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La Sfera e lo Spillo

Inter è poker al Frosinone, pari nel derby toscano, Napoli espugna il Bentegodi

 

Il capoluogo della Ciociaria, Frosinone (46.000 anime), da questa stagione, è entrato nel club ristretto delle provinciali, in grado di oltrepassare il portone dorato (a girone unico) della massima serie.

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Il capoluogo della Ciociaria, Frosinone (46.000 anime), da questa stagione, è entrato nel club ristretto delle provinciali, in grado di oltrepassare il portone dorato (a girone unico) della massima serie.

Le rovine dell’anfiteatro, la Chiesa di San Benedetto, il Santuario della Madonna della Neve sono i simboli artistici di una realtà autentica, situata sul Colle che domina la Valle del Sacco.

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La Cenerentola approda alla Scala del Calcio, una favola del football nostrano divenuta realtà dopo decenni di sfortune e rovine.

L’Unione Sportiva Frusinate nasce nel 1912 e disputa per molti anni i tornei dilettantistici laziali. Nella storia sono diversi i cambi societari in corrispondenza di fallimenti economici.

La storia del club è caratterizzata da molteplici vicissitudini, numerose le stagioni disputate nell’ombra del calcio nazionale che conta, in serie D e in C2.

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Nel 1990 la società è radiata dalla FIGC e riparte dal campionato Interregionale con la denominazione di Frosinone Calcio.

Nell’estate del 2003 la società è rilevata da una cordata d’imprenditori capeggiata da Maurizio Stirpe, nonché presidente della Confindustria Lazio.

Il patron del sodalizio di Via Marittima, nativo di Torrice è figlio di Benito, presidente dei ciociari negli anni sessanta.

Con l’ingresso nella stanza dei bottoni della famiglia Stirpe, inizia la cavalcata che consente l’approdo in B nel torneo 2005-2006.

Dopo lo scivolone in Lega Pro, nel torneo 2013-2014 si festeggia il ritorno nella cadetteria.

L’anno successivo, è centrata la storica promozione in Serie A con l’attuale tecnico che siede sulla panchina dal 2012.

Il tecnico in riva al fiume Cosa, è Roberto Stellone, pratico e virtuoso, apprezzato tatticamente dalla critica, riceve il premio “la panchina d’oro 2013-2014” (prima divisione).

E’ un figlio d’arte, suo padre Gaetano, attaccante degli anni settanta, gioca per diverse stagioni in serie C.

Discreta la carriera da calciatore di Roberto nato a Roma nel 1977, abile centravanti veste le maglie di Lodigiani, Lucchese, Parma e Lecce.

Si trasferisce a Napoli, una parentesi a Reggio Calabria, infine Genoa e Torino. Termina la carriera agonistica a Frosinone nel 2011.

Nel suo palmares da giocatore professionista si annoverano 387 presenze e 101 reti realizzate.

Domenica 22 novembre ore 20.45 si celebra allo stadio Giuseppe Meazza la disputa tra FC Internazionale Milano e Frosinone Calcio.

Le due compagini si presentano, prima della tredicesima giornata, rispettivamente al primo (a quota 27 punti) e al diciottesimo posto (11 punti) con discordante ambizione.

Il percorso del team di Roberto Mancini è caratterizzato da otto vittorie, tre pareggi e una sconfitta; per gli undici di Roberto Stellone sono tre gli incontri vincenti, due pareggi e sette le disfatte.

Dodici sono le reti realizzate e sette quelle subite dai Bauscia. Undici sono quelle all’attivo e diciotto quelle al passivo per i Canarini.

La serata meteo, fuori dalle mura del Castello Sforzesco, è fredda, il cielo è limpido e la temperatura misurata è di sei gradi centigradi.

Il fischietto dell’incontro è affidato al trentaquatrenne Marco Guida, della sezione Aia di Torre Annunziata.

Scopriamo in archivio che l’arbitro campano esercita la libera professione.

Sul green dell’impianto meneghino gli assistenti del “consulente” sono Marrazzo e Tasso. Il quarto uomo è Vivenzi. I giudici di linea sono Fabbri e La Penna.

La guida tecnica della Pinetina sceglie il modulo 4-2-3-1 con lo sloveno Handanovic in porta. Il reparto difensivo confezionato da Nagatomo, Miranda, Murillo e Telles; la mediana, composta da Felipe Melo e Kondogbia; il tris, con Biabiany, Jovetic e Ljajic che supporta l’ariete Icardi.

Lo staff laziale schiera il modulo 4-4-2 con Leali tra i pali. La difesa è amministrata da Rosi, Diakitè, Blanchard e Crivello; davanti alla roccaforte si dispongono Paganini, Gori, Sammarco e Soddimo; in avanti, la coppia, Ciofani e Castillo.

Tra la Beneamata e i Leoni gialloblù, finisce con il successo perentorio dei nerazzurri (4-0).

Roberto Mancini mescola le carte e lancia sul green dal primo minuto Biabiany e Ljajic sugli esterni.

Sin dall’avvio Icardi e compagni spingono nell’angolo la squadra di Stellone. Il possesso di palla pende dalla sponda nerazzurra che capitalizza con cinismo la supremazia territoriale.

Ljajic calcia un tiro destrorso che Leali non trattiene, irrompe Jonathan Biabiany che scarica la palla nella rete degli ospiti (al minuto 29).

L’Inter è brava e spietata, concreta, forte dal punto di vista fisico. Sopperisce con stabilità e impulso alcune lacune tecniche della mediana.

Nella ripresa dopo uno scambio eccellente con Ljajic, Mauro Icardi trafigge la difesa dei Canarini (al minuto 53).

Il tecnico jesino disegna una squadra accorta, sceglie gli interpreti adatti, modella con arguzia l’impianto tattico misurando gli avversari, limitandone le peculiarità.

Nel finale l’Inter dilaga con le reti di Jeison Murillo (al minuto 87) e Marcelo Brozović (al minuto 92), subentrato a Icardi e sostenuto dall’ottimo Ljajic.

Alla fine tre punti che muovono la classifica; un passo avanti per la Beneamata che detiene il vertice del campionato, mentre per il Frosinone una decorosa performance che alimenta la speranza di salvezza.

Venticinque sono le reti realizzate nella quarta giornata di serie A. Quattro, sono le vittorie tra le mura amiche (Inter, Juventus, Genoa e Udinese), tre vittorie esterne (Napoli, Torino e Chievo), tre i pareggi (Fiorentina-Empoli, Bologna-Roma e Lazio-Palermo).

Dopo 1.170 minuti la classifica è la seguente: Inter (30 punti) – Napoli, Fiorentina (28 punti) – Roma (27 punti) – Sassuolo (22 punti) – Juventus (21 punti) – Milan (20 punti) – Lazio (19 punti) – Torino, Atalanta (18 punti) – Chievo,  Sampdoria, Genoa  (16 punti) – Palermo, Udinese, Empoli (15 punti) – Bologna (13 punti) – Frosinone (11 punti) – Verona, Carpi (6 punti).

Fiorentina-Empoli (2-2).

Il derby toscano finisce in parità.

La squadra di Giampaolo segna con Marko Livaja lanciato in profondità da Saponara (al minuto 18). Gli ospiti trovano il raddoppio con un tiro mancino di Marcel Büchel che riprende una respinta della difesa Viola (al minuto 27).

Nella ripresa registriamo la rimonta dei gigliati con la doppietta di Nikola Kalinic. Il croato prima con un colpo di testa (al minuto 56) poi con una zampata sottomisura (al minuto 61) regala un punto a Paulo Sousa.

 

Genoa-Sassuolo (2-1).

Al Marassi va in scena un incontro vibrante e ben giocato.

Il Grifone segna con una splendida segnatura di Tomas Rincon che supera Consiglia (al minuto 51).

Nella fase finale del match gli undici del presidente Squinzi pareggiano con Francesco Acerbi che raccoglie una corta respinta di Perin su conclusione di Vrsaljko (al minuto 93).

A tempo scaduto, il goal dell’ex, Leonardo Pavoletti servito da Cissokho supera la difesa neroverde (al minuto 94).

Atalanta-Torino (0-1).

Il Toro espugna il campo della Dea bergamasca con la rete di Cesare Bovo, abile e lesto sugli sviluppi di un calcio d’angolo(al minuto 52).

Udinese-Sampdoria (1-0).

L’Udinese torna alla vittoria contro il Doria di Vincenzo Montella subentrato sulla panchina a Walter Zenga. I friulani confezionano un’azione da manuale con Widmer e Thereau conclusa da Emmanuel Badu che trafigge Viviano (al minuto 34).

Lazio-Palermo (1-1).

Dopo 3 sconfitte consecutive in campionato (Atalanta, Roma e Milan) gli aquilotti raccolgono un punto tra le mura amiche.

Gli ospiti del neo tecnico Davide Ballardini (subentrato a Giuseppe Iachini) passano in vantaggio sugli sviluppi di un corner. Il tiro da fuori area di Lazaar diventa un passaggio per Edoardo Goldaniga che deposita la sfera nel sacco biancoceleste (al minuto 21).

Gli undici di Stefano Pioli acciuffano il pareggio su calcio di rigore trasformato da Antonio Candreva (al minuto 70).

Carpi-Chievo (1-2).

I Clivensi piegano il team di Fabrizio Castori allo stadio Braglia.

Gli undici di Rolando Maran segnano con Roberto Inglese (al minuto 8) e raddoppiano con Riccardo Meggiorini(al minuto 14).

Nel secondo tempo i biancorossi sono generosi e realizzano il goal della bandiera con l’autorete di Alessandro Gamberini (al minuto 61).

Verona-Napoli (0-2).    

I Partenopei liquidano gli scaligeri con un “risultato all’inglese”.

La magia di Lorenzo Insigne (al minuto 67) e la prodezza di Gonzalo Higuain, (al minuto 73) piegano la resistenza dei gialloblù di Andrea Mandorlini.

Juventus-Milan (1-0).

E’ la terza vittoria consecutiva per i campioni d’Italia (dopo Empoli e Torino).

Il sinistro dell’argentino Paulo Dybala (al minuto 65) assistito da Alex Sandro gela le velleità del Diavolo allo Stadium.

Questa vittoria lancia la Vecchia Signora al sesto posto. I bianconeri di Allegri scavalcano i rossoneri in classifica (fermi a quota 20 punti).              

Bologna-Roma (2-2).

La sfida giocata sotto la pioggia dello stadio Dall’Ara è pulsante, ricca di emozioni.

I rossoblù di Roberto Donadoni sbloccano l’inerzia del match con Adam Masina (al minuto 14).

I capitolini segnano due reti su calcio di rigore decretati dall’arbitro Rocchi.

Il primo trasformato da Miralem Pjanić (al minuto 52), il secondo da Edin Džeko (al minuto 72).

Nei titoli di coda Mattia Destro (al minuto 87) trasforma il penalty, concesso dall’arbitro fiorentino, il terzo della serata, per un fallo di Torosidis ai danni di Giaccherini.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

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