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Trento

Per Stampini, il finto medico di Riva, arriva il conto da pagare: 2,5 milioni di euro.

Per trentasei anni ha operato dentro e fuori dalle sale parto. Incarichi di rilievo in almeno quattro ospedali tra le province di Ferrara, Trento, Vicenza e Venezia. «Un medico da oltre 500 interventi all’anno» secondo il suo legale, l’avvocato David Zanforlini. 

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Per trentasei anni ha operato dentro e fuori dalle sale parto. Incarichi di rilievo in almeno quattro ospedali tra le province di Ferrara, Trento, Vicenza e Venezia. «Un medico da oltre 500 interventi all’anno» secondo il suo legale, l’avvocato David Zanforlini. 

Peccato però che Andrea Stampini, ginecologo ferrarese di 65 anni, secondo gli inquirenti la laurea in medicina non l’avrebbe mai conseguita. Dei titoli necessari per la professione infatti non c’è traccia da nessuna parte. O meglio, all’Ordine dei Medici di Ferrara avrebbe depositato una certificazione di laurea e abilitazione autenticata da un notaio. Documenti dei quali però non si trova alcun riscontro all’Università di Bologna, dove il 65enne dice di essersi laureato. Un vero e proprio giallo, che è finito nero su bianco in un fascicolo a firma del pubblico ministero Giorgio Gava della procura di Venezia. L’ipotesi di reato è esercizio abusivo della professione.

A quasi cinque mesi dall’esplosione del caso, venuto alla luce a seguito di alcuni accertamenti legati ad un’indagine contro Stampini per una colpa medica –, gli inquirenti si preparano a presentare il conto al presunto falso medico. Al momento l’atto non si è ancora concretizzato, ma i carabinieri del Nas di Treviso hanno già fatto i conti del maxi risarcimento che Stampini potrebbe essere chiamato a sostenere.

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La procura della Corte dei Conti potrebbe infatti rivalersi sul 65enne per la cifra monstre di 2,5 milioni di stipendi percepiti in maniera illecita dal 1979 (quando ha iniziato ad esercitare) fino al 2015 (quando è andato in pensione).

Solo l'anno scorso Stampini era stato denunciato da una coppia giovane di Camponogara che si era recata nel giorno di Santo Stefano a far partorire il figlio. Era di turno, appunto “il dottor” Andrea Stampini un medico cosiddetto a gettone, che ha insistito affinché fosse effettuato un parto naturale e non cesareo. Il piccolo è nato vivo ma sofferente ed è stato urgentemente trasferito a Padova. A 10 mesi di distanza i danni sul piccolo sono gravissimi ma ci vorrà ancora qualche anno per capirli appieno.

Ma quanto successo alla giovane coppia non sarebbe l'unico caso successo in tutti questi anni. 

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Trento

Si tuffa dalla Torre dell’Orso, grave un sedicenne trentino in vacanza

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Un tuffo pericoloso dal costone roccioso dell’Orsetta a Torre dell’Orso potrebbe costare carissimo a un sedicenne trentino.

Il ragazzo, che da ieri è nel Salento per le vacanze assieme ai propri famigliari, si è infatti lanciato con una capriola dalla falesia in un tratto transennato per pericolo di crollo.

Una sciocchezza che potrebbe costarli la vita.

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Dopo il lancio nel frequentato tratto della baia, i bagnanti lo hanno visto riemergere privo di coscienza e hanno dato l’allarme.

Immediati i soccorsi da parte dei bagnini dello stabilimento vicino, il “Lido l’Orsetta”, e poi dagli operatori del 118 e militari della guardia costiera dell’Ufficio marittimo di San Foca, tutti accorsi a bordo delle idromoto.

All’arrivo dei soccorritori, il ragazzino era tornato cosciente ed è stato allacciato a una barella spinale, per garantirgli l’immobilità visto il serio sospetto che nell’urto con gli scogli abbia riportato un trauma alla spina dorsale.

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Trento

Tonina: nessun ritorno alla politica delle seconde case. Sì al riuso del patrimonio edilizio esistente.

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No all’ulteriore consumo del territorio e nessun ritorno alla politica delle seconde case.

Sì alla continuità con le scelte compiute dalle Giunte nel decennio 2005-2015 attraverso le leggi provinciali che hanno frenato la proliferazione degli alloggi destinati a fini turistico-ricreativi.

Questa in sintesi la risposta dell’assessore all’urbanistica e all’ambiente Mario Tonina (nella foto) a un’interrogazione del consigliere del Pd Luca Zeni.

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Nel chiedere lumi sulla posizione dell’esecutivo, Zeni sosteneva che il “Trentino a trazione leghista apre all’edificazione delle seconde case, incentivando in tal modo un ulteriore consumo del territorio a scapito dell’economia alberghiera e della qualità ricettiva“. Così – proseguiva – si contribuisce “a scalmierare il mercato immobiliare, mantenendo alto il costo delle abitazioni per le giovani coppie”.

Con la sua risposta Tonina respinge anche l’accusa rivolta da Zeni alla Giunta di proporre un modello afflitto da “strabismo”.

Secondo il consigliere, infatti, l’esecutivo è in “palese confusione “, con un presidente “che riafferma l’ormai trito ritornello possibilista” sulla cancellazione di quel che di positivo si era pur fatto fin qui nei settori dell’edilizia e dell’urbanistica per la difesa dei nostri territori di montagna, e un “Vice Presidente che sostiene l’esatto contrario, nell’assordante silenzio dell’albergatore assessore al turismo”.

L’assessore smentisce:è noto e condiviso – scrive – che la legge provinciale 16 del 2005 ha contribuito alla tutela del territorio e del paesaggio e insieme alle esigenze abitative primarie e alla qualificazione del settore turistico”.

E per fugare ulteriormente i dubbi rassicura: “le recenti modifiche introdotte in materia urbanistica con la legge 2 del 2019 hanno confermato tale disciplina”.

Il provvedimento, precisa Tonina, si è limitato ad elencare nella legge i casi, prima demandati a regolamento, di possibile autorizzazione per l’utilizzo temporaneo di un alloggio destinato a residenza ordinaria come alloggio per tempo libero e vacanze.

Quanto al futuro, conclude, “eventuali interventi normativi sulla disciplina urbanistica provinciale verranno condotti solo sulla base di un adeguato approfondimento delle dinamiche di trasformazione del patrimonio esistente e dopo aver ponderato i possibili effetti sull’assetto del territorio”.

L’obiettivo dell’amministrazione provinciale, insomma, è favorire il riuso del patrimonio edilizio esistente servendosi di più strumenti, come dimostrano anche gli incentivi per il recupero dei centri storici.  

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Trento

Nella notte tenta il furto in un B&B al quartiere le Albere. Arrestato nigeriano per rapina, ricettazione e resistenza

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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Trento hanno arrestato in flagranza di reato il 19enne D. I., nigeriano, poiché ritenuto responsabile di rapina impropria, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione.

Nelle prime ore di oggi, lunedì 19 agosto 2019, intorno alle ore 01,50, il nigeriano si è introdotto all’interno di un “B&B” di piazza Donne Lavoratrici presso il quartiere delle Albere dove, per impossessarsi di un telefono cellulare di proprietà di un ospite, non ha esitato ad aggredire un altro cliente per garantirsi una via di fuga.

Tale condotta veniva bloccata da ulteriori ospiti presenti nel “B&B” che trattenevano l’extracomunitario fino all’arrivo de dei militari operanti, nel frattempo allertati a seguito della richiesta di intervento pervenuta sul numero unico di emergenza.

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Anche contro quest’ultimi, il fermato assumeva un atteggiamento di violenta resistenza che, comunque, non provocava nessuna conseguenza.

L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato trattenuto presso il Comando di via Barbacovi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il processo in direttissima.

Nella mattina di Domenica u.s. (18.08.2019), in una via del centro è stato fermato un pregiudicato già destinatario di una misura cautelare restrittiva emessa dall’A.G. trentina. S.F. minorenne tunisino, oltre ad essere stato sottoposto alla misura cautelare e conseguentemente tradotto presso il Carcere Minorile di Treviso per scontare giorni trenta di reclusione è stato segnalato per violenza e resistenza nei confronti dei militari intervenuti.

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