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Trento

Chiusura punti nascita: nelle valli ora è rivolta.

È ormai massima allerta delle zone periferiche per la possibile chiusura dei punti nascita decretata dall'assessore Luca Zeni. 

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È ormai massima allerta delle zone periferiche per la possibile chiusura dei punti nascita decretata dall'assessore Luca Zeni. 
 
Sono state convocate una raffica di conferenze stampa nelle valli. Il Presidente della Comunità delle Giudicarie Giorgio Butterini, allarmato dal ridimensionamento dei servizi e la parziale chiusura dei punti nascite, «decisa prescindendo da un opportuno confronto con i territori interessati» – riporta la nota. La conferenza stampa si terrà venerdì 27 novembre alle ore 18.00 presso l’Ospedale di Tione, alla presenza dei Sindaci e Amministratori delle Giudicarie, a cui verrà illustrata la critica situazione dei servizi attualmente erogati dal Presidio giudicariese e fatto il punto sul suo futuro sempre più incerto. Laconico il commento del sindaco di Tione, Mattia Gottardi, «ormai ci stanno solo prendendo in giro»
 
Fuoco incrociato anche in Fiemme e Fassa dove su indicazione della Comunità territoriale di Fiemme, dell' Associazione Parto per Fiemme e di tutti i cittadini, professionisti, volontari e amministratori delle Valli di Fiemme e Fassa impegnati nella salvaguardia dell'ospedale è stata organizzata una manifestazione che si terrà domani a partire dalle 18.00 di fronte all'Ospedale di Fiemme a Cavalese.
 
Il tutto mentre la corte dei conti dice che la sanità trentina è la più costosa d'Italia per il cittadino e le opposizioni affilano i coltelli  con un carosello di critiche e interrogazioni. La cosa che lascia ancora una volta perplessi è il fatto che Borgonovo Re sia stata rimossa per il tentativo di chiudere i punti nascita e sostituita con Luca Zeni che praticamente sta andando nella stessa direzione. Zeni dichiara che è una soluzione temporanea, ma ormai nessuno è più disposto a credere a nulla.  
 
La Lega Nord chiede alla giunta provinciale come gli ospedali di periferia possano essere messi nelle condizioni di operare con un solo medico non anestesista di fronte a potenziali emergenze pediatriche, cardiache respiratorie o altro. Stessa richiesta per i reparti di chirurgia e ortopedia, che potrebbero trovarsi di fronte a gravi complicanze post chirurgiche, rischiano di trovarsi in una simile situazione di disagio.
 
La lega nord porta anche degli esempi di situazioni che potrebbero verificarsi: «una grave complicanza post chirurgica, una grave insufficienza respiratoria (anche di un neonato) o cardiaca, un distacco di placenta, che necessitano di intervento tempestivo con rianimatore (nel giro di pochissimi minuti), dovranno aspettare l'arrivo dell'elicottero che potrebbe impiegare anche oltre 30 minuti. E se per motivazioni diverse l’elicottero non potesse arrivare nell’orario stabilito (perché già impegnato sulle altre tre periferie, o altro), cosa potrebbe succedere? Questo significa mettere in condizioni di non sicurezza i pronti soccorsi delle periferie che si troveranno con un solo medico non anestesista a dover gestire le potenziali emergenze pediatriche, cardiache, respiratorie o altro. Anche i reparti di chirurgia e ortopedia, dove è ben risaputo possano esservi gravi emergenze post chirurgiche, potrebbero trovarsi in una simile situazione di disagio».
 
Il gruppo consigliare dell'Upt, forse fino ad ora l'unico garante dei punti nascita sul territorio parla di «di una situazione precaria»
 
I membri dell’UpT e della Ual spiegano come ci si trovi in situazione di emergenza e come la questione vada affrontata in spirito collaborativo e scevro da polemiche per giungere presto a predisporre una soluzione concreta e duratura che tenga conto delle vere esigenze dei territori.
 
Il Gruppo UpT spiega inoltre come la soluzione proposta nella giornata di ieri dall’assessorato – che prevede tra le soluzioni la chiusura delle sale operatorie e l’assenza degli specialisti nelle ore notturne e nei fine settimana, la mancanza di medici e  personale specializzato con relativo spostamento dei pazienti sugli ospedali “centrali” di Trento, Rovereto e Cles – può essere accettata per brevissimo tempo, e intesa come soluzione d’emergenza ma non è certamente accettabile come soluzione definitiva.
 
Su questo va fatta una profonda riflessione” continuano UpT e Ual “Come credete che si ritroveranno ad operare Trento, Cles e Rovereto quando su essi graveranno tutte le emergenze trentine e quando, per fare un esempio, le strutture ospedaliere situate in luoghi turistici potranno garantire solo parzialmente gli interventi d’ortopedia? Saranno intasati e di certo incapaci di sopperire a quella preziosa opera di filtro e supporto oggi mirabilmente svolta nella valli grazie, è giusto e doveroso ricordarlo, a tutti coloro i quali – medici, infermieri, ostetriche, professionisti e volontari stanno lavorando con impegno e tenendo duro per salvare i loro ospedali di valle e il loro diritto ad un servizio sanitario d’eccellenza".
 
Anche il M5s ha convocato una conferenza stampa per venerdì 27 novembre alle ore 11.00 presso la Sala delle Commissioni in Palazzo della Regione, la tematica è sempre quella, «sul futuro del punto nascita dell'ospedale di Arco e più in generale della sanità trentina e del destino degli altri ospedali periferici, alle luce dei recenti sviluppi sugli orari di lavoro e riposo». Alla conferenza saranno presenti il consigliere provinciale Filippo Degasperi e i consiglieri comunali di Arco Lorenza Colò e Giovanni Rullo, il consigliere comunale di Riva del Garda Andrea Matteotti, il consigliere comunale di Dro Roberto Matteotti e il consigliere comunale di Ala Angelo Trainotti.
 
Pesantissime le parole dell'ex assessora provinciale alla salute, Donata Borgonovo Re, «Alla programmazione si preferisce l'emergenza, dando colpa all'Europa. Questi comportamenti dimostrano una totale irresponsabilità da parte di Luca Zeni e Ugo Rossi. La misura prevista è da un lato demenziale e dall'altra pericolosa. Ora si stabilisce che le primipare in travaglio dalle 18 dovranno resistere fino alle 8 del mattino seguente grazie al colpo di genio dei nostri vertici sanitari, che hanno finalmente deciso il modello trentino dei punti nascita».
 
Poi l'ex assessora affonda il colpo su Zeni, «è disarmante la superficialità con cui il mio collega sta affrontando la questione, proponendo il parto a tempo alle donne che si rivolgono ai punti nascita degli ospedali territoriali, buttando al vento la qualità della nostra sanità in nome del populismo. Non mi sorprenderebbe che i professionisti dicessero no a garantire la funzionalità di unità operativa con queste caratteristiche organizzative».
 
Reazioni violente anche di Alessio Manica e l'assessora Sara Ferrari, mentre Mellarini e Gilmozzi hanno formato un'interrogazione del gruppo consigliare dell'UPT in proposito. Ma ora la domanda sorge spontanea, ma se nessuno vuole chiudere i punti nascita a parte Luca Zeni e Ugo Rossi perché non si tengono aperti? Insomma ora la sanità trentina pare nel caos più assoluto.
 
Nella foto di Claudio Cia, la nuova segnaletica predisposta in prossimità degli ‪‎ospedali‬ trentini… divieto di sorvolo sopra i punti nascita di valle, tutte le ‪cicogne‬ dirottate su Trento, Rovereto e Cles. Si consiglia di contattare l'URP per sapre dove, quando e se partorire…
 
 
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Trento

Stavano svaligiando una casa a Cognola, arrestati 3 tunisini

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Tre tunisini, due dei quali clandestini ed uno in attesa del permesso di soggiorno, tutti pregiudicati, sono stati arrestati per furto in abitazione e portati in carcere a Spini di Gardolo dopo essere stati sorpresi in flagranza di reato dalla polizia.

La notizia viene riferita dalla redazione Rai di Trento.

È accaduto ieri sera in una abitazione sulla collina di Trento, a Cognola.

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Il proprietario, che risiede a Civezzano, si è insospettito e ha chiamato la Polizia quando, provando ad entrare in casa, si è accorto che la serratura era stata forzata.

Quindi ha atteso gli agenti ed è entrato con loro in casa, trovata in disordine e con oggetti sparsi sul pavimento.

Una delle stanze era chiusa dall’interno e dentro sono stati trovati barricati i tre tunisini, autori del tentativo di furto, che sono quindi stati arrestati.

I soggetti sono stati trasferiti nelle carceri di Spini di Gardolo in attesa che il magistrato convalidi l’arresto.

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Trento

Cittadini digitali con lo SPID, per dialogare online con la pubblica amministrazione

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Accedere allo sportello online del Comune e ai servizi della Provincia autonoma e dell’Università di Trento, visionare e modificare il proprio modello 730 precompilato, consultare con TreC la propria cartella clinica, sempre utilizzando le medesime credenziali (utente e password).

È possibile utilizzando SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), che permette di comunicare in maniera facile e sicura con tutta la pubblica amministrazione.

Durante la terza edizione di Trento Smart City Week sarà possibile gratuitamente prenotare, ottenere e provare il proprio SPID nell’apposito stand operativo dal 20 al 22 settembre nel Villaggio Digitale allestito in piazza Duomo. Prenotazioni aperte dal 5 settembre.

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In piazza saranno presenti anche gli enti promotori della manifestazione (Comune di Trento, Provincia autonoma di Trento, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Fondazione Bruno Kessler, Università di Trento, Consorzio dei Comuni Trentini, MUSE – Museo delle scienze di Trento) che illustreranno a tutti gli interessati i progetti e le iniziative innovative in campo digitale.

Cittadini al tempo del digitale” è il tema della terza edizione di Trento Smart City Week che dal 16 al 22 settembre animerà piazza Duomo, Palazzo Geremia e altri luoghi di Trento con appuntamenti dedicati ai diritti, ai doveri, alle opportunità e ai rischi rappresentati dall’utilizzo degli strumenti digitali, che ormai sono parte integrante della nostra vita quotidiana.

Tante le occasioni di incontro e di confronto per conoscere esperienze locali, nazionali e internazionali, ma anche le opportunità per provare in prima persona app e servizi.

Trento Smart City Week 2019 cerca inoltre ragazzi volontari per collaborare all’organizzazione dell’evento dal 13 al 23 settembre, alla fase preparatoria e alle attività nei luoghi della manifestazione.

La partecipazione potrà essere inserita nell’ambito del progetto di alternanza scuola lavoro rivolto agli studenti e alle studentesse frequentanti le scuole superiori.

C’è tempo fino al 1° settembre per aderire sul sito web da dove è possibile restare aggiornati sull’evento e iscriversi alla newsletter dedicata.

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Trento

Mercato del lavoro: massima attenzione da parte della Provincia

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“Siamo vigili e pronti ad attivare, in condivisione con le parti sociali, tutte le misure necessarie ed opportune per aumentare la capacità di assorbimento della forza lavoro da parte delle imprese, impegnandoci, nel contempo, sul settore strategico della formazione”.

Così l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli a commento dei dati, resi noti da Agenzia del lavoro e riportati ieri dai quotidiani locali sulla situazione occupazionale in Trentino nei primi 5 mesi del 2019.

“Riteniamo, inoltre, – aggiunge l’assessore – che le misure nazionali, miranti ad introdurre strumenti equitativi nel mercato del lavoro, tipo il decreto dignità, proprio nel periodo preso a riferimento, abbiano evidenziato, perlomeno per il settore dell’industria, gli effetti negativi previsti dal lato della flessibilità, con riduzione delle assunzioni a tempo determinato.”

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“Se guardiamo i dati nella loro complessità comunque – precisa Spinelli – possiamo notare alcuni importanti elementi di positività se pensiamo che il mercato del lavoro trentino, come da fonte ISPAT, evidenzi nel primo trimestre del 2019 un tasso di attività pari al 72,3% (+1,2% rispetto al medesimo periodo del 2018) e un tasso di occupazione pari al 68% (+1,0 rispetto al 2018)”.

I dati pubblicati da Agenzia del Lavoro relativi al periodo gennaio-maggio, evidenziano delle criticità sui saldi occupazionali e quindi sulla differenza nel periodo di riferimento tra assunzioni e cessazioni lavorative.

Il saldo occupazionale nei primi cinque mesi dell’anno è negativo, per circa 1.500 unità, il che non vuol dire che si sono persi altrettanti posti di lavoro, ma semplicemente che al momento le uscite lavorative prevalgono sulle entrate.

Da una più attenta lettura dei dati ci si accorge che il saldo negativo dei primi cinque mesi del 2019 si determina nel solo comparto dei pubblici esercizi e del turismo dove un maggior numero di cessazioni in questo periodo è assolutamente normale considerando che nei primi cinque mesi dell’anno si contano le cessazioni di gennaio e febbraio dovute dalla chiusura della precedente stagione turistica invernale e non si contano invece le assunzioni per la stagione estiva che si realizzeranno tra il mese di giugno e quello di agosto.

Peraltro, un minor numero di assunzioni nel turismo, che anche quest’anno lamenta difficoltà di reperimento di personale, può indicare non un cattivo andamento del comparto, ma semplicemente che le imprese non trovando lavoratori siano state costrette a ridurre i fabbisogni di personale.

Va detto che, se si guarda il medesimo periodo del 2018, il saldo occupazionale complessivo della provincia di Trento era negativo di sole 76 unità.

Ed è quindi evidente che quest’anno alcuni settori, nei primi cinque mesi, pur continuando ad assumere, lo hanno fatto in misura inferiore al 2018.

Non bisogna poi sottovalutare l’incremento della qualità del lavoro sul mercato.

Il calo delle assunzioni si accompagna infatti con un’importante crescita della stabilità lavorativa: per maggior numero di assunzioni (+1.316) e di trasformazioni (+1.475) a tempo indeterminato rispetto al 2018.

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