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Trento

Alluvioni “estreme”: parte il progetto MHYMESIS

Come possiamo difenderci dalle "alluvioni estreme"? In quale misura possiamo prevedere, e prevenire, colate di detriti e piene iperconcentrate? 

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Come possiamo difenderci dalle "alluvioni estreme"? In quale misura possiamo prevedere, e prevenire, colate di detriti e piene iperconcentrate? 

A queste domande vuole rispondere il progetto MHYMESIS (Modelling Hazard of hYperconcentrated Mountain flows: a wEbgis SImulation System), una ricerca applicata sul tema della prevenzione del dissesto idrogeologico in ambiente montano che ha preso il via in questi giorni per iniziativa del Centro Universitario per la Difesa Idrogeologica nell’Ambiente Montano (CUDAM, Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Trento). Obiettivo del progetto è sviluppare un modello per lo studio degli eventi alluvionali estremi che mobilitano notevoli quantità di materiale solido quali piene iperconcentrate e colate di detriti, per poter "prevedere" tali eventi ma, soprattutto, poterli prevenire mappando preventivamente le zone soggette a pericolo e progettando le opere idrauliche di mitigazione più adatte e mirate.

In ambiente alpino i fenomeni di piena si associano in genere a ingenti deflussi di materiali solidi. Si tratta di fenomeni che possono manifestarsi, in modo assai rapido, in seguito a forti piogge, quando nei torrenti di montagna finisce per scorrere non solo l'acqua ma anche grandi quantità di sedimenti, fino ad arrivare a vere e proprie colate di detriti nelle quali vengono coinvolti di frequente anche grossi massi.

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Tra gli eventi più recenti e di maggiore impatto va ricordata la colata di Campolongo dell'agosto 2010, ma le alluvioni sono tutt'altro che eventi rari: ben 12 nel solo 2014 sono stati in Trentino gli eventi classificati dal Servizio Bacini montani come "alluvionali" (un tredicesimo evento, tra il 4 e 6 novembre, ha riguardato l'intero territorio provinciale), per lo più concentrati nei mesi di agosto e settembre: metà di questi hanno riguardato il bacino dell'Avisio.

Per mitigare il rischio idraulico ed idrogeologico il Servizio Bacini Montani è impegnato da molti anni a realizzare nei vari bacini idrografici opere di sistemazione idraulica e forestale, un patrimonio di manufatti che a tutt'oggi vede sul territorio provinciale la presenza di quasi 18.000 briglie, oltre 335 chilometri di cunettoni, quasi 500 chilometri di opere spondali, 87 chilometri di argini in rilevato e 460 spazi di deposito. Nel 2014 sono stati aperti 205 cantieri di sistemazione idraulica e forestale, di cui 157 per interventi di ordinaria manutenzione.

La definizione della pericolosità del fenomeni torrentizi e fluviali e la loro rappresentazione su base geografica ha assunto, nel tempo, notevole rilevanza quale strumento di supporto sia alla pianificazione urbanistica del territorio, sia alla gestione delle emergenze negli interventi di protezione civile. Di qui la necessità di disporre di banche dati costantemente aggiornate quali il Reticolo idrografico, per il quale si è da poco ultimata la revisione, ed il Catasto delle opere di sistemazione idraulico-forestale, anch'esso ora in fase di revisione strutturale ed organizzativa. 

Il sistema di previsione che verrà realizzato grazie a "MHYMESIS" sarà sviluppato sfruttando le più avanzate tecniche di simulazione al computer e di gestione dei dati territoriali oggi disponibili, e costituirà uno strumento utile a disposizione di amministrazioni e professionisti per la delimitazione preventiva delle zone soggette a pericolo e per la progettazione delle opere di difesa.

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"Il nuovo sistema MHYMESIS – spiega Giorgio Rosatti, responsabile del progetto – sarà il risultato di un processo di trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca a quello professionale applicativo, e si caratterizzerà per una affidabile capacità previsionale e per una grande facilità d’uso. Queste proprietà potranno contribuire in maniera significativa allo studio della dinamica di eventi alluvionali, alla diffusione di pratiche di pianificazione e protezione del territorio efficaci e razionali (come ad esempio la mappatura del pericolo), nonché allo sviluppo di robusti criteri di progettazione e di verifica di opere per la mitigazione del rischio. Inoltre, la prevista elevata qualità grafica e l’affidabilità scientifica del nuovo sistema porteranno vantaggi di rilievo anche nella comunicazione con gli stakeholders, in quanto sarà possibile descrivere in modo interattivo e tridimensionale eventuali interventi sul territorio, agevolando tecnici e responsabili politici locali e favorendo la partecipazione della popolazione e la diffusione di una robusta cultura di prevenzione e autoprotezione."

I partner del progetto MHYMESIS

Oltre al CUDAM, il pool di ricerca – coordinato dal professor Giorgio Rosatti – comprende il Servizio Bacini Montani della Provincia autonoma di Trento, il Dipartimento Programmazione, Difesa del suolo e risorse idriche della Regione autonoma Valle d’Aosta, il Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica (DISEG) del Politecnico di Torino e la ditta Trilogis Srl di Rovereto. Il progetto è cofinanziato dalla Fondazione CARITRO di Trento, che ha promosso l’attività di ricerca scientifica e tecnologica nell’ambito della gestione e salvaguardia dell’ambiente. 

Il CUDAM partecipa al progetto mettendo a frutto le proprie competenze nella ricerca di base e applicata relativa ai fenomeni di dissesto idrogeologico in territorio montano e nello studio di strumenti e strategie di difesa. Molte delle conoscenze sviluppate negli anni dal CUDAM sono confluite nel modello Trent2D (Transport in Rapidly Evolutive, Natural Torrent) che, grazie al progetto MHYMESIS, verrà esteso nelle sue funzionalità, per renderlo utilizzabile su più larga scala. 

Il DISEG del Politecnico di Torino contribuirà a MHYMESIS con uno studio reologico sulle colate su fondo fisso e, inoltre, validerà le versioni aggiornate del software attraverso casi test e casi di studio reali. I dati per la validazione saranno forniti dalla Regione autonoma Valle d’Aosta e dalla Provincia autonoma di Trento.

Il Servizio Bacini Montani contribuirà a fornire un quadro delle esigenze e delle difficoltà operative che si incontrano sul campo, nonché un contributo alla caratterizzazione statistica degli eventi meteorici che innescano fenomeni di colata.
Infine, la ditta Trilogis Srl, azienda locale specializzata in tecnologie per il trattamento di dati territoriali, si occuperà dello sviluppo di una moderna soluzione WebGis per l’interfacciamento tra il modello ed un applicativo per la gestione dei dati territoriali.

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Trento

Giornate Europee del Patrimonio: le iniziative archeologiche in Trentino

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Sabato 21 e domenica 22 settembre torna l’appuntamento con le Giornate Europee del Patrimonio a cui aderisce anche l’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento.

Tema conduttore dell’edizione di quest’anno è “Un due tre… Arte! Cultura e intrattenimento” che interpreta lo slogan individuato in sede europea per gli European Heritage Days e rappresenta un’occasione per riflettere sul benessere che deriva dall’esperienza culturale e sui benefici che la fruizione del patrimonio culturale può determinare in termini di divertimento, condivisione, sperimentazione ed evasione.

In questa direzione vanno le proposte dei Servizi Educativi della Soprintendenza presso la Tridentum romana, il Museo Retico a Sanzeno, il Museo delle Palafitte di Fiavé e l’area archeologica Acqua Fredda al passo del Redebus per coinvolgere interessati, appassionati o semplicemente curiosi che intendano avvicinarsi alle vicende antiche del Trentino.

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Nel fine settimana il S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, sotto piazza Cesare Battisti a Trento, è visitabile con tariffa ridotta con orario 9.30-13 e 14-18. Sabato 21 settembre alle ore 15.30 viene proposto “Nel centro di Trento: Tridentum la città sotterranea” visita guidata alla città romana di duemila anni fa e alla mostra “Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani”.

La partecipazione è gratuita previa prenotazione entro le ore 13 del giorno della visita al numero 0461 230171.

“La spada è nella roccia” è il titolo dell’iniziativa dedicata alla lavorazione dei metalli nell’antichità in programma domenica 22 settembre, alle ore 14.30, presso l’area archeologica Acqua Fredda al Passo del Redebus, tra l’altopiano di Piné e la Valle dei Mocheni.Un’occasione per bambini e adulti per vedere gli archeometallurghi all’opera e partecipare ad un laboratorio di archeologia sperimentale. Completano l’attività la visita al sito condotta dall’archeologa Luisa Moser e la visita alla riserva naturale circostante con Paola Barducci accompagnatore di territorio.

Partecipazione gratuita previa iscrizione entro le ore 17 del giorno precedente presso l’A.p.T. di Piné Cembra tel. 0461 557028.

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Il Museo Retico di Sanzeno è aperto nei giorni di sabato e domenica con ingresso ridotto dalle ore 14 alle 18.

Lungo il percorso espositivo si può ammirare una selezione di opere della mostra “Zanoni. L’età del Ferro” allestita nella vicina Casa de Gentili. Domenica 22 settembre, alle ore 15 e alle 16.30, sono previste due visite guidate gratuite sul tema “Reti e Romani in Val di Non. A 150 anni dalla scoperta della Tabula Clesiana” per scoprire aspetti inediti e curiosità sulla vita quotidiana e sulla cultura dei Reti, la popolazione pre-romana che abitava la Val di Non nell’età del Ferro, e conoscere le fasi che hanno portato alla romanizzazione del territorio.

Visitabile con ingresso ridotto nel fine settimana, dalle ore 14 alle 18, anche il Museo delle Palafitte di Fiavé, che domenica 22 settembre, alle ore 15, propone la visita guidata gratuita “Racconti nella torba: l’importanza della torba per la popolazione di Fiavé, dall’estrazione per scopi domestici all’indagine archeologica”.

Le torbe e i sedimenti lacustri dell’antico lago di Fiavé-Carera hanno conservato moltissime tracce e reperti utili per ricostruire numerosi aspetti di vita quotidiana nei villaggi preistorici, ma allo stesso tempo sono stati importanti risorse sociali ed economiche per la popolazione locale.

Per interagire, partecipare e taggare sui social:

#GEP2019 #museitaliani #UnduetreArte #EHDs #archeologiatrentino

IL PROGRAMMA

Giornate Europee del Patrimonio

21 – 22 Settembre 2019

Ingresso ridotto:

al S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, piazza Cesare Battisti, Trento e alla mostra Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani (orario 9.30-13/14-18)
al Museo Retico di Sanzeno (orario 14-18)
al Museo delle Palafitte di Fiavé (orario 14-18)
21 settembre ore 15.30
S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, piazza Cesare Battisti

Nel centro di Trento: Tridentum la città sotterranea
Visita guidata alla città romana di duemila anni fa: al S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, alla mostra “Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani”
Partecipazione gratuita, previa prenotazione tel. 0461 230171 entro le ore 13 del giorno dell’iniziativa, massimo 35 persone

22 settembre ore 14.30

Area archeologica Acqua Fredda
La spada è nella roccia
Visita guidata al sito e attività di archeologia sperimentale per bambini e adulti con gli archeometallurghi per scoprire i segreti della lavorazione dei metalli
A seguire visita alla riserva naturale circostante a cura di Paola Barducci accompagnatore di territorio.

Partecipazione gratuita previa iscrizione entro le ore 17 del giorno precedente presso l’A.p.T. di Piné Cembra tel. 0461 557028

22 settembre ore 15

Museo delle Palafitte di Fiavé
Racconti nella torba: l’importanza della torba per la popolazione di Fiavé, dall’estrazione per scopi domestici all’indagine archeologica
Visita guidata gratuita

22 settembre ore 15 e ore 16.30

Museo Retico
Reti e Romani in Val di Non. A 150 anni dalla scoperta della Tabula Clesiana
Visite guidate gratuite

Informazioni

Provincia autonoma di Trento
Soprintendenza per i beni culturali
Ufficio beni archeologici

Via Mantova, 67 – 38122 Trento
tel. 0461 492161
e-mail: uff.beniarcheologici@provincia.tn.it
www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia

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Trento

Il prospetto Imis arriva mediante posta elettronica

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Per facilitare i soggetti tenuti a pagare l‘Imposta immobiliare semplice (Imis), il Comune si impegna a spedire entro la scadenza dell’acconto (16 giugno) all’indirizzo dei contribuenti l’importo da pagare e la copia precompilata dei modelli F24 (fac simile acconto e fac simile saldo), mediante posta ordinaria.

Chi desidera ricevere il prospetto Imis mediante posta elettronica, deve comunicare l’indirizzo email o pec di riferimento utilizzando l’apposito modulo Richiesta invio prospetto IMIS per posta elettronica disponibile dal 19 settembre sullo sportello online del Comune di Trento.

La richiesta presentata entro il 1° aprile di ogni anno consentirà l’invio del prospetto per l’anno di imposta in corso.

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La richiesta presentata dopo tale data consentirà l’invio del prospetto di pagamento relativo all’anno di imposta successivo.

La comunicazione non è necessaria per chi ha già provveduto a richiedere l’attivazione del servizio. Verrà infatti mantenuto come riferimento l’indirizzo di posta elettronica già comunicato.

Per accedere allo sportello online è necessario possedere la carta provinciale/nazionale dei servizi abilitata, oppure le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), che permettono di comunicare in maniera facile e sicura con tutta la pubblica amministrazione. Le istruzioni per ottenere le credenziali e/o attivare la carta sono disponibili sul sito del Comune (Attiva la carta).

Dal 20 al 22 settembre, in occasione della terza edizione di Trento Smart City Week, sarà possibile gratuitamente prenotare, ottenere e provare il proprio SPID nell’apposito stand del Villaggio Digitale allestito in piazza Duomo.

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Le prenotazioni sono già aperte, tutte le informazioni sono visibili qui 

Per informazioni è disponibile l’ufficio Imposte (palazzo Thun, via Belenzani, 19) aperto al pubblico del lunedì al venerdì dalle 8 alle 12, il giovedì dalle 8 alle 16, n. tel. 0461-884872.

L’Imis è dovuta dalla persona fisica o giuridica titolare di diritto reale di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie ed enfiteusi. Nel caso di contratto di leasing è dovuta dal soggetto che acquisisce la disponibilità in godimento dell’immobile.

Chi non riceve il prospetto di pagamento è tenuto comunque al versamento dell’imposta dovuta.

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Trento

Aquila e scudo: presentato il nuovo logo della SAT

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Presentato nella mattinata odierna alla Casa della SAT in via Manci a Trento il nuovo logo del sodalizio, illustrato dall’intervento della presidente Anna Facchini e dall’ideatore del marchio Lorenzo Viesi titolare di Vitamina Studio.

“Con l’inizio del 2019 la SAT ha approvato un documento programmatico triennale all’interno del quale sono stati individuati gli obiettivi strategici del Consiglio in carica – ha dichiarato la presidente – Uno di questi obbiettivi punta con convinzione verso l’esigenza di implementare nuove modalità e criteri di comunicazione.

Un “restyling” generale dei propri strumenti informativi, così articolato e profondo, da richiedere il lavoro e la sovraintendenza da parte di una commissione apposita: la Commissione Comunicazione, istituita lo scorso aprile, con il compito di individuare competenze, strumenti, modalità e tempi degli interventi.

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Le novità sono contenute in uno specifico Piano Comunicazione e riguarderanno tutti i canali che SAT oggi utilizza per comunicare con il mondo esterno: in sostanza ciò che i pubblicitari chiamano una “immagine coordinata”.

Un intervento per il quale il Consiglio ha impegnato le risorse necessarie nella convinzione della opportunità di questo investimento.

Per iniziare questa revisione, i professionisti interpellati hanno evidenziato la necessità di partire da un marchio che mantenesse le caratteristiche storico- identitarie della Associazione, le quali costituiscono il patrimonio di valori che SAT incarna e custodisce da quasi 150 anni, interpretati con una nuova grafica compatibile anche con futuri nuovi supporti informatici.

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A fronte di tutte queste motivazioni il Consiglio della SAT ha approvato la proposta della agenzia Vitamina Studio di Lorenzo Viesi, e l’elaborato grafico è stato presentato alle sezioni e alle commissioni SAT lo scorso giovedì 12 settembre, riscuotendo sostanziali consensi espressi anche con un applauso dei presenti.

E’ un risultato importante: il marchio veicola identità, storia e valori di una  realtà.

In quanto istituzione di rilevanza storica, infatti  la SAT deve contare su uno stemma che trasmetta autorevolezza e sia riconoscibile dal pubblico in modo efficace e incisivo.

Inoltre il marchio deve poter conservare la sua leggibilità, anche in caso di riduzione delle dimensioni, e garantire immediata riconoscibilità poiché replicabile su molteplici supporti (abbigliamento, accessori, superfici), con media anche digitali e in differenti versioni (monocromatica, in negativo, a colori).

Muovendo dai punti cardine dell’attuale simbolo e da alcune criticità in esso riscontrati, la proposta presentata raggruppa i princìpi fondanti dello storico stemma, in un’ottica di rinnovamento e moderna comunicazione della propria identità.

Il nuovo disegno mantiene gli elementi che da sempre caratterizzano la SAT: l’aquila che nell’araldica incarna potenza, forza e vittoria, sovrasta lo scudo sannico a sfondo blu, colore rappresentativo della società che si incontra anche sulle facciate dei rifugi montani. Compare inoltre lo stellone del CAI, simbolo di guida e aspirazione a cose maggiori, costituisce l’asta trasversale della lettera A, sotto di essa, l’italianità e l’appartenenza nazionale sono sottolineate dalla sigla del CAI, di cui SAT è sezione autonoma dal 1919.

La principale e imprescindibile novità è la presenza nitida all’interno dello scudo del nome “SAT”, che non figura nell’insegna precedente.

Le lettere che compongono l’acronimo, inoltre, si prestano a simboleggiare graficamente oggetti importanti per il sodalizio: il sentiero, la neve sui tracciati e la corda (S), la vetta, la meta universale e l’alpinismo (A), la piccozza a doppia punta (T).

Questi accorgimenti, uniti a un’estetica più leggera, rendono lo stemma moderno, riconoscibile e reiterabile, pur non intaccando la valenza storica e sociale.

Il risultato è un simbolo istituzionale che descrive appieno il valore SAT.

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