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Trento

Turnazione dei medici: la giunta incarica l’APSS per le assunzioni

Oggi la Giunta provinciale, su indicazione dell'assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, ha autorizzato l'Azienda provinciale per i servizi sanitari ad effettuare le assunzioni in ruolo del personale sanitario necessario per l'adeguamento delle unità operative del Sistema Ospedaliero Provinciale, quantificato in una spesa massima aggiuntiva a regime di 9 milioni di euro.

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Oggi la Giunta provinciale, su indicazione dell'assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, ha autorizzato l'Azienda provinciale per i servizi sanitari ad effettuare le assunzioni in ruolo del personale sanitario necessario per l'adeguamento delle unità operative del Sistema Ospedaliero Provinciale, quantificato in una spesa massima aggiuntiva a regime di 9 milioni di euro.

Come stabilito dall'esecutivo provinciale, l'area materno-infantile e l'urgenza-emergenza, nonché i servizi connessi, costituiscono aree prioritarie di intervento.

"Il rispetto della normativa nazionale sul riposo dei medici – precisa l'assessore Luca Zeni – ha comportato necessariamente la messa in campo di alcuni interventi di trasformazione nell'assetto organizzativo delle strutture ospedaliere provinciali. Con la decisione odierna potrà essere ristabilita la piena operatività di tutti i reparti in tempi ragionevolmente brevi. Fermo restando questo aspetto, vanno però evitati inutili allarmismi – prosegue l'assessore -. il Servizio sanitario trentino ha tutte le carte in regola per funzionare al meglio. In particolare vorrei ricordare che il servizio legato all'emergenza territoriale, ovvero il 118, è rimasto intatto: il fulcro è rappresentato dalla Centrale operativa che lavora sulle 24 ore ed è presidiata anche da un medico di emergenza. Sotto il profilo dei punti nascita di Cavalese, Tione e Arco, tutte le componenti professionali sono state fortemente sensibilizzate per assicurare flessibilità, tempestività e garanzia di accoglienza".

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La riorganizzazione messa in atto dall'Azienda sanitaria a partire dal 25 novembre salvaguardia tutti i servizi ai cittadini; sui punti nascita di Cavalese, Tione e Arco si è deciso per una diversa modalità operativa che garantisca la sicurezza delle donne, nel rispetto delle disposizioni normative a tutela del personale; i possibili disagi alle partorienti derivanti dalla ridotta operatività dei punti nascita verranno però ampiamente bilanciati dalla messa a regime su tutti gli ambiti territoriali del percorso nascita per la gestione da parte dell’ostetrica della gravidanza a basso rischio, che è stato adottato da tempo, con buoni risultati, in alcune realtà provinciali.

In questo senso si segnala l'accordo siglato nel 2010 che impegna le Province autonome e le Regioni insieme al Governo a realizzare un programma che ha come obiettivo specifico la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita, attraverso specifiche linee di azioni per rafforzare la rete dei servizi dell'area materno-infantile, lo sviluppo dell'offerta di assistenza in consultori e ambulatori, la diffusione di corsi di accompagnamento alla nascita, la continuità dell'assistenza ostetrica.

In base alla deliberazione oggi adottata dalla Giunta provinciale, la dotazione organica del personale dell'Azienda sanitaria, sia con riferimento alla dirigenza medica che al personale non dirigente del ruolo sanitario, verrà integrata attraverso apposite procedure concorsuali, ovvero attraverso lo scorrimento di graduatorie in corso di validità. Particolare attenzione verrà riservata alle aree materno-infantile e urgenza-emergenza.

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Il Piano riorganizzativo dell'Apss stabilito dalla Provincia

  • in tutti gli ospedali pubblici trentini viene confermato il mantenimento dell'attività specialistica ambulatoriale, salvo possibili riduzioni orarie per alcune attività legate alla necessità di assicurare le prioritarie funzioni di degenza ospedaliera;
  • in tutti gli ospedali pubblici trentini viene confermato il mantenimento dell'attività chirurgica programmata;
  • negli ospedali di Arco, Cavalese, Tione e Borgo viene garantita l'operatività dei pronto soccorso – che rimangono aperti ovunque H24 – e dei reparti di medicina, conferma dell'attività chirurgica d'urgenza attualmente garantita in orario diurno;
  • negli ospedali di Arco, Cavalese, Tione e Borgo le urgenze gravi (i cosiddetti "codice rosso"), in orario notturno – fino a questo momento affrontati tramite la cosiddetta reperibilità degli anestesisti – verranno inviate all'ospedale di riferimento grazie all'utilizzo del servizio di trasporto sanitario e in particolare dell'elisoccorso; in questo modo sarà garantito il rapido spostamento dei pazienti presso l'ospedale di riferimento e l'eventuale intervento assistenziale d'emergenza;
  • negli ospedali di Trento, Rovereto e Cles verrà mantenuta la copertura dei servizi attualmente in essere sia in elezione che in urgenza nell'arco delle 24 ore;
  • i punti nascita di Trento, Rovereto e Cles manterranno l'attuale assetto;

Punti nascita di Cavalese, Tione e Arco

  • nella fascia oraria diurna, dal lunedì al venerdì, è garantita la presenza di tutto il personale previsto (ginecologo, anestesista, ostetrica)
  • il personale garantisce la massima flessibilità operativa; ciò comporta che in relazione alla concreta situazione clinica della partoriente si opterà per privilegiare l’effettuazione del parto in sede, ovvero, ove non ragionevolmente possibile, il trasferimento in condizioni di sicurezza presso una sede centrale (nel senso che una donna non verrà mai caricata in elicottero a metà travaglio solo perché si è entrati in orario notturno, se non in presenza di esigenze cliniche rilevanti); questa indicazione vale sia per la fascia oraria notturna (20-8) che per quella pomeridiana (18-20) e nel fine settimana;
  • la valutazione clinica della partoriente viene effettuata dall’ostetrica e dal ginecologo in fascia diurna mentre nella fascia notturna, pomeridiana e nel fine settimana è assicurata dall’ostetrica che, in caso di dubbio, può contattare il ginecologo in servizio all’ospedale S. Chiara.

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