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Trento

Due giorni a Bruxelles per avvicinare l’Europa a Trento

Si è conclusa ieri una intensa due giorni a Bruxelles del presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, del vicepresidente Walter Viola e di un folto gruppo di consiglieri, in primis la presidente della Commissione che si occupa d’Europa, Lucia Maestri.

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Si è conclusa ieri una intensa due giorni a Bruxelles del presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, del vicepresidente Walter Viola e di un folto gruppo di consiglieri, in primis la presidente della Commissione che si occupa d’Europa, Lucia Maestri.

L’occasione è venuta dalla cerimonia per i 20 anni della rappresentanza comune di Trento, Bolzano e Innsbruck a Bruxelles, svoltasi ieri alla presenza anche di due commissari europei. Altro evento è stata l’assemblea del Gect Euregio di stamane, che ha segnato il passaggio della Presidenza biennale di turno in capo al governatore trentino, Ugo Rossi. Il momento è reso particolarmente significativo dal fatto che “decolla” ufficialmente il nuovo e rinforzato assetto dell’ufficio della Pat presso l’Unione europea. Ecco alcune note sui momenti salienti della permanenza a Bruxelles dei consiglieri trentini.

La “conference” sulla sussidiarietà presso il Palamento fiammingo – Il presidente Dorigatti e alcuni consiglieri hanno partecipato ieri a questa conferenza tecnica, organizzata dal Comitato delle Regioni Ue (c’era il suo presidente, Markku Markkula) attorno al tema “Taking decision at the right level”. Il principio di sussidiarietà, dunque, e il ruolo del regionalismo di fronte al moloch europeo. Il presidente del Consiglio regionale del Friuli, Franco Jacob, è intervenuto per dire che il Comitato delle Regioni stesso non è oggi annoverato al livello delle istituzioni europee, ma considerato soltanto uno stakeholder, mentre occorrerebbe dare più dignità agli interlocutori regionali dell’Ue. Si è discusso delle possibili modalità che si potrebbero/dovrebbero adottare per rendere più agile l’interlocuzione dei parlamenti nazionali e delle realtà regionali con il Parlamento europeo.

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L’incontro con l’onorevole Dorfmann al Parlamento europeo – Stamane l’europarlamentare della Svp, Herbert Dorfmann, ha ricevuto in una sala accessibile del Parlamento europeo un folto gruppo di consiglieri provinciali, guidati dal presidente Dorigatti. Va detto che non c’è stata la visita interna al Parlamento, che si presentava in larga parte off limits per questioni di sicurezza legate agli attentati di Parigi. Presenti anche l’assessore altoatesino Florian Mussner e i consiglieri regionali Theiner, Poeder e Hochgruber Kuenzer, l’onorevole Dorfmann ha tracciato un quadro della situazione politica europea come appare vista dalla postazione privilegiata di Bruxelles.

“Il progetto dell’integrazione europea – ha detto – in questi ultimi mesi è sotto stress più di quanto abbia mai potuto personalmente rilevare”. Ci sono fattori che lo mettono realmente a rischio, a partire dall’emergenza immigrazione. La crisi economica appare davvero finita, perché tutti i Paesi Ue sono tecnicamente in crescita. Ma cresce di più chi ha fatto seriamente un lavoro di austerity in casa. E cresce il gap tra Paesi più e meno ricchi. La Germania – dice Dorfmann – è un player troppo forte e al netto della cancelliera Angela Merkel c’è una seria carenza di leadership politica degli Stati.

L’emergenza profughi è potenzialmente devastante, perché ha messo tra parentesi il trattato di Schengen, che rappresenta forse il principale merito del percorso europeo. Secondo Dorfmann occorre proteggere le frontiere esterne dell’Ue, non è possibile che a quelle interne si presenti una massa di immigrati senza documenti e registrazione di sorta. Occorre però essere anche coscienti del fatto che non basterà arroccarsi, e che la vera causa degli sconvolgimenti asiatici – fenomeno Isis compreso – sta nell’esplosione demografica in atto, che genera masse di giovani senza lavoro e senza speranza, preda dei fondamentalismi.

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Dobbiamo difendere il valore dell’integrazione europea – ha proseguito Dorfmann nel suo dialogo con i consiglieri – di fronte ai risorgenti nazionalismi, ricordando che con meno Europa non ci sarà più spazio per le Regioni, ma più potere per gli Stati, per Roma. Secondo il nostro parlamentare europeo, va anche ripreso in mano il Trattato Ue, che mal si adatta a una formazione con 28 Paesi aderenti.

Si è parlato ovviamente dell’ultima ondata terroristica, altro fattore fortemente destabilizzante per l’Europa unita.

Il presidente, Bruno Dorigatti, si è rivolto all’europarlamentare ricordando che si recupera il consenso verso l’Europa soltanto dando risposte concrete e non burocratiche ai cittadini, partendo dalla consapevolezza che oggi larghe fasce di popolazione l’Ue non l’avvertono affatto. Di più: occorre rafforzare il welfare, perché non si fa l’Europa se si allarga l’area della povertà e dell’assenza di diritti.

Il vicepresidente, Walter Viola, ha rilevato che tutti vedono le frontiere interne vacillanti, ma non ricordano come il Trattato di Schengen preveda (inattuato) anche la rigorosa protezione della frontiera esterna dell’Ue.

Giuseppe Detomas ha detto che il disamore verso l’Unione europea va di pari passo in realtà con una crisi generale delle istituzioni democratiche e dell’efficacia dei processi decisionali affidati alla politica.

L’incontro con l’Ufficio rapporti con l’Ue della P.a.t. – La direttrice della base operativa del Trentino a Bruxelles, Daniela Liverini, ha illustrato ai consiglieri caratteristiche e funzionamento della rinnovata struttura, dislocata in un bel palazzo acquistato in Rue De Pascale, a breve distanza dai luoghi principali delle istituzioni europee. La legge provinciale 2 del 2015 ha messo in moto un notevole potenziamento dell’ufficio, ora forte di 5 addetti, perché si è deciso di andare ben oltre la logica del semplice ufficio di rappresentanza. Si lavora anzitutto per intercettare in anticipo le informazioni utili sulle opportunità di finanziamento – sempre più in forma di prestito della Banca europea degli investimenti – che l’Unione europea riserva a progetti e iniziative economiche. L’ufficio Pat fa un’azione di lobbying informale, tenendo relazioni con i parlamentari europei, creando collegamenti virtuosi a beneficio del Trentino e della sua rete di aziende.

E’ nei programmi un accordo di programma con Fbk, Fem e Università, per supportare da Bruxelles le attività di ricerca in cui sono impegnati questi soggetti trentini. Si potrà fare anche formazione per i giovani e dall’incontro di oggi è uscita la prospettiva di momenti di formazione dedicati anche alla politica e ai consiglieri provinciali.

La presidente della V Commissione consiliare (la Commissione che si occupa di Europa), Lucia Maestri, ha rilevato con soddisfazione che la l.p. 2/2015, sta dunque entrando nella fase attuativa. La cabina di regia è in mano alla Giunta provinciale, si tratta di focalizzare – l’ha rilevato anche il consigliere Giuseppe Detomas- il ruolo dell’assemblea legislativa nella produzione del diritto europeo, evitando che risulti infine marginale o solo teorico. Rispondendo a Giacomo Bezzi, la direttrice Liverini invece ha spiegato che l’ufficio di Bruxelles si rapporterà con le aziende trentine ma per il tramite della Camera di commercio di Trento. Un bollettino terrà peraltro informate le imprese su tutte le chance che arrivano da Bruxelles.

Mario Tonina ha osservato che purtroppo si sono persi diversi anni prima di decidersi a dare all’ufficio di Bruxelles un’impronta decisamente orientata all’economia e alle imprese. L’auspicio è che l’ufficio si metta in dialogo non solo con il governo provinciale, ma con tutta la politica trentina.

Il vicepresidente Walter Viola ha argomentato che la mission principale oggi per l’ufficio Pat di Bruxelles è soprattutto quella di fare rete, sul piano formativo e informativo, e di fare lobbying dando maggiore peso specifico al Trentino. E quindi non più solo consentire l’accesso ai fondi europei.

L’assemblea del Gect Euregio e l’intervento di Dorigatti – L’assemblea del Gruppo europeo si è svolta in Rue de Pascale e ha sancito l’avvio della Presidenza trentina per il prossimo biennio. Durante i lavori ha preso la parola anche il presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, che ha ringraziato il presidente uscente Guenther Platter, elogiando i passi avanti compiuti da quest’organismo di collaborazione transfrontaliera fra le regioni del Tirolo storico. Il Gect ha accresciuto la sua riconoscibilità e ha prodotto decisioni concrete nel campo dei giovani, della cultura, dei trasporti, dell’economia.

“Ora però si apre una nuova fase – ha detto Dorigatti – consentita dalle decisioni assunte dal Dreier Landtag di Schwaz 2014. Si è introdotto un rapporto più diretto tra l’assemblea congiunta delle tre assemblee legislative di Trento, Bolzano e Innsbruck e il Gect Euregio: la relazione appare sempre più simile a quella tra organo legislativo e organo esecutivo, con tutte le conseguenze operative che ne discendono. E che si devono declinare già con il Dreier Landtag programmato per il 21 aprile prossimo a Trento, attraverso mozioni realmente operative e capaci di innescare l’azione amministrativa diretta del Gect”.

Con il Gect presieduto da Ugo Rossi e il Dreier Landtag presieduto da Bruno Dorigatti, il Trentino nel 2016 può davvero lasciare il segno.

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