in base al quale, se quest'ultima avesse deciso di erogare direttamente il servizio, avrebbe assunto i lavoratori Dexit. Il consigliere chiede quindi se, in caso di riduzione dei servizi affidati alla srl esterna, la Pat intenda rispettare gli accordi sindacali.
 
La risposta. Il Presidente Rossi ha chiarito quanto detto anche ai sindacati in merito, senza anticipare i contenuti del bando. L'accordo citato esiste e si intende farlo valere. La Pat ha dato indicazione a Informatica Trentina di fare un bando che non inserisca nessuna cessione di ramo d'impresa o questioni attinenti la riorganizzazione. La clausola richiamata, vuole essere fatta valere da Informatica Trentina, ma c'è della giurisprudenza che ne impedisce l'adozione. Sono dunque in corso tutte le verifiche del caso, previa adozione anche di un idoneo parere legale, per stipulare una clausola che abbia il maggiore effetto possibile.
 
La replica. Comprendo i vincoli, però almeno l'indicazione su un ipotetico periodo si poteva dare e qualche informazione maggiore si poteva fornire: il tempo scorre e le informazioni continuano a mancare. Il problema è trasversale e merito l'impegno di tutti al massimo livello, a tutela dei lavoratori. L'auspicio è di arrivare ad una soluzione positiva.
 
Lucia Maestri (PD) – La consigliera ricorda che un anno fa venne varato il documento "Sistema della cultura" nel quale l'assessore delineava le linee di intervento che riguardano l'utilizzo del palazzo delle Albere di Trento. Linee strategiche che, per l'edificio rinascimentale, non si sono ancora concretizzate. Quindi, la consigliera chiede a che punto si trova il progetto per le Albere.
 
La risposta. L'assessore competente Tiziano Mellarini ha confermato che l'indirizzo, concordato con il Comune di Trento, prevede un piano terra in cui organizzare iniziative culturali rivolte principalmente ai giovani, un primo piano dedicato particolarmente all'allestimento di spazi multimediali e un secondo piano riservato agli eventi espositivi, mentre il comune di Trento si è assunto l'impegno di comunicare con una delibera quello che sarà l'utilizzo dell'ultimo piano. Gli interventi saranno definiti compatibilmente con le dotazioni economiche. La gestione del Palazzo delle Albere è oggi in capo al Servizio attività culturali della Provincia.
 
La replica. La consigliera Maestri ha espresso l'auspicio che entro il 2016 il progetto complessivo di Palazzo delle Albere possa vedere la luce in modo da non sottrarre la fruizione di quel bene alla comunità trentina.
 
Gianfranco Zanon (Progetto Trentino) – Perplessità ed apprensione stanno accompagnando il processo di ricolonizzazione del lupo in Trentino a seguito di avvistamenti della specie in diverse aree del territorio. All'assessore competente il consigliere chiede se ci siano notizie di danni legati a tali avvistamenti e quali azioni si intendano intraprendere per limitarli e prevenirli.
 
La risposta. L'assessore Michele Dallapiccola ha chiarito che rispetto alle segnalazioni, non si siano evidenziate prove scientificamente sostenibili a documentare la presenza del lupo nella zona descritta. Tra l'altro, data la presenza del grande carnivoro nota fin dal 2010 sul nostro territorio, esattamente come per l'orso sono state messe in atto una serie di misure di monitoraggio.
 
La replica. Una risposta che lascia intendere che anche sul nostro territorio la presenza c'è e si fa sentire. Il question time cercava di portare l'attenzione sui casi specifici e mi pare sia difficile monitorarli, più di tutto occorre concentrarsi sulla prevenzione, ha concluso.
 
Lorenzo Baratter (Patt) – Le 24 Compagnie dei bersaglieri tirolesi presenti sul territorio trentino potrebbero essere impiegate in modo volontario e gratuito nel sistema della protezione civile: una previsione sostenuta dalla stessa Federazione delle Compagnie, ma impedita dai requisiti che prevedono una comprovata esperienza nel settore. Un'esperienza che tra l'altro per gli Schuetzen è documentabile, dal momento che le Compagnie hanno offerto supporto in diverse calamità naturali, come le alluvioni nel Tirolo del Nord. L'interrogante chiede alla Giunta se non intenda con buon senso rimuovere uno scoglio formale e burocratico, per favorire e valorizzare il volontariato che gli Schuetzen desiderano mettere a disposizione della collettività.
 
La risposta. L'assessore competente Tiziano Mellarini ha spiegato che in casi di emergenza, i requisiti di partecipazione ad attività d'intervento di protezione civile di interesse provinciale non possono essere superati. Ci sono stati già dei contatti con il Responsabile delle Compagnie, con il quale si stanno individuando sostanzialmente due ambiti in cui l'attività di volontariato potrebbe essere di supporto alla protezione civile: gli interventi di pulizia e manutenzione delle fognature bianche, molto preziosa nell'ambito di prevenzione delle calamità e l'attività degli artigiani a supporto degli operai specializzati nel reparto prevenzioni e rischi, in caso di grosse calamità. L'Associazione è invitata a prendere contatti con le autorità preposte per valutare come avviare la collaborazione, ha concluso.
 
La replica. Baratter ha accolto con soddisfazione la disponibilità dell'Assessore a cercare un dialogo e trovare una strada: mi auguro che ci sia presto un seguito, ha concluso, perché si tratta di arricchire il sistema della protezione civile che già si distingue a livello nazionale e internazionale.
 
Giuseppe Detomas (Ual) – Il consigliere Detomas chiede alla Giunta opportuni chiarimenti su un provvedimento che definisce "lesivo dei diritti di tutela della comunità di minoranza ladina contemplati dallo Statuto speciale di autonomia". La preannunciata chiusura della scuola primaria di Soraga apre a suo avviso rilevanti criticità, soprattutto per le conseguenze in campo culturale e linguistico, quale negazione del diritto riconosciuto dallo Statuto al mantenimento della propria lingua e coscienza identitaria.
 
La risposta. Il Presidente Rossi ha ringraziato il consigliere per aver posto questo quesito, occasione per approfondire e informare. La delibera stessa di adozione della decisione, che ha seguito un percorso di informazione e partecipazione allargato, è stata valutata anche a livello locale e con riferimento anche al giusto diritto della lingua minoritaria. Dentro questa attenzione, accanto al principio della distribuzione sul territorio si è garantito che questa lingua possa essere insegnata nel miglio modo possibile.
 
La replica. Prendo atto della risposta e del percorso messo in atto dalla Provincia, ha detto Detomas. Quanto ai servizi presso le piccole comunità, il consigliere ha sottolineato che a Soraga e in val di Fassa manca un asilo nido: si potrebbe collocare in questa sede l'unica struttura della val di Fassa, a parziale compensazione della privazione della scuola.
 
Claudio Cia (Civica Trentina) – Il consigliere della Civica, afferma che i tempi per riconoscere, da parte dei medici dell'Azienda, i pannoloni per gli anziani come presidi terapeutici sono di due, tre mesi. Un tempo di attesa che mette in difficoltà gli anziani affetti da incontinenza cronica, Cia chiede quindi all'assessore alla salute di mettere a disposizione i pannoloni in base alla semplice diagnosi del medico di base e, in caso, di revocare la fornitura se non venisse confermata dal medico legale dell'Azienda.
 
La risposta. In Provincia di Trento i pannoloni, ha ricordato l'assessore Luca Zeni, sono disciplinati da un decreto ministeriale e da una delibera della Pat che ha introdotto una procedura semplificata. Già ora il paziente con incontinenza, anche senza invalidità, può ricevere i pannoloni se l'incontinenza cronica è certificata da uno specialista dipendente della sanità pubblica. Il medico di base può prescrivere il presidio sanitario agli invalidi di età superiore ai 65 anni, agli invalidi che svolgono attività lavorativa, agli invalidi al 100% con accompagnamento, ai minori di 18 anni e a persone non autosufficienti.
 
La replica. Cia ha replicato di essersi trovato più di una volta di fronte ad un diniego di pannoloni a pazienti che non erano stati dichiarati non autosufficienti. Quindi ha chiesto all'assessore di fare chiarezza con una circolare e di far rispettare le norme.
 
Gianpiero Passamani (UpT) Walter Viola (PT) – Il consigliere dell'UpT chiede alla Giunta di sapere se possa essere rivista la decisione di sopprimere l'indirizzo tecnico commerciale o se, perlomeno, non ritenga di rinviare tale decisione al successivo anno scolastico e di avviare un confronto maggiore con il dirigente scolastico e l'amministrazione comunale per arrivare ad una decisione condivisa.
 
La cancellazione dell'indirizzo tecnico-economico al Marie Curie di Pergine è oggetto anche dell'interrogazione del consigliere Viola. Il quale ha ricordato che oltre 2.500 firme a sostegno dello storico indirizzo sono state raccolte in pochi giorni da genitori, insegnanti e studenti, a riprova del grave impatto che una decisione di questo tipo comporterebbe. Viola, ribadendo che l'autonomia che chiediamo a Roma non siamo in gradi di darlo ai nostri territori, chiede di sapere quali siano le ragioni che stanno alla base di tale decisione, quali sarebbero i risparmi che produrrebbe, se e come nel processo decisorio siano stati coinvolti studenti, famiglie e insegnanti e se, infine, non si ritenga opportuno riconsiderare la questione.
 
La risposta. Rossi ha risposto affermando che la decisione riguarda la revisione complessiva dell'offerta formativa che ha visto, tra l'altro, un aumento dell'offerta sul territorio. Criteri che sono stati presentati in 18 incontri nel marzo e aprile dello scorso anno. Un incontro è stato fatto anche a Pergine e Rossi ha ricordato di avere incontrato il 13 ottobre i sindaci di Borgo, Levico e Pergine, perché la scelta si inquadra nel ridisegno dell'offerta formativa di tutta la Valsugana. In un primo momento di pensava anche ai geometri ma il comune di Pergine, ha affermato il Presidente, ha chiesto alla Giunta di soprassedere ed ha dato un sostanziale via libera per l'indirizzo in questione. Di recente c'è stata un'altra riunione è non sono stati presentate, né dalla Comunità né dal Comune, novità né proposte alternative. La scelta quindi è stata confermata, ma si farà un monitoraggio per capire quanti ragazzi si iscriveranno al tecnico economico di Levico e Trento e se aumenterà in modo esponenziale si cambierà strada. La ragioneria di Pergine è l'unico oggi ad avere una classe prima. Sono 26 ragazzi, 9 abitano da Levico in giù. Tutti arriveranno alla fine della carriera. Dal prossimo anno partirà il biennio a Levico, Borgo e Trento con la possibilità di seguire gli indirizzi del triennio. Le distanze tra Trento e Levico, ha detto il Presidente, non sono tali da pensare come Pergine come una periferia, soprattutto se la si  paragona alla vere periferie. Oggi il Marie Curie è passato da circa 700 studenti a 1047, ha 40 aule contro un fabbisogno che sarebbe di 52. A Levico ci saranno spazi molto più disponibili. Questa decisione quindi non può essere disattesa. L'alternativa sarebbe stata quella di agire su altri indirizzi che hanno almeno due classi prime.
 
La replica. Passamani ha detto di non essere soddisfatto. Non si capisce il monitoraggio quando sarà fatto e i dati forniti della scuola sono diversi. Viola ha detto che la classe di 26 studenti è una classe piena e il fatto che siamo al Curie significa che riconoscono il valore dell'offerta formativa della scuola. Un fatto che andrebbe premiato, il forte incremento da 700 a più di mille dice di un istituto che andrebbe premiato. Sulle aule se c'è un posto pieno di edifici di cui non si sa che fare è Pergine. Se il problema sono le aule è affrontabile. Se io ho un istituto che funziona, anche grazie al rapporto il territorio che aumenta le iscrizioni, si dovrebbe premiare. A Levico l'offerta formativa non è uguale, semmai è Borgo.
 
Donata Borgonovo Re (PD) – La consigliera afferma che, per ottemperare a disposizioni, peraltro note da anni, della legge nazionale sull'obbligo di riposo dei medici, l'Azienda sanitaria ha assunto, all'ultimo momento, alcune misure organizzative concertanti nei confronti degli ospedali territoriali. In particolare l'apertura per sole 12 ore dei punti nascita che mette a rischio le donne e in difficoltà i professionisti chiamati ad operare. In base a queste valutazioni la consigliera chiede di conoscere le ragioni di questa scelta a fronte delle alternative proposte dai professionisti e dal Dipartimento ostetricia e ginecologia.
 
La risposta. La Pat, ha risposto l'assessore Zeni, ha scelto di mantenere i punti nascita ed è stata chiesta al ministero la deroga del limite dei 500 parti; richiesta che è stata accolta dalla ministra. Spetta allo Stato – ha affermato l'assessore – fissare gli standard di sicurezza, non alla politica trentina. Contestualmente sono entrati in vigore i limiti di 11 ore giornaliere e 48 settimanali per i medici e, nonostante questo, si è riusciti ad organizzare i punti nascita periferici mentre in altre parti del paese non si è riusciti a farlo. Si è riusciti a non chiudere i punti nascita, anche se ci sono disagi, ma, ha sottolineato Zeni, non è in discussione la sicurezza delle donne. Negli orari notturni, inoltre, la situazione è quella che si avrebbe se fossero chiusi i punti nascita come auspicato da qualcuno. Le donne di giorno saranno seguite dai medici che seguiranno i parti anche fuori dal turno diurno. Si può non essere d'accordo, ha affermato l'assessore, ma il senso di responsabilità dovrebbe consigliare di non alimentare paure per motivi politici. Siamo in attesa di chiarezza sulla normativa dei medici nel frattempo la Giunta ha stanziato 9 milioni di euro per adeguare il personale in particolare dei punti nascita e dell'emergenza.
 
La replica. Due osservazioni: ci sono due modi per chiudere punti nascita uno trasparente e condiviso con la popolazione, l'altro con lo strangolamento progressivo con stillicidio finalizzato a togliere competenze e strumenti, come ha ricordato un primario da poco in pensione. L'attesa che si continua ad alimentare, ha detto ancora la consigliera, nelle risposte del Ministero che pensa solo di spostare le domande di deroghe di 500 parti su un organismo tecnico. Aspettare una deroga larga è alimentare false speranze. A questo si è aggiunto, in modo colpevole, la vicenda delle 11 ore che era sul tavolo da un anno.
 
Maurizio Fugatti (Lega) – Il consigliere, riguardo agli accorpamenti scolastici previsti per i plessi di Avio, Brentonico, Soraga e Torcegno, chiede alla Giunta e al Presidente Rossi se le scelte contenute nella delibera del 2 novembre possano subire variazioni a seguito delle richieste venute dai territori interessanti. Fugatti, ha chiesto se Rossi ha avuto il tempo di incontrare la comunità di Torcegno, per spiegare la scelta. In aula era presente una rappresentanza dei genitori delle scuola di Torcegno.
 
La risposta. Visto che ci sono i cittadini di Torcegno, ha detto Rossi, mi concentro su questo. Sulla scelta degli accorpamenti, ha ricordato, sono stati fatti 18 incontri, ad uno di questi ha partecipato il sindaco di Torcegno che ha Rossi ha detto di avere incontrato di nuovo il 4 agosto. Un incontro  nel quale è stata comunicata la ragione delle delibera e un altro incontro si è tenuto dopo l'adozione. Successivamente, ha detto ancora il Presidente, ho chiamato il sindaco ma non sono riuscito ad incontrarlo. Anche per Roncegno è stato applicato il criterio di evitare che ci sia un impoverimento culturale cercando di individuare modalità per chiudere una piccola scuola elementare, per motivi di qualità di servizio, ci sia la garanzia di arrivare ad uno scambio con una scuola materia. Scambio di servizi che viene effettuato tra Torcegno e Telve di Sopra che sta a 1,9 chilometri. Si è garantita la qualità di servizio (siamo sotto i 40 alunni) con uno scambio di servizi che permette a Telve di avere una scuola e Torcegno un'altra. Con questo sistema si sono affrontati i problemi sul territorio, tranne che per la materna di Nanno che è in comune fuso, che aveva solo 7 bambini. Per il resto del territorio è stato fatto uno scambio di servizi. Come nel caso di Pellizzano e Ossana.
 
La replica. E' la prima volta, ha detto Fugatti, che il presidente chiama un sindaco e questo non risponde. Il sindaco ha detto di aver chiesto un appuntamento col Presidente e sembra impossibile che quest'ultimo non sia riuscito a parlare con un sindaco. L'impoverimento culturale, ha aggiunto il consigliere leghista, di una comunità lo deve decidere la stessa comunità. Non lo può decidere Trento. Se una comunità è contraria va tenuto conto. La qualità del servizio la decidono i genitori e se i genitori scendono in piazza significa che quella scuola è ritenuta buona. Il Patt, ha detto Fugatti, una volta apriva le scuole di montagna non le chiudeva. Ed ha ricordato che ad Avio sono state raccolte 1500 firme su 4 mila abitanti. Nelle pluriclassi, ha chiuso, cresce il senso di comunità.
 
Rodolfo Borga (Civica Trentina) – Il consigliere della Civica, di fronte a quello che definisce il tourbillon di milioni per le opere pubbliche annunciate dalla Giunta, chiede a quanto ammontano i fondi per queste realizzazioni; quante di queste sono giuridicamente vincolate da impegni passati; quante sono disponibili per il finanziamento e quante potranno essere appaltate il prossimo anno.
 
La risposta. Gilmozzi ha risposto affermato che le risorse per il 2016 per investimenti ammontano a 186 milioni di euro; le opere giuridicamente vincolate ammontano a 129 milioni, 331 mila euro, le risorse non vincolare sono 54 milioni che sono destinate per 24 milioni per opere per manutenzione stradale e immobili e 5 per la riqualificazione energetica degli immobili. Le risorse disponibili nella programmazione, dopo la selezione fatta negli anni passati, resta di 24 milioni 738 mila euro. Nel  nel 2016 partiranno iter e procedure d'appalto per i paravalanghe del Fedaia, la Loppio Alto Garda, la variante di Cles, la sistemazione della strada statale 47 a Ospedaletto e altre. In tutto quattordici opere. La Patrimonio del Trentino, ha inoltre in programma opere come il palazzetto Riva, la ristrutturazione dell'Hotel Raphael di Roncegno e altro. Poi ci sono l'Istituto Vittoria, le terme di Vetriolo e, ha aggiunto l'assessore, l'inizio della progettazione del nuovo ospedale.
 
La replica. Borga ha detto che dovrà valutare lo scritto. Nel 2016 ci sarebbero 24 milioni e  nella lista l'assessore ha messo anche il Not che non è una questione di soldi ormai. Con le progettazioni, ha detto Borga, si può riempire la Provincia di opere pubbliche, ma, ha aggiunto, avevo chiesto quali opere si possono appaltare nel 2016, anche perché spesso gli assessori promettono opere che sembrerebbero fattibili a breve. Insomma, la logica è quella del "promettete, promettete e qualcosa resterà"
 
Massimo Fasanelli (Misto) – Il consigliere chiede al Presidente Rossi perché sono stati cancellati i corsi Architettura e ambiente al liceo Vittoria di Trento e design al Depero di Rovereto. Chiede quali valutazioni hanno portato alla scelta; quanti sono gli iscritti ai corsi; qual è stato il coinvolgimento delle famiglie e come mai il provvedimento è stato preso nel momento in cui gli istituti hanno messo in atto l'orientamento.
 
La risposta. Ha risposto il presidente Rossi affermando che primo, i ragazzi già iscritti ovviamente potranno proseguire questi percorsi didattici fino alla maturità. Ma i due corsi non saranno comunicati ai ragazzi di terza media perché con i numeri dei frequentanti, da quando ci sono, cioè da 4 anni, non si è mai riusciti a costituire una classe autonoma. E l'eliminazione delle classi articolate è uno dei criteri scelti per migliorare l'offerta formativa. Chi vorrà seguire il corso di design lo potrà fare a Trento, per architettura e ambiente lo potrà fare a Rovereto, Pergine, Borgo e Primiero. Insomma, chi ha iniziato va avanti e la decisione è legata al fatto che in 4 anni non si è costituita una sola classe autonoma. La replica. Fasanelli ha replicato ricordando che ci sono preoccupazioni anche tra i docenti di questi corsi.
 
Marino Simoni (Progetto Trentino) – Il consigliere di Progetto Trentino interroga la Giunta per conoscere la situazione del carcere di Gardolo, che oggi ospita 300 detenuti a fronte di una capienza massima prevista di 250 e della decisione di farne arrivare addirittura altri 50. Una previsione che, secondo i vertici carcerari, di Roma potrebbe arrivare a 418. C'è forte preoccupazione nell'ambiente, espressa dalle organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria, con riferimento all'inadeguatezza della struttura e alla carenza di organico che si verrebbe a creare.
 
La risposta. Rossi ha risposto affermando che anche la Giunta è preoccupata per la situazione del carcere. Di recente, alla luce di alcuni approfondimenti e da una segnalazione del dottor Ramponi, responsabile sanitario, Rossi ha affermato di aver mandato una nota al ministro della Giustizia e al dipartimento. Il Presidente ha letto la lettera con la quale ha espresso preoccupazione per il fatto che al carcere è stato assegnato un numero esorbitante di carcerati, fino a portarne il numero oltre i 400. Ha ricordato che il limite stabilito va rispettato; limite che oggi è stato già superato e si è arrivati a 350. Preoccupa l'intenzione di assegnarne un numero superiore ai 400 in tempi brevi, Per questo Rossi ha chiesto un incontro urgente. La situazione, ha concluso, inizia a diventare preoccupante.
 
La replica. Simoni ha ricordato che dietro il ragionamento della costruzione del carcere stava quello di un territorio che voleva impostare l'approccio alla pena in modo diverso. Lo Stato, ha affermato inoltre, sottoscrive accordi e poi fa quello che vuole, ancora una volta. Lo si vede qui come su altri aspetti. Il ruolo del sistema dell'autonomia, che dà risposte anche su ruoli statali, va ribadito. Se i patti non sono rispettati, ha concluso, si mette in dubbio il sistema democratico.
 
Manuela Bottamedi (Patt) – La consigliera del Patt interroga la Giunta sullo stato di attuazione del progetto di stabilizzazione del personale docente, dal momento che nella prossima finanziaria è stato inserito un passaggio che prevede di prorogare i termini di validità delle graduatorie per le assunzioni a tempo indeterminato fino al 2019. In particolare la consigliera del Patt chiede di sapere se sarà istituito un concorso riservato agli attuali insegnanti non abilitati e non inseriti nelle graduatorie e, in caso affermativo, se si intende farlo nelle stesse date del concorso che sarà indetto a livello nazionale.
 
La risposta. Rossi ha risposto affermando che tutti i docenti che hanno ottenuto l'abilitazione dopo il 2006 potranno partecipare ad concorso provinciale che verrà fatto contestualmente a quello nazionale. Quindi la Pat conferma la volontà di fare i concorsi e sono i corso contratti col Ministero per preparare un bando allineato a quello nazionale, per quanto riguarda i contenuti e in termini temporali per evitare il disallineamento che provocherebbe gli effetti segnalati dalla consigliera.
 
La replica. La consigliera ha detto di esser soddisfatta perché c'è l'annuncio che ci sarà il concorso contestualmente al resto d'Italia. Anche gli abilitati dopo 2006, quindi, potranno fare il concorso nelle stesse date del resto d'Italia senza trovarsi di fronte alla diaspora dal resto d'Italia.
 
I lavori del Consiglio provinciale proseguono domattina alle 10 con la presentazione, l'esame e il voto bilancio di previsione del 2016 dell'assemblea legislativa presentato dal presidente Dorigatti. Seguiranno le comunicazioni del presidente della Giunta Rossi sul Not richieste dalle minoranze.
 

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L'interrogazione

Profughi con mazzette di contanti nei negozi. Maurizio Fugatti interroga la Giunta.

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Come è possibile che alcuni profughi siano in possesso di somme di denaro contanti rilevanti? Quali controlli vengono svolti all’interno di appartamenti e strutture di accoglienza? Quanti profughi sono muniti di una carta prepagata ricaricabile?

Queste sono alcune delle domande che il segretario e consigliere provinciale Maurizio Fugatti inserisce all’interno di un’interrogazione presentata stamane all’attenzione della giunta provinciale.

L’interrogazione nasce dopo che alcuni cittadini hanno segnalato alla Lega Nord che molti profughi si sarebbero recati presso degli esercizi commerciali muniti di somme rilevanti di denaro contante per l’acquisto di prodotti. «Cosa alquanto insolita e che porta ad interrogarsi su come questi soggetti siano entrati in possesso di quel denaro» chiede appunto Fugatti.

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In alcune occasioni il proprietario o il commesso presente si sarebbe addirittura rifiutato di provvedere alla vendita del prodotto indicato dal profugo. «Abbiamo ricevuto anche delle segnalazioni che riportano che molti profughi acquistano regolarmente “Gratta e vinci” nei vari esercizi presenti sul territorio; il tutto a spese dei contribuenti» – aggiunge Fugatti che poi conclude dicendo: «Dopo gli abbonamenti gratuiti per la libera circolazione sul territorio provinciale, le tessere per l’acquisto di generi alimentari e non, tirocini, corsi di lingua italiana, sanità gratuita, appartamenti e altri aiuti economici ora ecco anche questa novità»

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L'interrogazione

Che fine ha fatto l’elicottero Agusta AW139 dopo l’incidente sul Monte Nambino?

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Il 5 marzo 2017 si è verificato un grave incidente che ha coinvolto un elicottero del 118, precipitato sul Monte Nambino, nella zona di Madonna di Campiglio, nel corso di una missione di soccorso in montagna. Fortunatamente nessun morto. (qui l’articolo)

In quota la visibilità era scarsa e c’era forte vento. Secondo il preliminary report dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, l’elicottero intervenuto sarebbe andato in ‘white-out’, sollevando in fase di avvicinamento al suolo una nube bianca di neve che avrebbe fatto perdere contatto visivo al pilota, che si sarebbe poi avvicinato al suolo per permettere la discesa con verricello del personale, operazione che lo ha fatto oscillare e successivamente impattare al suolo.

L’8 marzo l’Agusta AW139 è stato depositato nel piazzale della caserma dei volontari di Dimaro, per poi essere trasferito in un hangar dell’aeroporto Caproni di Mattarello, dove risulterebbe giacere ancora oggi.

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Nell’estate 2017, a sei mesi dell’incidente, è stato annunciato il reintegro del parco velivoli, che fino al 5 marzo poteva contare su tre elicotteri per l’elisoccorso e due da servizio tecnico, tramite il noleggio di un altro elicottero Agusta AW139 da parte della Provincia, che pare costi quasi 7.000 euro al giorno.

«Per quanto riguarda il destino dell’elicottero fuori uso, – spiega il consigliere di Agire Claudio Cia – dalle informazioni a disposizione risulterebbe che la compagnia di assicurazione sia anche disposta a indennizzare il danno, purché qualcuno decida cosa farne: se valga la pena procedere alla riparazione dello stesso, oppure se vendere il relitto per acquistare un nuovo mezzo, nella consapevolezza del costo fra i 13 e i 15 milioni di euro».

Dopo la premessa sopra citata il consigliere Cia ha presentato ieri un’interrogazione alla giunta provinciale dove appunto chiede quali sono gli effettivi costi, giornalieri e totali, per l’affitto dell’elicottero sostitutivo, da quando risulta attivo il noleggio del velivolo e quando si stima potrà concludersi.

Claudio Cia chiede anche a chi spetta decidere cosa fare con il velivolo danneggiato e cosa si sta aspettando, qual è la valutazione della Provincia in merito al destino del velivolo, con quali realtà territoriali circostanti sono in essere accordi per l’intervento di elicotteri esterni al parco velivoli provinciale, e in quante occasioni ne è stato necessario il ricorso e per quali costi eventuali.​

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L'interrogazione

«Una esigua nevicata paralizza il Trentino, è questa l’eccellenza?»

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Se lo chiede il consigliere provinciale di Forza Italia Giacomo Bezzi che nella mattinata ha presentato un’interrogazione alla giunta provinciale.

Bezzi vuole sapere, considerato che non si è trattato di una vera emergenza in quanto l’intensità della nevicata è stata piuttosto esigua per una regione alpina come il Trentino Alto Adige, quale sia il motivo per cui A22 non sia stata in grado di gestire la situazione evitando i gravi disagi creatisi sul tratto autostradale.

Bezzi punta il dito anche sul fatto che la perturbazione era stata ampiamente prevista da tutti i meteo, per questo chiede se gli operatori dipendenti della A22 addetti allo sgombero neve fossero stati allertati e quindi reperibili e se l’A22 abbia previsto un aumento dei mezzi previsti per lo sgombero neve sul tratto autostradale di competenza, a fronte di un pedaggio davvero importante che gli utenti della stessa sborsano.

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«Una domenica bestiale e un lunedì nero per le strade della Regione. Ci riferiamo alla lunga coda provocata dal contro esodo domenicale per i mercatini, – scrive nella premessa del documento interrogativo Bezzi – prorogatosi anche ieri. Un infernale viaggio di ritorno che ha visto i turisti furiosi sorbirsi almeno 140 km di coda per fare ritorno a casa. Una coda provocata da una prima nevicata, annunciata da tempo e di lieve intensità. Questa situazione è andata poi progressivamente peggiorando, paralizzando il traffico sull’intero territorio regionale, producendo incidenti, ritardi e disagi non giustificabili da un evento atmosferico di queste proporzioni, assolutamente previsto, autostrada ghiacciata, autobus rallentati e corse annullate».

«La nostra Regione dovrebbe garantire servizi di eccellenza diametralmente lontani dall’immagine e dal livello posto in essere lungo questo primo ponte di dicembre; un afflusso massiccio ma ampiamente previsto come quello registrato nello scorso fine settimana, non dovrebbe permettere la paralisi della nostra viabilità, anche se occorso contestualmente alla prima nevicata stagionale» – conclude ancora Bezzi.

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