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Trento

Schützen: commemorazione dei caduti austro-ungarici del 1914-18 a Trento.

Nel pomeriggio di ieri si è tenuta a Trento la commemorazione annuale dei caduti austro-ungarici della prima guerra mondiale 1914-1918.

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Nel pomeriggio di ieri si è tenuta a Trento la commemorazione annuale dei caduti austro-ungarici della prima guerra mondiale 1914-1918.

La commemorazione promossa dalla 1a Schützenkompanie “Kaiser Maximilian I” di Trento in collaborazione con il Welschtiroler Schützenbund è stata molto sentita e partecipata, oltre 250 gli Schützen, in rappresentanza delle 25 compagnie esistenti in provincia, convenuti a Trento per l’evento.

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Le attività degli Schützen sono iniziate alle ore quattordici in via Belenzani con la rituale rassegna della forza da parte del Landeskommandant Paolo Dalprà, alla presenza del Consigliere Provinciale e Regionale Walter Kaswalder, al termine della rassegna è stata deposta la prima corona commemorativa alla base della lapide ai caduti austro-ungarici posta sull’edificio comunale.

Il capitano della "Kaiser Maximilian" Roberto Feller nel suo discorso ha rievocato gli accadimenti storici che portarono all’estremo sacrificio dei tanti tirolesi di lingua italiana, giovani e meno giovani, che diedero la vita per la difesa del loro amato territorio, per la terra dei loro padri.

Il capitano onorario e kulturreferent della compagnia professore Claudio Tessaro De Weth nel suo intervento, ricordando anche le vittime dei recenti attentati di Parigi, ha sottolineato l’importanza di non parlare più soltanto del passato ma di rivolgersi fiduciosi al futuro, di infondere coraggio alla gente e quel senso di unità attraverso il quale perseguire finalmente l’Europa dei popoli per poter reagire in maniera unitaria alla piaga dilagante del terrorismo e tornare a vivere in un’Europa solidale più a dimensione d’uomo che non sia più prigioniera delle banche e delle lobby.

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In questo Tessaro identifica il nuovo ruolo degli Schützen nel terzo millennio, un ruolo di salvaguardia del territorio nella sua interezza preservando arte, tradizioni, storia, cultura ed identità tirolesi di quel Tirolo che è sempre stato mitteleuropeo ma che ha sempre fatto anche da ponte col mondo mediterraneo.

Allo scopo Tessaro ha ricordato gli sforzi che la compagnia degli Schützen di Trento sta compiendo da anni con il Comune e con la Provincia per ottenere il restauro dell’antico casino di tiro al bersaglio di viale Buonarroti proprio per il recupero della storia e dell’identità della città di Trento, perché per il professore questi sono i valori dai quali partire per affrontare meglio il futuro, sue le conclusioni: «Chi non sa da dove viene, non sa dove deve andare!».

Successivamente i cappelli piumati, accompagnati dalla musica della Böhmische Judicarien, hanno sfilato per le strade del centro storico (via Belenzani, piazza del Duomo, via Verdi e via Rosmini) fino a raggiungere il cimitero di Trento per partecipare alla Santa Messa nella cappella cimiteriale.

Al termine della funzione è stata deposta e benedetta una seconda corona commemorativa all’arca monumentale dei caduti austro-ungarici sita internamente al cimitero di Trento, con l’occasione è stata eseguita una salva d’onore.

Prima di lasciare il cimitero il Landeskommandant Mjr. Dalprà, premettendo che nella giornata dedicata ai caduti è giusto dedicare i propri pensieri esclusivamente ai caduti, ha ricordato brevemente che negli ultimi cento anni la verità storica dei fatti della prima guerra mondiale non è ancora emersa, o quanto meno è emersa solo in minima parte, pertanto, è sempre più necessario e importante fare cultura attraverso libri, pubblicazioni ed insegnamenti scolastici affinché una volta note le verità storiche i cittadini possano prendere le proprie decisioni in piena libertà di coscienza.

In chiusura il Consigliere Provinciale Kaswalder ha ribadito la difficoltà dei tempi in cui viviamo  e che ogni guerra, oggi come allora, arreca solo distruzione e dolore condannando gli attentati di Parigi ed augurando ai tanti feriti che possano presto ritornare alla loro quotidianità.

Kaswalder ha infine ricordato il ruolo degli Schützen come quello di soldati di pace alla difesa del proprio territorio e del proprio popolo auspicando che si possa al più presto realizzare un’Europa dei popoli finalmente libera dai potentati economici.

Usciti dal cimitero gli Schützen, in formazione, hanno marciato nuovamente per il centro storico cittadino alla volta del Duomo dove, tra la benevolenza dei cittadini e l’ammirazione dei turisti, hanno gremito la piazza con le loro divise colorate ed i loro cappelli piumati (vedi foto).

Notata la strana assenza alla commemorazione del Senatore Franco Panizza e dei consiglieri ed assessori sia Comunali che Provinciali del PATT fatto salvo appunto Walter Kaswalder.

a cura di Mario Amendola

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