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Trento

Il quadro dell’offerta scolastica ed educativa del Trentino.

Qualità e capillarità, sostenibilità e integrazione con il territorio e la comunità in continuità con il percorso istituzionale avviato con le fusioni dei Comuni, investimento nell'orientamento per prevenire gli insuccessi scolastici e quindi gli abbandoni, ma anche per rafforzare il ruolo delle scuole nell'attività di placement, valorizzazione delle eccellenze ma all'interno di una scuola di tutti e per tutti. 

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Qualità e capillarità, sostenibilità e integrazione con il territorio e la comunità in continuità con il percorso istituzionale avviato con le fusioni dei Comuni, investimento nell'orientamento per prevenire gli insuccessi scolastici e quindi gli abbandoni, ma anche per rafforzare il ruolo delle scuole nell'attività di placement, valorizzazione delle eccellenze ma all'interno di una scuola di tutti e per tutti. 

Sono questi i ragionamenti che stanno alla base dell'aggiornamento del quadro dell'offerta scolastica ed educativa provinciale, approvato oggi dalla Giunta su indicazione del governatore del Trentino Ugo Rossi. 

"In questo piano abbiamo affrontato alcune sfide importanti: una di questa è stata quella di conciliare qualità e capillarità, ovvero puntare alla qualità complessiva dell'ambiente scolastico, considerando al contempo il valore di coesione sociale e culturale che la scuola riveste per una comunità – spiega il presidente Rossi -. Se vogliamo dare ai nostri bambini e alle nostre bambine maggiore qualità, è necessario poter contare su centri scolastici strutturati e, come tali, idonei a garantire un ambiente educativo vivace, aperto, capace di confrontarsi con le sfide che ogni giorno ci sollecitano orizzonti culturali sempre più ampi.

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Ci siamo quindi dati dei criteri, fra i quali appunto conservare almeno un servizio educativo nei comuni in cui oggi vi sono più servizi ma sottodimensionati, considerare le distanze da altre sedi scolastiche, arrivare ad un pieno utilizzo del patrimonio edilizio esistente, prestare attenzione alla specializzazione dei diversi istituti e a come questi sono inseriti e integrati nel territorio di competenza. Non ultimo – prosegue il governatore – si è tenuto conto anche del processo di riforma avviato con le fusioni dei comuni, che cambierà il quadro geografico del Trentino, consapevoli delle potenzialità che gli organismi rappresentativi del sistema scolastico hanno di integrare le istanze del territorio e della comunità".

Il piano, che entrerà a regime fra l'anno scolastico 2016-2017 e il successivo, è frutto di un serrato confronto: "Preme infine sottolineare – conclude Ugo Rossi – che dall'inizio del 2015 ad oggi sono stati oltre una trentina gli incontri durante i quali è stata presentata l'offerta formativa di ogni singolo territorio; questa amministrazione si è spesa in prima persona per elaborare un piano che sia davvero il frutto della condivisione di tutti gli attori coinvolti".

Contestualmente l'esecutivo ha approvato anche gli indirizzi alle istituzioni scolastiche e formative, che vanno nella direzione di quanto già individuato dall'amministrazione provinciale con il Piano Trentino Trilingue e con la filiera scuola-lavoro.

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PIANO DELL'OFFERTA SCOLASTICA ED EDUCATIVA

Il piano riguarda la scuola dell'infanzia, il primo ciclo e il secondo ciclo di istruzione ed entrerà a regime nell'anno scolastico 2016-2017 salvo alcuni interventi puntuali che decorreranno nel 2017-2018.

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Scuola dell'infanzia
Gli interventi che verranno attuati nel servizio all'infanzia hanno tenuto in considerazione sia le dimensioni effettivamente critiche delle scuole, sia la distanza da altre sedi e la loro idoneità ad accogliere la nuova utenza, sia la necessità di investimenti sulla sicurezza non più rinviabili, cercando al contempo il migliore impiego del patrimonio edilizio presente sul territorio.
Questi i criteri adottati per la riorganizzazione:

1. unione di scuole con pochi bambini e stabilmente sotto i 20, con distanze entro i 5 km da altre scuole, laddove le condizioni di efficienza delle strutture lo consentono;

2. volontà di mantenere, laddove possibile, almeno un presidio scolastico per comune.

Primo ciclo di istruzione

Si è cercato di armonizzare la complessità organizzativa e gestionale degli istituti comprensivi, per attenuare le disparità oggi presenti, attraverso l'unificazione di istituti contigui al di sotto un certo numero di studenti. Istituti di maggiori dimensioni garantiscono infatti una più elevata stabilità e continuità dell'organico docente e quindi una comunità professionale più ampia dove poter sviluppare i necessari confronti metodologici e didattici. Inoltre si è puntato sulla riduzione dei plessi di scuola primaria di dimensioni ridotte al fine di contenere le pluriclassi, in ragione delle difficoltà in termini di qualità organizzativa ed educativa. Sono comunque state conservate scuole, anche se molto piccole, collocate in zone particolarmente disagiate e lontane da centri abitati più popolosi. 
Questi i criteri adottati per la riorganizzazione:

1. scuola primaria: unione di piccoli plessi sotto i 40 studenti collocati a una distanza non superiore ai 5 km da altra sede;

2. istituti comprensivi: unificazione di istituti fra loro contigui con meno di 500 studenti, se adatti ad accogliere la nuova utenza sia per distanza che per dotazione infrastrutturale.

Secondo ciclo di istruzione

L'offerta formativa è stata rivista considerando le sfide che questa legislatura si è posta, in particolare la necessità di allineare i fabbisogni di competenze del settore produttivo con i profili in uscita dalla scuola. Vi è poi la necessità di valorizzare nel contesto scolastico le specificità economiche dei territori e le collaborazioni con il mondo delle professioni, delle imprese e della ricerca. In questa strategia si innestano i Poli formativi di filiera, dove l'istruzione è messa in relazione con la formazione professionale e l'università. Infine si è puntato sulla promozione di un rapporto studenti/classi adeguato e a salvaguardare l'offerta formativa nei territori più marginali.
Questi i criteri adottati per la riorganizzazione:

1. unione delle istituzioni scolastiche con meno di 400 studenti;

2. nascita dei Poli formativi di filiera.

INDIRIZZI ALLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E FORMATIVE

Nello stesso dispositivo la Giunta provinciale ha approvato gli indirizzi alle istituzioni scolastiche, che si collocano nel quadro delle azioni delineate nel programma di sviluppo provinciale della XV legislatura.

Il sistema provinciale parte oggi da una scuola sana e robusta, la conferma viene da un decennio di esiti positivi nelle valutazioni internazionali. Tre i cardini principali su cui poggiano gli indirizzi: l'inclusività del sistema scolastico trentino, la filiera scuola-lavoro, il trilinguismo quale obiettivo di legislatura. Queste le priorità del sistema scolastico e formativo:

1. Investire nell’orientamento scolastico dei ragazzi al fine della riduzione della dispersione e dell’insuccesso scolastico

2. Fare del sistema formativo un impulso di innovazione, ricerca e sviluppo scientifico e tecnologico

3. Attuare il piano del trilinguismo

4. Rafforzare il ruolo delle scuole nell’attività di placement e nell’orientamento in uscita dal secondo ciclo, così da accompagnare sia le transizioni scuola lavoro, sia le transizioni scuola-università

5. Valorizzzare le eccellenze e nello stesso tempo realizzare una scuola inclusiva in grado di valorizzare le diversità

6. Sviluppare competenze e contenuti che aiutino a formare nella scuola gli innovatori di domani.

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